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martedì 4 agosto 2009

biodisel : ITALIA QUARTA produttrice di BIODIESEL in Europa


La capacita' produttiva degli impianti di biodiesel europei e' cresciuta dal 2008 al 2009 da 16 milioni di tonnellate a poco meno di 20 milioni. L'Italia, che fino all'anno scorso si attestava in terza posizione tra i paesi con maggiori capacita' produttive, perde terreno e scende al quarto posto, vittima del massiccio impegno nel settore della Spagna, che ha triplicato in un solo anno la capacita' produttiva di biodiesel.

Nel nostro Paese esiste una potenzialita' di 1.910.000 tonnellate. Molto meglio ha saputo fare la Francia con i suoi 2.505.000, la Spagna 3.656.000 e, regina incontrastata, la Germania che rappresenta da sola un quarto della capacita' produttiva totale dell'Unione europea con 5.200.000 tonnellate di biodiesel. Lievemente al di sopra del milione di tonnellate c'e' anche il mercato olandese, che ha praticamente raddoppiato i propri volumi. Tra le cifre che balzano agli occhi della classifica ci sono quelle della Romania, che ha triplicato la sua capacita' produttiva, e quelle di Bulgaria e Finlandia con un aumento del 100% delle loro potenzialita'. Si tratta comunque sempre di volumi abbastanza ridotti che si aggirano dalle 300.000 alle 440.000 tonnellate. In molti Paesi dell'Ue la situazione non ha subito alcuna variazione. E' il caso di Svezia, Malta, Lussemburgo, Lituania, Irlanda, Ungheria, Estonia e Danimarca. Negli altri le variazioni sono state, fatta eccezione per la Gran Bretagna, al rialzo con percentuali che variano approssimativamente dal 60% per la repubblica Ceca, al 40% in Austria, Slovenia e Cipro, allo 0.5% della Lettonia.

lunedì 10 novembre 2008

BIODIESEL ITALIANO DALLÆOLIO DI ALGHE

ROMA, 10 NOV - Si chiama Mambo (Micro Alghe Materia prima per Bio Olio) il nuovo progetto di studi tra Assocostieri e Unione Produttori Biodiesel che, in questi giorni, hanno presentato i primi risultati di un progetto di studio sul biodiesel di seconda generazione, ricavato dall'olio di alghe. Lo scopo e' quello di sostituire gli oli derivanti da piante oleaginose, utilizzati per la produzione di biodiesel, con una materia prima che non entra in competizione con il comparto alimentare e che non richiede, per il suo sfruttamento, ingenti investimenti. Obiettivo finale dello studio e' di dimostrare la fattibilita' tecnica, economica ed ambientale di un impianto in grado di garantire una produzione media annuale non inferiore alle 10 tonnellate per ettaro coltivato. I risultati preliminari di questa indagine mostrano che la produttivita' bioenergetica delle microalghe risulta decisamente superiore a quella delle colture tradizionali. Le microalghe, infatti, non solo sono in grado di realizzare il processo di fotosintesi con efficienze di conversione dell'energia solare superiore a quella delle colture terrestri tradizionali, ma sono anche caratterizzate da un alto contenuto di lipidi (fino al 60% della biomassa) utilizzabile come biocombustibile.