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mercoledì 7 ottobre 2009

CANCRO ORALE: TEST SULLA SALIVA lo SCOPRE

La saliva come un inesauribile geroglifico da decriptare. Scienziati americani hanno scoperto che puo' contenere almeno 50 ''simboli'' genetici per diagnosticare precocemente i tumori del cavo orale.

A fare da spia e' proprio il Dna. Per la precisione 50 piccoli suoi frammenti: sono i microRna, molecole prodotte dalle cellule che servono ad orientare l'azione di molti geni. La bocca e' lo specchio della salute del corpo, sostengono i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research. E per questo, esaminando la saliva di 50 soggetti sani e 50 con un tumore orale in atto, si e' scoperto che i soggetti gia' malati avevano livelli di due microRna, il miR-125 e il miR-200a, piu' bassi della norma.

La possibilita' di individuare il tumore con biomarcatori nella saliva entusiasma i ricercatori. ''Si tratta di un Santo Graal nella diagnosi del cancro che permette di rilevarne la presenza senza biopsia'', spiega Jennifer Grandis, docente della Universita' di Pittsburgh che ha guidato la ricerca.

venerdì 2 ottobre 2009

CANCRO: Popcorn aiuta a prevenire cancro.Cereali ricchi di antiossidanti polifenoli


Il popcorn potrebbe aiutare a prevenire il cancro. A suggerirlo e' una ricerca effettuata dalla Universita' di Scraton in Pennsylvania. Lo studio dimostra come alcuni snack ai cereali, di quelli spesso utilizzati per la prima colazione, e il cibo preferito dai cinefili, siano ricchi di antiossidanti chiamati polifenoli. 'Siamo rimasti colpiti del livello di polifenoli che abbiamo trovato nei popcorn', spiega un ricercatore dell'universita' americana.

lunedì 21 settembre 2009

booster broccolo: HA IL 40% DI ANTIOSSIDANTI IN PIù.

Scienziati australiani hanno sviluppato la prima 'superverdura' al mondo con il 40% in piu' di antiossidanti.I ricercatori del dipartimento industrie primarie del Victoria hanno ottenuto gli ortaggi senza ricorrere all'ingegneria genetica ma con complessi incroci durati 10 anni. I consumatori possono gia' mangiare i 'booster broccoli', mentre test commerciali sono in corso su altri 15 ortaggi, tra cui lattuga, pomodori e peperoni.

booster broccolo : Ogni porzione nutre il doppio ma sul banco del fruttivendolo occupera' lo stesso spazio.

Scienziati australiani hanno infatti sviluppato un super-broccolo che contiene fino al 40% di antiossidanti in piu' dei vegetali normali. ''E senza ricorrere a tecniche di ingegneria genetica'', precisa Rod Jones, a capo della squadra del Victoria's Department of Primary Industries (Australia) che ha ''creato'' naturalmente il nuovo concentrato di salute.

Il vegetale, gia' ribattezzato ''booster broccolo'', secondo quanto riporta l'Abc arrivera' presto in commercio avvolto con cura in fogli di plastica protettiva per mantenere intatte le proprieta' e il prezioso contento di antiossidanti. Queste sostanze naturali, ricordano gli studiosi australiani, si sono dimostrate capaci di rallentare l'invecchiamento e di proteggere da numerose malattie, a partire dal tumore. ''Il nostro broccolo - spiega Jones - e' piu' dolce rispetto alle altre varieta' perche' ha un contenuto piu' elevato di zucchero''.

Affidandosi solo a innesti e tecniche naturali e selezionando i semi di oltre 400 varieta', Jones e compagni hanno individuato l'incroci ottimale per ''coltivare'' il broccolo delle meraviglie ma presto, grazie ad un investimento di oltre 20 milioni di dollari da parte di una societa' privata, metteranno a punto altri super-vegetali.

