Ebook Difesa Personale Ebook Gestione del Tempo Ebook Scacco alle Bugie Ebook I Segreti per Parlare in Pubblico Ebook Migliora la Tua Vita
Ebook Promossi Ebook Le 7 Regole della Felicita' Ebook Esami No Problem Ebook SessualMente Ebook Da Timido a Vincente
Ebook Soldi, Successo, Salute Ebook Lettura Veloce 3x Ebook Seduzione Ebook NO FUMO Videocorso Seduzione
Videocorso Controllo del Peso & Dieta Videocorso Lettura Veloce & Memoria Dieta 5-Sensi Videocorso Negoziazione & Vendita Videocorso Comunicazione
Visualizzazione post con etichetta virus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta virus. Mostra tutti i post

martedì 29 settembre 2009

norovirus: DAL TABACCO VACCINO CONTRO IL VIRUS DA CROCIERA


Ha una cattiva fama, destinata pero' a cambiare. Dal tabacco bioingegneri americani sono pronti ad estrarre un vaccino contro i norovirus, una famiglia di agenti virali che provoca rapidi quanto fastidiosi sintomi di gastroenterite, soprattutto diarrea e vomito.
Chiamati anche ''virus da crociera'' per la velocita' e facilita' con la quale si diffondono nei luoghi chiusi come navi, caserme e ospedali - bastano 10 particelle per infettare un gran numero di persone -, adesso gli imprendibili norovirus potrebbero avere un nuovo nemico: un siero sviluppato dalle piante di tabacco presentato dall'immunologo Charles Antzen durante il 238esimo Congresso della Societa' Americana di Chimica in corso a Washington (Usa).

Per realizzare l'antidoto al norovirus sono state impiegate delle proteine ''travestite'' dal microrganismo nocivo, poi introdotte nel tabacco e lasciate ''crescere''.
L'estratto purificato della pianta inganna il sistema immunitario umano che cosi' si rinforza dalle aggressioni successive del virus ''originale''. La sperimentazione clinica del vaccino partira' gia' dal prossimo anno e secondo i suoi inventori bastera' una dose ogni 12-18 mesi, anche sotto forma di spray nasale, per garantire uno scudo contro le infezioni.

giovedì 3 settembre 2009

epatite: PERCHè DIVENTA CRONICA

Un difetto funzionale delle cellule primitive - cellule dell'immunita' innata, note anche come ''uccisori naturali'' - e' la prima causa della cronicizzazione dei virus dell'epatite B e C: e' quanto emerge da uno studio pubblicato su Gastroenterology condotto da Mario Mondelli del Laboratorio sperimentale di ricerca del Dipartimento di Malattie infettive dell'Irccs - Fondazione San Matteo di Pavia. ''Lo studio si e' concentrato sulle cellule dell'immunita' innata denominate 'natural killer', gli 'uccisori naturali' - spiega Mondelli - che uccidono le cellule infettate del nostro organismo. Abbiamo dimostrato che esiste un difetto funzionale di queste cellule nelle epatiti virali croniche, che dimostrano una normale o incrementata capacita' di 'uccidere' le cellule infette, ma sono incapaci di produrre una sufficiente quantita' di interferone gamma, consentendo ai virus dell'epatite B e C di persistere indisturbati nel fegato dei pazienti che non sono in grado di eliminarli''.

domenica 23 agosto 2009

AIDS: NEL DNA LA PROTEZIONE DAL VIRUS HIV


A volte basta poco per impedire che un virus assai pericoloso e temuto come l’HIV, responsabile dell’aids, riesca a infettare un essere umano. Per la precisione, bastano 14 basi in meno (tecnicamente una 'delezione') in una specifica posizione del dna per proteggere un neonato dal rischio di infettarsi con il virus in fase perinatale. È questa l’importante scoperta dei genetisti dell’Irccs materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste, effettuata assieme ai colleghi degli istituti Materno-Infantil di Recife e dell’Università di Pernambuco, entrambi in Brasile.

La scoperta nel dna La ricerca si inserisce in un filone di studi che il Burlo Garofolo sta portando avanti da tempo in Brasile. Si tratta di studi che hanno per oggetto la trasmissione verticale (cioè da mamma a figlio) del virus HIV, una modalità di contagio che, contrariamente a quanto si pensava in passato, appare sempre più dipendente da un insieme complesso di fattori: ambientali, comportamentali, virali e, naturalmente, genetici. La ricerca è stata appena pubblicata dalla rivista Aids. Il ruolo della genetica nell’infezione da Hiv è emerso anni orsono dall’esame di soggetti adulti, quando si è scoperto che la perdita di un frammento di 32 basi nel gene 'Ccr5' - una delezione chiamata appunto 'delta 32' - rendeva i soggetti resistenti all’infezione virale. Successivamente altre regioni del genoma umano sono state chiamate in causa, l’ultima in ordine di tempo è proprio quella individuata dai ricercatori italiani e brasiliani: una variante genica (o polimorfismo) nel gene 'Hla-G' caratterizzata dalla mancanza di 14 basi.

