Ebook Difesa Personale Ebook Gestione del Tempo Ebook Scacco alle Bugie Ebook I Segreti per Parlare in Pubblico Ebook Migliora la Tua Vita
Ebook Promossi Ebook Le 7 Regole della Felicita' Ebook Esami No Problem Ebook SessualMente Ebook Da Timido a Vincente
Ebook Soldi, Successo, Salute Ebook Lettura Veloce 3x Ebook Seduzione Ebook NO FUMO Videocorso Seduzione
Videocorso Controllo del Peso & Dieta Videocorso Lettura Veloce & Memoria Dieta 5-Sensi Videocorso Negoziazione & Vendita Videocorso Comunicazione
Visualizzazione post con etichetta infarto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta infarto. Mostra tutti i post

martedì 13 ottobre 2009

CELLULE STAMINALI: STAMINALI ADULTE RIPARANO CUORE


Rimediare ai danni di un infarto con le cellule staminali. Per la prima volta i ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota, Usa) hanno dimostrato l'efficacia terapeutica di cellule adulte pluripotenti indotte.

Si tratta di cellule prelevate da tessuti umani, manipolate in modo da poter generare qualsiasi altro materiale organico e quindi anche le cellule necessarie per riparare le pareti di vasi e cuori danneggiati dall'infarto.

Nello studio apparso su Circulation i ricercatori del centro americano sono riusciti a verificare in laboratorio la possibilita' di auto-trapianti di staminali a partire dalle cellule del tessuto connettivo, i fibroblasti, dello stesso paziente. Riducendo cosi' il rischio di rigetto e il ricorso ai farmaci immunosoppressori. Una metodica finora sperimentata solo per altre tre patologie, Parkinson, anemia falciforme ed emofilia, ma mai nelle malattie coronariche.

''Attraverso questi processi di riprogrammazione dovremmo essere in grado di invertire il destino delle cellule adulte - spiega Andre Terzic, che ha coordinato la ricerca - e di personalizzare le richieste della medicina rigenerativa''.

lunedì 5 ottobre 2009

cuore: CEROTTO DI MUSCOLI RIPARA I DANNI DELL'INFARTO

I ''cuori spezzati'' potranno essere da oggi in poi riparati con uno speciale cerotto. La novita' arriva da una ricerca condotta da un gruppo di scienziati israeliani e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), secondo cui il nuovo bio-cerotto sarebbe in grado, applicato direttamente sul muscolo cardiaco, di eliminare le cicatrici lasciate sul tessuto cardiaco da un attacco di cuore. Il cerotto, si legge nella ricerca, viene coltivato all'interno del tessuto addominale e poi trapiantato nelle aree danneggiate del cuore. Lo studio, condotto finora sui ratti, ha fatto registrare un aumento della dimensione del muscolo nelle aree colpite da infarto e una migliore conduzione degli impulsi elettrici necessari per il funzionamento del cuore che lasciano ben sperare per le applicazioni future.

giovedì 17 settembre 2009

cuore : è possibile rigenerare il tessuto cardiaco grazie all'NRG1


Invertire i danni al cuore causati da difetti congeniti o da attacchi cardiaci. Uno studio, pubblicato su Cell e condotto dai ricercatori del Children's Hospital di Boston, indica nel fattore di crescita, neuregulin1 (NRG1), la possibile via per la rivitalizzazione del tessuto necrotizzato e anche per il recupero della sua funzionalita' cardiaca.