Super-pomodoro, super-peperone e super-lattuga, promettono gli scienziati, sono gia' in pole position.

mercoledì 2 settembre 2009

I CELLULARI AUMENTANO IL RISCHIO DI TUMORE AL CERVELLO MA NESSUNO NE PARLA PIù


Telefoni senza fili, cellulari e cordless, ancora sotto accusa per il rischio di tumori al cervello.
L'allarme arriva da ricercatori di diversi Paesi ed e' contenuto nel Rapporto 'Telefonia senza fili e tumori cerebrali: 15 motivi di inquietudine', pubblicato da EM Radiation Research e disponibile online (www.radiationresearch.org). Secondo lo studio, l'uso di questi apparecchi e' pericoloso soprattutto per i bambini, che rischiano piu' degli adulti di ammalarsi di tumore al cervello. Ma ci sono anche pericoli di un aumento di tumori oculari, alle ghiandole salivari, di linfomi e leucemie. Le ricerche fino ad oggi finanziate dai produttori di telefonini sottostimano i rischi, secondo le accuse degli autori del Rapporto inviato ai capi di Governo e ai media, e che indica nel dettaglio i 'vizi' di impostazione dello studio internazionale Interphone lanciato nel 1999, realizzato in 13 Paesi e finanziato dalle aziende di telefonia. Interphone, spiega il Rapporto, voluto proprio per valutare i rischi di tumore cerebrale, sottostima il problema. I suoi 'errori' rappresentano la maggioranza dei motivi d'allarme che danno il titolo allo studio e che si aggiungono ai dati sui rischi di tumore, sulla maggiore vulnerabilita' dei bambini e sulla scarsa trasparenza degli studi. Nel Rapporto i ricercatori propongono anche alcune raccomandazioni generali per ridurre i rischi delle radiazioni: - preservare alcuni luoghi pubblici (scuole, asili, parchi gioco eccetera) da ogni tipo di radiazione; - organizzare campagne di comunicazione e di prevenzione destinate agli adolescenti e ai bambini ; - informare meglio il pubblico sui rischi dei dispositivi senza filo.
fonte:adnkronos.com

mercoledì 26 agosto 2009

Tamoxifene: cura un tumore al seno e ne favorisce un'altro più aggressivo e non sensibile all'ormone


Benefici indiscutibili ma aumenta possibilita' di malattia
Le donne che assumono il farmaco antitumorale Tamoxifene sarebbero ad alto rischio di contrarre un altro tipo di cancro piu' aggressivo. I ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Centre di Seattle,hanno rilevato che un trattamento a lungo termine a base di Tamoxifene riduce del 60% il riformarsi di un cancro al seno positivo all'estrogene, ma aumenta del 440% le possibilita' di sviluppare all'altro seno un tumore aggressivo e non sensibile all'ormone.

martedì 25 agosto 2009

FUMO: DI MALATTIE LEGATE AL FUMO, NEL 2010, MORIRANNO 6 MILIONI DI PERSONE


E se il trend non si arrestera', nel 2020 i morti saranno 7 milioni.
Il fumo uccidera' sei milioni di persone nel 2010 per cancro, problemi cardiaci, enfisema ai polmoni e altro.
E' emerso da un studio.Protagonisti, il World Lung Foundation e l'American Cancer Society secondo cui il fumo costa all'economia 500 miliardi di dollari l'anno in spese mediche,danni a produttivita' e ambiente. Responsabile di un decimo delle morti nel mondo,l'anno prossimo togliera' la vita a oltre 5,5 milioni di persone e se il trend restera' nel 2020 i morti saranno 7 milioni.

