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mercoledì 2 settembre 2009

risorse idriche: Poliziotti dell’acqua a Los Angeles


Che l’acqua sia un bene prezioso e che non bisogni sprecarla, è ormai risaputo da anni. Specialmente in zone come la California, dove il caldo abbonda e ampie fette dell’ormai ex Golden State sono fasce desertiche. Dev’essere per questo che l’amministrazione di Los Angeles, una megalopoli da quasi 4 milioni di abitanti, ha scelto di dotarsi di 15 poliziotti in più. Poliziotti molto speciali, addetti a girare per la città cercando sprechi di quello che ormai viene sempre più spesso chiamato “oro blu”.

Un’iniziativa che ha avuto successo, grazie a due punti chiave: una linea verde anonima per le denunce e multe da 100 dollari per i trasgressori. Così il Los Angeles Water conservation team ha iniziato a rigirare la città come un calzino, facendo diminuire i consumi d’acqua del 12 per cento rispetto allo scorso luglio e portandoli al livello più basso da 32 anni a questa parte.

In realtà fino ad ora, considerato che l’iniziativa è appena nata, i poliziotti dell’acqua si sono limitati, nelle loro oltre 4600 ispezioni, ad avvertimenti verbali più che ricorrere alle multe. Eppure c’è già chi è stato “pizzicato” come recidivo ed ha scoperto che le sanzioni sono crescenti: 100 dollari la prima, 200 la seconda, 300 la terza. Oltre, non si è ancora andati. Almeno fino ad ora.

In realtà - ha spiegato David Nahai, capo del Dipartimento cittadino acqua ed energia - Il nostro obiettivo, più che incassare con le multe, è ridurre il consumo. Anche perché chi consuma molta acqua, economicamente paga già un conto salato”. Per far fronte alla siccità che ogni estate attanaglia Los Angeles, infatti, chi consuma più di un certo quantitativo d’acqua prestabilito paga, in proporzione, sempre di più. Con buona pace di chi vorrebbe riposarsi e trovare una tregua dal caldo nella piscina di casa.
fonte:panorama.it

mercoledì 19 agosto 2009

caldo: 13 città a rischio. ecco come fronteggiare l'ondata di caldo


Ondata di calore oggi in 5 citta'. Saranno 8 domani e 13 dopodomani, da Nord a Sud. A Messina la temperatura percepita tocca i 41 gradi. A causa degli alti livelli di umidita', segnala il sistema di previsione e prevenzione del fenomeno promosso dalla Protezione civile. L'allarme di oggi riguarda Milano, Roma, Brescia, Latina e Perugia. Domani tocchera' a Venezia, Firenze e Bologna. Venerdi' si aggiungeranno Bolzano, Civitavecchia, Rieti e Trieste.

Aumenta l’ondata di calore sull’Italia, e sono sempre di più le città nella morsa dell’afa: se oggi sono 8 i centri in allerta "3", tra domani e venerdì diventeranno 13 le città italiane in pieno allarme "rosso", con temperature fino a 41 gradi.
Secondo le ultime rilevazioni dello speciale sistema di monitoraggio curato dalla Protezione civile, il livello 3 di allerta, il massimo, è previsto a Roma (con temperatura massima percepita 36 gradi), Milano (38), Bolzano (33), Bologna (38), Brescia (37), Firenze (37), Civitavecchia (38), Rieti (34), Latina (40), Perugia (36), Messina (41), Trieste (35), Venezia (36). Per l’allarme ’livello 3’ si intendono «condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni per le quali è necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio».

Sono piccole regole piu' dettate dal buon senso che da norme sanitarie quelle contenute nel decalogo che il Ministero della Salute pubblica sul suo sito per fronteggiare il caldo. Una serie di semplici abitudini e precauzioni che, adottate dalla popolazione, ''possono contribuire notevolmente a ridurre gli effetti nocivi delle ondate di calore sulla salute''.

