Autodesk ha nominato Green Ocean Energy, azienda scozzese impegnata nel settore delle energie rinnovabili, 'Inventor of the Month' per il mese di aprile 2009. Green Ocean ha, infatti, adottato con successo il software Autodesk Inventor per la realizzazione di Ocean Treader e Wave Treader, dispositivi galleggianti che convertono il moto ondoso in energia rinnovabile pulita. Il progetto 'Inventor of the Month' si propone di premiare le migliori innovazioni nel campo della progettazione a opera della sempre più ampia comunità degli utenti del software Autodesk Inventor. Ocean Treader assomiglia a una boa che viene ormeggiata in mare aperto; | Ebook Difesa Personale | Ebook Gestione del Tempo | Ebook Scacco alle Bugie | Ebook I Segreti per Parlare in Pubblico | Ebook Migliora la Tua Vita |
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martedì 26 maggio 2009
Ocean Treader e Wave Treader, dispositivi galleggianti che convertono il moto ondoso in energia
Autodesk ha nominato Green Ocean Energy, azienda scozzese impegnata nel settore delle energie rinnovabili, 'Inventor of the Month' per il mese di aprile 2009. Green Ocean ha, infatti, adottato con successo il software Autodesk Inventor per la realizzazione di Ocean Treader e Wave Treader, dispositivi galleggianti che convertono il moto ondoso in energia rinnovabile pulita. Il progetto 'Inventor of the Month' si propone di premiare le migliori innovazioni nel campo della progettazione a opera della sempre più ampia comunità degli utenti del software Autodesk Inventor. Ocean Treader assomiglia a una boa che viene ormeggiata in mare aperto; domenica 19 aprile 2009
ENERGIA PULITA DAI MOTI ONDOSI NEL GALLES

Si potra' produrre energia pulita dallo sfruttamento dei moti ondosi con lo sbarramento del fiume Severn, in Galles. Il progetto di sbarramento del Severn e' supportato da uno Studio di Fattibilita', lanciato nel 2008 e tutt'ora in corso, che analizza il progetto dell'opera non solo dal punto di vista ingegneristico ma, soprattutto, dal punto di vista dell'impatto ambientale. Le consultazioni, lanciate da Ed Miliband, Segretario di Stato inglese per l'Energia e la prevenzione dei Cambiamenti Climatici, sono finalizzate alla raccolta di pareri sul progetto di sbarramento del fiume Severn. Le consultazioni su questa prima fase del progetto termineranno il prossimo 23 aprile. Nel 2010, al termine dello studio di fattibilita', e' prevista una seconda tornata di consultazioni pubbliche per decidere in merito alla costruzione dello sbarramento, una volta che saranno state raccolte tutte le valutazioni sui costi effettivi dell'opera, i benefici e gli effetti che la produzione di energia dallo sfruttamento dei moti ondosi del Severn avranno sull'ambiente. Miliband ha, inoltre, annunciato un ulteriore finanziamento governativo di 500.000 sterline per accelerare lo sviluppo di possibili tecnologie innovative e alternative allo sbarramento. Il progetto di sbarramento del fiume Severn, il fiume piu' lungo del Regno Unito, si inserisce in un piu' ampio contesto di iniziative nel settore delle tecnologie sostenibili che hanno reso il Galles una location d'eccellenza per lo sviluppo di progetti all'avanguardia per il sostegno dell'ambiente. Grazie al suo progresso nel comparto, infatti, la Regione e' pronta a raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione Europea con il protocollo Energy 2020 per lo sviluppo della produzione di energie rinnovabili e a diventarne esportatore su scala internazionale entro il 2025. Recenti stime indicano che la Regione del Regno Unito sara' in grado di produrre il 15% del suo fabbisogno energetico complessivo da fonti interamente rinnovabili con un investimento totale di 100 milioni di sterline entro il 2020 e di generare l'intero fabbisogno energetico da fonti pulite diventandone esportatore su scala mondiale entro il 2025. In Galles, infine, il settore delle tecnologie sostenibili ed energie rinnovabili occupa 150.000 persone e rappresenta il 3% dell'intero prodotto interno lordo del Regno Unito e il 9% delle esportazioni totali del Paese.