fonte: ansa

giovedì 6 agosto 2009

cancro al seno: l'alimentazione aiuta la prevenzione


Un regime alimentare oculato, ne' ipercalorico ne' ipocalorico, potrebbe proteggere dal pericolo di sviluppare il tumore alla mammella. E' quanto emerge dallo studio pubblicato su Cancer Prevention Research dai ricercatori dell'Universita' del Minnesota (Usa).
L'esperimento e' stato condotto su tre gruppi di topi di sesso femminile, ai quali sono stati prescritti regimi alimentari diversi per un periodo di 10 settimane. Al termine e' emerso che i topi che mangiavano quanto volevano correvano un rischio di tumore mammario pari al 71%, quelli che seguivano la dieta piu' rigida un pericolo pari al 35%, mentre gli appartenenti al gruppo soggetto solo ad alcune limitazioni, rischiava soltanto per il 9%. ''I risultati dello studio - afferma Margot P. Cleary - indicano come una dieta equilibrata, priva sia di eccessi, sia di restrizioni, risulti piu' efficace nel ridurre il rischio di sviluppare la patologia''.

martedì 28 luglio 2009

Caspase-8 è LA PROTEINA RESPONSABILE CRESCITA TUMORI


Funziona come un'agenzia di viaggio, anche se il suo ruolo non e' per nulla positivo. La proteina Caspase-8, conosciuta finora come responsabile dell'apoptosi, il meccanismo della morte programmata delle cellule, sarebbe all'origine della proliferazione, della migrazione e dell'invasione delle cellule tumorali negli altri tessuti. A dirlo e' uno studio del Burnham Institute for Medical Research di La Jolla in California (Usa) pubblicato sulla rivista Cancer Research.

Il team dei ricercatori, guidato da Kristiina Vuori, ha svelato il meccanismo di Caspase-8 in relazione al neuroblastoma, tumore maligno caratteristico del bambino. La proteina, secondo gli scienziati, funzionerebbe come un segnalatore, aiutato da meccanismi molecolari che guidano le metastasi verso altri organi. ''Anche se la proteina Caspase-8 e' coinvolta nel processo di apoptosi - spiega Darren Finlay, che ha coordinato la ricerca - e' raramente assente o silenziata in presenza dei tumori, cosa che ci fa pensare che riesca a dare alle cellule tumorali un'altra via di sviluppo''. Lo studio potrebbe in un prossimo futuro utilizzare Caspase-8 come bersaglio terapeutico per frenare l'espansione del tumore.

sabato 25 luglio 2009

TUMORE AI TESTICOLI: NEL GENE "PDE11A" LA CHIAVE DELL'EREDITARIETA'


In un gene potrebbe essere nascosta la chiave dell'ereditarieta' del tumore ai testicoli. E' quanto emerge da una ricerca condotta al National Institutes of Health pubblicata sulla rivista Cancer Research e riportata da Biotech.com, l'agenzia stampa di Assobiotec (Associazione italiana per lo sviluppo delle biotecnologie). Secondo lo studio variazioni o mutazioni specifiche nel gene PDE11A sono in grado di accrescere negli uomini il rischio di sviluppare il tumore al testicolo: ''Le mutazioni non causano il cancro direttamente, ma sembra che incrementino la suscettibilita' individuale di sviluppare un tumore'', spiega Constantine Stratakis, una delle autrici dello studio, responsabile del Dipartimento di Endocrinologia e Genetica del NIH. Studiare come le variazioni del gene PDE11A conducono a un accresciuto rischio di formazioni tumorali puo' aiutare i ricercatori a identificare altre proteine che giocano un ruolo chiave in questo tipo di tumore.

I tumori del testicolo, rari in quanto rappresentano l'1% del totale e il 3-10% di quelli che colpiscono l'apparato uro-genitale maschile, sono originati dalle cellule germinali - quelle che danno origine agli spermatozoi - non ancora specializzate.

venerdì 19 giugno 2009

falcarinolo : CAROTE ANTICANCRO contengono IL falcarinolo,


Sono piu' saporite ma, soprattutto, sono anticancro se bollite intere prima di essere tagliate a rondelle. A dimostrare la particolare proprieta' segreta delle carote e' uno studio condotto dall'Universita' di Newcastle, presentato nel corso di una conferenza a Lille, in Francia, dal quale emerge che le carote bollite intere contengono il 25% in piu' di falcarinolo, una sostanza anticancro. Anche gli zuccheri contenuti nell'ortaggio, inoltre, sono presenti in concentrazioni piu' alte nelle carote bollite prima di essere tagliate, col risultato che cosi' sono anche piu' gustose.


