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domenica 13 settembre 2009

Alzheimer: FRUTTA, DIETA MEDITERRANEA E SPORT RIDUCONO IL RISCHIO DI AMMALARSI DEL 60 %


Sport e dieta mediterranea riducono il rischio di Alzheimer:lo conferma uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association.Secondo gli esperti, che per 5 anni hanno seguito 1.880 anziani sani, un'alimentazione ricca di frutta e povera di carni rosse ABBINATA ALLA ginnastica diminuisce il rischio Alzheimer .
E' il risultato di uno studio guidato da Nikos Sarmeas della Columbia University e pubblicato su Journal of the American Medical Association (JAMA). Lo studio, condotto su 1880 anziani, con un'eta' media di 77 anni, di una comunita' multi-etnica newyorkese, ha analizzato il livello di attivita' di fisica e le abitudini alimentari. Dallo studio e' emerso che soggetti fisicamente attivi avevano un 33% di riduzione del rischio del morbo di Alzheimer, mentre coloro che avevano aderito ad un tipo di dieta mediterranea avevano ridotto il rischio del 40%. La progressiva associazione di una buona attivita' fisica e di una dieta mediterranea aveva ridotto del 60% il rischio di Alzheimer. ''Questo studio - afferma Nikos Scarmeas - e' importante perche' dimostra che le persone possono essere in grado di alterare il loro rischio di sviluppare il mordo di Alzheimer, modificando il loro stile di vita attraverso la dieta e l'esercizio fisico''.

sabato 15 agosto 2009

DEMENZA SENILE: omega 3 contenuti in diversi tipi di pesce aiuterebbero a contrastare il declino cognitivo


Mangiare pesce favorisce le funzioni cognitive rallentando l'insorgere delle demenza senile: a dimostrarlo e' un ampio studio epidemiologico - condotto su 14.960 persone - che verra' pubblicato ad agosto sull'American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui gli acidi grassi omega3 contenuti in diversi tipi di pesce aiuterebbero a contrastare il declino cognitivo.

La ricerca e' stata condotta parallelamente in Cina, India, Cuba, Repubblica Dominicana, Venezuela, Messico e Peru' su 14.960 soggetti di eta' superiore ai 65 anni affetti da demenza.

Dai risultati e' emerso che in ciascuno dei paesi oggetto dello studio, ad eccezione dell'India, si e' riscontrato un rapporto inversamente proporzionale tra il consumo di pesce e la prevalenza della demenza: in particolare l'olio di pesce, essendo ricco di omega3, sarebbe positivamente correlato alle funzioni cognitive in eta' avanzata.

Nel corso della ricerca gli studiosi hanno anche cercato di dimostrare se, al contrario, il consumo di carne potesse favorire l'insorgere della demenza senile, come suggerito da studi precedenti. Nonostante in diversi casi - come in India - sia stata riscontrata piu' volte una certa correlazione tra il consumo di carne e l'insorgere della demenza senile, gli studiosi spiegano che per avvalorare questa ipotesi sono necessari ulteriori studi.

martedì 12 maggio 2009

SALUTE: Troppi alcolici sono un pericolo per il cervello, bruciano la memoria e portano alla demenza


Una ricerca britannica del londinese Maudsley Hospital, che ha guadagnato le pagine della rivista Alcohol and Alcoholism, punta il dito sui drink che potrebbero provocare danni alla materia grigia, soprattutto nelle donne, più suscettibili a livello cerebrale. E addirittura si arriverebbe all'Alzheimer.
Alcol 'mangia memoria' e non solo, nelle serate all'insegna dei bagordi e degli eccessi. Ben un caso di demenza su quattro, stando almeno a una ricerca britannica, potrebbe essere provocato dai drink. E a rischiare sarebbero soprattutto le donne, piu' suscettibili a livello cerebrale agli effetti dell'alcol. A puntare il dito e' uno studio del londinese Maudsley Hospital, che ha guadagnato le pagine della rivista Alcohol and Alcoholism.
Tra il 10% e il 24% dei 700 mila casi di demenza in GB, secondo i ricercatori guidati da Jane Marshall, potrebbe essere legato a doppio nodo con l'alcol. Alzheimer incluso. "La gente pensa che la demenza riguardi solo gli 'over 65' - fa notare Marshall - in realta', moltissime persone che non hanno ancora spento le 65 candeline hanno problemi cognitivi, e gran parte di questi casi e' legato all'alcol".
Piu' si inizia presto con i drink, assicura l'equipe di studiosi londinesi, e prima la memoria comincia a perder colpi. Per il gentil sesso, poi, le cose si complicano ulteriormente. "Le donne - spiega Irene Guerrini, una delle ricercatrici coinvolte nello studio - metabolizzano l'alcol in modo differente, con effetti tossici su cervello e organismo piu' in generale. Se una donna beve la stessa quantita' di alcol di un uomo - puntualizza - puo' sviluppare complicanze piu' gravi". Ecco perche', gli studiosi chiedono maggiore attenzione sugli effetti dell'alcol a livello cerebrale, il piu' delle volte sottovalutati. Quando si parla di eccessi sul fronte dei drink, infatti, l'attenzione si focalizza soprattutto sulla salute del fegato. Anche il cervello, invece, richiede la massima attenzione: ecco un motivo in piu' per non alzare il gomito.