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martedì 6 ottobre 2009

SESSO: chi fuma MARIJUANA ha difficoltà a raggiungere l' ORGASMO

Troppo lento. Gli uomini che fumano regolarmente marijuana possono incorrere nella difficolta' nel raggiungere l'orgasmo: ad affermarlo e' uno studio condotto da un gruppo di ricercatori de La Trobe University di Melbourne (Australia) guidati dalla ricercatrice Marian Pitts, dal quale emerge che gli uomini che fanno uso di cannabis possono avere fino a quattro volte piu' difficolta' nel raggiungere l'orgasmo rispetto ai non fumatori. Lo studio si e' basato sull'analisi dei dati raccolti nel corso di interviste telefoniche rivolte a 8.656 uomini e donne australiani tra i 16 e i 64 anni. Dalle interviste e' emerso inoltre che a fumare sono principalmente gli individui sotto i 36 anni, e che gli uomini fanno uso di marijuana il doppio delle donne (11,2% contro il 6,1%).

mercoledì 26 agosto 2009

SESSO: LA PASSIONE DELLE DONNE PARTE DA MASCELLA E ZIGOMI MASCHILI

Le donne sono davvero complicate tanto quanto si racconta. Almeno per quanto riguarda la scelta del partner: da uno studio condotto dagli psicologi statunitensi della Penn State University e pubblicato sul Journal of Experimental Social Psychology, infatti, nel giudicare l'attrattivita' in un uomo il gentil sesso tende a dividere il viso in due parti: una, quella inferiore, viene osservata per giudicare l'attrattiva sessuale, e l'altra, la superiore, per carpire l'aspetto estetico (e asessuato) in generale. Mascella, zigomi e labbra sarebbero considerati i lineamenti del viso ''sessuali'', collegati a fertilita' e salute, mentre la parte alta del naso, gli occhi e la forma della testa sarebbero i tratti deputati al giudizio estetico.

''Non sappiamo se cio' e' il risultato della cultura, o se e' proprio il cervello a processare diversamente certe informazioni dedotte da determinati tratti del viso - spiega Robert Franklin, che ha partecipato alla ricerca -. Servono ulteriori studi''.

mercoledì 5 agosto 2009

SESSO: Fare sesso non protetto farebbe bene alla salute mentale


Fare sesso non protetto farebbe bene alla salute mentale: e' quanto afferma uno studio condotto dalla West Scotland University di Paisley (Scozia) guidato dallo psicologo Stuart Brody, e che verra' pubblicato sulla rivista specializzata Archives of Sexual Behavior. I risultati sono frutto di un sondaggio sul comportamento sessuale condotto su 99 donne e 111 uomini in Portogallo, che hanno compilato un questionario sull'uso dei contraccettivi: dalle risposte e' emerso che i soggetti che avevano rapporti sessuali non protetti erano in grado di affrontare lo stress in modo piu' maturo e di prendere decisioni in maniera piu' ferma.

Lo studio e' costato allo psicologo la critica di molti colleghi, che affermano che sostenere la positivita' del sesso senza protezioni potrebbe avere ripercussioni gravi sulla salute delle persone. Sebbene Brody ammetta che avere rapporti sessuali non protetti possa portare a situazioni stressanti, come gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili, lo psicologo rimane fermo nell'affermare che, comunque, avere rapporti sessuali senza preservativo puo' ''rafforzare il benessere mentale''.

domenica 5 luglio 2009

FERTILITà: sesso quotidiano aumenta la fertilità


Dedicato agli aspiranti papà. Non è vero (come spesso si sente dire) che in vista di un auspicabile concepimento è preferibile per l’uomo astenersi per qualche giorno dai rapporti sessuali, al fine di rendere lo sperma «più potente» al momento giusto: secondo uno studio australiano sarebbe vero esattamente l’opposto, ossia che fare sesso quotidianamente rende gli spermatozoi più forti e potenzialmente aumenta la fertilità.

