Ebook Difesa Personale Ebook Gestione del Tempo Ebook Scacco alle Bugie Ebook I Segreti per Parlare in Pubblico Ebook Migliora la Tua Vita
Ebook Promossi Ebook Le 7 Regole della Felicita' Ebook Esami No Problem Ebook SessualMente Ebook Da Timido a Vincente
Ebook Soldi, Successo, Salute Ebook Lettura Veloce 3x Ebook Seduzione Ebook NO FUMO Videocorso Seduzione
Videocorso Controllo del Peso & Dieta Videocorso Lettura Veloce & Memoria Dieta 5-Sensi Videocorso Negoziazione & Vendita Videocorso Comunicazione
Visualizzazione post con etichetta CORALLI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CORALLI. Mostra tutti i post

martedì 22 settembre 2009

coralli: gabbie elettriche in fondo al mare aiutano la ricrescita

Enormi gabbie elettriche in fondo al mare aiutano la ricrescita

Nelle Maldive sono usate con successo gabbie d'acciaio attraversate da corrente elettrica a basso voltaggio per far ricrescere i coralli. L'elettricita' innesca una reazione chimica che porta il carbonato di calcio che si trova nell'acqua di mare a depositarsi sulla struttura. I coralli, a quanto pare, trovano la cosa 'irresistibile' anche perche' usano il calcio per il loro le strutture abitative delle loro colonie e, in breve tempo, la gabbia ne e' stata ricoperta.

martedì 4 agosto 2009

GENOMA :MAPPATA L'INTERA SEQUENZA DEL DNA DEI coralli hanno lo stesso numero di geni dell'uomo, circa 20 mila


Un variopinto corallo della Grande barriera corallina e' il primo animale australiano la cui sequenza del Dna sara' completamente esplorata in patria, dopo che e' stato mappato all'estero il genoma di altri animali simbolo dell'Australia, come canguro e ornitorinco. Pur essendo creature molto semplici, i coralli hanno lo stesso numero di geni dell'uomo, circa 20 mila, e la conoscenza del loro codice genetico puo' avere importanti applicazioni in medicina, oltre che nella conservazione dell'ambiente. Il corallo prescelto e' l'Acropora millepora, detto corna di cervo per la sua forma, ed il progetto e' affidato all'Australian Genome Research Facility ed all'universita' James Cook di Townsville. 'Finalmente abbiamo un progetto di genoma che e' al 100% australiano', ha dichiarato il prof. David Miller, responsabile del progetto. La Grande barriera corallina e' una colonna dell'industria turistica dell'Australia, e conoscere il genoma del corallo contribuira' a preservarla, ha detto. ''Ci aiutera' a capire come i coralli costruiscono i banchi, e perche' non lo fanno se sono sotto stress'', ha aggiunto. Servira' a prevedere come la barriera reagira' al riscaldamento globale, all'acidificazione dell'oceano, alla diffusione di malattie dei coralli e all' inquinamento. Gli antenati comuni fra coralli e uomo risalgono a piu' di 550 milioni di anni fa, eppure l'uomo ha piu' geni in comune con i coralli che con i topi. Il progetto potra' quindi fornire nuove conoscenze sulle malattie umane.

mercoledì 13 maggio 2009

AMBIENTE: CORALLI potrebbero sparire entro la fine del secolo


''Le barriere coralline potrebbero sparire dal cosiddetto Triangolo dei Coralli entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici, vale a dire rapido aumento della temperatura degli oceani, del livello dell'acqua e della sua acidita', siccita' e burrasche''. Lo rivela lo studio ''Il Triangolo dei coralli e i cambiamenti climatici: ecosistemi, persone e societa' a rischio di estinzione'' - che si avvale di oltre 300 analisi scientifiche gia' pubblicate, includendo il lavoro di piu' di 20 esperti nei campi della biologia, economia e scienza della pesca - presentato dal WWF alla Conferenza Mondiale degli Oceani, che si e' aperta ieri a Manado (Indonesia).

Il Triangolo dei Coralli, che si estende tra le coste, le barriere coralline e i mari di sei paesi indonesiani, Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Leste, pur essendo appena l'1 % della superficie della Terra comprende il 30% delle barriere coralline mondiali. In quest' area e' racchiuso il 76% delle specie dei coralli presenti in tutto il mondo che ospitano oltre il 35% delle specie di pesci presenti nelle barriere coralline compreso il tonno che ha un'indiscutibile rilevanza economica. Ma e' soprattutto un territorio che, grazie ai numerosi 'servizi naturali che offre', da' da vivere a piu' di 100 milioni di persone.

L'analisi del WWF mostra chiaramente come le barriere coralline potrebbero sparire dal cosiddetto Triangolo dei Coralli entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici, vale a dire rapido aumento della temperatura degli oceani, del livello dell'acqua e della sua acidita', siccita' e burrasche.

Se la comunita' internazionale non corre ai ripari nella lotta ai cambiamenti climatici, potrebbe non esistere piu' l'ambiente marino piu' ricco di biodiversita' al mondo e le conseguenze ricadrebbero sulle stesse popolazioni della regione: circa 100 milioni di persone di fatto non avrebbero piu' fonti di sostentamento.

Una perdita di cosi' vaste proporzioni potrebbe essere evitata se da subito si intraprendesse un'azione globale sul riscaldamento del pianeta, con un' attenzione maggiore all'eccesso di pesca e alla prevenzione dell' inquinamento.

sabato 14 marzo 2009

EFFETTO SERRA: SE SI CONTINUA COSì ADDIO ORSI POLARI E ADDIO CORALLI

Se il clima continua ad aumentare il 90% dei coralli della Grande Barriera sparirà nei prossimi 40 anni
Se non si rallenta il riscaldamento del pianeta alcune specie di animali spariranno: alcune entro il 2050 altre, come gli orsi polari, entro la fine del secolo. Anche per queste ragioni scatta l'"Earth Hour", una simbolica ora al buio in tutto il Mondo per sensibilizzare opinione pubblica e governi sulla necessità di interventi urgenti per salvare la vita di piante e animali, tra i quali ci siamo anche noi. Alle 20.30 del 28 marzo verrà spenta la luce per un’ora in una grande Ola planetaria di buio. Mancano 14 giorni.
L'ALLARME DEGLI SCIENZIATI - Intanto sono arrivate le conclusioni del Congresso Internazionale sul Cambiamento Climatico che si è svolto a Copenaghen dal 10 al 12 marzo e che ha visto il contributo nei vari campi della scienza climatica di 1600 scienziati da più di 70 paesi. Le osservazioni sui livelli di emissione globale di gas serra «rendono sempre più probabili i peggiori scenari tra quelli realizzati dall'Ipcc (Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici)». Gli scienziati avvertono che «si evidenzia un andamento tale da far ipotizzare un accresciuto rischio, per il futuro, di cambiamenti climatici bruschi e irreversibili».
LE CONSEGUENZE GENERALI - Nel frattempo il Wwf, che ha lanciato questo evento planetario, ha commissionato uno studio degli impatti che i cambiamenti climatici avranno sulle specie più conosciute al mondo. I risultati sono quelli di un mondo molto diverso da quello di oggi: il 90% dei coralli della Grande Barriera Corallina potrebbe scomparire entro il 2050, lo stesso vale per il 75% dei pinguini di Adelia dell’Antartico mentre gli orsi polari potrebbero essere spazzati via del tutto entro la fine di questo secolo. La Mappa del Wwf mostra che l’ "Effetto Clima” non risparmia nessuna regione al mondo costituendo anche per gli animali una minaccia globale che si aggiunge a quelle già esistenti come la deforestazione, il consumo del territorio, il prelievo non sostenibile delle risorse, il commercio e il bracconaggio: entro 50 anni più del 70% dell’habitat delle tigri in India e in Bangladesh potrà essere perso.
NEL MARE - Si riducono anche le risorse alimentari marine per effetto delle correnti oceaniche stravolte o per la riduzione della banchisa antartica o per l’acidificazione degli oceani dovuta all’aumento di livelli di anidride carbonica nell’atmosfera. A rischio dunque per un incrocio di fattori negativi balene, capodogli e delfini. Dai mari traggono cibo anche i pinguini imperatori e i pinguini di Adelia: delle 19 specie di pinguini 11 sono minacciate di estinzione. Con un aumento di 2°C il 50% dei pinguini imperatore e il 75% di quelli di Adelia è destinato a scomparire. Anche le tartarughe marine vivono una crisi tutta particolare: c’è un totale squilibrio tra maschi e femmine giacchè i 34°C che si registrano sulle spiagge rispetto alla media 25-32°C risultano letali per le uova e comunque riducono la nascita degli esemplari maschi. Per gli orsi polari i numeri sono particolarmente drammatici: con l’incremento delle temperature fino a 5° nell’Artico negli ultimi 100 anni, sta scomparendo l’habitat vitale per questi predatori e le loro prede. 6 sottopopolazioni sono già in declino e all’attuale tasso di riduzione di ghiaccio, il 42% dell’habitat estivo dell’orso polare potrebbe andare perduto entro la metà di questo secolo.
NELL'ARIA - Effetto-clima anche sugli uccelli marini più grandi del pianeta, gli Albatross, particolarmente fedeli ai loro nidi e dunque maggiormente a rischio quando si tratta di isole antartiche remote come le Macquarie, Mewstone, Pedra Branca, etc. «Potremmo vivere in un mondo in cui gli elefanti non vagano più nella savana, gli oranghi si trovano solo in cattività e gli orsi polari che si spostano sui ghiacciai appaiono solo nei documentari d’archivio? Nessuno di noi può accettare questo scenario. Sarebbe un mondo triste e più povero senza gli equilibri dinamici essenziali che garantiscono anche la vita umana – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia - Gli individui, le società e i governi devono fare qualunque cosa in loro potere per impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici e mitigare gli impatti sulla biodiversità e i ricchi habitat naturali dai quali dipendiamo tutti noi».
Fonti : wwf e corriere