Le dinamiche della trasmissione "Abbiamo iniziato questo studio - ha spiegato Sergio Crovella, genetista del Burlo Garofolo e responsabile del progetto di collaborazione con gli istituti sudamericani - per cercare di capire meglio le dinamiche che consentono al virus dell’Hiv di trasmettersi di madre in figlio al momento della nascita. L’osservazione diretta di molti casi indica che ciò non accade sempre: in altre parole, madri sieropositive possono dare alla luce figli che, pur essendo stati esposti al contagio, non si infettano e rimangono sieronegativi. La domanda ovvia era: perché?".

Lo studio su due gruppi di bimbi I ricercatori hanno così reclutato due gruppi di bambini nati tutti da madri sieropositive che non avevano ricevuto terapia antiretrovirale durante la gravidanza: uno formato da bambini che avevano contratto l’infezione (175 soggetti), l’altro da bambini che erano rimasti immuni nonostante l’esposizione perinatale (71). Entrambi i gruppi sono stati confrontati con 175 bambini di controllo (non esposti al rischio infezione, cioè nati da madri sane). "Abbiamo analizzato il genoma di tutti i soggetti - ha proseguito Crovella - focalizzando l’attenzione su una zona in particolare, corrispondente a un gene chiamato 'Hla-G', che è considerato un importante mediatore della tolleranza materno-fetale, cioè di quel meccanismo che permette al feto di essere bene accetto dai sistemi di difesa materni, e di non essere conseguentemente espulso. Precedenti studi avevano individuato una specifica variante genetica in questo gene, un polimorfismo costituito da una delezione/inserzione di 14 basi (due possibilità opposte nello stesso punto del dna), e la nostra ricerca non solo l’ha confermata ma ha anche definito la sua correlazione con la suscettibilità all’infezione in fase perinatale. In particolare è emerso che i bambini con una delezione presente in omozigosi (D/D), cioè su entrambi i geni 'Hla-G' (ricevuti uno dal padre e uno dalla madre), risultavano più protetti di quelli con una combinazione di delezione/inserzione (D/I) o con la sola inserzione (I/I)".
L'analisi del dna L’analisi del dna ha infatti confermato che, pur essendo nati da madri positive al virus, i bambini con il polimorfismo D/D nel gene Hla-G presentavano un minor rischio di essere infettati al momento del parto. "Non c’è dubbio che 14 basi rappresentano una goccia nell’oceano, se pensiamo ai tre miliardi di basi che formano il nostro genoma", ha sottolineato Crovella. "Tuttavia la frequenza con cui questo assetto genico compare nella popolazione generale (60%) indica che la selezione naturale lo ha conservato per qualche motivo, che la sua presenza è vantaggiosa. Nel nostro caso, sappiamo che protegge dal virus hiv riducendo il rischio di trasmissione verticale". Nella ricerca non è stato possibile includere campioni di dna materno, precisano i ricercatori, tuttavia il ruolo di questo gene nella suscettibilità all’infezione da hiv appare inequivocabile. Nondimeno, è stata fatta un’ipotesi sul meccanismo con cui il polimorfismo sembra agire: la presenza della delezione, infatti, è associata a una maggiore produzione del gene corrispondente. Ciò crea una particolare risposta dell’organismo che riduce la produzione di composti ad attività pro-infiammatoria, i quali sono in parte responsabili dell’aumentato rischio di trasmissione verticale.
FONTE: ilgiornale

venerdì 21 agosto 2009

HIV : PERCHE' PROGREDISCE DIVERSAMENTE TRA UOMINI E DONNE


Uno studio americano pubblicato su Nature Medicine svela uno dei misteri dell'Hiv: lo stesso virus progredisce in maniera differente negli uomini e nelle donne a causa di una diversa risposta del sistema immunitario che dipende dal sesso di chi contrae la malattia.

I ricercatori del Ragon Institute of Massachusetts General Hospital (Mgh), del Mit e di Harvard che hanno condotto gli esperimenti hanno scoperto che nelle donne l'attivazione cronica delle cellule T, dovuta al virus, ha una tempistica differente: l'Hiv progredisce piu' rapidamente nelle pazienti di sesso femminile a causa di un recettore molecolare che attiva - e quindi sfinisce - prima il sistema immunitario.

Una delle strategie virali che rendono il virus tanto pericoloso consiste infatti in un'attivazione costante delle difese dell'organismo e quindi in un loro prematuro invecchiamento.

''Le differenze di genere individuate dai test - afferma Marcus Altfed, coordinatore dello studio - indicano una diversa reazione del sistema immunitario e possono trasformarsi in nuovi approcci terapeutici che riguardino l'attivazione delle cellule T e non la replicazione del virus''.

LEGGI ANCHE:
AIDS: Speranze per vaccino Aids, creato un anticorpo hi-tech che combatte il virus nelle scimmie

ALTRI ARTICOLI
.

martedì 11 agosto 2009

malaria falciparum: malaria, il ceppo piu' mortale per gli uomini, e' stato trasmesso agli esseri umani circa 5 mila anni fa da uno scimpanze