LO STUDIO - Tra i numerosi studi presentati nel corso del 25esimo convegno annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology (Eshre), in corso ad Amsterdam, vi è infatti quello realizzato dal dottor David Greening, ostetrico e ginecologo di Sydney, che ha appunto condotto un’indagine sulla fertilità maschile correlata alla frequenza eiaculatoria dalla quale emerge che un’attività sessuale continuativa riduce la percentuale di danni al Dna del liquido seminale. Così i dati raccolti da Greening dimostrano che - nonostante eiaculazioni frequenti si traducano effettivamente in una riduzione della quantità del seme e della sua concentrazione - l’astinenza non influisce in alcun modo sulla qualità dello sperma, e che anzi la motilità degli spermatozoi aumenta significativamente. «Resta da verificare, tramite ulteriori indagini, se effettivamente la migliore qualità del seme si traduce in percentuali più alte di fecondazioni, sia naturali che in vitro» ha spiegato il ricercatore australiano, che ha tuttavia sottolineato come studi precedenti abbiano già provato la correlazione tra minor danno al Dna degli spermatozoi e percentuale di gravidanze riuscite.

I DATI - L’analisi è stata condotta su un campione di 118 uomini con un Indice di Frammentazione del Dna Spermatico (DIF) superiore al 15 per cento (ovvero di qualità non eccellente). Dopo 7 giorni di test, nell’81 per cento dei soggetti campione è stata misurata una diminuzione dei danni al Dna pari al 12 per cento. Secondo Greening, quindi, al fine di ottenere la fecondazione, l’ideale sarebbe avere eiaculazioni quotidiane per sette giorni di fila in vista del giorno «buono», ovvero quello in cui si suppone vi sia l’ovulazione. Un accorgimento, questo, che potrebbe rivelarsi particolarmente utile soprattutto per le coppie in cerca di gravidanza che si rivolgono alla fecondazione assistita.

mercoledì 17 giugno 2009

AIDS: E' SEMPRE IN AGGUATO,CHI E' CONTAGIATO NON LO SA. ECCO LE STIME


Sono necessarie ''nuove campagne informative sull'Aids'', perche' la percezione del rischio e' sempre piu' bassa. Lo ha evidenziato il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, intervenuto stamane alla presentazione della campagna 'Hivideo'. Avvertendo che ''si e' in un momento di grande ristrettezza economica'', il viceministro ha spiegato che sono disponibili 500mila euro per campagne di sesnibilizzazione sull'AIDS, ''ma nel lungo periodo potra' esserci maggiore disponibilita e da subito potranno essere appoggiatre campagne di privati''.

Nel 2008 in Italia sono stati notificati oltre 1200 nuovi casi di Aids e altre 1.679 diagnosi di Hiv sono state registrate nel 2007, con un tasso di incidenza sulla popolazione pari a 6 casi ogni centomila abitanti. E circa 1/4 delle persone sieropositive nel nostro Paese non sanno di essere state contagiate. Lo rivelano i dati dell'ultimo rapporto dell'ISS presentati oggi a Roma, secondo il quale ad ignorare la propria sieropositivita' sono in particolare ''coloro che hanno acquisito l'infezione attraverso i rapporti sessuali, sia etero che omo o bisessuali''. Non solo, secondo i dati, ''si e' triplicata la quota di persone che scopre molto tardi di essere infetta e che nel frattempo costituisce, a sua insaputa, una possibile fonte di diffusione dell'infezione''. Secondo le stime, in Italia oggi vivono 151 mila persone con hiv/aids pari a 2,5 persone ogni mille abitanti e - riferisce il Rapporto - quasi la meta' delle donne che hanno contratto il virus attraverso i rapporti eterosessuali hanno sottovalutato il rischio e sono state contagiate da partner di cui conoscevano la sieropositivita'. Aumentata la quota di stranieri sieropositivi, passata dall'11% del 1992 al 32% del 2007.

