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giovedì 20 agosto 2009

biomasse:Una centrale a biomasse sorgerà a Ciapela, in frazione di Varam nel Comune di Urbe

Una centrale a biomasse sorgerà in località Ciapela, in frazione di Varam nel Comune di Urbe. La centrale, secondo quando prevede il progetto, avrà una potenza elettrica pari a 1 megawatt e quella termica complessiva massima installata pari a 4,9 megawatt, con connessi fabbricati di quella che è stata battezzata 'Cittadella del legno'. L'impianto di trattamento di biomasse forestali prevede la rigenerazione del legno per la produzione di energia elettrica da insediare nel territorio di Urbe, con l'eccedenza venduta alla rete Enel. La richiesta alla Provincia é stata inoltrata da Adolfo Pastorino, titolare della 'Benarco Energy' di Altare e Bormida che da tempo ha già ottenuto l'autorizzazione dal Comune di Urbe.

lunedì 3 agosto 2009

biomasse: Confagricoltura vuole diventare la prima rete che produce energia da biomasse agricole


120 imprese, 600 milioni di investimento, 170 megawatt di potenza installati. La Confagricoltura vuole diventare la prima rete che produce energia da biomasse agricole e intende affiancare il sistema produttivo con lo sviluppo di sistemi a biomassa, biogas e fotovoltaici. Una risposta operativa al 'green new deal', che ha come obiettivo la correzione dei maggiori squilibri del sistema in fatto di risparmio e abbattimento della CO2. Il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa, con la pubblicazione del disegno di legge 1195 recentemente approvato al Senato, dara' nuovo impulso allo sviluppo delle agroenergie, che si affianchera' ai notevoli risultati gia' raggiunti con il fotovoltaico e l'eolico in agricoltura. La comunita' agricola diventera', quindi, un alleato ancor piu' prezioso all'interno di un quadro normativo che consentira' una riformulazione economica del rapporto col territorio. ''Deve essere definitivamente modificato - ha dichiarato Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura - l'approccio ideologico che considera l'agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie consentono la coesistenza di entrambe le attivita', senza contare che 350 mila ettari di terreno pubblico inutilizzati possono essere restituiti alla comunita' agricola. Inoltre - ha concluso Vecchioni - a proposito dell'emissione di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani e' privata, un patrimonio che va preservato, cosi' come deve essere premiato chi ne ha cura. E', comunque, sconcertante il fatto che 600 milioni di euro dei fondi rotativi, ossia finanziamenti di credito agevolati per le imprese che vogliono promuovere sistemi di cogenerazione ad alta efficienza, giacciano fermi, mentre le imprese di Confagricoltura sono pronte ad entrare in questa partita''.

martedì 16 giugno 2009

ENERGIAE RINNOVABILI: 3 MILIONI DI POSTI LAVORO IN EUROPA LEGATI A ENERGIE RINNOVABILI


Con oltre tre milioni di posti di lavoro in tutta Europa, le attivita' economiche ''verdi'' stanno superando le industrie inquinanti in termini di posti di lavoro. E' quanto rivela il nuovo studio del WWF ''Low carbon jobs for Europe'' (Lavori a basso contenuto di carbonio per l'Europa) lanciato oggi a livello internazionale alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo prevista per il 18-19 giugno a Bruxelles.

Lo studio mostra che almeno 3,4 milioni di posti di lavoro in Europa sono direttamente legati ai settori delle energie rinnovabili, della mobilita' sostenibile e dei beni e servizi per l'efficienza energetica, contro i 2,8 milioni di posti di lavoro garantiti da settori inquinanti come attivita' estrattive, elettricita', gas, cemento e industrie del ferro e dell'acciaio. E si prevede che l'economia ''low-carbon'', a basso contenuto di carbonio, continuera' a espandersi in futuro mentre l'impiego nelle industrie estrattive, inquinanti e climalteranti continuera' a diminuire.

''Questo studio evidenzia chiaramente chi sono i vincitori della sfida e dimostra che le politiche e le tecnologie 'amiche del clima' danno un contributo fondamentale allo sviluppo dell'economia - ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia - L'economia pulita e' pronta a prendere il via, e se la politica continuera' a supportare le industrie che invece contribuiscono ad aggravare la crisi climatica, l'Europa dovra' affrontare costi altissimi sia per l'economia che per l'ambiente''.

I dati disponibili evidenziano che in Europa circa 400.000 persone sono impiegate nel settore delle energie rinnovabili, circa 2,1 milioni per la mobilita' sostenibile e oltre 900.000 in beni e servizi per l'efficienza energetica, in particolare nel settore edilizio. Questi impieghi includono, per esempio, la produzione, installazione e manutenzione di turbine eoliche e pannelli solari, o i lavori per il miglioramento dell'efficienza energetica negli edifici esistenti. E tutti questi settori - in particolare eolico, solare fotovoltaico, biomasse, mobilita' pubblica e settore edile - stanno registrando una crescita significativa.