Trovata l'origine della malaria: e' quanto emerge uno studio statunitense di Irvine-Universita' della California pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui il parassita della malaria falciparum, il ceppo piu' mortale per gli uomini, e' stato trasmesso agli esseri umani circa 5 mila anni fa da uno scimpanze' dell'Africa equatoriale. Il salto di specie sarebbe avvenuto, molto probabilmente, attraverso la puntura di zanzara. Per dimostrarlo i ricercatori hanno esaminato diversi ceppi del parassita della malaria nel sangue di scimpanze' del Camerun e della Costa d'avorio, e dall'analisi genetica hanno riscontrato che il ceppo del parassita della malaria presente negli scimpanze' e' collegato a tutti i ceppi del parassita della malaria negli uomini compreso il falciparum, il piu' pericoloso di tutti, responsabile dell'85% delle morti da malaria. Prima di questo studio, spiegano i ricercatori, l'origine della malaria non era chiara. Questa scoperta potrebbe aiutare la ricerca nella creazione di un vaccino contro la malaria, che ogni anno colpisce 500 milioni di persone e ne uccide circa un 1 milione e mezzo.

domenica 2 agosto 2009

Aids: Hiv ha un cavallo di Troia che nasconde e trasporta una proteina killer


Uccide le cellule che producono gli anticorpi.

Il virus Hiv ha un 'cavallo di Troia' che nasconde e trasporta una proteina killer nelle cellule che producono anticorpi, le cellule B. Una volta al loro interno,il cavallo rilascia la proteina virale e le cellule muoiono senza neanche essere state infettate dal virus. Cio' spiega perche' il virus dell'Aids e' cosi' micidiale contro le cellule B pur non essendo capace di infettarle.La scoperta e' opera dell'italiano Andrea Cerutti,del Weill Medical College of Cornell University di New York.
FONTE:ANSA

domenica 12 luglio 2009

ebola: Scoperto nelle Filippine, il virus riscontrato nei maiali, potrebbe mutare riscontrato nei maiali


Scoperto nelle Filippine, il virus potrebbe mutare

Per la prima volta un caso di Ebola e' stato riscontrato nei maiali. La scoperta, pubblicata su Science, e' avvenuta nelle Filippine. Il fatto preoccupa gli scienziati dal momento che il virus, diagnosticato finora solo negli uomini e nelle scimmie, potrebbe mutare e spostare il suo potenziale di patogenicita', diventando un pericolo maggiore per l'uomo. Le analisi mostrano che gli animali sono stati infettati con ceppi del virus molto varianti.

venerdì 26 giugno 2009

INFLUENZA: STUDIO, RISCHIO PER UOMO DA VIRUS H1 E H3 DI ORIGINE ANIMALE


I ceppi influenzali H1 e H3 di origine animale potrebbero avere un potenziale pandemico in grado di superare le barriere immunitarie dell'uomo. I risultati di una ricerca congiunta condotta da un team di ricercatrici guidato da Ilaria Capua dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova ed Elisa Vicenzi dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, pubblicata oggi sulla rivista americana, open access PLoS Pathogens, rivoluzionano uno dei capisaldi delle conoscenze sulla genesi delle pandemie influenzali.

Era opinione consolidata, e fino ad oggi indiscussa, che gli anticorpi indotti dai virus dell'influenza stagionale sarebbero stati protettivi nei confronti di virus H1 e H3 di origine animale. E' noto, infatti, che la maggior parte della popolazione mondiale possiede anticorpi contro i sottotipi H1 e H3 a causa di precedenti esposizioni a virus stagionali o grazie alle vaccinazioni. La ricerca dimostra che queste difese non proteggono dai virus H1 e H3 di origine animale.

Un virus pandemico per diffondersi nella popolazione deve trovare degli ospiti ''scoperti'' dal punto di vista immunitario; proprio per questo il virus dell'aviaria ha preoccupato molto la comunita' scientifica. Infatti, questo virus, pur essendo di un sottotipo diverso (H5) rispetto ai virus influenzali umani stagionali (H1 e H3), avrebbe trovato una popolazione vulnerabile dal punto di vista immunitario e percio' avrebbe potuto generare una pandemia. Cio' fino ad oggi non si e' verificato perche' il virus H5 non ha ''imparato'' a trasmettersi da uomo a uomo, mentre e' stato recentemente dichiarato pandemico, seppur a bassa mortalita', il virus suino H1N1.

sabato 6 giugno 2009

PAPILLOMAVIRUS: PREVENZIONE ''UNDERGROUND''


Viaggiare in metropolitana aiuta a prevenire il Papillomavirus. Non e' il risultato di un nuovo studio scientifico, ma la base della nuova ed originale campagna di sensibilizzazione contro il tumore del collo dell'utero promossa dall'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), che ha deciso di entrare in contatto con le italiane attraverso un mezzo straordinario per capillarita' come la metropolitana. Dall'8 giugno nei vari ''info-point'', che saranno installati nelle principali stazioni, sara' distribuito un volumetto informativo scritto da Mario Sideri e Umberto Veronesi: ''Scegli la prevenzione.

Il tumore del collo dell'utero e altre patologie da Papillomavirus (HPV)''. Le donne che viaggiano in metropolitana sono un numero davvero enorme. Vivono principalmente in citta', ma non solo. Infatti sono state scelte per l'iniziativa stazioni che raccolgono viaggiatrici provenienti dall'hinterland e da studentesse universitarie.