Uscire di casa nelle ore meno calde della giornata, cioe' dalle 11 alle 18: in questa fascia oraria e' sconsigliato, per i bambini molti piccoli, gli anziani, le persone non autosufficienti o le persone convalescenti, l'accesso alle aree particolarmente trafficate, ma anche ai parchi e alle aree verdi.
Inoltre, devono evitare l'attivita' fisica intensa all'aria aperta durante gli orari piu' caldi della giornata anche atleti professionisti e dilettanti.

Indossare un abbigliamento leggero e comodo, e se si ha un familiare malato e costretto a letto, assicurarsi che non sia troppo coperto. Fuori di casa, e' anche utile proteggere la testa dal sole diretto con un cappello leggero di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole.

Adottare alcune precauzioni se si esce in macchina: non lasciare mai persone o animali, anche se per poco tempo, nella macchina parcheggiata al sole. Se si entra in un'autovettura che e' rimasta parcheggiata al sole, per prima cosa aprire gli sportelli per ventilare l'abitacolo e poi, iniziare il viaggio con i finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione dell'auto per abbassare la temperatura interna. Attenzione anche ai seggiolini di sicurezza per i bambini: prima di sistemarli sul sedile verificare che non sia surriscaldato.

Rinfrescare l'ambiente domestico e di lavoro.
Climatizzatori, occorre utilizzare alcune precauzioni: Oltre a una regolare manutenzione dei filtri, si raccomanda di evitare di regolare la temperatura a valori troppo bassi rispetto alla temperatura esterna.La temperatura ideale nell'ambiente domestico per il benessere fisiologico e' di 24-26*C. E' comunque buona regola coprirsi ogni volta che si deve passare da un ambiente caldo a uno piu' freddo e ventilato, soprattutto se si soffre di una malattia respiratoria. Nelle aree caratterizzate principalmente da un elevato tasso di umidita', senza valori particolarmente alti di temperatura, puo' essere sufficiente in alternativa al condizionatore l'uso del deumidificatore. Se si usano ventilatori meccanici, non indirizzarli direttamente sulle persone, ma regolarli in modo da far circolare l'aria in tutto l'ambiente. In particolare, quando la temperatura interna supera i 32*C, i ventilatori possono aumentare il rischio di disidratazione, soprattutto nelle persone costrette a letto, se queste non assumono contemporaneamente grandi quantita' di liquidi.

L'utilizzo continuativo dei condizionatori determina un aumento dei consumi di energia elettrica nel Paese che puo' portare a rischi di interruzione della fornitura. E' bene, quindi, porre particolare attenzione agli sprechi e limitare i consumi di corrente dell'abitazione allo stretto necessario, soprattutto quando e' in corso un'ondata di calore.

I consigli del Welfare Scende in campo anche il Welfare, che oltre a mettere a disposizione un numero verde per le emergenze, ricorda le regole per difendersi dal caldo: bere molto, mangiare cibi leggeri, evitare di uscire nelle ore più calde fra le 11 e le 18, indossare vestiti comodi e leggeri, proteggere la pelle con filtri solari, fissare la temperatura dei condizionatori tra i 24 e i 26 gradi, ventilare la casa, fare docce tiepide e mai fredde, tenere i farmaci lontano dai raggi solari e non lasciare mai persone o animali nell’auto parcheggiata al sole.

Temporali nel fine settimana Saranno le correnti occidentali atlantiche a contrastare gli effetti della permanenza sull’Italia di un’area di alta pressione generata dall’anticiclone delle Azzorre con una piccola componente dell’anticiclone Nord-Africano: se fosse stato solo anticiclone Nord-Africano le condizioni sarebbero state peggiori, con scirocco e afa, quindi molto più caldo. L’assenza di venti poi aumenta la percezione della temperatura, perché l’aria è ferma, con un’umidità relativa piuttosto alta. Le regioni più interessate dall’ondata di calore sono Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Sardegna e Umbria in queste zone da domenica pomeriggio registreremo un lieve calo delle temperature, che rimarranno comunque estive, ma più sopportabili. Non è ancora tempo del classico fresco dei temporali post ferragostani anche se la prossima settimana ci aspettiamo una perturbazione di origine atlantica, che interesserà soprattutto le regioni settentrionali. Nel centro e Sud, cielo sereno, salvo addensamenti nuvolosi sull’Appennino.

