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giovedì 2 luglio 2009

Cigno Azzurro: GOLETTA DEI LAGHI, 8 laghi e OLTRE 200 COMUNI COINVOLTI


Scarichi abusivi, depuratori mal funzionanti, cattiva gestione delle acque, cementificazioni selvagge delle coste: a questo e non solo dara' la caccia quest'anno la Goletta dei Laghi - Cigno Azzurro di Legambiente, la campagna per il monitoraggio e l'informazione sullo stato di salute dei laghi, realizzata con il contributo di COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). Giunta alla sua quarta edizione, oggi la campagna prende il via con i primi monitoraggi sui laghi laziali per poi spostarsi in Umbria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino: un mese di prelievi per controllare lo stato in cui versano i principali bacini lacustri italiani. Fino al 30 luglio i tecnici di Legambiente, a bordo del laboratorio mobile, effettueranno piu' di 100 campionamenti su 8 laghi per un totale di 200 comuni coinvolti. La novita' per l'edizione 2009 di Goletta dei Laghi sta nel tipo di campionamento che i tecnici effettueranno durante il viaggio: da quest'anno, infatti, Legambiente ha deciso di accendere i riflettori in particolare su tutti quei casi che rappresentano un maggior pericolo per la salute dei nostri laghi.
Occhi puntati dunque sulle foci dei fiumi principali e dei corsi d'acqua minori, scarichi abusivi e depuratori inefficienti. Obiettivo: scovare tutte le situazioni che mettono a rischio la qualita' delle acque e compromettono gli habitat naturali.

''Il turismo lacustre in Italia - ha dichiarato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente - rappresenta un settore sempre piu' importante e apprezzato che va decisamente sostenuto e promosso con strumenti adeguati.

Goletta dei Laghi, grazie ai dati raccolti nelle precedenti edizioni puo' assumere un ruolo di valido controllo non solo per quanto riguarda la qualita' delle acque, ma per l'intero stato di salute dei nostri bacini lacustri. Quest'anno infatti Legambiente ha deciso di concentrare la sua attenzione sui casi che mettono in pericolo le acque dei laghi, segnalando ai cittadini e alle istituzioni le situazioni piu' a rischio. Saremo un occhio vigile, ma vogliamo anche essere una cassa di risonanza per tutte quelle localita' che hanno fatto del turismo sostenibile e delle buone pratiche una loro caratteristica attrattiva. Come quelle premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club''.

lunedì 29 giugno 2009

RISCALDAMENTO GLOBALE: il Mediterraneo soffoca, La temperatura in superficie e' aumentata di un grado in 30 anni.


Sempre piu' caldo e acido, con una proliferazione di mucillagini dall'Adriatico al Tirreno: a lanciare l'allarme e' Greenpeace. L'associazione ambientalista ha presentato un inedito dossier dal titolo 'Un mare d'inferno'. Dal rapporto emerge che il Mediterraneo soffoca e si presenta ogni estate con un malanno piu' o meno grave. E a rischio oltre all'ambiente sono anche la nostra sicurezza alimentare e il turismo. La temperatura in superficie e' aumentata di un grado in 30 anni.

Greenpeace lancia oggi il rapporto ''Un Mare d'Inferno - il Mediterraneo e il cambiamento climatico'', che conferma quello che anni di ricerche scientifiche ormai dimostrano in modo inequivocabile: anche il Mediterraneo sta cambiando, Alto Adriatico, mari del sud Italia (Sicilia, Puglia e Calabria), e Alto Tirreno (soprattutto Arcipelago Toscano e mar Ligure) registrano gia' gravi danni a causa del cambiamento climatico.

L'alterazione della concentrazione atmosferica della CO2 ha infatti effetti pericolosi anche sulla chimica degli oceani. Le acque del mare assorbono un quarto della CO2 che immettiamo nell'atmosfera - circa 20 milioni di tonnellate al giorno - e cio' provoca un aumento dell'acidita' degli oceani. L'effetto sui numerosi organismi marini dotati di uno scheletro o un guscio calcareo e' lo stesso di una goccia di succo di limone su un guscio d'uovo. La CO2 in acqua diventa acido carbonico e abbassa sia il pH (l'acqua diventa piu' acida) che la concentrazione dello ione carbonato, il ''mattone'' fondamentale per costruire lo scheletro e le conchiglie di numerosi organismi marini come coralli e conchiglie: tutte queste strutture diventano quindi piu' fragili e sensibili ad altri fattori d'impatto come l'innalzamento delle temperature e l'inquinamento.

Dall'inizio della Rivoluzione Industriale, l'acidita' degli oceani, intesa come concentrazione dello ione idrogeno (H+), e' aumentata del 30%, un cambiamento 100 volte piu' rapido di quello riscontrato negli ultimi milioni di anni.
E ancora, avverte il Rapporto: le temperature elevate ''aumentano in modo significativo'' l'infettivita' del batterio Vibrio shiloi, che risiede nel vermocane . Il batterio ''attivato'' causa danni notevoli non al vermocane ma al corallo Oculina patagonica, favorendone lo sbiancamento.