Questo per raggiungere anche le ragazze, le piu' colpite da questo virus. Il volume, edito da Percorsi editoriali, contiene le informazioni principali relative al tumore del collo dell'utero, alle sue cause (virus HPV) e agli strumenti di prevenzione, dai nuovi test di identificazione del virus alla vaccinazione. Le stazioni coinvolte a partire dall'8 giugno saranno: a Milano Cadorna, S. Ambrogio, Loreto, Garibaldi, Centrale e Bisceglie; a Roma Tiburtina, Policlinico, Termini, San Paolo, Flaminio e Anagnina; a Napoli Museo, Dante e Vanvitelli. Successivamente l'iniziativa proseguira' interessando anche altre Regioni.

giovedì 4 giugno 2009

AIDS: NUOVA COMBINAZIONE FARMACI PER STANARE VIRUS ED ELIMINARLO


Stanare il virus dell'HIV, 'nascosto' nelle cellule dell'organismo, e aumentare di pari passo lo stress ossidativo delle cellule infettate, grazie ad una nuova combinazione di farmaci, potrebbe rappresentare una nuova strategia nella lotta all'epidemia di AIDS. E' quanto si legge in uno studio pubblicato su Retrovirology firmato da Enrico Garaci, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', e da Andrea Savarino, ricercatore presso il Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell'ISS, in collaborazione con Antonello Mai e Anna Teresa Palamara, dell'Universita' di Roma ''la Sapienza''.

Studi passati avevano appurato che una classe di farmaci, gli inibitori delle istone deacetilasi, possono indurre la fuoriuscita del virus dalla fase di latenza. Si era quindi sperato che questi farmaci potessero curare l'infezione se usati in combinazione con le regolari terapie antiretrovirali per evitare che il virus, una volta fuoriuscito dalla latenza, potesse infettare nuove cellule.

''Questa ricerca - afferma Garaci - fornisce per la prima volta un'idea su che tipo di farmaci utilizzare per indurre la morte selettiva delle cellule infettate con virus dormiente. L'eliminazione di queste cellule, che sono le principali responsabili del mantenimento dell'infezione durante le terapie antiretrovirali, potrebbe portare le persone con HIV/AIDS a liberarsi definitivamente del virus oltre che dalla continua assunzione di farmaci antiretrovirali''.

venerdì 29 maggio 2009

Lujo: Un nuovo virus letale in Africa


E' stato identificato un nuovo virus letale in Africa che ha gia' fatto registrare 5 casi di infezione di cui 4 deceduti. Battezzato Lujo, e' simile, per i sintomi, all'Ebola, ma e' un patogeno dei roditori e non e' chiaro come si sia trasmesso all'uomo. Lo rivela un'equipe della Columbia University sulla rivista PLoS Pathogens. Il virus, suppongono gli scienziati, si trasmette per contatto con liquidi corporei ed ha cominciato a circolare in autunno tra Zambia e Sud Africa.

giovedì 21 maggio 2009

Aids: test hiv veloce da saliva e principio te' protegge donne


Nel te' verde c'e' un principio attivo che puo' aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e' inseribile nelle creme vaginali e puo' costituire una barriera all'Hiv. A farlo sapere e' l'Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell'Universita' di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).

A Londra fare il test per l'Hiv e' ora piu' facile. Analizzando la saliva e' possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l'Aids. Il test, gia' in uso negli Stati Uniti, e' stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e' la prima citta' ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell'organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l'Hiv.

Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu' importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell'Unita' di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra' continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l'Aids. Obiettivo: bloccare la via d'ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta - spiega una nota dell'ospedale lombardo - si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita' del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l'equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e' ridondante e identica in tutti gli individui. Cio' esclude il problema della variabilita' e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra' i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera' un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l'anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l'efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e' l'unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest'anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del 'Grand Challenge Explorations', iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.

LEGGI ANCHE:
AIDS: Speranze per vaccino Aids, creato un anticorpo hi-tech che combatte il virus nelle scimmie
.

martedì 19 maggio 2009

AIDS: Speranze per vaccino Aids, creato un anticorpo hi-tech che combatte il virus nelle scimmie


Questa molecola sintetica, simile agli anticorpi, è riuscita a proteggere gli animali contro la versione dell'Hiv che colpisce i primati, definita Siv. La tecnica messa a punto da un gruppo di ricercatori del Children's Hospital di Philadelphia.

Un nuovo passo avanti nella lotta all'Aids. Un gruppo di ricercatori del Children's Hospital di Philadelphia ha messo a punto una tecnica che potrebbe aprire finalmente la strada a un vaccino contro la temibile malattia. Gli studiosi guidati da Philip Johnson hanno infatti creato un anticorpo artificiale che viene trasportato nell'organismo da un virus. E che, grazie a questo escamotage, sembra accendere la speranza degli addetti ai lavori, da sempre impegnati nella sfida-vaccino.

Questa molecola sintetica, simile agli anticorpi, spiegano i ricercatori sulla rivista Nature Medicine, è riuscita a proteggere le scimmie contro la versione dell'Hiv che colpisce i primati, definita Siv. "Sei delle nove scimmie immunizzate - assicura infatti Johnson - sono risultate protette dall'infezione da Siv, e tutte e nove dall'Aids". Il team statunitense ha ingegnerizzato un tassello del Dna per produrre anticorpi artificiali, sviluppandone tre differenti versioni. Il tratto di DNA hi-tech è stato dunque inoculato in un virus adeno-associato (Aav), un microrganismo che puo' infettare uomini e scimmie ma senza provocare grossi problemi ed è l'ideale per rilasciare gli anticorpi nelle cellule degli ospiti. A questo punto, l'Aav 'arricchito' è stato iniettato negli animali che un mese dopo sono stati infettati con il virus Siv.