Una carota al giorno toglie il medico di torno. Meglio ancora se la carota viene bollita intera e tagliata solo dopo la cottura (ancor meglio sarebbe consumarla cruda chiaramente). Le proprietà anticancerogene dell’ortaggio arancione sono statw scoperte quattro anni fa dai ricercatori dell’Università della Danimarca e della Newcastle University, che individuarono nel falcarinolo la sostanza «anticancro» contenuta nella verdura, smentendo la convinzione che questa responsabilità fosse da addebitarsi al beta-carotene.

NON TAGLIARE LE VERDURE - Adesso uno
studio guidato ancora una volta dai ricercatori di Newcastle stabilisce con scientificità una convinzione condivisa da tempo: le carote devono essere cotte intere, prima di essere tagliate a rondelle, per mantenerne i principi nutritivi: Il falcarinolo agisce con una potenza maggiore del 25 per cento se la verdura prima di finire in pentola non viene affettata. In sostanza, più il calore ammorbidisce la superficie della carota (e nel caso la carota venga tagliata, il calore agisce con maggior vigore) e più si registra un’evaporazione di alcuni principi nutritivi, come gli zuccheri e la vitamina C, i quali a loro volta «aprono la porta» alla dispersione nell’acqua anche di altre sostanze, come il falcarinolo. «Con il taglio aumenta la superficie a contatto con l'acqua - spiega Kirsten Brandt - e le sostanze nutritive, zuccheri e falcarinolo compresi, tendono a disperdersi nell'acqua durante la cottura».

LO STUDIO INIZIALE - Lo studio verrà presentato in occasione dell’evento francese NutrEvent, conferenza sulla salute e la nutrizione, e ancora una volta è stato guidato dalla dottoressa Kirsten Brandt, della School of Agriculture, Food and Rural Development della Newcastle University. Fu proprio lei, quattro anni fa a scoprire gli effetti benefici del falcarinolo nelle carote, effettuando un esperimento su un gruppo di topi trattati con una tossina, l’azossimetano, che favorisce il tumore al colon. I ratti furono divisi in tre gruppi, a due dei quali venne somministrata una dieta ricca di falcarinolo. I ricercatori si accorsero che i due insiemi alimentati a carote dimostravano un terzo di probabilità di sviluppare un tumore. Da lì in poi l’équipe di ricercatori ha cercato di studiare come reagisce questa sostanza chimica quando la carota viene cotta o surgelata, tentando di individuare metodi per far crescere carote ad alto tasso di falcarinolo.

martedì 16 giugno 2009

CANCRO : resveratrolo, sostanza contenuta nel vino rosso, aiuta a prevenire il cancro


Tutti ne lodano gli effetti, ma nessuno sa come agisce. Ora i ricercatori della School of Biomedical Sciences dell'Universita' di Queensland, in Australia, hanno scoperto il modo in cui il resveratrolo, una sostanza contenuta nel vino rosso, lavora all'interno dell'organismo umano.

Gli scienziati hanno appurato che il resveratrolo aiuta a prevenire il cancro accrescendo il processo di apoptosi, il meccanismo che programma la ''pulizia'' delle cellule morte, rafforza il cuore proteggendone le cellule, rimuove le sostanze reattive ossidanti e infine migliora l'approvvigionamento del sangue ai tessuti.

Durante lo studio, i cui risultati saranno pubblicati sul numero di settembre di Alcoholism: Clinical & Experimental Research, gli scienziati hanno rilevato che la sostanza viene assorbito dall'organismo attraverso il flusso sanguigno, mentre resta inattiva nel fegato e nell'intestino: ''E' interessante notare - spiega Stephen Taylor, che ha partecipato alla ricerca - che se il vino viene assunto lentamente, il resveratrolo assorbito attraverso le mucose della bocca raggiunge un livello fino a 100 volte superiore nel sangue, rispetto a quando viene deglutito velocemente''.

venerdì 12 giugno 2009

cancro :Più ' intelligenti e quindi più a rischio cancro?


