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sabato 8 agosto 2009

ictus: LA GIUSTA PREVENZIONE DIMINUISCE INCIDENZA ICTUS

Adeguati controlli dei fattori di rischio come ipertensione e fibrillazione atriale porterebbero ad avere molte migliaia di casi in meno di ictus in Italia. Lo dimostra la best practice di Sesto Fiorentino in uno studio europeo diretto dall'Istituto nazionale del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e dall'Universita' di Firenze e pubblicato su Stroke, la rivista ufficiale dell'American Heart Association. Una strada anche per ridurre i 3,7 miliardi di euro l'anno di costi dovuti a questa malattia.

I dati dello Studio Eros (European Registers of Stroke), la cui parte italiana e' stata coordinata da Antonio Di Carlo dell'In-Cnr e da Domenico Inzitari dell'Universita' di Firenze, evidenziano come si potrebbe, attraverso la prevenzione, ridurre dell'1% all'anno l'incidenza dell'ictus cerebrale, evitando cosi' che diverse decine di migliaia di persone ne siano colpite nei prossimi 10 anni. La previsione e' stata effettuata utilizzando i dati provenienti da un altro studio epidemiologico nazionale, il progetto ILSA, e i risultati sono pubblicati su Stroke.

Lo studio Eros e' stato effettuato su 2.129 pazienti colpiti da ictus in sei citta' europee: Sesto Fiorentino (Italia), Digione (Francia), Kaunas (Lituania), Varsavia (Polonia), Londra (Regno Unito) e Minorca (Spagna). I tassi annui standardizzati sulla popolazione europea indicano il minimo a Sesto Fiorentino, 101 casi ogni 100.000 uomini e 63 nelle donne, e il massimo a Kaunas, rispettivamente di 239 e 159 casi. I tassi di Spagna sono di 116 e 66, in Francia sono stati di 122 negli uomini e 76 nelle donne, nel Regno Unito di 121 e 78, in Polonia di 147 e 126. Considerevole, dunque, il fatto che la minore incidenza sia in Italia, e che le percentuali piu' basse siano state rilevate nei paesi a Sud, mentre le piu' alte nel Nord-Est europeo, specialmente tra le donne.

''Nel nostro Paese l'ipertensione colpisce oltre il 60% delle persone che hanno superato i 65 anni, che da noi rappresentano il 19,7% della popolazione, una delle piu' alte percentuali a livello mondiale. Eppure un terzo degli anziani ipertesi non e' trattato e circa la meta' dei pazienti trattati non ha un controllo soddisfacente della pressione arteriosa - conclude Di Carlo -. A livello mondiale l'ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte e la prima causa di disabilita' nel soggetto adulto-anziano, con 16 milioni di nuovi episodi registrati ogni anno, 5,7 milioni di morti per anno dovuti a questa patologia e un costo corrispondente a circa lo 0,27% del PIL e al 3% delle spese dei sistemi sanitari nei paesi occidentali''.

La necessita' di contenere la diffusione di questa patologia deriva anche da valutazioni di tipo economico-sanitario. Il Servizio sanitario nazionale sostiene infatti un costo totale stimato in circa 3,7 miliardi di euro, destinato ad aumentare, per assistere il milione circa di italiani sopravvissuti ad un ictus, dei quali circa il 40% presentano livelli di disabilita' da moderata a totale, e i circa 230.000 nuovi casi stimati ogni anno.

venerdì 29 maggio 2009

Nano Share: MONITORAGGIO ATMOSFERA


Ozono, anidride carbonica, particelle inquinanti e perfino raggi cosmici. E' Nano Share a misurare per la prima volta questi preziosi dati atmosferici nella valle del Khumbu. Si tratta di un sofisticato prototipo scientifico testato dalla squadra EvK2Cnr nella valle del Khumbu, e le cui caratteristiche sono state presentate al convegno internazionale ''Mountains, energy, water and food.

The Share project:understanding the impacts of climate change'', che si e' chiuso ieri a Milano.