Le scimmie così trattate hanno prodotto immunoadesine, proteine simili agli anticorpi e progettate per legarsi al Siv ed evitare che infettasse le cellule. Ebbene, questi anticorpi studiati in laboratorio hanno fatto da scudo, tant'è che ben sei animali sono risultati completamente protetti dall'infezione da Siv e tutte dall'Aids.

cancro: virus che uccidono tumori


Creato da ricercatori italiani un virus herpes anti-cancro modificato per essere aggressivo contro le cellule dei tumori al seno e all'ovaio. Annunciato dalla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze PNAS, e' il risultato dell'equipe della virologa Gabriella Campadelli-Fiume dell'Universita' di Bologna. Si tratta di un virus geneticamente modificato per essere distruttivo solo per le cellule tumorali e risparmiare quelle sane, per cui non c'e' bisogno di ridurne la virulenza.

INFLUENZA SUINA:NUOVA INFLUENZA,italiana malata in Tibet



Una cittadina italiana di circa 40 anni e' ricoverata in Tibet perche' sospettata di aver contratto il virus della nuova influenza A/H1N1. Sale intanto il numero dei casi di nuova influenza in Giappone, toccando quota 173. Sono stati confermati altri 10 episodi, gli ultimi, tra i quali uno che coinvolge una bimba di un anno. Appena sabato scorso, il Giappone ha avuto il primo caso di nuova influenza contratta direttamente nel Paese asiatico.

Sono 40 i Paesi colpiti dalla nuova influenza nel mondo, 8829 i contagiati dal virus A(H1N1), 74 i morti.
Negli Stati Uniti il maggior numero di contagi, 4714 con 4 casi di decesso, seguiti dal Messico, 2895 casi e 66 decessi, e dal Canada con 496 casi e 1 decesso.
Negli altri Paesi coinvolti non sono state registrate vittime: Argentina (1 caso di contagio), Australia (1), Austria (1), Belgio (4), Brasile (8), Cina (5), Colombia (11), Cuba (3), Danimarca (1), Ecuador (1), El Salvador (4), Finlandia (2), Francia (14), Germania (14),Giappone (7), Guatemala (3), India (1), Irlanda (1), Israele (7), Italia (9), Giappone (7), Malesia (2), Olanda (3), Nuova Zelanda (9), Norvegia (2), Panama (54), Peru (1), Polonia (1), Portogallo (1), Republic di Corea (3), Spagna (103), Svezia (3), Svizzera (1), Tailandia (2), Turchia (1), Regno Unito(82).

lunedì 18 maggio 2009

INFLUENZA SUINA:NUOVA INFLUENZA, allarme Oms per il mix di virus.


Una pandemia influenzale "alle porte" e le conseguenze di possibili e imprevedibili mix di virus suini, aviari e umani tengono svegli gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità. Lo ha detto il direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, intervenendo a Ginevra all'Assemblea generale. Insomma, non è il momento di abbassare la guardia, anche se la Chan ha deciso di non passare alla fase 6 di allerta pandemica, mantenendo l'attuale livello 5. "Abbiamo tutte le ragioni - ha detto - di essere preoccupati per le interazioni del nuovo H1N1 con altri virus che attualmente circolano nell'uomo".
"E, ancor di più, non dobbiamo dimenticare che il virus dell'influenza aviaria", molto più letale della febbre suina, "è stabilmente presente nel pollame in diversi Paesi", ha ricordato la Chan. "Nessuno puo' dire come questo virus aviario si comporterà, quando sarà messo sotto pressione" dalla presenza "di un largo numero di persone infettate dall'H1N1". Inutile illudersi. "Sulla porta di casa - ha sottolineato - abbiamo un contagio globale: la prospettiva della prima pandemia influenzale di questo secolo. Per cinque lunghi anni le epidemie di influenza aviaria H5N1 altamente patogena nel pollame, e sporadici casi nell'uomo spesso fatali, hanno condizionato il mondo, spingendolo ad aspettarsi una pandemia di influenza. Una altamente letale".

Il risultato di questi anni? "Oggi - ha detto l'esperta - il mondo è meglio preparato e molto spaventato. Come sappiamo, un nuovo virus influenzale con un grande potenziale pandemico e' emerso da un'altra fonte e in un'altro lato del mondo". Si tratta dei suini, in Messico.

A differenza dell'aviaria, il nuovo virus H1N1 "si diffonde facilmente da persona a persona, dilaga rapidamente all'interno di un Paese e altrettanto rapidamente passa a nuovi Paesi. Ci aspettiamo che questo trend continui" ha detto la Chan. Ma a differenza dell'aviaria, "l'H1N1 attualmente causa una malattia di media gravità, con poche morti al di fuori dell'epidemia in Messico. E speriamo che continui così". Il virus "è ancora recente" e dunque gli esperti non l'hanno compreso appieno, "il suo comportamento è notoriamente imprevedibile - ha sottolineato la responsabile dell'Oms - e nessuno puo' dire come evolverà la situazione".

