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lunedì 12 ottobre 2009

PSORIASI: PSORIASI


E' tutto italiano lo studio che ha portato alla realizzazione di un anticorpo monoclonale in grado di bloccare la progressione della psoriasi, malattia infiammatoria cronica della cute che colpisce circa il 3% della popolazione mondiale. La ricerca, pubblicata su Nature Medicine, e' stata condotta dai ricercatori dei dipartimenti di Gastroenterologia e di Dermatologia dell'Universita' ''Tor Vergata'' di Roma guidati dal gastroenterologo Giovanni Monteleone. La novita', spiegano i ricercatori, risiede nel fatto che lo studio e' stato condotto in vivo su modello ''misto'', ovvero su un modello animale con innesti di tessuti umani, ed apre quindi una nuova strada nella terapia dei soggetti con psoriasi. Negli individui affetti da psoriasi le cellule infiammatorie, come i linfociti T, rilasciano le citochine tra cui l'interleuchina 21, responsabile di una sequenza di eventi tessutali che culminano nello sviluppo della placche psoriatiche. Dalla ricerca e' emerso che l'anticorpo realizzato dagli studiosi italiani e' in grado di neutralizzare l'attivita' dell'interleuchina 21 e di ridurre in vivo le lesioni psoriatiche.

sabato 5 settembre 2009

aids: PG9 e PG16 anticorpi con la capacita' di neutralizzare il virus dell'Hiv

Sono stati scoperti due nuovi 'superanticorpi' con un'elevata capacita' di neutralizzare il virus dell'Hiv. Il risultato, pubblicato su Science Express, si deve a un gruppo di ricerca americano dell'International AIDS Vaccine Initiative (IAVI) e dello Scripps Research Institute. Gli anticorpi si chiamano PG9 e PG16 e, secondo i ricercatori, potrebbero aiutare a svelare il tallone di Achille del virus aprendo la porta allo sviluppo di efficaci vaccini anti Aids.

domenica 2 agosto 2009

Aids: Hiv ha un cavallo di Troia che nasconde e trasporta una proteina killer


Uccide le cellule che producono gli anticorpi.

Il virus Hiv ha un 'cavallo di Troia' che nasconde e trasporta una proteina killer nelle cellule che producono anticorpi, le cellule B. Una volta al loro interno,il cavallo rilascia la proteina virale e le cellule muoiono senza neanche essere state infettate dal virus. Cio' spiega perche' il virus dell'Aids e' cosi' micidiale contro le cellule B pur non essendo capace di infettarle.La scoperta e' opera dell'italiano Andrea Cerutti,del Weill Medical College of Cornell University di New York.
FONTE:ANSA

giovedì 21 maggio 2009

Aids: test hiv veloce da saliva e principio te' protegge donne


Nel te' verde c'e' un principio attivo che puo' aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e' inseribile nelle creme vaginali e puo' costituire una barriera all'Hiv. A farlo sapere e' l'Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell'Universita' di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).

A Londra fare il test per l'Hiv e' ora piu' facile. Analizzando la saliva e' possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l'Aids. Il test, gia' in uso negli Stati Uniti, e' stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e' la prima citta' ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell'organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l'Hiv.

Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu' importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell'Unita' di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra' continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l'Aids. Obiettivo: bloccare la via d'ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta - spiega una nota dell'ospedale lombardo - si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita' del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l'equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e' ridondante e identica in tutti gli individui. Cio' esclude il problema della variabilita' e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra' i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera' un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l'anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l'efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e' l'unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest'anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del 'Grand Challenge Explorations', iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.

LEGGI ANCHE:
AIDS: Speranze per vaccino Aids, creato un anticorpo hi-tech che combatte il virus nelle scimmie
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mercoledì 13 maggio 2009

SALUTE: SISTEMA IMMUNITARIO, QUELLO DELLE FEMMINE è PIù FORTE


Virus e batteri farebbero bene a tenersi alla larga dalle donne. Almeno per quanto riguarda le difese immunitarie, il sesso debole e' piu' forte di quello maschile. Lo dimostra uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS): gli anticorpi ''rosa'' sono piu' agguerriti. Merito degli estrogeni, che rendono l'organismo piu' reattivo agli attacchi dei batteri. E merito, ipotizzano i ricercatori, dell'evoluzione, che ha donato alla donna difese piu' forti per consentire alla specie-uomo di progredire. Gli ormoni sessuali femminili sono in grado di bloccare la produzione dell'enzima Caspasi-12, ostacolando i processi infiammatori causati dagli agenti patogeni. I ricercatori della McGill University di Montreal (Canada) hanno impiantato nei topi un gene in grado di rendere piu' vulnerabile l'organismo, ma solo tra i maschi i casi di infezione sono aumentati. ''Nelle femmine - dice il leader della ricerca Maya Saleh - gli estrogeni hanno bloccato l'espressione del gene legato a Caspasi-12'