Accanto a questi, ci sono circa altri 5 milioni di posti di lavoro in settori e impieghi correlati.

A guidare la classifica europea delle professioni verdi sono Germania, Spagna e Danimarca per l'eolico, Germania e Spagna per l'energia solare, settori che stanno sviluppandosi anche in altri Paesi con un alto potenziale di miglioramento.

domenica 19 aprile 2009

IDROGENO: CENTRO IDROGENO A PORTO MARGHERA


- VENEZIA - ''Chi pensava che Venezia, la sua tecnologia e la sua ricerca fossero finiti, oggi ha la migliore risposta'': cosi', oggi, l'assessore veneto alle politiche del territorio Renzo Marangon all'inaugurazione del Centro Idrogeno di Porto Marghera, in Via delle Industrie. Il Centro Idrogeno e' un nuovo laboratorio di ricerca, realizzato grazie all'Accordo di programma per l'idrogeno sottoscritto nel marzo 2005 tra la Regione Veneto e il ministero dell'Ambiente. L'accordo ha visto un investimento complessivo di 10 milioni di euro di risorse pubbliche, per il Centro idrogeno e' stata messa a disposizione la somma di un milione di euro. Tra le applicazioni, anticipa l'assessore, l'alimentazione ad idrogeno delle automobili lungo la rete autostradale tra Venezia e l' Autobrennero, con stazioni di pompaggio sparse: ''Poche, ovviamente, all'inizio, ma questa e' solo una prima applicazione pratica dei risultati del Centro ricerche''. ''Qui - ha aggiunto Marangon - ci sono teste, investimenti e universita' che collaborano''. Ricordando l'inaugurazione, la settimana scorsa, del primo prototipo di barca alimentata a idrogeno, l'assessore ha sottolineato l'importanza del nuovo centro, realizzato in collaborazione con l'Universita' di Trento.

L'Hydrogen Park di Venezia ha da giovedì 16 aprile 2009 un cuore pulsante. È stato infatti inaugurato il Centro Idrogeno, un laboratorio di ricerca realizzato da Veneto Innovazione che nel distretto è chiamato a svolgere il ruolo di motore con particolare riguardo all'applicazione delle nuove tecnologie a idrogeno nei processi delle Pmi.

Va a posto così uno dei tasselli chiave del piano cofinanziato da Regione Veneto e ministero dell'Ambiente con 10 milioni di euro per proporre una serie di importanti alternative "pulite" alle lavorazioni industriali di Marghera, ma non solo, e che viaggia in parallelo con l'attività già avviata dall'Hydrogen Park, il distretto che vede coinvolta una dozzina di aziende con in testa Enel.
Proprio Enel sta concludendo il progetto più avanzato: la prima centrale elettrica a idrogeno al mondo. Un anno fa c'è stata la cerimonia della posa della prima pietra e la previsione è che entro la fine del 2009 possa essere avviata con una capacità produttiva che complessivamente raggiungerà i 16 megawatt. Il tutto per un costo di 47 milioni e con emissioni di anidride carbonica nell'aria pari quasi a zero. Ci sono poi altri progetti più o meno tecnici che stanno comunque rispettando i tempi di realizzazione. I più noti sono quelli che hanno portato a varare nei giorni scorsi un'imbarcazione alimentata a idrogeno; ci si sta provando anche sui bus e su diversi tipi di motori alimentati da celle a combustibile.

E ancora, al Park veneziano si lavora alla produzione di energia elettrica e termica da idrogeno ottenuto da biomasse, a sistemi integrati per piccoli impianti autonomi di riscaldamento e condizionamento sempre a idrogeno, alle tecnologie per l'accumulo ma anche a quel vasto campo di possibilità di utilizzo nelle aziende per il quale il Centro inaugurato ieri realizzerà le necessarie ricerche e sperimentazioni. È già tempo, come dicono a Hydrogen Park, di andare a mettere mano a un secondo programma di progetti da sviluppare perché le prospettive sono assolutamente interessanti. Il tutto partendo dal fatto che a Marghera l'idrogeno è una materia prima a bassissimo costo, quasi un materiale di risulta dai vari processi delle lavorazioni chimiche, in primis il cracking per la produzione dell'etilene.

Sul fronte della chimica di Marghera si stanno però nuovamente addensando nubi. Eni, infatti, ha chiuso i rifornimenti di etilene e dicloroetano alla Ineos. Il nuovo proprietario Fiorenzo Sartor, subentrato alla multinazionale inglese solo pochi giorni fa, non ha rispettato infatti le scadenze di pagamento sostenendo che Ineos a sua volta ha violato alcuni accordi. Con il risultato che il ciclo del cloro rischia di chiudere nel giro di pochi giorni.