L'emergenza legata alla nuova influenza "crea grande pressione sui Governi, sui ministri della Salute e l'Oms vuole prendere le decisioni giuste e stabilire le azioni giuste in un momento di grande incertezza scientifica. Il 24 aprile ho innalzato il livello di allerta pandemico dalla fase 4 alla 5, ma oggi - ha ribadito - restiamo in fase 5". Uno stop dell'escalation che non equivale a un cessato allarme. "Il virus puo' averci concesso un periodo di grazia, ma non sappiamo quanto durerà. Nessuno puo' dire se questa e' solo la quiete prima della tempesta. La presenza del patogeno è stata confermata in diversi Paesi dell'emisfero meridionale, dove l'epidemia di influenza stagionale presto inizierà. Abbiamo tutte le ragioni di essere preoccupati per le interazioni tra virus".

Intanto sono ormai quasi 9.000 nel mondo i casi di nuova influenza A/H1N1. L'ultimo bollettino diffuso dall'Oms, parla infatti di 8.829 casi di infezione confermati in 40 Paesi, con 74 morti. Nel caso di una pandemia influenzale "non tutte le persone saranno infettate, ma tutte sono a rischio. Il mondo oggi è più vulnerabile di quanto lo era nel 1968, in occasione dell'ultima pandemia del Novecento", ha dichiarato Margaret Chan, direttrice generale dell'Organizzazione mondiale delle sanita', nel corso dell'Assemblea generale a Ginevra. "Come vediamo con l'H1N1 - ha sottolineato - ogni citta' con un aeroporto internazionale è a rischio di casi importati". Non solo. "L'interdipendenza economica globale rischi di amplificare i danni".

E proprio mentre si apre a Ginevra l'assemblea generale, l'Oms monitora attentamente la situazione del Giappone, dove in un solo giorno si sono registrati ben 118 casi in più di nuova influenza. Nel frattempo Gran Bretagna, Svizzera, Nuova Zelanda e lo stesso Giappone invitano l'Oms a modificare gli step richiesti per dichiarare lo stato di pandemia. L'agenzia infatti, ha detto il segretario di Stato britannico alla Salute, Alan Johnson, non dovrebbe 'precipitarsi' a dichiarare una pandemia influenzale seguendo un 'piano meccanicistico'.

In Italia sono sempre 9 i casi accertati di nuova influenza causata dal virus A/H1N1. Lo comunica il bollettino aggiornato del Ministero della Salute specificando che il 2 maggio e' stato registrato un caso confermato in Toscana (Ospedale di Massa); il 3 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma); il 4 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma); il 4 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Bambino Gesu' di Roma); il 5 maggio, un caso confermato in Toscana (Ospedale Careggi di Firenze); l'8 maggio, due casi confermati in Lombardia (Ospedale Sacco di Milano e Ospedale San Matteo di Pavia); l'8 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma) e il 9 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Bambino Gesu').
LEGGI ANCHE:

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS

INFLUENZA SUINA:NUOVA INFLUENZA, PRIMA VITTIMA A NEW YORK


Un insegnante, vice preside di una scuola media del Queens a New York, e' morto ieri a causa del virus A/H1N1 dopo essere stato ricoverato in condizioni critiche pochi giorni fa. E' quanto riporta il New York Times sul suo sito web.
Si tratta del primo decesso nella Grande Mela, dove il virus si e' diffuso in alcune scuole da qualche settimana.
Per prevenire il contagio oggi non riapriranno undici scuole della citta', mentre cinque sono gia' state messe in quarantena.
Mitchell Wiener soffriva di ''problemi di salute precedenti'', aveva ricordato il sindaco Michael Bloomberg nel corso di una conferenza stampa lo scorso venerdi', chiedendo di ''pregare e rispettare la vita privata della famiglia''.
In Giappone intanto, il numero di casi accertati di influenza A/H1N1 e' salito a 129 dopo che un responsabile del comune di Kobe ha fatto sapere che 25 nuovi contagi sono stati registrati ieri nella citta'.
La situazione e' peggiorata rapidamente da sabato nelle due prefetture vicine di Osaka e Hyogo, dove si trova Kobe, con numerosi liceali dichiarati malati nonostante non fossero tornati dall'estero.
Le autorita' della prefettura di Osaka hanno ordinato la chiusura di tutti i college e licei per sette giorni, e quelle della prefettura di Hyogo hanno consigliato alle strutture scolastiche di chiudere.