Piu' intelligenti e quindi piu' a rischio cancro? I bassi tassi di incidenza di tumore negli scimpanze' hanno portato i ricercatori del Georgia Tech's School of Biology e dell'Ovarian Cancer Institute coordinati da John McDonald a sospettare che la maggiore capacita' cerebrale degli uomini sia responsabile della maggiore diffusione della malattia. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Medical Hypothesis: ''I test suggeriscono che una delle ragioni di questa differenza tra esseri umani e scimpanze' - spiega McDonald - potrebbe risiedere nell'apoptosi, uno dei piu' importanti meccanismi tramite cui il nostro corpo elimina le cellule tumorali. Gli uomini sono piu' intelligenti degli scimpanze' e quindi geneticamente piu' restii ad auto-distruggere le proprie cellule''.

mercoledì 10 giugno 2009

tè verde: previene ictus, è un antiossidante, anti- invecchiamento e anti- cancro


Il te' verde, noto per proprieta' antiossidanti, anti-invecchiamento e di prevenzione del cancro, riduce anche il rischio di ictus. Basta berne anche una sola tazza a settimana. E' la conclusione di uno studio australiano che ha esaminato il consumo di te' verde di 800 persone in Cina meridionale, eta' media 69 anni, di cui circa meta' vittime di ictus. Coloro che consumavano regolarmente due o piu' tazze al giorno riducevano il rischio di ictus di circa il 60%.

domenica 7 giugno 2009

CANCRO: creato virus herpes 'Sansone' anti-cancro


È frutto della ricerca italiana il 'Sansone' dei virus herpes anti-cancro. Secondo i ricercatori dell'Università di Bologna - che hanno firmato lo studio - si tratta del primo virus herpes non depotenziato, ma geneticamente modificato per distruggere le cellule tumorali e risparmiare quelle sane, ad avere successo nei test in vivo. "Quando si manipola geneticamente un virus per poterlo usare come arma contro i tumori - spiega la virologa Gabriella Campadelli-Fiume dell'Università di Bologna, che ha guidato la ricerca - di solito lo si indebolisce, per renderlo innocuo verso l'organismo ospite e controllarlo meglio".

Questo però "finisce spesso col renderlo poco aggressivo anche verso il tumore, e questa è una delle ragioni per cui questo filone di ricerca non è ancora sfociato in terapie anti-tumorali entrate nella pratica clinica. Noi - prosegue la scienziata - abbiamo invece scelto una strada più sofisticata". Selezionato un patogeno, "ne abbiamo lasciato inalterata la virulenza, ma abbiamo tolto al virus le 'chiavi' proteiche con cui entra nelle cellule normali, e le abbiamo sostituite con 'chiavi' che gli consentono l'accesso alle sole cellule malate".

Il risultato, come si legge su Pnas, è un virus ingegnerizzato "capace di distruggere i più maligni tra i tumori del seno e dell'ovaio", che ogni anno, solo in Italia, colpiscono 42 mila persone e ne uccidono oltre 10 mila. Il nuovo virus, che l'ateneo ha già chiesto di brevettare, potrebbe inoltre contrastare con successo le metastasi cerebrali di questi tumori, che sono invece inaccessibili anche ai farmaci più innovativi. Le 'chiavi' su cui sono intervenuti i ricercatori bolognesi sono una porzione della glicoproteina D con cui il virus dell'Herpes simplex - da molti conosciuto come responsabile delle caratteristiche vescicole che si presentano sulle labbra in caso di influenza, stress, indebolimento - riesce normalmente a penetrare nelle cellule sane e a distruggerle.