Dopo la nascita i cardiomiociti, ovvero le cellule del muscolo cardiaco, smettono di dividersi e di moltiplicarsi; una volta danneggiato, dunque, il tessuto del cuore non si riforma. Dalla scoperta emerge che la rigenerazione e' possibile, e per di piu' senza necessita' di utilizzare le cellule staminali. Grazie all'NRG1, Bernhard Kuhn e Kevin Bersell sono stati in grado di riavviare il ciclo cellulare stimolando le stesse cellule a creare copie di se stesse: ''Anche se molte teorie si sono concentrate sull'utilizzo delle cellule staminali, il nostro lavoro - spiega Kuhn - suggerisce che le staminali non sono necessarie e che la stimolazione differenziata delle cellule del muscolo cardiaco puo' essere una valida alternativa''.

venerdì 28 agosto 2009

Intelligence Quotient E patologie cardiovascolari : un quoziente intellettivo basso può CAUSARE il 23% di mortalita' in più


Rischio di incorrere in eventi cardiovascolari che possono mettere a rischio la vita? Parte del pericolo dipende dal quoziente di intelligenza, comunemente conosciuto anche come IQ (dall'inglese Intelligence Quotient). Tanto piu' sei intelligente, tanto piu' riesci a scampare il rischio di un attacco di cuore: ad affermarlo e' uno studio pubblicato sull'European Heart Journal da gruppo di ricercatori inglesi dell'Universita' di Glasgow e di Edinburgo guidati da David Batty - che hanno condotto la ricerca per conto della Wellcome Trust e del Medical Research Council - secondo i quali un quoziente intellettivo basso puo' arrivare a determinare il 23% di mortalita' in piu' per patologie cardiovascolari.

Lo studio e' stato condotto su un gruppo di 4289 ex soldati statunitensi, di cui gli studiosi hanno rilevato nel tempo il tipo di dieta seguita, l'attivita' fisica svolta, l'eventuale abitudine al fumo e altri sei fattori di rischio per la malattie cardiache, comprendendo tra questi anche l'intelligenza o la funzione cognitiva (cioe' il quoziente intellettivo). Dai risultati e' emerso che i consumatori a basso reddito e con meno di istruzione avevano un piu' alto rischio di morire a causa di malattie cardiovascolari: ''Esposizioni ambientali e comportamenti connessi alla salute come il fumo, la dieta e l'attivita' fisica, possono spiegare in parte la differenza di insorgenza di rischio cardiovascolari''. Il quoziente intellettivo basso, da solo, ha fatto rilevare un 23% di rischio in piu' di incorrere in patologie cardiache: ''Per questo dato possono essere date diverse spiegazioni - spiega Betty -. Un basso IQ, ad esempio, e' spesso indicatore di trascuratezza e di cattive condizioni di salute di base''.

Un dato, commenta l'esperto, che dovrebbe far riflettere sulla complessita' delle campagne di promozione della salute, per alcuni troppo difficili da comprendere: ''Qualunque sia la spiegazione, i risultati implicano che l'IQ dovrebbe essere considerato con maggiore attenzione in sede di preparazione delle campagne di promozione della salute. I messaggi molte volte possono essere difficili da interpretare''.

mercoledì 3 giugno 2009

infarto: la musica nella terapia post infarto


Crescendo rossiniani come terapia per controllare la pressione arteriosa e come strumento di riabilitazione a seguito di infarto cardiaco: a dimostrarlo e' una ricerca italiana condotta da un gruppo di studiosi dell'Universita' di Pavia coordinati da Luciano Bernardi e pubblicata su Circulation - Journal of the American Heart Association.

Il sistema cardiocircolatorio si ''sintonizza'' con la musica: a un incremento graduale di volume, velocita' ed intensita', corrisponde un maggiore afflusso di sangue al cuore, con conseguente graduale aumento del battito cardiaco, del respiro e della pressione, mentre un abbassamento del volume provoca la reazione opposta, quindi rallentamento del battito, aumento della circolazione periferica e rilassamento.

''Il ritmo della musica ha ripercussioni sul tracciato del sistema cardiovascolare e respiratorio - afferma Bernardi, docente di Medicina Interna all'Universita' di Pavia -.
Questa sua caratteristica e' particolarmente evidente nell'opera lirica. I risultati della nostra ricerca ci hanno permesso di capire come la musica puo' essere utilizzata nella medicina riabilitativa''.