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giovedì 3 settembre 2009

stress: Il profumo dei fiori allevia lo stress


Che annusare una fragranza floreale potesse essere piacevole, e magari anche rilassante, lo si sapeva già. Ma ora dal Giappone arriva anche una prova scientifica sull'effetto benefico sull'organismo delle fragranze floreali. Secondo uno studio da poco apparso sulla rivista Journal of argicoltural and food chemisty, l'inalazione di alcuni aromi può effettivamente incidere sull'attività dei geni e sulle cellule del sangue riducendo in modo significativo i livelli di stress, anche se per ora la ricerca è stata condotta solo sui topi e quindi da considerare ancora con una certa cautela.

ODORI BENEFICI - «È' empiricamente noto fin dai tempi antichi - si legge nell'introduzione all'articolo - che alcune fragranze hanno effetti psico-fisiologici sedativi, stimolanti, calmanti, antinfiammatori anti-convulsivi; l'odore del limone, per esempio, ha un effetto antidepressivo, mentre la valeriana induce il sonno». Mossi da questo presupposto, Akio Nakamura e i suoi collaboratori hanno sottoposto alcuni ratti a situazioni di stress e verificato su di essi l’impatto dell'inalazione di linalool, un agente chimico responsabile di una fragranza presente in vari tipi di fiori come il the l'arancio, l'uva, il mango, il limone o la lavanda. Risultato: il linalool, comunemente impiegato in prodotti commerciali ha svolto un’azione repressiva su alcuni cambiamenti nelle cellule del sangue e nell'espressione dei geni che sono attribuibili allo stress.

DAI TOPI AGLI UOMINI - In particolare, la sostanza avrebbe significativamente ridotto determinate mutazioni in 109 geni delle cavie sottoposte all'esperimento. Secondo i ricercatori, poi, il fatto che l'effetto della fragranza sia misurabile attraverso l'analisi del sangue potrebbe aprire a futuri test sull'uomo.

martedì 26 maggio 2009

Sesso: tutto guidato dagli odori corporei.Gli opposti si scelgono a« naso»


Gli opposti si attraggono a naso, almeno sotto il profilo genetico,secondo uno studio brasiliano del Dna su coppie sposate e casuali. Lui e lei si scelgono, senza rendersene conto, sulla base di differenze genetiche in una zona del genoma importante per immunita' e successo riproduttivo, il 'complesso maggiore di istocompatibilita'(MHC). E' possibile che la 'scelta' del partner sia mediata dagli odori del corpo perche' vari odori corrisponderebbero a un diverso assetto genetico del MHC.

In amore gli opposti si attraggono «a naso» A sostenerlo è una ricerca condotta da genetisti brasiliani dell'università di Parana. Il team di studiosi guidati da Maria de Graca Bicalho, responsabile del Laboratorio di immunogenetica dell'ateneo, avrebbe messo in evidenza che la vera calamita sessuale» sarebbe il cosiddetto «complesso maggiore di istocompatibilità» o Mhc, una parte del Dna fondamentale per il sistema immunitario ben nota a chi si occupa, per esempio, di compatibilità d'organi da donazione.

OLFATTO E VISTA- La ricercatrice ha spiegato, in occasione della conferenza annuale dell'European Society of Human Genetics in corso a Vienna, di aver scoperto che le persone con diversi complessi di istocompatibilità sono più inclini a scegliersi fra loro. Si tratterebbe in realtà di un inconsapevole stratagemma evolutivo per assicurarsi una prole sana. E il tutto sarebbe guidato dagli odori corporei. In pratica annusiamo il miglior possibile compagno, rilevando tracce nascoste nel suo odore. Ma anche la struttura del volto del candidato, aggiungono i ricercatori, potrebbe avere un qualche ruolo rivelatore.

LO STUDIO - Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno confrontato i profili genetici di 90 coppie sposate con quelli di 152 coppie fasulle, create a caso. Scoprendo che i geni del Mhc delle coppie reali sono diversi tra loro molto più che nelle coppie casuali. Quindi, secondo gli scienziati brasiliani, quando scegliamo un partner ne cerchiamo uno in grado di garantire che la futura prole abbia un sistema immunitario il più efficiente possibile. E il segreto sta nella diversità.

CHE COS'É IL SISTEMA «MHC»- Il Mhc si colloca in una regione genetica situata sul cromosoma 6, e ha un ruolo chiave sia nel sistema immunitario che nella riproduzione. Alcuni studi precedenti hanno, infatti, dimostrato che le coppie con un Mhc simile hanno molti più rischi di non portare a termine una gravidanza. «Anche se può essere intrigante pensare che gli esseri umani scelgano i propri partner per via delle loro somiglianze, la nostra ricerca - assicura l'esperta - suggerisce che sono le differenze il segreto del successo della riproduzione e che la spinta del subconscio verso figli sani è importante per la scelta del partner. Vogliamo andare avanti con il nostro studio, indagando sulle influenze sociali e culturali, ma anche quelle biologiche, che entrano in gioco nella scelta del partner». I ricercatori si aspettavano che gli aspetti culturali svolgessero un ruolo importante nella scelta del partner. E sono rimasti stupiti nello scoprire il ruolo dei geni. «Certamente non sottoscrivo la teoria che una variante genetica di una persona possa guidare il suo comportamento. Ma pensiamo anche che non deve essere sottovalutato l'aspetto evoluzionistico dell'inconscio nella scelta del partner. Questo - conclude la scienziata - ha un ruolo importante da svolgere nel garantire una sana riproduzione, contribuendo a garantire che i bambini nascano con un sistema immunitario forte in grado di far fronte alle infezioni».