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venerdì 17 luglio 2009

cetacei: CENSIMENTO IN VOLO ALLA RICERCA DEI CETACEI


Nel 1992, la popolazione della stenella (il delfino piu' diffuso) nel Mediterraneo era stimata in circa 25.000 esemplari e quella della balenottera comune di circa 900 esemplari. L'ISPRA, nell'ambito di programmi di monitoraggio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha ripetuto lo scorso anno il censimento effettuato nel 1992 (stessa area, periodo e metodologia), stimando cosi' un numero di stenelle di circa 13.000 esemplari, mentre non e' stato possibile stimare il numero delle balenottere comuni perche' il numero di avvistamenti e' stato molto basso. Avere a disposizione un dato piu' preciso con un mezzo che permetta una maggiore copertura dell'area in esame e' fondamentale per verificare lo stato attuale delle popolazioni di cetacei.

Con questo obiettivo, il prossimo 20 luglio, da Acqui Terme diretto a Bastia - considerata di base perche' piu' o meno al centro geografico dell'area da sorvolare - partira' un velivolo bimotore della Mach 014, con un particolare equipaggiamento dei finestrini bubble windows (finestre a bolla) che consentono di osservare anche sotto la pancia dell'aereo alla ricerca di cetacei; l'aereo volera' alla velocita' di circa 100 nodi e a quota di 700 piedi e percorrera' gli 8000 chilometri di rotte previste alla ricerca di cetacei. Tre i ricercatori impegnati nel censimento, due nell'osservazione e un terzo siedera' al posto del copilota con il compito di gestire l'introduzione nel computer dei dati in tempo reale. Un censimento, sempre finanziato dal Ministero dell'Ambiente, venne gia' effettuato dall'Istituto di ricerca Tethys nello scorso inverno e coordinato dal vice-presidente Simone Panigada, che partecipa a questa campagna. I risultati di questa spedizione estiva nel Santuario Pelagos verranno quindi comparati con quelli riscontrati nella precedente campagna invernale.

I dati raccolti su presenza, specie, numero di esemplari del gruppo osservato saranno poi inseriti in tempo reale in un software che analizzera' il dato preso. Alla fine della campagna si potra' ottenere una stima ragionevole sugli spostamenti e sulle abitudini dei cetacei osservati.

giovedì 18 giugno 2009

DELFINI DEL MEKONG a rischio di estinzione


I delfini del Mekong a rischio di estinzione, l'allarme arriva dal Wwf. Questi mammiferi sono classificati con il nome scientifico di delfini dell'Irrawaddy, dal nome del principale fiume birmano dove furono scoperti la prima volta.

I delfini vivono soprattutto nei 190 chilometri compresi tra Si Pahn Don (Laos Meridionale), dove il fiume forma la grande ansa di 4 mila isole e la zona oltre le rapide del Mekong (Cambogia Settentrionale). L'ultimo censimento ha stimato una popolazione compresa tra 64 a 76 esemplari, una volta superavano il migliaio di unita'.

Dal 2003 sono morti circa 80 esemplari e la moria si e' accentuata in queste ultime settimane. Nei corpi degli animali morti sono state trovati quantita' eccessive di pesticidi, mercurio e altri agenti inquinanti. Per il Wwf occorre subito un programma di preservazione di questa specie combattendo sia l'inquinamento e combattendo la pesca illegale con come le reti a barriera, dove speso rimangono intrappolato questi mammiferi. Il programma di ripopolamento dei governi di Ventiane e Phonm Penh contava di portare il numero di delfini a 170, ma per ora sembra destinato al fallimento.

I delfini del Mekong furono decimati da parte dei Kmer Rossi nella seconda parte degli anni 70. I seguaci di Saloth Sar, alias Pol Pot, utilizzavano il grasso dei mammiferi per lubrificare i mezzi di trasporto e per l'illuminazione. Il Mekong attraversa sei paesi: nasce nella provincia meridionale cinese dello Yunnan, per poi attraversare Birmania, Tailandia, Laos, Cambogia e Vietnam.

lunedì 23 marzo 2009

AUSTRALIA: Perth, SI ARENANO DI NUOVO 9 BALENE SALVATE, TUTTE MORTE


Ancora uno spiaggiamento di massa di balene in Australia il 23-03-2009, stavolta sulla costa occidentale del continente, 300 chilometri a sud di Perth.
Decine di volontari sono all'opera a fianco dei ranger per cercare di stabilizzare e poi ricondurre in mare 25 balene sopravvissute, sulle 80 che si sono arenate la scorsa notte nella Hamelin Bay, presso la foce del Margaret River.
Le false balene killer, o pseudorca, insieme con alcuni delfini dal naso a bottiglia, sono stati scoperti dai surfisti stamattina, dispersi lungo cinque chilometri di spiaggia. Molti dei mammiferi morti si sono feriti contro gli scogli. Altre 10 sono ancora in acqua, ma rischiano a loro volta di arenarsi. Un portavoce del dipartimento dell'Ambiente ha detto che le operazioni di soccorso sono ostacolate dal maltempo, ma si spera che le balene superstiti possano essere guidate allargo entro la notte.