Dal 1997 ad oggi sono stati 714 i bambini che hanno contratto l'infezione da Hiv dalla madre: 360 (pari al 50,4%) sono figli di madre tossicodipendente, mentre 262 (il 36,7%) sono figli di donne che hanno acquisito l'infezione per via sessuale. Lo riferiscono i dati dell'ISS diffusi oggi. Tra i piu' positivi risultati della medicina, si deve in questo caso citare la cospicua diminuzione di casi di Aids pediatrici grazie all'effetto combinato dell'applicazione delle linee guida relative al trattamento antiretrovirale, somministrato sia alle donne in gravidanza per ridurre la trasmissione verticale, che ai bambini infetti per allungare il tempo di incubazione della malattia.

Questo il nuovo volto dell'Hiv-Aids in Italia secondo i dati dell'ISS diffusi oggi. La proporzione di malati tossicodipendenti e', infatti, diminuita dal 69,0% nel 1985 all'8,6% nel 2007, mentre i casi attribuibili a trasmissione sessuale (eterosessuale e omosessuale) nello stesso periodo sono aumentati dal 13,3% al 73,7%, con un particolare aumento di contagio tra eterosessuali, che oggi sono il doppio di quelli tra omo e bisessuali. Da sottolineare infine che la quota di stranieri con diagnosi di Hiv e' aumentata dall'11% del 1992 al 32% del 2007. L'incidenza dei casi di Aids nel 2008 e' stata maggiore in Lombardia e Liguria (3,4 ogni 100 mila abitanti), seguite da Emilia Romagna e Toscana (2,9), poi Lazio e Marche (1,9). L'incidenza, invece, continua ad essere mediamente piu' bassa nelle Regioni meridionali e in particolare in Calabria (0,3), anche se la Basilicata segna un 2,2. Anche per l'Hiv il tasso piu' basso si registra al Sud, con l'1,7 ogni 100 mila abitanti della Puglia contro l'8,9 della Provincia Autonoma di Trento e l'8,4% del Lazio.

L'Aids resta una malattia mortale, da cui non si guarisce, ma se il tasso di letalita' (cioe' il rapporto tra i decessi per anno di diagnosi e i casi diagnosticati in quello stesso anno) era pari al 94,4% nel 1985, del 72,5% nel 1995 e del 25% nel 2005, nel 2008 si e' registrata una diminuzione che ha portato il tasso al 9%. Tuttavia, evidenzia il Rapporto dell'ISS diffuso oggi, se i farmaci funzionano, ci sono due aspetti critici che arrestano il processo di cura: la mancata diagnosi e le difficolta' di accesso alle terapie. Solo il 34% dei casi notificati dal 1999 ha ricevuto un trattamento terapeutico antiretrovirale. A circa tre quarti di questi pazienti e' stata somministrata una combinazione con tre farmaci antiretrovirali. Risultano inoltre delle differenze per modalita' di trasmissione: solo il 23% dei pazienti con fattore di rischio sessuale (cioe' omosessuali ed eterosessuali) ha effettuato una terapia antiretrovirale, contro oltre il 50% dei tossicodipendenti. Ed essendo la consapevolezza della propria sieropositivita' il maggiore determinante per avere seguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids, si puo' osservare come anche in questo caso coloro che arrivano piu' tardi alla diagnosi e alle cure siano quelli che hanno contratto l'infezione attraverso rapporti sessuali e ignorato a lungo di essere infetti.

martedì 16 giugno 2009

SESSO: IMPOTENZA E DISFUNZIONI SI CURANO CON LA ''LIGHT TERAPY''( LUCE TERAPIA ).


Un bagno di luce contro le disfunzioni sessuali: per migliorare le performance sessuali degli uomini affetti da mancanza di desiderio, impotenza e incapacita' a raggiungere l'orgasmo, infatti, un nuovo studio italiano suggerisce che un rimedio puo' arrivare dalla stimolazione della ghiandola pineale all'interno del cervello per mezzo della ''light terapy''.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Psychotherapy and Psychosomatics, si fonda sull'assunto che la luce-terapia stimolando la ghiandola pineale, che regola diverse funzioni biologiche fra cui quella sessuale, possa influire sui disturbi che interessano questa sfera. ''I risultati di questo studio - afferma Letizia Bossini, ricercatrice dell'Universita' di Siena che ha coordinato l'esperimento - dimostrano un potenziale effetto positivo della light terapy sulle disfunzioni sessuali primarie''.

