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domenica 21 giugno 2009

ORSI POLARI TRICHECHI, IN ALASKA SONO IN VIA DI ESTINZIONE


La popolazione degli orsi polari in Alaska e' in declino a causa del ritiro dei ghiacci e del bracconaggio della Russia. L'allarme e' stato lanciato dall'agenzia statunitense Fish and Wildlife.
Solo pochi orsi polari sono sopravvissuti nella zona che si estende tra il Canada e il nord dell'Alaska, a causa di una veloce fusione dei ghiacci marini, necessari agli orsi per procurarsi il cibo e per fare tappa tra uno spostamento e l'altro.
L'agenzia statunitense ha anche affermato che il bracconaggio della Russia e' una sensibile minaccia alla popolazione degli orsi.
Il rapporto di Fish and Wildlife stima che ogni anno vengono uccisi illegalmente dai 150 ai 250 orsi polari e il numero totale degli orsi, dal 2001 al 2007, e' calato dello 0,3%. Lo scorso anno, a causa del riscaldamento del clima globale, gli Stati Uniti hanno inserito ufficialmente gli orsi polari nelle specie in via d'estinzione. Il ritiro del ghiacci sta seriamente preoccupando anche un altro mammifero marino, il tricheco del Pacifico. "Se non c'e' piu' ghiaccio, scompare l'habitat degli animali e aumenta il rischio che queste specie si estinguano", ha dichiarato Bruce Woods, portavoce di Fish and Wildlife in Alaska.



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POLO NORD: Sotto i ghiacci greggio per almeno tre anni e metano per 14 MA L'AMBIENTE????!!!

EFFETTO SERRA: SE SI CONTINUA COSì ADDIO ORSI POLARI E ADDIO CORALLI
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venerdì 19 giugno 2009

CACCIA ALLE BALENE: UCCISE IN ISLANDA PRIME 2 DI 150 BALENOTTERE


Questa mattina in Islanda due esemplari di balenottera comune sono stati uccisi, scaricati e sezionati al molo di Hvalforour. Sono le prime vittime di un programma che prevede di cacciare 150 esemplari. Lo denuncia Greenpeace ricordando che a balenottera comune e' stata inserita nella lista delle specie a rischio estinzione dall'International Union for Conservation of Nature.

La caccia era stata aperta dal precedente governo islandese, poco prima che cadesse a causa di una crisi politica. Il nuovo governo, che si dichiara contrario alla caccia, non e' riuscito a bloccare questa pratica molto controversa.

''Il governo ha fallito miseramente nel dimostrare la propria leadership: nonostante la sua dichiarata opposizione alla caccia alle balene, questa continua. Oggi la sua reputazione, e quella dell'Islanda in generale, e' stata distrutta per tutelare gli interessi di una singola azienda'' afferma Sara Holden, coordinatrice internazionale della campagna Balene.

''Oggi e' chiaro che le regole della caccia alle balene in Islanda sono totalmente gestite dal baleniere Kristjan Loftsson e dalla sua compagnia Hvalur ehf. Ma il piccolo profitto che lui potrebbe ricavare da questa caccia alla balenottera comune avra' un grande costo per l'Islanda sia politico che economico''. Greenpeace chiede all'Islanda di impegnarsi a mettere fine alla caccia commerciale alle balene - un fallimento economico oltre che ambientale - e di promuovere la crescita dell'industria dell'eco-turismo, che porta profitti significativi e posti di lavoro al paese.

Piu' di 115.000 persone, partecipando all' ''Iceland Pledge'', hanno promesso di visitare il paese nel momento in cui il governo annunci la fine della caccia alle balene. Non c'e' alcuna domanda interna di carne di balena in Islanda e, come dimostra un'indagine di Greenpeace, nonostante le dichiarazioni di Loftsson sul mercato delle esportazioni, non c'e' domanda neanche in Giappone.

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lunedì 27 aprile 2009

Rane: giornata mondiale :Save the frog day


Il 32% degli anfibi e' estinta o a rischio di estinzione,mentre il 42% e' in declino: domani 28 APRILE sara' la giornata mondiale (Save the frog day). Un evento per sensibilizzare sullo stato di questi vertebrati molto minacciati,secondo un'indagine dell'Unione internazionale per la conservazione della natura. Tra le molte cause di estinzione la scarsita' e l'inquinamento delle acque, il degrado e la scomparsa degli habitat, l'introduzione di specie aliene, il collezionismo e il riscaldamento globale.