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giovedì 2 luglio 2009

biocarburanti: ALGHE MAIS PAGLIA, GIà Nei distributori Shell di Ottawa, si può comprare benzina contenente il 10% di etanolo ricavato dalla paGLIA

DRESDA (GERMANIA) - Tornano i biocarburanti, con una nuova formula. In questi giorni, nei distributori Shell di Ottawa, è possibile acquistare una benzina contenente il 10% di etanolo ricavato dalla lavorazione di residui vegetali grezzi come la paglia, ricchi di cellulosa, ma privi di alcun valore alimentare. In pratica le biomasse sono ridotte in frammenti, disidratate e riscaldate velocemente: in questo modo si rompono i legami molecolari e si forma un olio che, raffinato, diventa etanolo. Carburante a tutti gli effetti.

NOVITA' ASSOLUTA - E’ la prima volta al mondo che un biocarburante di seconda generazione esce dai laboratori di ricerca per arrivare direttamente alla pompa (ma è stato utilizzato anche lo scorso 13 giugno alla 24 ore di Le Mans), una soluzione che, secondo la Shell, consente di ridurre, rispetto all’etanolo ricavato dal mais, le emissioni di CO2 nell’intero ciclo produttivo del 90%. Una strategia “verde” emersa anche durante la tavola rotonda “Towards a New Energy Future: Innovation and the Next Generation” di Dresda dalle parole di Paul Snaith, vice president marketing & technology Shell Global Solutions: «Benzina e gasolio non spariranno, ma nei prossimi anni il cambiamento, anche se in ritardo, ci sarà: noi prevediamo per esempio che nel 2020 più del 15% delle nuove auto sarà elettrica o ibrida “plug-in”, con percentuali più elevate nei paesi in via di sviluppo come la Cina». Per i biocarburanti che oggi non arrivano all’1% del mercato mondiale dei carburanti, invece, prosegue Snaith, “crediamo che nei prossimi dieci anni questa percentuale possa arrivare al 7-10%”.

COINVOLTA LA CINA - Per questo, oltre all’etanolo di seconda generazione prodotto in Canada insieme alla Iogen, Shell ha siglato solo l’anno scorso ben otto partnership di ricerca, di cui due con la Cina. In particolare, ha sottolineato Paul Snaith, «ci stiamo concentrando anche su soluzioni innovative come quella di biofuel prodotti dalla alghe marine (vedi la joint venture Cellana)». Tutto pronto quindi? «Passerà ancora un po’ di tempo prima che gli automobilisti possano acquistare la benzina contenente biocarburante di seconda generazione presso le stazioni di servizio, ma stiamo lavorando con le istituzioni per far sì che la produzione di grandi quantitativi sia accessibile» ha affermato Greame Sweeny, Shell Executive Vice President Future Fuels CO2.

IL PROBLEMA DA RISOLVERE - Produrre biocarburanti costa molto: il biodiesel generato dalle alghe, per esempio, diventa competitivo con il tradizionale gasolio solo se il prezzo del barile arriva a 800 dollari (oggi è a 70 dollari). E’ chiaro dunque che, senza degli incentivi in grado di far partire le economie di scala e ridurre i prezzi, il futuro dei biocarburanti potrebbe essere ancora una volta lontano e incerto.

sabato 25 aprile 2009

Ambiente: California su carburanti.. low emission


La California ha adottato la legge che limita le emissioni di Co2 per i carburanti di auto. ''La California e' la prima al mondo ad adottare i limiti alle emissioni per i carburanti, che non solo aiuteranno la riduzione del surriscaldamento globale, ma estenderanno la possibilita' di scelta da parte dei consumatori'' ha dichiarato il governatore, Arnold Schwarzenegger.

Quella che era una proposta di legge è stata dunque adottata. In California vige ormai la legge che regola e limita le emissioni di CO2 relative ai carburanti delle autovetture e fissa al 10% la riduzione di tale emissioni entro il 2020. È la prima volta che uno Stato adotta misure così rigide e decise nei confronti delle emissioni di gas climalteranti; l’obiettivo, come sottolinea il Governatore della California, Arnold Schwarzenegger, non consiste solo nella volontà di ridurre l’inquinamento atmosferico dando un proprio contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici, ma rappresenta ancheuna manovra economica favorendo la concorrenzialità fra le distribuzioni attivando la possibilità di scelta da parte dei consumatori e stimolando gli investimenti privati per l’adeguamento delle infrastrutture energetiche. La legge californiana trova dunque la piena approvazione del Presidente degli USA Barack Obama, il quale, a pochi giorni dall’insediamento, aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di riconsiderare la propria decisione in merito alle proposte di legge avanzate non solo dalla California, che ad ogni modo è stata il primo Paese statunitense ad adottarla, ma anche da altri Paesi. La normativa prevede misure che hanno fatto storcere il naso ai produttori di biofuel. Si perché, la legge prende in considerazione anche l’emissione di gas serra indiretta proveniente dai cambiamenti di utilizzo del suolo riservato a colture di biocarburanti. Una mossa che ha visto esaltare gli ambientalisti, provocando la repentina risposta invece dell’industria di biofuel: “Gli effetti indiretti – ha ricordato Bill Coleman, generale partner di Mohr Davidow Ventures – sono presenti in tutti i tipi di combustibili. Invece di applicare la misura ad un solo carburante, dovremmo applicarla a tutti”.