I ricercatori hanno sottoposto i soggetti dello studio all'esposizione di un fascio di luce bianca fluorescente di intensita' pari a 10 mila lux, per mezz'ora al giorno, per un periodo di due settimane. Al termine della ricerca le prestazioni sessuali di tre pazienti su cinque sono migliorate sensibilmente.

venerdì 5 giugno 2009

Orgasmo femminile: questione di geni


Dell'orgasmo femminile si sa molto ma non tutto. E mentre quelle che lo provano assicurano che non è affatto male, alcuni evoluzionisti si stanno ancora domandando quale sia la sua funzione. Ecco cosa dice la scienza.

Le sarà piaciuto? Che faccio, glielo chiedo? E se sul più lei bello fa finta, come me ne accorgo? Sono solo alcune delle domande, tipicamente maschili, che circondano con un alone di mistero l'orgasmo femminile. Ma negli ultimi anni la scienza ha demistificato e compreso, almeno alcuni, degli aspetti più caratteristici del piacere di lei. In un recente articolo pubblicato sulla rivista New Scientist si cerca di fare un po' di chiarezza su alcuni aspetti essenziali e misteriosi della sessualità delle donne. Il punto G esiste, ci sono le prove. Il punto G è una piccolissima zona della vagina che, opportunamente stimolata, produce nell'interessata orgasmi intensissimi. L'esistenza del punto G è nota e provata da decenni ma fino al 2008 nessuno era riuscito a individuare anatomicamente la sua posizione. Ci è riuscito lo scorso anno un team di medici italiani capitanati da Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all'università de L'Aquila, che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina. Nelle donne che provano l'orgasmo sul punto G questa porzione di tessuto è più spessa che nelle altre.

Sul più bello lei non capisce più nulla. Durante l'orgasmo lei non è più in grado di connttere, nel vero senso della parola: la risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che in quei momenti molte aree del suo cervello "si spengono", comprese quelle dedicate alle emozioni. Negli uomini questo effetto ha una portata minore, perchè il loro orgasmo ha una durata temporale più breve.
Molte donne non lo provano. Secondo uno studio americano del 1999 il 43% delle donne statunitensi avrebbe problemi a raggiungere l'orgasmo. Alcuni ricercatori hanno quindi sollevato un interrogativo provocatorio: se quasi la metà delle donne non lo prova, non sarà che l'anorgasmia non è da considerarsi una malattia? Nonostante questo le terapie farmacologiche allo studio per combattere questo problema sono tante, tra cui una a base di Viagra, che ha però dato fino ad oggi risultati non completamente soddisfacenti.

Tutta questione di geni. Secondo uno studio condotto nel 2005 in Gran Bretagna, il 45% delle variabili capaci di influenzare l'orgasmo femminile sarebbe di origine genetica. Molte donne non raggiungono l'orgasmo durante il rapporto sessuale, mentre altre non lo raggiungono con la masturbazione: le variabili ambientali e culturali influiscono sicuramente su questo aspetto della sessualità femminile, ma la componente ereditaria sembra essere fondamentale.

La tecnologia dà una mano. Il rimedio estremo all'anorgasmia è tutto tecnologico e si chiama "Orgasmatron", come il famoso marchingegno che compare nel film Sleeper, di Woody Allen. Si tratta di un impianto spinale che stimola la donna "al momento giusto" e si controlla con un telecomando. È stato ideato nel 2006 dal dottor Dr. Stuart Meloy, un medico americano che qualche anno prima aveva impiantato alcuni elettrodi nelle vertebre lombari di una paziente per curare un dolore cronico alle gambe. La stimolazione elettrica aveva però scatenato nella donna reazioni... piacevolmente inattese. Nonostante le difficoltà inziali a trovare dei soggetti disposti alla sperimentazione, il dispositivo e il protocollo terapeutico ad esso associato sono attualmente in fase di sviluppo.

Il mistero continua. Dal punto di vista evolutivo l'orgasmo femminile rimane comunque un mistero. Perchè le donne lo provano? Perchè alcune lo raggiungono solo con la masturbazione? Secondo la ricercatrice Elisabeth Lloyd ciò significherebbe che il piacere della donna è solo un "incidente evolutivo" come i capezzoli dell'uomo. Che resistono solo perchè non c'è nessuna buona ragione per farli sparire.
fonte:focus.it

sabato 30 maggio 2009

ATTIVITà SESSUALE : DIETA ED ESERCIZIO FISICO RIPRISTINANO ATTIVITA' SESSUALE


Dieta ipocalorica e incremento dell'attivita' fisica normalizzano i livelli di testosterone e ripristinano la funzione sessuale qualora non siano gia' presenti alterazioni vascolari. Lo annuncia al Congresso nazionale di endocrinologia, in corso di svolgimento a Sorrento, l'equipe del Centro di Crioconservazione dei Gameti Maschili dell'Azienda Ospedaliera dell' Universita' di Padova diretta dal professor Carlo Foresta, dopo aver condotto uno studio su 100 uomini di eta' media 45 anni affetti da sindrome metabolica e disfunzione erettile.

''I segni clinici per riconoscere la sindrome metabolica, fenomeno sempre piu' frequentemente riscontrato nella popolazione - ha affermato Carlo Foresta, professore di Patologia clinica presso l'Universita' di Padova - sono l'obesita', l'ipertensione e il diabete. Si stima - ha aggiunto- che ne sia colpito un italiano su quattro. I pazienti che ne risultano affetti sono particolarmente a rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. Nel maschio la sindrome metabolica si associa a una ridotta produzione di testosterone che, attraverso un circolo vizioso, sembra aggravare le alterazioni metaboliche della sindrome stessa e le sue conseguenze sul sistema cardiovascolare. Sovente questi pazienti lamentano un'impotenza sessuale che puo' essere conseguenza sia di alterazioni vascolari che di anomalie endocrino-metaboliche. Il nostro studio - ha sottolineato Carlo Foresta - dimostra che nella sindrome metabolica e' frequente una riduzione della produzione di testosterone e che la dieta e l'attivita' fisica migliorano il quadro metabolico anche attraverso un incremento della produzione del testosterone''.

martedì 26 maggio 2009

Sesso: tutto guidato dagli odori corporei.Gli opposti si scelgono a« naso»


Gli opposti si attraggono a naso, almeno sotto il profilo genetico,secondo uno studio brasiliano del Dna su coppie sposate e casuali. Lui e lei si scelgono, senza rendersene conto, sulla base di differenze genetiche in una zona del genoma importante per immunita' e successo riproduttivo, il 'complesso maggiore di istocompatibilita'(MHC). E' possibile che la 'scelta' del partner sia mediata dagli odori del corpo perche' vari odori corrisponderebbero a un diverso assetto genetico del MHC.

In amore gli opposti si attraggono «a naso» A sostenerlo è una ricerca condotta da genetisti brasiliani dell'università di Parana. Il team di studiosi guidati da Maria de Graca Bicalho, responsabile del Laboratorio di immunogenetica dell'ateneo, avrebbe messo in evidenza che la vera calamita sessuale» sarebbe il cosiddetto «complesso maggiore di istocompatibilità» o Mhc, una parte del Dna fondamentale per il sistema immunitario ben nota a chi si occupa, per esempio, di compatibilità d'organi da donazione.

OLFATTO E VISTA- La ricercatrice ha spiegato, in occasione della conferenza annuale dell'European Society of Human Genetics in corso a Vienna, di aver scoperto che le persone con diversi complessi di istocompatibilità sono più inclini a scegliersi fra loro. Si tratterebbe in realtà di un inconsapevole stratagemma evolutivo per assicurarsi una prole sana. E il tutto sarebbe guidato dagli odori corporei. In pratica annusiamo il miglior possibile compagno, rilevando tracce nascoste nel suo odore. Ma anche la struttura del volto del candidato, aggiungono i ricercatori, potrebbe avere un qualche ruolo rivelatore.

LO STUDIO - Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno confrontato i profili genetici di 90 coppie sposate con quelli di 152 coppie fasulle, create a caso. Scoprendo che i geni del Mhc delle coppie reali sono diversi tra loro molto più che nelle coppie casuali. Quindi, secondo gli scienziati brasiliani, quando scegliamo un partner ne cerchiamo uno in grado di garantire che la futura prole abbia un sistema immunitario il più efficiente possibile. E il segreto sta nella diversità.

CHE COS'É IL SISTEMA «MHC»- Il Mhc si colloca in una regione genetica situata sul cromosoma 6, e ha un ruolo chiave sia nel sistema immunitario che nella riproduzione. Alcuni studi precedenti hanno, infatti, dimostrato che le coppie con un Mhc simile hanno molti più rischi di non portare a termine una gravidanza. «Anche se può essere intrigante pensare che gli esseri umani scelgano i propri partner per via delle loro somiglianze, la nostra ricerca - assicura l'esperta - suggerisce che sono le differenze il segreto del successo della riproduzione e che la spinta del subconscio verso figli sani è importante per la scelta del partner. Vogliamo andare avanti con il nostro studio, indagando sulle influenze sociali e culturali, ma anche quelle biologiche, che entrano in gioco nella scelta del partner». I ricercatori si aspettavano che gli aspetti culturali svolgessero un ruolo importante nella scelta del partner. E sono rimasti stupiti nello scoprire il ruolo dei geni. «Certamente non sottoscrivo la teoria che una variante genetica di una persona possa guidare il suo comportamento. Ma pensiamo anche che non deve essere sottovalutato l'aspetto evoluzionistico dell'inconscio nella scelta del partner. Questo - conclude la scienziata - ha un ruolo importante da svolgere nel garantire una sana riproduzione, contribuendo a garantire che i bambini nascano con un sistema immunitario forte in grado di far fronte alle infezioni».

venerdì 15 maggio 2009

orgasmo femminile: è tutta questione di intelligenza


Secondo uno studio britannico le donne che sanno gestire meglio le proprie emozioni e i propri sentimenti hanno più orgasmi rispetto alle altre.

Le donne con l’intelligenza emozionale più sviluppata godono di più. O almeno hanno più orgasmi. È questo il risultato di un singolare studio condotto in Gran Bretagna su più di 1000 coppie di gemelle. L’intelligenza emozionale è la capacità di controllare e gestire le emozioni e i sentimenti propri e altrui. Lo studio ha evidenziato che un basso livello di intelligenza emotiva, nelle donne è spesso correlato a problemi di orgasmo.
Ricerca hot. I ricercatori hanno chiesto a oltre 2000 gemelle tra i 18 e gli 83 anni di compilare un questionario sulla loro vita sessuale e di rispondere ad alcune domande per misurare il loro livello di intelligenza emotiva. Le donne che si sono classificate nel 25% più basso della classifica hanno manifestato un rischio di disturbi legati all’orgasmo fino a due volte più alto rispetto alla media. Secondo Andrea Burri, psicologa al King’s College di Londra, l’intelligenza emotiva sembra essere in grado di influenzare la capacità della donna di comunicare al partner i propri desideri sotto le lenzuola. E questo influenza in modo determinante la sua capacità di raggiungere l’orgasmo.

mercoledì 13 maggio 2009

salute: sesso eco-sostenibile


Impegnati come siamo a mangiare cibi provenienti da agricoltura biologica, usare cosmetici naturali o rispolverare la vecchia bici, parcheggiando definitivamente auto o moto, nel tentativo di salvare il Pianeta, non pensiamo mai che anche il sesso inquina. Un esempio? Un recente studio anglosassone ha dimostrato che nel Regno Unito vengono smaltiti impropriamente ogni anno circa cento milioni di preservativi. Cosa possiamo fare? Una risposta la troviamo su www.greenme.it. La rivista web di lifestyle sostenibile pubblica infatti una sorta di vademecum per il sesso eco-sostenibile.