La denuncia di Legambiente Con il grande caldo di queste settimane è allarme ozono nelle città italiane. Novara, Lecco, Mantova e Alessandria guidano la classifica degli sforamenti ma l’ozono non perdona nemmeno a Ferrara o a Matera. Secondo i dati di Legambiente, dal 15 luglio ad oggi le città capoluogo di provincia che hanno già superato il limite di legge previsto per la salute, di 25 giorni annui sono quasi raddoppiate, passando da 15 a 28, con Roma che si appresta ad alimentare il gruppo con ben 24 giornate di superamento al 15 agosto. L’ozono prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e dai solventi chimici, in presenza di un forte irraggiamento solare può danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull’apparato respiratorio e polmonare.

venerdì 15 maggio 2009

Green University: Ambiente, nasce alla Luiss il primo programma di Green University


Raccolta differenziata, consumi ridotti delle risorse, meno spreco di acqua, carta ed energia. Nasce con questi obiettivi all'Ateneo Luiss 'Guido Carli' il primo progetto di Green University. Un progetto nato dall'iniziativa degli studenti del campus romano ma sostenuto dall'Universita' nei suoi vertici che, attraverso la Codiscu, lo ha finanziato gia' con 200mila euro, dando cosi' alla luce l'Associazione Culturale Luiss Sostenibile. E per allargare la platea dei giovani ecologisti dell'universita', nell'Ateneo della Capitale e' partito oggi il primo di una serie di incontri con i massimi esperti di ecosostenibilita'.
A discutere, alla presenza del Direttore generale della Luiss Pierluigi Celli e del Rettore dell'Ateneo Massimi Egidi, sul tema de "Le nuove frontiere dell'Ambiente: sicurezza energetica e tutela ambientale" sono stati esponenti delle maggiori imprese produttrici di energia, ambientalisti e esperti di geopolitica che, davanti ad una platea di laureandi e neolaureati, si sono confrontati sui temi piu' scottanti legati ai cambiamenti climatici e alla tutela dell'ambiente, senza tralasciare l'opzione energetica del nucleare o la scelta delle rinnovabili. L'incontro ha rappresentato anche presentazione ufficiale dell'associazione Luiss Sostenibile, guidata da Emanuela Cappuccini.

A realizzare cosi' un'inedita occasione di formazione sulla sostenibilita' per gli studenti della Luiss sono stati, tra gli altri, il presidente di Nomisma, Davide Tabarelli, il responsabile di Ingegneria di Enel Green Power, Vittorio Vagliasindi, il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani, e il docente di Studi strategici della Luiss, Carlo Jean, uno dei massimi esperti italiani di geopolitica.

La Luiss si propone cosi' come "la prima Green University italiana, senza pero' nascondere l'importanza di dover coniugare sostenibilita' con economicita' e sicurezza energetica" come sottolinea all'ADNKRONOS Carlo Jean che, da consulente per la decomission delle centrali nucleari italiane e per sommergibili e navi nucleari della flotta sovietica, ricorda che "se in un Paese aumenta il Pil aumenta anche la domanda di energia". Jean, inoltre, guardando al ritorno del nucleare in Italia da' secco il suo commento: "Magari".