Il prototipo, destinato a monitorare clima e inquinanti negli ambienti piu' estremi, ha dato ottimi risultati sia nel test a a Syangboche, un promontorio a 3.800 metri di quota incorniciato dalle vette di Everest, Lhotse e Amadablam, sia nel test condotto presso il Laboratorio Piramide, ad oltre 5000 metri di quota. ''Questo box nasce dall'idea - spiega Paolo Bonasoni, ricercatore Isac Cnr ed EvK2Cnr, responsabile del progetto Share - di avere una valigia portatile da trasportare in alta montagna per misurare parametri interessanti e particolari dal punto di vista dell'inquinamento e del clima. Misura infatti gas inquinanti come l'ozono, e ha un contatore ottico per misurare particelle ultrafini, da 0,3 a 15 micron. E' quindi in grado di individuare polveri trasportate qui da molto lontano, per esempio dai deserti dell'Asia o dell'Africa. C'e' poi anche un sensore di CO2 e un dosimetro di radiazione cosmica''.

L'apparecchio, che ha iniziato nei giorni scorsi con successo la prima fase di test in alta montagna, e' gia' stato testato nella camera baroclimatica di Pratica di Mare dell'Aeronautica Militare. Nasce da un'idea Evk2cnr, ed e' stato realizzato a Bologna in ambito Cnr e in collaborazione con il Cnrs.

Il box, in fase di test, ha rilevato per una decina giorni l'atmosfera del Khumbu a 3.800 metri di quota e poi e' stato trasferito al Laboratorio Piramide, dove e' stato reinstallato ad oltre cinquemila metri.

sabato 18 aprile 2009

MERCURIO: Pesci inquinati da mercurio anche nel Mediterraneo


Nonostante una minore presenza di mercurio nel Mediterraneo rispetto agli oceani, anche i pesci del Mare Nostrum ne presentano una certa quantità e la trasformazione che rende possibile l'assorbimento avviene in profondità La denuncia arriva da Nicola Pirrone, direttore dell'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Cnr, con un articolo sulla rivista Limnology and Oceanography, ripreso da «Nature». Il mercurio arriva al mare dalle discariche, dalle emissioni delle centrali a carbone, dagli inceneritori. Sulla salute dell'uomo ha effetti devastanti: può danneggiare le funzioni cerebrali, il Dna e la riproduzione umana.

DISCARICHE - Per limitare i danni, il consiglio dell'esperto del Cnr è di scegliere pesci di taglia piccola, piuttosto che tonni o pesci spada: «Poiché, dal momento che il mercurio si bioaccumula - spiega Pirrone - la quantità presente nella carne dipende dalla dimensione e dall'età del pesce: una volta ingerito, questo inquinante si espelle difficilmente. Quindi più é grosso il pesce, e più tempo ha avuto per accumulare il metallo più ne conterrà ».
«É vero che i pesci grossi sono quelli più "a rischio"- conferma Andrea Ghiselli, ricercatore dell'Inran(Istituto nazionale Alimenti e Nutrizione) di Roma- ma i valori di mercurio rintracciati nel Mediterraneo non sono tali da destare grosse preoccupazioni per la salute di una persona con un'alimentazione sufficientemente variata, che preveda quindi il pesce, ma non tutti i giorni: due-tre volte alla settimana sono sufficienti». «Altro accorgimento da adottare» prosegue l''esperto, «è poi quello di cambiare ogni volta il pese, non mangiando quindi ogni volta tonno o altri pesci di grossa taglia». «Seguendo questi criteri» conclude il nutrizionista, «non ci dovrebbero essere problemi».

sabato 11 aprile 2009

Terremoto: probabilita IN ABRUZZO era alta


Centro sismologia Ue, scossa piu' disastrosa mondo da inizio 2009

(ANSA) - ROMA, 11 APR - Era alta la probabilita' che si verificasse una scossa di magnitudo superiore a 5.3 nella zona interessata dal terremoto del 6 aprile. In base ad un modello probabilistico del Cnr, la probabilita' era del 30%, una percentuale tra le piu' alte nella scala del modello. Secondo il Centro di sismologia europeo la scossa del 6 aprile e' stata la piu' forte registrata quel giorno in tutto il mondo e, dall'inizio dell'anno, nessun terremoto nel mondo ha provocato un numero cosi' alto di vittime.