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martedì 4 agosto 2009

GENOMA :MAPPATA L'INTERA SEQUENZA DEL DNA DEI coralli hanno lo stesso numero di geni dell'uomo, circa 20 mila


Un variopinto corallo della Grande barriera corallina e' il primo animale australiano la cui sequenza del Dna sara' completamente esplorata in patria, dopo che e' stato mappato all'estero il genoma di altri animali simbolo dell'Australia, come canguro e ornitorinco. Pur essendo creature molto semplici, i coralli hanno lo stesso numero di geni dell'uomo, circa 20 mila, e la conoscenza del loro codice genetico puo' avere importanti applicazioni in medicina, oltre che nella conservazione dell'ambiente. Il corallo prescelto e' l'Acropora millepora, detto corna di cervo per la sua forma, ed il progetto e' affidato all'Australian Genome Research Facility ed all'universita' James Cook di Townsville. 'Finalmente abbiamo un progetto di genoma che e' al 100% australiano', ha dichiarato il prof. David Miller, responsabile del progetto. La Grande barriera corallina e' una colonna dell'industria turistica dell'Australia, e conoscere il genoma del corallo contribuira' a preservarla, ha detto. ''Ci aiutera' a capire come i coralli costruiscono i banchi, e perche' non lo fanno se sono sotto stress'', ha aggiunto. Servira' a prevedere come la barriera reagira' al riscaldamento globale, all'acidificazione dell'oceano, alla diffusione di malattie dei coralli e all' inquinamento. Gli antenati comuni fra coralli e uomo risalgono a piu' di 550 milioni di anni fa, eppure l'uomo ha piu' geni in comune con i coralli che con i topi. Il progetto potra' quindi fornire nuove conoscenze sulle malattie umane.

mercoledì 13 maggio 2009

AMBIENTE: CORALLI potrebbero sparire entro la fine del secolo


''Le barriere coralline potrebbero sparire dal cosiddetto Triangolo dei Coralli entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici, vale a dire rapido aumento della temperatura degli oceani, del livello dell'acqua e della sua acidita', siccita' e burrasche''. Lo rivela lo studio ''Il Triangolo dei coralli e i cambiamenti climatici: ecosistemi, persone e societa' a rischio di estinzione'' - che si avvale di oltre 300 analisi scientifiche gia' pubblicate, includendo il lavoro di piu' di 20 esperti nei campi della biologia, economia e scienza della pesca - presentato dal WWF alla Conferenza Mondiale degli Oceani, che si e' aperta ieri a Manado (Indonesia).

Il Triangolo dei Coralli, che si estende tra le coste, le barriere coralline e i mari di sei paesi indonesiani, Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Leste, pur essendo appena l'1 % della superficie della Terra comprende il 30% delle barriere coralline mondiali. In quest' area e' racchiuso il 76% delle specie dei coralli presenti in tutto il mondo che ospitano oltre il 35% delle specie di pesci presenti nelle barriere coralline compreso il tonno che ha un'indiscutibile rilevanza economica. Ma e' soprattutto un territorio che, grazie ai numerosi 'servizi naturali che offre', da' da vivere a piu' di 100 milioni di persone.

L'analisi del WWF mostra chiaramente come le barriere coralline potrebbero sparire dal cosiddetto Triangolo dei Coralli entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici, vale a dire rapido aumento della temperatura degli oceani, del livello dell'acqua e della sua acidita', siccita' e burrasche.

Se la comunita' internazionale non corre ai ripari nella lotta ai cambiamenti climatici, potrebbe non esistere piu' l'ambiente marino piu' ricco di biodiversita' al mondo e le conseguenze ricadrebbero sulle stesse popolazioni della regione: circa 100 milioni di persone di fatto non avrebbero piu' fonti di sostentamento.

Una perdita di cosi' vaste proporzioni potrebbe essere evitata se da subito si intraprendesse un'azione globale sul riscaldamento del pianeta, con un' attenzione maggiore all'eccesso di pesca e alla prevenzione dell' inquinamento.

giovedì 19 marzo 2009

CALABRIA: NEL MARE UNA FORESTA DI CORALLO NERO, PRIMATO MONDIALE

Il mare di Calabria e' la piu' grande foresta di corallo nero del mondo.

Un robot che riesce a
immergersi nel mare fino a 400 metri di profondita' e scopre numerose specie di rari coralli e gorgonie mai viste prima. Ma la scoperta straordinaria e' stata la piu' grande foresta di corallo nero con circa trentamila colonie, presenti sui fondali rocciosi vicino a Scilla, tra i 50 e i 110 metri di profondita', mai vista prima in nessuna parte del mondo. Tutto si aspettavano di osservare, filmare e fotografare i ricercatori marini dell'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (ex-Icram) calandosi nelle profondita' marine della Calabria, tranne specie mai viste finora. Nei nostri mari, infatti, i ricercatori Ispra hanno scoperto numerose specie di coralli, gorgonie, alcionari, pennatulacei e pesci rarissimi, molti dei quali non erano mai stati osservati nel loro ambiente naturale.

Il robot sottomarino, utilizzato per le analisi, comandato dalla superficie - per gli addetti ai lavori Rov - e' uno strumento molto sofisticato di proprieta' dell'Ispra, equipaggiato per raccogliere campioni, immagini e filmati ad alta definizione fino alla profondita'
di 400 metri ed e' in grado di comunicare in ogni istante la sua posizione.

Tutte queste attivita', realizzate grazie al progetto sul monitoraggio della biodiversita' marina della Calabria, iniziato nel 2005 e finanziato dall'assessorato regionale all'Ambiente, hanno avuto risultati sorprendenti e fanno parte della fitta attivita' di monitoraggio e ricerca sulla biodiversita' marina condotte dal terzo dipartimento ''Protezione degli habitat e della biodiversita''' dell'Ispra. Da questo programma di ricerca, che continuera' ancora per tutto il 2010, i ricercatori si aspettano di trovare numerose altre specie rarissime e non si esclude che si possano descrivere nuove specie di invertebrati marini.