"L'Italia -dice ancora Jean- non e' mai uscita dal nucleare ed ha sempre dovuto contare sul 15% di importazione di energia dall'atomo da Francia e Slovenia". "L'Italia -aggiunge l'esperto di geopolitica- ha si' smantellato la sua produzione di energia nucleare dopo il referendum, ma non certo le tecnologie e le collaborazioni internazionali come quelle con la Romania, la Slovacchia, l'India, la Cina, per non parlare poi dell'accordo recente con la Francia per la costruzione di 4 centrali Epr nel nostro Paese". Jean, che sottolinea il suo interesse e apporto all'associazione Luiss Sostenibile, afferma pero' di essere "dubbioso sul peso antropico sui cambiamenti del clima, un impatto -ricorda- che dallo stesso climatologo del Cnr Vittorio Prodi, e' stato calcolato nello 0,5%".

Interessato al progetto di Green University varato dalla Luiss anche il responsabile degli impianti di Enel Green Power, Vittorio Vigliasindi. "Siamo pronti -dice- a fare la nostra parte. Da sempre Enel si occupa di rinnovabili e con Enel Green Power cercheremo di focalizzare gruppi di persone esperte per migliorare l'efficienza e l'esercizio, dando giusta attenzione alla gestione degli impianti".

Un "si'" al progetto Luiss Sostenibile arriva anche dal responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani che, ricordando gli "impegni degli anni '70 dell'associazione ambientalista nelle universita' italiane" sottolinea l'importanza di "contaminare un percorso universitario con temi di ecosostenibilita'" e di formare cosi' "una coscienza piu' ecologica nella futura classe dirigente che uscira' dalla Luiss".

Intervendo quindi sul tema dell'incontro promosso dall'Associazione Luiss Sostenibile", Ciafani sottolinea anche che e' "fondamentale che l'Italia investa in tecnologie del futuro e non in tecnologie del passato come il nucleare" e rimarca come "il progetto della Luiss dimostra che le giovani generazioni spingono verso obiettivi piu' sani". Quindi, agli studenti promotori del progetto Green University, assicura: "Porte aprte alla Legambiente per tutti i giovani che vogliano approfondire le tematiche di ecosostenibilita'".

"Il Paese che comandera' il mondo domani e' il Paese che avra' investito nelle tecnologie verdi. E la Green Economy e' il futuro dell'economia di domani" conclude Ciafani che si aggancia cosi' al messaggio lanciato dal Capo della Casa Bianca, Barack Obama, nel Giorno della Terra. "Mi fa piacere che i giovani si interessino al tema della sostenibilita' con un approccio intelligente, acquisendo informazioni da esperti. Ed Eni e' sempre aperta alla richiesta di formazione che arriva dagli studenti" e', infine, il messaggio portato dal responsabile Studi Economici di Eni, Giuseppe Sammarco, al primo incontro sui temi ambientali di Luiss Sostenibile.

giovedì 5 marzo 2009

geoscambio in Italia


Soltanto in Svezia ce ne sono oltre novantamila. Per non parlare del Canada, e di cantoni svizzeri dove quasi una villetta su cinque si è dotata di un impianto a pompa di calore geotermica. In pratica si tratta di sistemi di climatizzazione concettualmente semplici, e provati da decenni: un circuito di fluido (anche semplice acqua) si affonda nel terreno, e la pompa di calore (un frigorifero bidirezionale) vi trasferisce il caldo estivo e lo preleva in inverno. Bastano pochi gradi di differenza tra la temperatura ambiente e quella che viene dai tubi del geoscambio e la pompa di calore è in grado di moltiplicarla per tre o persino per sette, per ogni unità elettrica necessaria al suo funzionamento.

Pannelli radianti nella casa, d'inverno arriva acqua a 30 gradi, d'estate anche a 15. Per un'edificio a involucro ben isolato i risparmi possono raggiungere il 40-50% sulle bollette tradizionali. Con circa 15mila euro di investimento, una pompa di calore e due pozzi con sonde di geoscambio (in pratica tubi di polietilene a U affondati per un centinaio di metri) una casa di 300 metri quadri può essere climatizzata da questa tecnologia in gran parte rinnovabile. E ben lo sanno non solo in Svizzera, ma anche a Bolzano e nel Trentino, battistrada italiano di questo mercato emergente. Chi ha un campo antistante libero (e una casa adatta da ristrutturare) può persino valersi della detrazione fiscale del 55 per cento.