venerdì 13 marzo 2009
ALLARME ACQUA :

A causa del cambiamento climatico, ma anche della brusca crescita della popolazione mondiale, entro il 2030, quasi la meta' della popolazione mondiale vivra' in aree ad alto stress idrico, tra cui l'Africa che contera' tra 75 e 250 milioni di persone sottoposte a tale pressione. Lo denuncia un nuovo Rapporto elaborato con il concorso di 24 agenzie delle Nazioni Unite, che punta il dito anche contro una diffusa incapacita' gestionale e la crescente domanda di energia che hanno accentuato la pressione su risorse idriche mondiali che stanno diminuendo. Secondo il Rapporto, con una popolazione mondiale ormai attestata a oltre 6 miliardi, alcuni Paesi hanno gia' toccato i limiti delle proprie risorse idriche.
''Il cambiamento climatico rendera' questa situazione ancora piu' drammatica'', ha dichiarato William Cosgrove, coordinatore ONU del ''World Water Development Report''.
''Non solo perche' aumentera' la variabilita' del clima, ma anche perche' provochera' un incremento della gia' esistente pressione sulle risorse idriche'', ha aggiunto nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto a New York.
Il Rapporto ''L'acqua in un mondo che cambia'', una valutazione triennale globale sulle risorse d'acqua dolce, e' stato lanciato al Palazzo di vetro In vista del V Forum Mondiale sull'Acqua, che si terra' ad Istanbul dal 16 al 22 marzo 2009.
Qualcuno aveva profetizzato che le guerre del terzo millennio sarebbero state combattute non per il petrolio ma per l'acqua. Nessuno può dire se questo funesto scenario geopolitico prenderà mai corpo. Una cosa però è certa: se le cose non dovessero cambiare fra una quarantina d'anni due miliardi di persone resteranno all'asciutto. Il drammatico scenario sul futuro del pianeta emerge da uno studio della Fao. E' stato illustrato dal responsabile del settore per la gestione delle risorse idriche e presidente di turno dell’organismo Onu "Un Water" Pasquale Steduto, nell’ambito di un incontro tematico organizzato dall’Accademia dei Georgofili a Firenze. Crescita della domanda Per due terzi della popolazione mondiale fra pochi decenni la vita quotidiana potrebbe diventare un incubo, con la lotta quotidiana contro la scarsità d'acqua. Ma su quali basi la Fao arriva a preconizzare uno scenario così drammatico? "Fino al 2030 - spiega Steduto - la crescita della domanda viaggerà a ritmi doppi rispetto al tasso di crescita della popolazione. Se ne deduce che uno dei principali problemi con cui dovremo fare i conti sarà l’amministrazione responsabile, efficiente ed equa delle risorse idriche a disposizione". Ma si può correre ai ripari A ben vedere oggi esiste già un modo innovativo con cui fronteggiare l'emergenza. Come? "Attraverso tecniche più produttive in agricoltura, - aggiunge l'esponente della Fao - che incide per circa il 70% sull’intera quantità prelevata da falde acquifere, riciclaggio, desalinizzazione delle acque salmastre, riduzione degli sprechi e dei consumi di lusso". Sembra incredibile ma la risposta ai problemi di scarsità dell'acqua è più facile di quanto potremmo immaginare: utilizzare l'acqua del mare. Che non è infinita ma, comunque, sulla terra è presente in quantità enorme. Certo, togliere il sale non è un'operazione semplice ma già oggi qualcuno lo fa con risultati tutto sommato incoraggianti. Basti pensare ai prati verdissimi che spuntano quà e là nel deserto...
domenica 1 marzo 2009
ENERGIA PULITA DALLE ONDE E DALLE MAREE

I mari della Terra sono in perenne movimento: onde, maree, correnti oceaniche... se si riuscisse a rubare un po' di energia a questi fluidi in movimento, si potrebbero alimentare molte città. Nelle isole Orkney, a nord della Scozia, l'Emec (European Marine Energy Centre) sta sperimentando nuove tecnologie di questo tipo, con l'obiettivo di arrivare nei prossimi anni a coprire il 20% del fabbisogno energetico.
ONDE E MAREE
Finora sono stati sperimentati due sistemi innovativi: Pelamis, un serpentone metallico capace di trarre energia dai movimenti delle onde (vedi Focus 187) in superficie, e una turbina istallata nel fondo del mare dalla società dublinese OpenHydro per sfruttare i flussi d'acqua generati dalle maree.
