Ebook Difesa Personale Ebook Gestione del Tempo Ebook Scacco alle Bugie Ebook I Segreti per Parlare in Pubblico Ebook Migliora la Tua Vita
Ebook Promossi Ebook Le 7 Regole della Felicita' Ebook Esami No Problem Ebook SessualMente Ebook Da Timido a Vincente
Ebook Soldi, Successo, Salute Ebook Lettura Veloce 3x Ebook Seduzione Ebook NO FUMO Videocorso Seduzione
Videocorso Controllo del Peso & Dieta Videocorso Lettura Veloce & Memoria Dieta 5-Sensi Videocorso Negoziazione & Vendita Videocorso Comunicazione
Visualizzazione post con etichetta scienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scienza. Mostra tutti i post

sabato 10 ottobre 2009

Parkinson: Due geni legati al funzionamento dei mitocondri potrebbero fermare lo sviluppo del Parkinson

Due geni legati al funzionamento dei mitocondri potrebbero fermare lo sviluppo del Parkinson: e' quanto emerge dallo studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry dai ricercatori della Ludwig Maximilians Universitat di Monaco di Baviera, in Germania. Dalla ricerca e' emerso che il Parkinson - causato dalla degenerazione dei neuroni che secernono dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nel controllo dei movimenti - e' associato anche a una riduzione dell'adenosina trifosfato (una sostanza prodotta dai mitocondri che influisce sulla vita delle cellule) e che l'azione congiunta di due geni, Pink1 e Parkin, protegge proprio la funzione mitocondriale (e quindi le cellule). Gli studiosi hanno osservato che la perdita o la disfunzione di uno dei due geni puo' danneggiare i mitocondri che, a loro volta, producono meno trifosfato adenosina, danneggiando le cellule.

''I nostri risultati - spiega Konstanze Winklhofer, che ha guidato la ricerca - confermano il potenziale neuroprotettivo in particolare del gene Parkin, che sembra in grado di compensare le disfunzioni di Pink1, mentre non avviene il contrario''.

martedì 1 settembre 2009

ROSSO: COLORE DELLA VITTORIA

Chi veste di rosso vince. Non e' una leggenda metropolitana ma una verita'. A dimostrarlo una ricerca condotta da alcuni psicologi dello sport dell'Universita' di Muenster in Germania, secondo cui l'esposizione a certi colori puo' avere un effetto significativo sul modo di pensare e di agire. Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno fatto vedere dei video-clip di combattimenti a 42 arbitri. Hanno poi manipolato digitalmente gli stessi clip in modo che i colori dell'abbigliamento venissero cambiati. E' emerso che i concorrenti vestiti di rosso venivano premiati con una media del 13% superiore rispetto a quelli vestiti di blu.

L'influenza del colore sui successi sportivi era gia' stata messa alla luce nel 2004 da due antropologi evoluzionisti Russell Hill e Robert Barton della Durham University (UK).

Analizzando le gare delle Olimpiadi di Atene 2004, i due scienziati avevano dimostrato come il colore del vestito degli atleti ne influenzasse il risultato: quasi il 55% delle gare era stato vinto da concorrenti vestiti di rosso.

venerdì 28 agosto 2009

CO2: 100.000 alberi artificiali potrebbe assorbire le emissioni di CO2 del PIANETA


Una foresta di 100.000 alberi «artificiali» potrebbe assorbire le emissioni di carbonio della Terra. È la conclusione di uno studio presentato dagli scienziati inglesi dell'Institution of Mechanical Engineers per proteggere il pianeta dal riscaldamento globale e per ridurre le emissioni di CO2.

«Il primo problema è raffreddare il pianeta, il secondo è eliminare l'anidride carbonica dall'atmosfera», ha spiegato il responsabile della ricerca, Tim Fox. Gli scienziati quindi hanno progettato degli alberi in grado di catturare l'anidride carbonica dall'aria attraverso un filtro e di trattenerla; il CO2 sarebbe poi rimosso e conservato. Gli alberi artificiali sono già in una fase molto avanzata di progettazione e in breve tempo potrebbe essere avviata una produzione di massa.