«L'Italia però sconta un pesante ritardo nelle pompe di calore geotermiche – osserva Sergio Chiesa del Cnr, autore di un recente studio per il Cesi Ricerca – che rappresentano solo l'8% della geotermia italiana. Eppure, oggi, questo è oggi, su scala mondiale, uno dei settori più dinamici nelle rinnovabili». «L'attenzione finora si è concentrata sull'elettrico rinnovabile – spiega Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto Club – ma sul termico dobbiamo andare a quattro o cinque volte quello che c'è ora. E le pompe di calore geotermiche potranno dare un contributo di prim'ordine».

Eppure qualcosa comincia a muoversi, e non solo sulla piccola scala residenziale. Battistrada, ormai da due anni, è Ikea, prima con l'impianto di geoscambio di Corsico (304 sonde) e oggi con quello di Parma (213 sonde), considerato il maggiore d'Europa. Davanti al centro commerciale parmense, quello che è oggi un cantiere pieno di tubi e piccoli pozzi cementati diverrà domani un parcheggio per i visitatori. Un serbatoio di energia termica, invisibile e sotterraneo. «Un accumulatore, d'estate sottraiamo il calore dagli ambienti e lo mettiamo nel terreno e per l'inverno facciamo l'inverso – spiega Luca Tirillò, della GroundHeat Systems, –: i tubi in polietilene portano semplice acqua. Le trivellazioni sono state fatte in sicurezza, con camicia cilindrica d'acciaio e cemento speciale. Il rischio, infatti, è quello di alterare l'equilibrio delle falde idriche sotterranee».

La costruzione di un campo di geoscambio, infatti, non è un'attività banale. «A Corsico ci trovammo di fronte a una prima falda idrica altamente inquinata – spiega Sergio Giuseppini, progettista degli impianti geotermici Ikea – se non avessimo trivellato in sicurezza avremmo corso il rischio di metterla in comunicazione con le falde più profonde e pulite. Un disastro, e l'amministrazione locale non ci avrebbe mai dato il permesso».

Ora però Corsico funziona. Come Parma è costato oltre 2 milioni di euro, ma ha un obiettivo di risparmio energetico del 56% (pari a circa 200mila euro/anno) e quindi un tempo di ritorno di una decina d'anni. «Finora, dai dati della stagione estiva – dice Giuseppini – Corsico sta confermando le attese, con punte leggermente superiori». E poi, per l'Ikea, sarà la volta dei centri commerciali di Torino e Rimini, «dove metteremo pompe di calore ad efficienza ancora più elevata, dato che la tecnologia si sta muovendo molto velocemente».

Il dato nuovo, però, è che simili impianti, di taglia medio grande, «cominciano a interessare direttamente i costruttori edili – osserva Tirillò – e per un motivo preciso. Un complesso residenziale a basse emissioni passa in categoria A, e può valere anche 500 euro in più per metro quadro. Un impianto di geoscambio centrale invece aggiunge, su ampie dimensioni, poche decine di euro in più di costi unitari».

È quanto si sta avviando in almeno due progetti: a Roma e nel Canavese. «Noi cominceremo ad aprile, su un lotto di 92 ettari a Roma Nord-Ovest, di cui 45 destinati a parco – spiega Barbara Mezzaroma, a.d. di Mezzaroma Energia, del gruppo Impreme – con un primo lotto di mille appartamenti, tutti serviti da un campo di geoscambio (circa 200 geosonde) e un sistema di pompe di calore per almeno un terzo della climatizzazione, e un 40% con caldaie a biomasse, più minieolico».