Un gruppo di turisti stranieri che comprende italiani, americani, francesi, britannici e giapponesi, e' trattenuto in un hotel del Tibet nel timore che alcuni suoi membri siano portatori del virus dell'influenza A/H1N1. Lo ha reso noto uno dei viaggiatori, la francese Anna Husarka.
Il gruppo di 24 turisti e' stato portato in un albergo di Zhangmu, localita' nei pressi della frontiera nepalese, dopo che una di loro, un'italiana, ha accusato sintomi influenzali all'arrivo in Tibet.
''La maniera in cui sta venendo gestita la situazione e' totalmente inefficace'', ha accusato la turista in una telefonata all'Afp.
''Prima abbiamo dovuto attendere mezza giornata perche' l'ambulanza venisse a cercarci, poi ci hanno messo in questo albergo e abbiamo dovuto aspettare un giorno e mezzo l'arrivo di un medico'', ha spiegato.
''E l'unica cosa che ha fatto il medico e' stata prelevare il sangue all'italiana che aveva la febbre, per poi tornarsene a Lhasa'', la capitale del Tibet, ha aggiunto.
Il gruppo, venuto per una visita di otto giorni in Tibet, e' trattato bene, ha assicurato, e non ha mostrato alcun sintomo dell'influenza A/H1N1.
''Non rappresentiamo alcun pericolo, non abbiamo febbre'', ha detto, aggiungendo che ''le persone che ci tengono sotto controllo hanno tute bianche con maschere sulla bocca''.
''Fanno un grande show sulla maniera in cui si preoccupano delle frontiere, ma a nostre spese'', ha osservato, riferendosi alle autorita' cinesi, gia' accusate di eccessivo zelo nelle misure di prevenzione della malattia.
Husarka ha spiegato di non sapere per quanto tempo il suo gruppo dovra' restare nell'albergo.

Non accenna a diminuire l'espansione dei contagi da nuova influenza nel mondo. Ad oggi, secondo le ultime cifre dell'OMS, i paesi colpiti dal virus A(H1N1) sono 39 con 8480 casi di contagio. Il maggior numero negli Stati Uniti, 4714 con 4 decessi. Segue il messico con 2895 casi di infezione e 66 decessi. Il Canada ha riportao 496 casi di contagio e un decesso, in Costa Rica 9 contagi e 1 decesso. Negli altri Paesi coinvolti non sono state registrate vittime: Argentina (1 caso di contagio), Australia (1), Austria (1), Belgio (4), Brasile (8), Cina (5), Colombia (11), Cuba (3), Danimarca (1), Ecuador (1), El Salvador (4), Finlandia (2), Francia (14), Germania (14), Guatemala (3), India (1), Irlanda (1), Israele (7), Italia (9), Giappone (7), Malesia (2), Olanda (3), Nuova Zelanda (9), Norvegia (2), Panama (54), Peru (1), Polonia (1), Portogallo (1), Republic di Corea (3), Spagna (103), Svezia (3), Svizzera (1), Tailandia (2), Turchia (1), Regno Unito(82).

LEGGI ANCHE:

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS

domenica 17 maggio 2009

FEBBRE SUINA: NUOVA INFLUENZA SI ESTENDE IN GIAPPONE, CENTINAIA SCUOLE CHIUSE


E' salito a 8.480 il numero complessivo di casi umani di nuova influenza A/H1N1 ufficialmente confermati all'Oms. Secondo l'ultimo aggiornamento quotidiano, i Paesi coinvolti sono saliti a 39 con l'ingresso di Turchia, India e Malaysia. I decessi sono 72. Ieri il totale era di 8.451 casi in 36 Paesi. Il Messico, dove sono stati segnalati i primi casi, ha confermato 2.895 infezioni, inclusi 66 decessi. Gli Usa sono il Paese piu' colpito con 4.714, di cui quattro letali.

Kobe (Giappone), 18 mag, - Sono ottanta i casi confermati di febbre suina in Giappone, la gran parte di studenti e insegnanti (lcuni dei quali non sono stati all'estero); ma il timore delle autorita sanitarie locali e' che siano centinaia le persone gia' contagiate. Di fronte al diffondersi del virus A/H1N1, le autorita' nipponiche hanno deciso di chiudere circa un migliaia di scuole e asili. La misura riguarda l'area piu' colpita, quella di Osaka e Kobe, dove gli istituti rimarranno chiusi fino a nuova ordinanza; anche ai teatri e' stato chiesto di non alzare il sipario, mentre molte aziende hanno sollecitatoi dipendenti a rimanersene a casa. Di fronte al gran numero di casi di persone che si sono ammalate senza esser stati in Paesi dove era presente il virus, l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha detto sabato che sta seguendo molto da vicino la situazione; se dovesse essere confermato che il virus si sta diffondendo anche in zone al di fuori del Nord-America, dove si e' originato, l'Oms potrebbe decidere di innalzare il livello di allerta a 6, a indicare che la pandemia e' imminente. Attualmente il nuovo virus si sta comportando come un normale virus stagionale, rapido nel diffondersi e con lievi sintomi.

LEGGI ANCHE:

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS

sabato 16 maggio 2009

INFLUENZA SUINA:LA NUOVA INFLUENZA SI ALLARGA


Si allarga l'epidemia di influenza da virus A/H1N1 nel mondo. L'ultimo bollettino diffuso oggi dall'Organizzazione mondiale della sanità fa salire a 8.451 i casi di infezione confermati in 36 Paesi, 931 in più rispetto ai 7.520 di ieri. Il conteggio non include ancora il quinto decesso da nuova influenza annunciato in queste ore negli Usa dove un ragazzo di 30 anni che soffriva di altri problemi di salute è morto in Texas la settimana scorsa, ma soltanto ieri sera i test di laboratorio hanno confermato che era stato colpito dal virus.

Sono così diventati tre i morti per febbre suina nel Texas, Stato al confine con il Messico. Gli altri due decessi si sono verificati in Arizona, sempre al confine con il Messico, e a Seattle, nello stato settentrionale di Washington.