CONDOM E VIBRATORI ECO-FRIENDLY - Dai consigli su cosa mangiare (meglio afrodisiaci e succhi naturali) a quelli per chi ama fare la doccia col partner, sono numerosissime le indicazioni che Greenme.it offre a quanti vogliono rispettare l'ambiente anche «a letto». La guida indica nei «preservativi eco-friendly» il modo migliore per proteggersi da infezioni e virus, abbattendo l'impatto sull'ambiente. E invita a fare attenzione anche all'uso di giocattoli erotici (che in generale sarebbero da evitare se si vuole proteggere la propria salute e quella del Pianeta). Le percentuali di ftalati - sostanze altamente tossiche ed inquinanti - in questo genere di prodotti infatti è tanto elevata da avere innescato una campagna di Greenpeace per il bando di questi materiali nella Comunità Europea. Gli appassionati del genere hanno però la possibilità di scegliere giocattoli erotici facendo attenzione ai materiali (che dovrebbero essere indicati sull'etichetta): meglio prediligere quelli in caucciù, cristallo, lattice o altri materiali naturali. Senza contare che esistono giocattoli con batterie ricaricabili anche se l'ultima frontiera sono i vibratori ad energia solare, un ottimo modo per salvare tonnellate di batterie.

L'INTIMO E LE CURE DI BELLEZZA - Non mancano poi consigli sulla scelta dell'intimo e le cure di bellezza: «Onde evitare defaillance sul più bello e per "sentirsi a posto" anche con l'ambiente - suggerisce Greenme.it - meglio conoscere prima» com'è fatta la nostra lingerie e scegliere rigorosamente quella sostenibile, a base di cotone biologico o materiali a basso impatto ambientale come la soia o il bambù. Infine le cure di bellezza che precedono ogni incontro galante: per gli uomini Greenme.it consiglia rasoi con lame reciclabili in luogo di quelli usa e getta. In alternativa si possono comprare rasoi in plastica riciclata. Per le signore, invece, si consiglia una depilazione permanente per evitare cerette o creme, altamente inquinanti.

martedì 12 maggio 2009

SESSO, LE DONNE INTELLIGENTI SONO PIU' FELICI A LETTO


Intelligenti e felici. Almeno sotto le lenzuola. Lo dimostra uno studio su duemila gemelle, condotto dai ricercatori del King's College di Londra e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, secondo cui le donne che hanno un alto quoziente di intelligenza emotiva (IE) vivono una vita sessuale piu' appagante e hanno maggior numero di orgasmi. Attraverso un questionario sulla vita sessuale e a un test in grado di misurare la capacita' di gestire emozioni e sensazioni, gli scienziati hanno scoperto che le donne con meno del 25% di IE sono due volte piu' a rischio di essere sessualmente insoddisfatte rispetto alle altre. ''L'intelligenza emotiva - spiega Andrea Burri, coordinatrice della ricerca - ha un impatto diretto sulla sessualita' delle donne, influenzando la loro abilita' nel comunicare desideri e aspettative sessuali al partner. Insomma, piu' sono intelligenti, piu' sono fantasiose a letto e hanno orgasmi piu' frequenti''.
Più piacere sotto le lenzuola per le donne dotate di intelligenza emotiva, una particolare abilità di percepire sentimenti ed emozioni altrui. Le più sensibili, infatti, sono destinate a totalizzare un record di orgasmi, almeno secondo un studio britannico condotto su oltre 2.035 gemelle, pubblicato sul 'Journal of Sexual Medicine'. Sembra, infatti, che la chiave di tutto sia proprio nelle particolari 'antenne dell'anima', che consentono ad alcune donne di cogliere senza sforzo sentimenti e umori propri e altrui.