I ricercatori hanno rimosso questo pezzetto del Dna virale e l'hanno sostituito con un'altra 'chiave': un anticorpo capace di aprire la 'serratura' (recettore) delle cellule dei tumori del seno e dell'ovaio che producono la proteina Her-2. E' proprio questa molecola, che riveste in abbondanza le cellule cancerose nel mirino, a trasformale in bersaglio. Il virus modificato aggredisce infatti solo le cellule che ne sono ricoperte, risparmiando le altre.

L'infezione si autoalimenta, perché il virus si replica progressivamente fino a esaurimento delle cellule malate. Eliminato il tumore, non trovando più cellule in cui insediarsi, 'Sansone' è destinato, secondo i ricercatori, a estinguersi, a differenza della sua variante naturale che invece permane in forma silente nelle cellule sane, in attesa di manifestarsi alla prima occasione. L'efficacia del virus è stata misurata sui topi, in test condotti nei laboratori di Dipartimento di patologia sperimentale dell'ateneo bolognese nel corso degli ultimi dodici mesi. Il 60% dei topolini trattati è completamente guarito dal tumore, mentre nell'altro 40% se ne è inibita significativamente la crescita. Un altro aspetto innovativo del nuovo virus killer dei tumori è che, in qualità di variante dell'Herpes simplex - naturalmente dotato di una predilezione per le cellule nervose - 'Sansone' potrebbe rivelarsi efficace contro le metastasi cerebrali dei tumori Her-2, che invece i principali farmaci oggi comunemente adottati nella terapie non riescono a raggiungere.

Questi farmaci inoltre, tendono ad arrestare la crescita del tumore, ma non a distruggerlo, cosa che invece sembra riuscire molto bene all'herpes mutato. Il prossimo passo sarà quello di indagare la possibilità di veicolare il virus attraverso il sistema circolatorio, in modo da intercettare eventuali metastasi tumorali ignote, oltre ovviamente a sperimentare la terapia sull'uomo. Ma c'è un altro risvolto che sta particolarmente a cuore agli studiosi: questo successo sperimentale apre la strada ad altre simili manipolazioni genetiche del virus herpes, dotandolo, di volta in volta, delle 'chiavi' appropriate alle 'serrature' cellulari di altri tipi di cancro.

mercoledì 27 maggio 2009

MELANOMA: NUOVE TERAPIE DALLA PORFIRINA:


Il melanoma, la forma piu' aggressiva e letale di cancro cutaneo nella popolazione di pelle chiara, ha ora dei nuovi nemici: da uno studio condotto dall'Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo (Ibim-Cnr) e' infatti emerso che alcuni derivati della porfirina sono candiati ideali per la progettazione di nuovi agenti contro questo tumore cutaneo. La ricerca e' stata pubblicata su Oncology Reports. Il melanoma ha un alto potenziale di diffusione metastatica, e il tasso di sopravvivenza a lungo termine dei malati e' estremamente limitato. La sua resistenza agli attuali trattamenti anti-tumorali e' ormai nota, spiegano i ricercatori che hanno condotto lo studio, e rende essenziale quindi l'individuazione di nuovi e piu' efficaci agenti chemioterapici. Lo studio, guidato da Giovanna Barbieri e Maria Assunta Costa dell'Ibim-Cnr in collaborazione con Lorenzo Pellerito del Dipartimento di Chimica Generale e Inorganica dell'Universita' di Palermo, ha identificato una nuova classe di derivati della porfirina la cui efficacia come potenziale farmaco antitumorale e' basata sulla proprieta' della sostanza di accumularsi in grande quantita' e per lunghi periodi di tempo esclusivamente nelle lesioni tumorali, senza intaccare i tessuti sani circostanti.