Gli scienziati hanno valutato centinaia di opzioni per ridurre le emissioni di CO2, e, oltre alla creazione di alberi artificiali, hanno ipotizzato altri due progetti realizzabili con le tecnologie attualmente disponibili: l'installazione di contenitori di alghe negli edifici in grado di ridurre l'anidride carbonica durante la fotosintesi e l'installazione di specchi sui tetti degli edifici, in modo da riflettere la luce del Sole nello spazio e da evitare il surriscaldamento della Terra. Tutte e tre le ipotesi richiedono ulteriori ricerche. Per questo, gli scienziati dell'Institution of Mechanical Engineershanno chiesto al governo britannico di investire 10 milioni di sterline per analizzare i costi e i benefici di tali progetti.

martedì 11 agosto 2009

evoluzione umana: I nostri antenati scesero dagli alberi gia' bipedi


I nostri antenati scesero dagli alberi gia' bipedi. Lo afferma uno studio Usa.Lo studio ha esaminato le ossa del polso di scimpanze', gorilla e fossili dei primi ominidi ed e' emerso che la camminata sulle nocche, quella dei primati insomma, non apparterrebbe ai nostri antenati che sarebbero scesi dagli alberi gia' bipedi. Servira'forse ridisegnare l'iconografia dell'evoluzione dell'uomo che mostra uno scimmione che cammina a 4 zampe.
fonte: Ansa

domenica 12 luglio 2009

ebola: Scoperto nelle Filippine, il virus riscontrato nei maiali, potrebbe mutare riscontrato nei maiali


Scoperto nelle Filippine, il virus potrebbe mutare

Per la prima volta un caso di Ebola e' stato riscontrato nei maiali. La scoperta, pubblicata su Science, e' avvenuta nelle Filippine. Il fatto preoccupa gli scienziati dal momento che il virus, diagnosticato finora solo negli uomini e nelle scimmie, potrebbe mutare e spostare il suo potenziale di patogenicita', diventando un pericolo maggiore per l'uomo. Le analisi mostrano che gli animali sono stati infettati con ceppi del virus molto varianti.

venerdì 26 giugno 2009

INFLUENZA: STUDIO, RISCHIO PER UOMO DA VIRUS H1 E H3 DI ORIGINE ANIMALE


I ceppi influenzali H1 e H3 di origine animale potrebbero avere un potenziale pandemico in grado di superare le barriere immunitarie dell'uomo. I risultati di una ricerca congiunta condotta da un team di ricercatrici guidato da Ilaria Capua dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova ed Elisa Vicenzi dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, pubblicata oggi sulla rivista americana, open access PLoS Pathogens, rivoluzionano uno dei capisaldi delle conoscenze sulla genesi delle pandemie influenzali.

Era opinione consolidata, e fino ad oggi indiscussa, che gli anticorpi indotti dai virus dell'influenza stagionale sarebbero stati protettivi nei confronti di virus H1 e H3 di origine animale. E' noto, infatti, che la maggior parte della popolazione mondiale possiede anticorpi contro i sottotipi H1 e H3 a causa di precedenti esposizioni a virus stagionali o grazie alle vaccinazioni. La ricerca dimostra che queste difese non proteggono dai virus H1 e H3 di origine animale.

Un virus pandemico per diffondersi nella popolazione deve trovare degli ospiti ''scoperti'' dal punto di vista immunitario; proprio per questo il virus dell'aviaria ha preoccupato molto la comunita' scientifica. Infatti, questo virus, pur essendo di un sottotipo diverso (H5) rispetto ai virus influenzali umani stagionali (H1 e H3), avrebbe trovato una popolazione vulnerabile dal punto di vista immunitario e percio' avrebbe potuto generare una pandemia. Cio' fino ad oggi non si e' verificato perche' il virus H5 non ha ''imparato'' a trasmettersi da uomo a uomo, mentre e' stato recentemente dichiarato pandemico, seppur a bassa mortalita', il virus suino H1N1.