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sabato 13 giugno 2009

www.zoomondoanimali.it: il blog del primo bioparco d'Italia


Tigri, pinguini, lama, falchi e tanti altri animali diventano blogger. Zoom Torino, il primo bioparco immersivo d’Italia, e l'agenzia di comunicazione Connexia presenta www.zoomondoanimali.it, il blog in cui gli animali parlano di se stessi e raccontano della propria vita nel bioparco. Zoom Torino (www.zoomtorino.it) sorge a Cumiana, a una trentina di chilometri dalla città piemontese, è un parco di nuova concezione in cui gli animali si vedono, ma soprattutto si ‘vivono’, e da vicino, senza reti, gabbie o cancelli, ma solo barriere naturali come cespugli e vasche d’acqua.

Zoom Torino è uno ‘parco work in progress’, composto di habitat diversi, alcuni già visitabili e altri in costruzione, ma soprattutto è il luogo in cui è possibile: imparare a conoscere e proteggere gli animali, conservare e difendere le specie a rischio, sostenere la ricerca, e approfondire tematiche ambientali. "Abbiamo voluto ricreare a pochi chilometri dal capoluogo piemontese gli habitat naturali di diversi continenti per far sentire i nostri animali ‘a casa’ - ha detto Gianluigi Casetta, amministratore delegato di Zoom Torino -. Il nostro non è solo uno parco in cui vedere animali che diversamente si potrebbero conoscere solo dalla televisione o sulle riviste, ma anche il luogo in cui studiamo e proteggiamo specie minacciate dall'estinzione. Zoom è un nuovo modo di fare ‘cultura ambientale’”.

domenica 3 maggio 2009

Il Paese peggiore per fare il blogger?


Il Paese peggiore per fare il blogger oggi è la Birmania, dove l’anno scorso il comico, regista e attivista Maung Thura, alias Zarganar ("pinzetta"), è stato condannato a 59 anni di carcere per aver messo in cattiva luce la giunta militare diffondendo su Internet immagini video della distruzione causata dal ciclone Nargis, e dove l’accesso alla Rete fu bloccato nel 2007, quando fu usato per diffondere informazioni sulla rivolta contro il regime.

L'ELENCO - In occasione della Giornata mondiale per la libertà di informazione, oggi, 3 maggio, l’organizzazione americana Committee to Protect Journalists” (Cpj), che difende i diritti dei giornalisti nel mondo, ha pubblicato un rapporto sui 10 Paesi peggiori per i blogger. Nel 2008, per la prima volta, il numero di blogger e giornalisti online incarcerati ha superato quello di giornalisti della carta stampata e della tv che si trovano in prigione. «I blogger sono l’avanguardia della rivoluzione dell’informazione», secondo Cpj. «Ma i governi stanno imparando rapidamente come usare la tecnologia contro di loro per censurare, filtrare, limitare l’accesso a Internet... E quando tutto il resto fallisce, le autorità semplicemente incarcerano alcuni blogger per intimidire il resto della comunità online e spingerla così al silenzio e all’autocensura».

CRITERI - Tra i criteri usati per redigere la lista: l’uso di tecnologie per il controllo della Rete, la repressione attraverso le leggi e il carcere. Nella lista, al secondo posto dopo la Birmania c’è l’Iran, dove «i blogger che scrivono in modo critico a proposito di figure religiose o politiche, della Rivoluzione islamica e dei suoi simboli sono regolarmente detenuti o sottoposti ad abusi». Uno di loro, Omidreza Misrayafi, è morto in circostanze misteriose lo scorso marzo nella prigione di Evin. Segue la Siria, dove dal 2008 i proprietari di cybercafé devono fornire informazioni sui clienti e dove Waed al-Mhana, un giornalista difensore dei siti archeologici a rischio, è sotto processo per aver criticato su web la demolizione di un antico mercato di Damasco. Quarto posto: Cuba, dove ci sono al momento 21 blogger in carcere. Quinta l’Arabia Saudita, che blocca l’accesso a circa 400mila siti web. Vietnam, Tunisia e Cina applicano rigidi controlli e censura sulla rete. Al nono posto, il Turkmenistan: il primo centro per l’accesso a internet è nato nel 2007 e, inizialmente, a sorvegliare i clienti erano stati schierati i soldati; poi le autorità hanno continuato a bloccare l'accesso dei dissidenti a internet e monitorare la posta elettronica. Il decimo paese nella lista di Cpj è l’Egitto, dove oltre 100 blogger sono stati incarcerati solo nel 2008. La maggior parte sono stati rilasciati dopo breve periodo, alcuni sono rimasti in prigione per mesi. Diversi dicono di aver subito maltrattamenti e alcuni di essere stati torturati. In prigione dal 2007 c’è il blogger Karim Amer, condannato a 4 anni per aver insultato l’Islam e il presidente egiziano Hosni Mubarak.