In Messico - riferisce l'agenzia ginevrina - si registrano in tutto 2.895 casi confermati, con 66 morti. In Canada 496 con una morte, e in Costa Rica 9 casi con un decesso.

Casi confermati, senza morti, sono segnalati inoltre in Argentina (1), Australia (1), Austria (1), Belgio (2), Brasile (8), Cina (4), Colombia (11), Cuba (3), Danimarca (1), Ecuador (1), El Salvador (4), Finlandia (2), Francia (14), Germania (14), Guatemala (3), Irlanda (1), Israele (7), Italia (9), Giappone (4), Paesi Bassi (3), Nuova Zelanda (9), Norvegia (2), Panama (43), Peru' (1), Polonia (1), Portogallo (1), Repubblica di Corea (3), Spagna (100), Svezia (2), Svizzera (1), Thailandia (2) e Regno Unito (78)

Un primo caso di influenza A/H1N1 e' stato confermato in Turchia. Lo ha reso noto l'agenzia Anadolu citando fonti sanitarie turche.Ad essere colpito dal morbo e' un uomo che proveniva dagli Usa. Intanto e' stato segnalato il primo caso di nuova influenza contratta direttamente in Giappone. Lo annuncia la tv Nhk.Uno studente di Kobe e' risultato positivo agli esami, afferma il ministero della Sanita.

Il vaccino contro la nuova influenza, che potrebbe di nuovo colpire nei prossimi mesi sotto forma di pandemia,potrebbe arrivare troppo tardi. L'Oms non ha ancora deciso infatti se suggerire alle aziende produttrici di convertire o meno la produzione del normale vaccino anti-influenzale in quello per il virus H1N1. E anche se l'Oms desse l'ok, il vaccino non arriverebbe in tempo e non prima di settembre, come spiega la rivista 'New Scientist'.

LEGGI ANCHE:

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS

venerdì 15 maggio 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA NEL MONDO 1. 000 CASI IN 24 ORE, 3 SCUOLE CHIUSE A NEW YORK


Nel giorno in cui l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha annunciato 1.000 nuovi casi di febbre suina nel mondo, le autorita' di New York hanno chiuso tre scuole; e un dipendente di una di esse, e' in condizione critiche (un cinquantenne, ricoverato in ospedale e sottoposto a ventilazione meccanica). Secondo l'Oms, attualmente sono 7.520 i casi confermati di influenza suina (il bollettino precedente parlava di 6.497 contagi); e gli esperti sono convinti che il virus sia cosi' contagioso da esser destinato a diffondersi ad altre aree, finora non interessate. Intanto il sindaco di New York, Michael Bloomberg ha annunciato la chiusura temporanea di tre scuole nel Queens, frequentata da 4.500 alunni, dove e' stato accertato "un livello insolitamente alto di malati di tipo influenzale". Bloomberg ha spiegato che in una scuola sono stati contagiati quattro studenti e un membro dello staff, che e' "in stato critico"; mentre una cinquantina di alunni erano stati rispediti a casa la scorsa settimana perche' con sintomi preoccupanti. In una seconda scuola mancano dalle lezioni 241 alunni; mentre nella terza, 29 studenti mostrano i sintomi dell'influenza. Secondo il 'New York Times", l'educatore che si e' ammalato, e' ricoverato in stato critico e ora si teme per la sua vita. Giovedi' le autorita' sanitarie nazionale avevano reso noto che i casi confermati di contagio erano passati da 3.352 a 4.298. Intanto le autorita' dell'Arizona hanno confermato la morte di una donna a causa del virus, il che porta a 4 le persone decedute per la febbre suina negli Usa. La donna, di circa 40 anni, e' deceduta la scorsa settimana per complicazioni, ma gia' soffriva di una malattia polmonare. Il decesso e' il primo che si registra in Arizona a causa del virus.

Sono 2.446 i casi in Messico, con 60 decessi, e 449 in Canada, con una vittima. Otto i pazienti in Costa Rica, dove si è verificato anche un decesso. E ancora: 100 casi si sono registrati in Spagna, 71 in Gran Bretagna, 1 in Argentina, 1 in Australia, 1 in Austria, 1 in Belgio, 8 in Brasile, 4 in Cina, 10 in Colombia, 3 a Cuba, 1 in Danimarca, 4 a El Salvador, 2 in Finlandia, 14 in Francia, 12 in Germania, 3 in Guatemala, 1 in Irlanda, 7 in Israele, 9 in Italia, 4 in Giappone, 3 in Olanda, 7 in Nuova Zelanda, 2 in Norvegia, 40 a Panama, 1 in Polonia, 1 in Portogallo, 3 in Corea, 2 in Svezia, 1 in Svizzera, 2 in Tailandia. A fronte di questi dati, "è troppo presto per abbassare la guardia", è il monito del direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, che considera l'influenza A/H1N1 "una crisi con possibili implicazioni mondiali". Secondo la Chan, i segnali che l'epidemia sta scemando nel suo epicentro in Nord America non significano che il peggio è passato. E c'è "grande incertezza" sul fatto che l'attuale quadro "parzialmente confortante" non muti, ha sottolineato durante un meeting intergovernativo sulla preparazione alla pandemia nel quartier generale dell'Oms a Ginevra.
LEGGI ANCHE:

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS