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lunedì 5 ottobre 2009
cuore: CEROTTO DI MUSCOLI RIPARA I DANNI DELL'INFARTO
I ''cuori spezzati'' potranno essere da oggi in poi riparati con uno speciale cerotto. La novita' arriva da una ricerca condotta da un gruppo di scienziati israeliani e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), secondo cui il nuovo bio-cerotto sarebbe in grado, applicato direttamente sul muscolo cardiaco, di eliminare le cicatrici lasciate sul tessuto cardiaco da un attacco di cuore. Il cerotto, si legge nella ricerca, viene coltivato all'interno del tessuto addominale e poi trapiantato nelle aree danneggiate del cuore. Lo studio, condotto finora sui ratti, ha fatto registrare un aumento della dimensione del muscolo nelle aree colpite da infarto e una migliore conduzione degli impulsi elettrici necessari per il funzionamento del cuore che lasciano ben sperare per le applicazioni future.
giovedì 17 settembre 2009
cuore : è possibile rigenerare il tessuto cardiaco grazie all'NRG1

Invertire i danni al cuore causati da difetti congeniti o da attacchi cardiaci. Uno studio, pubblicato su Cell e condotto dai ricercatori del Children's Hospital di Boston, indica nel fattore di crescita, neuregulin1 (NRG1), la possibile via per la rivitalizzazione del tessuto necrotizzato e anche per il recupero della sua funzionalita' cardiaca.
Dopo la nascita i cardiomiociti, ovvero le cellule del muscolo cardiaco, smettono di dividersi e di moltiplicarsi; una volta danneggiato, dunque, il tessuto del cuore non si riforma. Dalla scoperta emerge che la rigenerazione e' possibile, e per di piu' senza necessita' di utilizzare le cellule staminali. Grazie all'NRG1, Bernhard Kuhn e Kevin Bersell sono stati in grado di riavviare il ciclo cellulare stimolando le stesse cellule a creare copie di se stesse: ''Anche se molte teorie si sono concentrate sull'utilizzo delle cellule staminali, il nostro lavoro - spiega Kuhn - suggerisce che le staminali non sono necessarie e che la stimolazione differenziata delle cellule del muscolo cardiaco puo' essere una valida alternativa''.
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venerdì 28 agosto 2009
Intelligence Quotient E patologie cardiovascolari : un quoziente intellettivo basso può CAUSARE il 23% di mortalita' in più

Rischio di incorrere in eventi cardiovascolari che possono mettere a rischio la vita? Parte del pericolo dipende dal quoziente di intelligenza, comunemente conosciuto anche come IQ (dall'inglese Intelligence Quotient). Tanto piu' sei intelligente, tanto piu' riesci a scampare il rischio di un attacco di cuore: ad affermarlo e' uno studio pubblicato sull'European Heart Journal da gruppo di ricercatori inglesi dell'Universita' di Glasgow e di Edinburgo guidati da David Batty - che hanno condotto la ricerca per conto della Wellcome Trust e del Medical Research Council - secondo i quali un quoziente intellettivo basso puo' arrivare a determinare il 23% di mortalita' in piu' per patologie cardiovascolari.
Lo studio e' stato condotto su un gruppo di 4289 ex soldati statunitensi, di cui gli studiosi hanno rilevato nel tempo il tipo di dieta seguita, l'attivita' fisica svolta, l'eventuale abitudine al fumo e altri sei fattori di rischio per la malattie cardiache, comprendendo tra questi anche l'intelligenza o la funzione cognitiva (cioe' il quoziente intellettivo). Dai risultati e' emerso che i consumatori a basso reddito e con meno di istruzione avevano un piu' alto rischio di morire a causa di malattie cardiovascolari: ''Esposizioni ambientali e comportamenti connessi alla salute come il fumo, la dieta e l'attivita' fisica, possono spiegare in parte la differenza di insorgenza di rischio cardiovascolari''. Il quoziente intellettivo basso, da solo, ha fatto rilevare un 23% di rischio in piu' di incorrere in patologie cardiache: ''Per questo dato possono essere date diverse spiegazioni - spiega Betty -. Un basso IQ, ad esempio, e' spesso indicatore di trascuratezza e di cattive condizioni di salute di base''.
Un dato, commenta l'esperto, che dovrebbe far riflettere sulla complessita' delle campagne di promozione della salute, per alcuni troppo difficili da comprendere: ''Qualunque sia la spiegazione, i risultati implicano che l'IQ dovrebbe essere considerato con maggiore attenzione in sede di preparazione delle campagne di promozione della salute. I messaggi molte volte possono essere difficili da interpretare''.
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martedì 25 agosto 2009
FUMO: DI MALATTIE LEGATE AL FUMO, NEL 2010, MORIRANNO 6 MILIONI DI PERSONE

E se il trend non si arrestera', nel 2020 i morti saranno 7 milioni.
Il fumo uccidera' sei milioni di persone nel 2010 per cancro, problemi cardiaci, enfisema ai polmoni e altro.E' emerso da un studio.Protagonisti, il World Lung Foundation e l'American Cancer Society secondo cui il fumo costa all'economia 500 miliardi di dollari l'anno in spese mediche,danni a produttivita' e ambiente. Responsabile di un decimo delle morti nel mondo,l'anno prossimo togliera' la vita a oltre 5,5 milioni di persone e se il trend restera' nel 2020 i morti saranno 7 milioni.
fonte: ansa
martedì 16 giugno 2009
CANCRO : resveratrolo, sostanza contenuta nel vino rosso, aiuta a prevenire il cancro

Tutti ne lodano gli effetti, ma nessuno sa come agisce. Ora i ricercatori della School of Biomedical Sciences dell'Universita' di Queensland, in Australia, hanno scoperto il modo in cui il resveratrolo, una sostanza contenuta nel vino rosso, lavora all'interno dell'organismo umano.
Gli scienziati hanno appurato che il resveratrolo aiuta a prevenire il cancro accrescendo il processo di apoptosi, il meccanismo che programma la ''pulizia'' delle cellule morte, rafforza il cuore proteggendone le cellule, rimuove le sostanze reattive ossidanti e infine migliora l'approvvigionamento del sangue ai tessuti.
Durante lo studio, i cui risultati saranno pubblicati sul numero di settembre di Alcoholism: Clinical & Experimental Research, gli scienziati hanno rilevato che la sostanza viene assorbito dall'organismo attraverso il flusso sanguigno, mentre resta inattiva nel fegato e nell'intestino: ''E' interessante notare - spiega Stephen Taylor, che ha partecipato alla ricerca - che se il vino viene assunto lentamente, il resveratrolo assorbito attraverso le mucose della bocca raggiunge un livello fino a 100 volte superiore nel sangue, rispetto a quando viene deglutito velocemente''.
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mercoledì 3 giugno 2009
infarto: la musica nella terapia post infarto

Crescendo rossiniani come terapia per controllare la pressione arteriosa e come strumento di riabilitazione a seguito di infarto cardiaco: a dimostrarlo e' una ricerca italiana condotta da un gruppo di studiosi dell'Universita' di Pavia coordinati da Luciano Bernardi e pubblicata su Circulation - Journal of the American Heart Association.
Il sistema cardiocircolatorio si ''sintonizza'' con la musica: a un incremento graduale di volume, velocita' ed intensita', corrisponde un maggiore afflusso di sangue al cuore, con conseguente graduale aumento del battito cardiaco, del respiro e della pressione, mentre un abbassamento del volume provoca la reazione opposta, quindi rallentamento del battito, aumento della circolazione periferica e rilassamento.
''Il ritmo della musica ha ripercussioni sul tracciato del sistema cardiovascolare e respiratorio - afferma Bernardi, docente di Medicina Interna all'Universita' di Pavia -.
Questa sua caratteristica e' particolarmente evidente nell'opera lirica. I risultati della nostra ricerca ci hanno permesso di capire come la musica puo' essere utilizzata nella medicina riabilitativa''.
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martedì 12 maggio 2009
SALUTE: ACIIDI GRASSI , OMEGA3 E OMEGA 6, Secondo l'American Heart Association, per mantenere cuore e cervello in salute

Omega 3 e, soprattutto, Omega 6. Questo bisogna aggiungere alla dieta di tutti i giorni per mantenere cuore, vasi e cervello in salute. Lo dice l'American Heart Association, che in un articolo pubblicato su 'Circulation' sollecita l'introduzione nella nostra dieta anche di acidi grassi Omega 6: una grande metanalisi ha mostrato che chi consuma abitualmente Omega 6 ha una diminuzione del rischio cardiovascolare del 24 per cento.
E le prove si accumulano: studi osservazionali indicano infatti che chi assume abitualmente Omega 6 ha in genere un rischio cardiovascolare più basso; altre indagini dimostrano che chi è colpito da infarto ha in media una concentrazione sanguigna di Omega 6 molto più bassa di quella di persone simili per età e condizioni ma che non hanno avuto un attacco cardiaco; studi controllati, nei quali viene assegnata una dieta ricca o povera di Omega 6, confermano l'efficacia protettiva.
Secondo i cardiologi, quindi, essi dovrebbero rappresentare tra il 5 e il 10 per cento delle calorie assunte ogni giorno, a seconda dell'età (sono fondamentali nella crescita), del sesso e anche del livello di attività fisica svolta. In natura gli Omega 6 si trovano in alcune piante erbose come la boragine, nel germe di grano, in molti semi quali quello di lino, negli oli vegetali come quello di cartamo, di girasole, di soia, di colza (il migliore per un buon equilibrio di 3 e 6) e di mais.
Inoltre vengono assunti dagli animali, e si ritrovano nel latte e nella carne di bovino adulto, di vitello, di tacchino, di pollo, di maiale e di agnello. Attenzione però: chi ha il colesterolo alto deve rinunciare all'origine bovina.
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