Altrettanto alla "Ninsola" a San Francesco al campo. «Cinque ville – spiega Giovanni Miccoli di G.V Edilizia – ad alto isolamento termico e pannelli radianti con un parco di geoscambio centrale a 22 sonde, acqua a 22 gradi d'estate e acqua calda sanitaria direttamente prodotta dalla pompa di calore». Barbara Mezzaroma è un'entusiasta dell'edilizia a emissioni zero – «Molti concorrenti ci dicevano che perdevamo tempo quando partimmo con il nostro primo progetto casa Kyoto» –, ma oggi fa anche una previsione economica precisa: «Ogni nostro appartamento a emissioni zero può significare anche 900 euro in meno all'anno, una rata di mutuo. E anche se, in classe A+, ci costano il 15% in più noi li venderemo allo stesso prezzo di oggi. In questo modo il cliente ci guadagnerà su base ventennale. Ci pare una buona proposta, per un mercato edilizio fermo come è quello di oggi».

martedì 13 gennaio 2009

Usare Google inquina: 7 grammidi Co2 per ogni semplice ricerca

Per noi è un gesto ormai meccanico, ci serve un'informazione, inseriamo una parola chiave e diamo "invio", e Google risponde ai nostri quesiti dandoci in pochissimo tempo migliaia di voci possibili; ma tutto ciò ha un costo per l'ambiente, due ricerche producono tante emissioni quante quelle prodotte dal consumo di corrente di un bollitore elettrico per il tè, ovvero 7 grammi di CO2 a ricerca.

È quanto stimato da Alex Wissner-Gross, fisico della Harvard University di Boston. Vi sembrerà poco, ma se pensiamo che per ogni secondo che siamo connessi a internet, produciamo 0.02 grammi di emissioni, si legge sulla BBC online, ciascun navigatore è un "inquinatore", infatti si stima che ogni giorno vengano fatte qualcosa come 200 milioni di ricerche in internet. Un recente studio ha stimato che l'intero settore informatico, globalmente, è responsabile di un quantitativo di emissioni di gas serra pari a quello di tutte le linee aeree mondiali messe insieme.

Le cause dell'inquinamento della nostra ormai irrinunciabile abitudine di "googling", andare a cercare nel magazzino di dati più grande del mondo, sono sia l'elettricità consumata dal nostro personal computer nel tempo della ricerca, sia anche quella che consumano i server di Google sparsi in tutto il mondo per esaudire la nostra richiesta. Ma chiamata in causa dalla BBC, Google risponde che le loro banche dati sono oggi le più efficienti del mondo in quanto a risparmio energetico, «infatti per il tempo che tu impieghi a fare la tua ricerca, l'elettricità consumata dal tuo pc è maggiore di quella di cui noi abbiamo bisogno per rispondere alla tua ricerca».

Ma quanto consumano computer e monitor? In genere un portatile (laptop) ha bisogno di una potenza dai 15 ai 45 watt: è inferiore, dunque, a quella richiesta in media da un computer da tavolo (desktop). Se, poi, gli schermi lcd da 17 pollici in media sfruttano 35 watt, i monitor Crt da 17 pollici arrivano a 80 watt. Chi vuole monitorare l’impiego di corrente elettrica può utilizzare un programma “energy tracker” come WatchOverEnergy, gratuito. Come fare, però, a ridurre i propri consumi? Un passo importante è la programmazione dello standby del computer dopo pochi minuti. E l’impiego di una ciabatta con interruttore permette di spegnere con un solo gesto tutti i dispositivi collegati al computer e alimentati dalla rete elettrica.

“Uscire di casa, prendere l’automobile per andare a lavoro, a
scuola o a fare la spesa è un’altra azione che produce molta anidride
carbonica. Percorrendo dieci chilometri in città in un automobile di
media cilindrata si producono oltre 3 kg di anidride carbonica, che si
riducono di oltre il 90% prendendo l’autobus e del 100% andando a piedi
o in bici. “
. e io aggiungerei che se andate a piedi avrete benetici alla linea:-)))