Collegata in rete. Quest'ultima è stata inaugurata nel maggio 2007, dopo 18 mesi di test, e produce 250 KW, che immette nella rete elettrica britannica. OpenHydro sta ora preparando turbine da 1 MW da installare nella baia di Fundy (Canada) e nel canale della Manica.
corrente elettrica a bassissimo costo dalle onde del mare
Un fisico americano ha ideato un curioso e originale sistema per ottenere corrente elettrica a bassissimo costo dalle onde del mare.
La geniale trovata di un fisico in pensione potrebbe contribuire, almeno in parte, a risolvere i problemi energetici, producendo quantità non trascurabili di corrente elettrica dalle onde del mare. Francis Farley e il suo ex collega Rod Rainey hanno riempito un lungo cilindro di gomma con acqua di mare e hanno chiuso le due estremità così da formare un enorme salsiccione. Hanno poi legato il cilindro a circa 100 metri di profondità e lo hanno lasciato il balia delle correnti. Il moto ondoso e la forza delle acque hanno inziato ad agitare Anaconda, questo il nome del serpentone , comprimendo l'acqua contenuta al suo interno e mettendo in moto, grazie all'aumento di pressione, le turbine installate a una delle estremità del cilindro. Anaconda è lungo circa 200 metri e ha un diametro di 7: secondo gli esperti, dimensionandolo opportunamente e ottimizzando l'elasticità dell'involucro, è possibile realizzare impianti della potenza di circa un megawatt, sufficienti a dare corrente a 2.000 abitazioni. L'idea di Farley e Rainey è ora quella di perfezionare il progetto e commercializzarlo entro 5 anni.
lunedì 10 novembre 2008
energia pulita dal moto dell'acqua
ROMA, 10 NOV - A Villa San Giovanni partira' una nuova sperimentazione italiana per la produzione di energia pulita dal moto dell'acqua. Il progetto e' sviluppato da Friel e dal dipartimento di ingegneria aerospaziale dell'Universita' di Napoli ''Federico II. La societa' Fri-El Green Power ha sede a Bolzano ed e' attiva nel campo dell'energia pulita. La societa' progetta, realizza e gestisce impianti per la produzione e l'impiego di energia elettrica rinnovabile. Il progetto, denominato Fri-El Sea Power, e' composto da una struttura galleggiante (portone o nave) e da varie turbine ad asse orizzontale posizionate ad intervalli regolari lungo un tubo orizzontale snodabile e modulare (denominato ''filare''). Il tubo (che e' in grado di allinearsi alla corrente marina, seguendone l'eventuale variazione) funge anche da albero di trasmissione del moto che trasferisce la potenza catturata dal moto dell'acqua al generatore elettrico. L'energia elettrica prodotta viene immessa direttamente nella rete elettrica attraverso un cavo sottomarino che collega le singole strutture galleggianti alla terra ferma. Le strutture galleggianti, ovvero i pontoni e le navi, possono essere disposte in gruppi di diverse decine, formando delle vere e proprie flotte impiegate nella produzione energetica. Grazie ai buoni risultati ottenuti dai primi test si sta lavorando a un prototipo da 500 kW, che sara' testato nel 2009 e messo in mare nello Stretto di Messina, dove la corrente raggiunge punte di 2.5 metri al secondo. Sara' costituito da una nave e da 4 filari allineati, ognuno dei quali avra' 5 turbine dal diametro di 4 metri per un totale di 20 turbine. Il progetto Fri-El Sea Power prevede, poi, un ulteriore livello di sviluppo. Quando la tecnologia della produzione energetica da idrogeno avra' raggiunto il suo grado di maturita', Fri-El Sea Power potra' essere utilizzato per la produzione di idrogeno. Per sfruttare anche l'energia delle maree di acqua dotate di bassissima velocita', sara' ancorata sotto la nave un'ulteriore ed innovativa turbina, che avra' efficienza piu' che doppia grazie al diffusore ad anelli che la circondano. L'efficacia di questo sistema, gia' verificato in galleria del vento, sara' verificata in condizioni reali. Quando questa tecnologia sara' matura, tutte le turbine lungo i filari saranno dotate del diffusore e quindi si potra' estrarre il massimo di energia con le minime dimensioni possibili della turbina e con velocita' della corrente molto basse.
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