Perth, 24 mar. - Nove delle dieci balene salvate dai volontari sulla costa a sud di Perth si sono nuovamente arenate e sono morte. Lo hanno riferito le autorita’ australiane, 24 ore dopo che gli sforzi di 180 ranger e volontari avevano permesso di rimettere in mare i cetacei. Tre balene sono state trovate gia’ morte - una era stata attaccata dagli squali - e per le altre e’ stata decisa la soppressione perche’ le loro condizioni erano disperate.

Undici balene pilota a pinna lunga erano state trasferite con gru e camion in un tratto di mare calmo, dopo che si erano spiaggiate insieme ad altri 87 cetacei e 5 delfini nella baia di Hamelin. Alcuni si sono salvati ma almeno 70 balene e quattro delfini sono morti. Una balena era stata soppressa per le cattive condizioni di salute. Quello avvenuto 300 chilometri a sud di Perth e’ il quinto spiaggiamento di massa negli ultimi cinque mesi in Australia. Le balene che hanno perso la vita sono state circa 500.

mercoledì 4 marzo 2009

Spiaggiamento di massa di balene nello stato-isola di Tasmania in Australia


SYDNEY, 2 MAR - Per la quarta volta in tre mesi vi e' stato uno spiaggiamento di massa di balene nello stato-isola di Tasmania in Australia, ma grazie allo sforzo congiunto di oltre 150 fra ranger e volontari, oggi ne sono state salvate e riportate al largo 54, di un branco di 194 balene pilota che si erano arenate ieri su una spiaggia di King Island nello stretto di Bass, che divide la Tasmania dal continente. Con le balene si erano arenati sette delfini dal naso a bottiglia, cinque dei quali sono stati riportati al largo. Le balene, di una specie relativamente piccola, fino a 5 metri di lunghezza, avevano continuato ad arenarsi per ore domenica sulla spiaggia di Naracoopa e nonostante l'intervento immediato dei soccorritori, 130 erano gia' morte a mezzogiorno di oggi. Per tutto il pomeriggio e fino a sera, sono stati usati motoscafi ed moto d'acqua per trainare al largo con l'aiuto dell'alta marea, 15 alla volta, le balene i delfini che erano rimasti nell'acqua bassa ed erano sopravvissuti.

Tutti i cetacei sopravvissuti sono stati 'etichettati' per seguirne i movimenti, e domattina sara' effettuata una ricognizione per individuarli. ''Sembra che le balene liberate si siano unite ad un branco che si stava alimentando al largo, ma e' troppo presto per sapere se resteranno in mare aperto'', ha detto Chris Arthur, del servizio parchi nazionali e fauna. ''E' sorprendente, alcune muoiono subito, altre sopravvivono per giorni'', ha aggiunto. ''Le balene pilota sono animali piuttosto robusti, lo abbiamo visto nel passato. Finche' sono vive, c'e' speranza''. Il sindaco di King Island, Andrew Wardlaw, ha avuto parole di elogio per i residenti dell'isoletta che si sono lanciati nelle operazioni di salvataggio. ''Famiglie intere, bambini, genitori e nonni, si sono dedicati per tutto il giorno, sotto la guida dei ranger.

Sono stati eccezionali'', ha detto. E' il quarto spiaggiamento di massa nel nordovest della Tasmania dallo scorso novembre, che porta il numero totale in tre mesi a piu' di 400. In gennaio sono morti su un banco di sabbia presso un'altra spiaggia della Tasmania 45 capodogli, nonostante i soccorritori si fossero adoperati per giorni per tenerli bagnati, mentre cercavano di spingerli verso il mare aperto. Il 29 novembre avevano incontrato lo stesso destino 155 balene pilota, e due settimane prima altre 64 della stessa specie. Gli spiaggiamenti di massa di balene, durante le migrazioni annuali dalle acque antartiche verso quelle tropicali a nord, e poi di nuovo verso sud, si verificano periodicamente in Australia e in Nuova Zelanda per ragioni non ancora comprese. Una delle cause ipotizzate e' l'interferenza con il loro sistema di orientamento di vibrazioni e suoni prodotti da attivita' umane in mare.