Tutte le partecipanti allo studio hanno completato questionari dettagliati sulla propria vita sessuale, i comportamenti e le performance, rispondendo anche a un test per quantificare il grado di intelligenza emotiva. I ricercatori, fra cui Andrea Virginia Burri del King's College di Londra e Tim Spector, responsabile del Twin Research Department del King's College di Londra, hanno scoperto così una "significativa associazione" tra l'intelligenza emotiva e la frequenza di orgasmi, sia nel caso di sesso solitario che in coppia."Questi risultati mostrano che l'intelligenza emotiva è un vantaggio in molti aspetti della vita, inclusa l'intimità - commenta Spector - Il nostro studio aiuterà enormemente lo sviluppo di terapie comportamentali e cognitive per migliorare la vita sessuale femminile".

Fino a un terzo delle donne ha difficoltà nel raggiungere il picco del piacere, e qualcuna non ci riesce affatto. "L'intelligenza emotiva sembra avere un impatto diretto sulla funzione sessuale delle donne - aggiunge la Burri, prima autrice della ricerca - E lo fa influenzando la loro capacità di comunicare le proprie aspettative sessuali e i desideri al partner". Non solo. C'è una possibile connessione fra questa abilità e la capacità di una donna di fantasticare durante il rapporto, conclude la sessuologa.

sabato 9 maggio 2009

Kenya: sciopero del sesso e i politici trattano


Basta litigare. Niente sesso. In Kenya le associazioni delle donne hanno promosso uno sciopero del sesso di una settimana per protestare contro l'empasse politica in cui versa il loro Paese, diviso da due anni dalle dispute tra il presidente Mwai Kibaki e il primo ministro Raila Odinga. Un primo risultato c'è stato: lunedì scorso il presidente e il primo ministro hanno avuto un faccia a faccia, il primo da tempo. Un incontro condito da strette di mano, dichiarazioni distensive e promesse di impegno. Lo sciopero - che terminerà domani - è un'azione provocatoria, non violenta, per spingere i due leader politici a lavorare insieme. Migliaia di donne hanno aderito alla protesta. Le associazioni femministe hanno invitato a partecipare alla protesta anche le mogli dei due leader: la first lady, Lucy Kibaki, e la moglie del premier, Ida Odinga che ha aderito allo stop del sesso con il marito.

«Il boicottaggio – spiega Carole Ageng'O, direttore del Tomorrow child iniziative – serve per protestare contro l'immobilismo dei due leader. Per chiedere a Kibaki e Odinga di farsi davvero carico del Paese e dei suoi problemi». L'iniziativa è sostenuta da diversi gruppi civili kenyani raggruppati sotto la sigla Gender 10. Gruppi come la Federazione delle donne avvocato (Fida), il Centro per il diritto all''istruzione (Creaw) .

Nonostante le promesse dei due leader, le donne kenyane, al grido di slogan come «il futuro è nelle nostre mani» hanno già fatto sapere che continueranno a lottare. Con nuove forme di protesta, da giovedì, dal giorno dopo la fine dello sciopero, e a vigilare per spingere i due leader a muoversi da loro immobilismo. Venerdì le donne kenyane hanno presentato ai lititgiosi premier e capo di stato un DOCUMENTO che spiega, punto per punto, nero su bianco, cosa si attendono da loro. Al primo punto c'è la credibilità delle istituzioni. Poi l'invito ad avere una «leadership visionaria» che pensi ai problemi della gente. E, soprattutto, l'invito ad operare per il ritorno della sicurezza.

Nel 2007 le violenze interetniche scoppiate dopo le elezioni presidenziali a causa della rivalità tra i due leader hanno provocato 1.500 morti e 300 mila profughi. Allora, proprio la rivalità tra Kibaki e Odinga era sfociata nel sangue sparso dai sostenitori divisi, come ora, dalla politica e dall'appartenenza a due diverse etnie.

Il sesso in Africa è stato già usato come arma di protesta. Durante i 14 lunghi anni di guerra civile in Liberia a un certo punto si arrivà a una tregua, grazie un piccolo gruppo di donne che dichiararono un analogo "sex strike" nei confronti dei loro uomini, che in quel caso erano i potenti "war lords", i signori della guerra che muovevano le fila della guerra civile.