''Avevamo precedentemente dimostrato che due derivati della porfirina determinano il 100% di morte delle cellule del melanoma inducendo l'apoptosi, un processo altamente regolato che determina la morte cellulare mediante una sorta di 'suicidio''', spiegano Maria Assunta Costa e Giovanna Barbieri. Dalla ricerca e' emerso che, diluendo maggiormente le soluzioni composte da questi derivati della porfirina utilizzati come chemioterapici, ''i derivati risultano meno tossici per le cellule del melanoma, ma comunque sufficienti a inibirne la crescita e la motilita' cellulare, suggerendo dunque un loro ruolo fondamentale nella regressione dello stato invasivo-metastatico delle cellule del melanoma. Questi derivati della porfirina possono essere considerati dunque degli ottimi candidati per la progettazione di agenti terapeutici ed approcci terapeutici migliori''.

martedì 19 maggio 2009

CANCRO ALLA PROSTATA: DAGLI USA IL TEST IN TRE MINUTI


Un nuovo test superveloce per la diagnosi anticipata del cancro alla prostata e' stato realizzato da un gruppo di studiosi statunitensi della Durham University del North Carolina (Usa) e dell'University of Maryland (Usa). I ricercatori, guidati da David Parker del Dipartimento di chimica della Durham University, hanno sviluppato una tecnica in grado di misurare in soli tre minuti, utilizzando energia luminosa, i livelli di citrato nella prostata. Il test, spiegano i ricercatori, potrebbe rivelarsi in futuro utile per la diagnosi, oltre che del cancro alla prostata, anche di altri disturbi legati all'apparato urinario, come la scarsa funzionalita' renale.

Il citrato e' una sostanza presente nella prostata anche in condizioni fisiologiche, per cui il cambiamento di livello di presenza della sostanza nella ghiandola puo' essere indice di disfunzioni: ''Dal momento che le concentrazioni di citrato nel fluido prostatico diminuiscono sensibilmente nei primi mesi di insorgenza del carcinoma alla prostata - conclude Leslie Costello dell'University of Maryland - questa nuova tecnica permette di analizzare cio' che sta accadendo rapidamente e in fase precoce''.

lunedì 18 maggio 2009

SALUTE: Fumo,uccide ogni 6 secondi,


Il fumo uccide una persona ogni 6 secondi nel mondo. Solo in Italia fa 80 mila vittime all'anno, pari al 14,2% del totale decessi. In vista della Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio), la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) torna nelle piazze della Penisola per sensibilizzare i cittadini sui danni letali delle sigarette. Dal 25 al 31 maggio l'onlus anticancro distribuirà una guida per insegnare ai 'pentiti' il modo migliore di dire addio al pacchetto, e proporrà i tradizionali foulard griffati della prevenzione: firmati dai più noti stilisti, e realizzati grazie al patrocinio della Camera nazionale della moda, si potranno trovare anche nelle sedi provinciali e negli ambulatori Lilt, insieme a consigli sugli stili di vita più sani.
Tema del No-smoking Day 2009 saranno le avvertenze sanitarie sul tabacco. Visibili sui pacchetti delle 'bionde', sono considerate tra le misure più incisive contro l'epidemia globale che determina un aumento delle morti per malattie cardiache, polmonari e tumorali. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il fumo è responsabile di un decesso su 10 fra gli adulti (1,2 milioni di vittime l'anno soltanto in Europa). Sempre l'Oms stima che, procedendo di questo passo, entro il 2030 le morti da sigaretta supereranno gli 8 milioni ogni anno, di cui l'80% concentrato nei Paesi a basso e medio reddito.

Per cercare di invertire il trend, afferma la Lilt in una nota, "è importante continuare con programmi capillari di informazione e sensibilizzazione, congiuntamente a misure legislative di intervento nell'ambito della diffusione del tabacco", sottolinea l'associazione non profit. Per ulteriori informazioni su dove trovare gli ambulatori Lilt distribuiti lungo tutto lo Stivale, e su come smettere di fumare - conclude l'onlus - è attivo il numero verde nazionale 800998877

venerdì 8 maggio 2009

Fumatori, un test delle urine per predire il rischio di cancro


La presenza di una sostanza potrebbe svelare quali tabagisti corrono maggiori rischi di ammalarsi