Un altro fenomeno sempre piu' frequente nel Mediterraneo e' quello delle mucillagini, sia nel Tirreno che in Adriatico che provocano un vero e proprio 'effetto soffocamento ' nei fondali.

Mentre in Adriatico si ritiene che la causa di questi aggregati sia la crescita esplosiva di alghe (diatomee e dinoflagellati) causati da improvvise variazioni del flusso del Po e quindi dei nutrienti immessi nel sistema , nel Tirreno si tratta di proliferazione di alghe filamentose.

Mentre si assiste a sempre piu' pesanti ''invasioni biologiche'' di specie che fino a pochi anni fa erano totalmente sconosciute nel Mediterraneo. Si tratta di specie invasive di provenienza subtropicale, penetrate da Gibilterra e soprattutto dal Canale di Suez. Questa ''porta artificiale'' e' stata aperta nel 1869 e (per la prima volta dopo qualche centinaia di migliaia, o forse milioni, di anni) ha messo in collegamento il Mediterraneo con il sistema Indo-Pacifico.
Ovviamente, alcuni invasori si sono subito ''precipitati'' nel Mediterraneo (si parla di ''specie lessepsiane'', dal nome dell'artefice della costruzione del Canale, Ferdinand Marie De Lesseps), ma il processo di colonizzazione del Mediterraneo da parte di queste specie aliene e' considerevolmente aumentato negli ultimi 15 anni per effetto di vari fattori, compreso il riscaldamento delle acque.

martedì 31 marzo 2009

Dal 2010 turisti nello spazio.


Il 2010 sarà l’anno dei primi voli turistici suborbitali. Al Sat Expo Europe, la manifestazione dedicata ai satelliti e alle telecomunicazioni spaziali appena conclusasi a Roma, Carolyn Wincer, direttrice vendite di Virgin Galactic, ha mostrato immagini dei test in corso sulla navicella madre e commentato che è “necessario far funzionare il turismo spaziale per poter rinnovare le tecnologie spaziali del futuro”. Insomma, i voli turistici, offerti a 200 mila dollari per passeggero, diventano realtà dopo anni di annunci. E’ in corso di costruzione lo “Spaceport America”, l’aeroporto che ospiterà nel deserto del Nuovo Messico i turisti spaziali e le operazioni di volo. L’ultimazione della struttura è prevista per il 2010 e nel frattempo sono stati reclutati da Virgin Atlantic i capo piloti. Sono già arrivate oltre 250 prenotazioni con versamento di un deposito minimo del 10 per cento: tra questi, sono tre gli italiani interessati, uno dei quali ha già confermato a Virgin Galactic e due in trattative con “Your Private Italy”, l’agenzia di viaggi suborbitali che ha base a Salerno.

Per quanto riguarda i passi di avvicinamento al primo volo turistico oltre la linea di Karman (i 100 chilometri di quota internazionalmente riconosciuti come la frontiera ufficiale dello spazio), la “White Knight 2″, la navicella madre che trasporta la “Space Ship Two”, è impegnata in voli di prova. L’esemplare ha in programma il terzo volo di test la prossima settimana con l’obiettivo di raggiungere la quota di 20 mila piedi. Per quanto riguarda la “Space Ship Two”, ossia la navicella con motore a razzo che, staccandosi dall’aereo madre, porterà a 110 chilometri sei passeggeri paganti per volo, l’implementazione è prevista in autunno con il primo volo prospettato per il 2010. La White Knight 2, oltre ad essere l’aereo madre del sistema, è una piattaforma per ricerche di alta quota con due cabine in grado di ospitare personale e apparecchiature. “L’obiettivo è essere commercialmente redditizi e spingerci oltre il suborbitale, compresi i voli ipersonici per passeggeri che consentiranno di collegare, ad esempio, Londra e Sydney in 2 ore”, ha aggiunto la Wincer.

Intanto Paolo Dalla Chiara, presidente di Sat Expo Europe, annuncia “che già nel prossimo mese di aprile si svolgerà al ministero dello Sviluppo Economico la quinta edizione di Space Economy, il forum tra istituzioni e aziende del settore spaziale in Italia per fare il punto sulle ricadute economiche e le prospettive di sviluppo legate a queste tecnologie avanzate”. Una delle ipotesi in cantiere per la prossima edizione è quella di anticipare le date della manifestazione, in modo di fare di Sat Expo una sorta di vetrina-calendario di tutti gli eventi del settore che si terranno nel corso dell’anno. Un’altra ipotesi, da verificare in termini di fattibilità, è quella di una “settimana dello spazio” con due giornate istituzionali e tre per il grande pubblico.