I ricercatori potrebbero aver scoperto perché alcuni fumatori si ammalano di tumore ai polmoni e altri no. L’ipotesi è stata esposta durante il convegno dell’American Association for Cancer Research a Denver. Che il tabacco aumenti notevolmente il rischio di cancro è un fatto ormai noto: più di un quarto di tutte neoplasie, nel mondo occidentale, è causata dall’abitudine alla sigaretta. Tumori non soltanto polmonari, ma che colpiscono anche l’esofago, la laringe, le corde vocali, la bocca, la vescica, il pancreas, il rene, lo stomaco e il sangue. «Ma quel che finora ci sfugge – ha spiegato Jian-Min Yuan, docente di Salute pubblica all’università del Minnesota – è il motivo per cui il danno delle sigarette si concretizzi in alcune in alcune persone e in altre no». In uno studio, Yuan e colleghi hanno ipotizzato che la presenza del metabolita NNAL nelle urine di un paziente possa aiutare a predire il rischio di un carcinoma polmonare. Il metabolita è un prodotto intermedio o finale delle reazioni chimiche del metabolismo e il NNAL, nello specifico, ha dimostrato – su cavie da laboratorio - di favorire la formazione di questa forma di cancro, ma ancora non sono state seguite verifiche su esseri umani.

LO STUDIO - I ricercatori hanno raccolto i dati di 18.244 uomini precedentemente arruolati in un altro studio (Shanghai Cohort Study) e quelli di 63.257 uomini e donne partecipanti al Singapore Chinese Health Study. Hanno poi condotto interviste riguardanti il livello di sigarette fumate, il tipo di dieta e altri fattori inerenti lo stile di vita. Infine, hanno raccolto campioni di sangue e urine di oltre 50mila pazienti. Per valutare il reale impatto di NNAL, gli studiosi hanno selezionato 246 fumatori che hanno poi sviluppato un carcinoma polmonare e 245 «colleghi tabagisti» che invece - nei 10 anni successivi alle interviste e ai test di sangue e urine - non si sono ammalati. I livelli di NNAL sono stati divisi in tre gruppi: confrontati con i pazienti con i livelli più bassi, i soggetti con un tasso medio del metabolita hanno dimostrato il 43 per cento di rischio superiore di sviluppare un tumore. Infine, nelle persone con i livelli di NNAL più elevati il pericolo è risultato più che doppio, anche in considerazione l’effettivo numero di sigarette fumate al giorno, il numero di anni in cui si è fumato e i livelli di cotonina (un metabolita della nicotina) presenti nelle urine. Anche il tasso di nicotina nella urine è stato preso in analisi: in presenza di NNAL, le persone con i livelli più alti hanno mostrato un rischio 8,5 volte superiore ai fumatori con un grado minore di nicotina. «L’abitudine al fumo è causa di un cancro polmonare – ha concluso Yuan -, ma ci sono circa 60 possibili carcinogeni nel tabacco e quanto più precisamente riusciamo a identificare i “colpevoli”, tanto meglio riusciamo a predire il rischio».

SMETTERE «FUNZIONA» - In Italia si stimano oltre 32mila nuovi casi di tumore ogni anno (circa 26mila uomini e 6mila donne) e sono quasi 30mila all’anno i decessi dovuti a questa malattia, che rappreresenta la prima ragione di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne. Secondo l’ultimo rapporto Istat, la mortalità per cancro diminuisce del 2 per cento circa l’anno, ma nel caso di quello polmonare la riduzione riguarda solo gli uomini, mentre nelle donne i decessi sono aumentati dell’1,5 per cento. Bastano però cinque anni di stop al fumo per diminuire del 20 per cento il rischio di morire per un carcinoma polmonare e dimezzare quello per malattie coronariche. Dopo 30 anni dall’ultima bionda, il pericolo d’ammalarsi diventa uguale a quello di chi non ha mai fumato.