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domenica 9 agosto 2009

CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA: NO AL NUCLEARE ALL'ELBA


''No Nuke''. E' la scritta nero su giallo che si legge sullo striscione aperto lungo la fiancata di Goletta Verde, approdata questa mattina a Portoferraio.

Uno messaggio breve, ma efficace, che segna l'inaugurazione della tappa elbana dell'imbarcazione ambientalista. A circa un mese dall'approvazione definitiva del ddl sullo sviluppo che riapre ufficialmente l'era del nucleare in Italia, Goletta Verde accende i riflettori sulla questione dell'atomo, ribadendo il suo ''No'' ad una scelta energetica che Legambiente definisce ''preistorica, insicura, inquinante, costosa, in declino e senza senso. Non solo ad oggi restano irrisolti i problemi di sicurezza e scorie legati alle centrali nucleari - sottolineano gli ambientalisti - ma esistono alternative concrete, sicure, efficaci e a portata di mano per la produzione di energia pulita. Vincere la sfida tecnologica offerta dalle energie rinnovabili, per altro, permette di affrontare la crisi economica globale sfruttando la grande opportunita' occupazionale della green economy''.

Anche in Toscana - si legge in un comunicato - come in ogni regione toccata finora dalla Goletta Verde, e a maggior ragione dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano in cui, sin dagli anni Settanta, le mappe Cnen e quindi dell'Enea individuano il possibile sito per la realizzazione di una centrale nucleare nonche' per il deposito nazionale delle scorie radioattive, Legambiente promuove ''Per il Clima, contro il nucleare'', la campagna per un sistema energetico moderno, pulito e sicuro, sul quale hanno gia' scelto di investire diversi Paesi industrializzati.

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venerdì 10 luglio 2009

centrali nucleari in italia: UMBRIA E MARCHE NON LE VOGLIONO


Rimane ferma la posizione dell'assessore regionale all'ambiente delle Marche, Marco Amagliani, sul fronte del no al nucleare dopo che il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sullo sviluppo con il conseguente ritorno all'energia nucleare.

''Da sempre - ha sottolineato Amagliani - sostengo che il mio rifiuto al nucleare non e' dovuto ad un preconcetto, bensi' ad un'attenta analisi costi-benefici. L'uranio, risorsa scarsissima nel nostro Pianeta e presente in pochi paesi del mondo, sara' esaurito nel giro di 20 anni. Il tempo presunto che servira' all'Italia per costruire le centrali individuate dal governo. Per non parlare dei costi elevatissimi che dovra' sostenere la collettivita' per la realizzazione di nuovi insediamenti''.

''Il Nucleare, come detto piu' volte - ha aggiunto l'Assessore - e' una scelta anti-economica, pericolosa e anacronistica. Il Governo nazionale ostacola, invece di incentivare le fonti alternative, promuovendo il nucleare a scapito degli impianti che utilizzano le fonti rinnovabili.
La politica energetica del Governo regionale e' e rimane ben diversa da quella nazionale. Il Piano Energetico Ambientale Regionale, approvato gia' quattro anni fa, sta dando risultati oltre le aspettative. I tre grandi assi strategici stabiliti nel PEAR, risparmio energetico, fonti rinnovabili e produzione distribuita sul territorio, sono quelli che ora permettono di ridurre il deficit elettrico regionale, creare nuovi investimenti, nuovi posti di lavoro e, non meno importante, permettono di evitare l'immissione in atmosfera di migliaia di tonnellate di gas responsabili del surriscaldamento del pianeta.

Anche in Umbria il ritorno al nucleare e' stato considerato come 'scelta folle'. Oliviero Dottorini capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, ha commento negativamente l'approvazione al Senato del ddl Sviluppo che di fatto riapre la strada all'energia atomica e torna a riproporre la mozione gia' presentata dai Verdi e civici alcuni mesi fa. ''Quella del nucleare - ha detto - e' una scelta ideologica e perdente, che non produrra' risultati se non quello di riportare il nostro paese al medioevo energetico''.

Il capogruppo dei Verdi ha chiesto che l'Umbria ''ribadisca la propria indisponibilita' ad accogliere centrali atomiche nel proprio territorio. Non e' pensabile che oggi, quando l'intero pianeta sembra inoltrarsi verso politiche economiche ambientalmente sostenibili, vi sia ancora chi pensa di tutelare i grandi gruppi economici danneggiando un tessuto economico diffuso e gia' operante nel territorio''.

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giovedì 28 maggio 2009

centrali nucleari : GOVERNO USI CARRARMATI PER ENTRARE IN PUGLIA


''Attendo di sapere dove Berlusconi vuole riprendere l'avventura nucleare in Italia. Se pensano alla Puglia, pensano male. Se gli viene in mente la Puglia, suggerisco al Governo di dotarsi dell'ultima generazione di carrarmati per entrare nella mia Regione''. E' quanto ha affermato il governatore della Puglia e leader di Sinistra e Liberta' Nichi Vendola sul rilancio del nucleare da parte del Governo che dovra', come prima mossa, individuare i siti per le nuove centrali.

Parlando ai microfoni di Ecoradio, Vendola ha voluto anche rispondere sul tema del disegno di legge di iniziativa popolare, proposto da Berlusconi, per ridurre il numero dei parlamentari. ''Ci sono tutti i numeri per fare rapidamente questa riforma. - ha detto il governatore - La verita' e' che Berlusconi cerca di cavalcare con atteggiamenti populisti la polemica contro la casta. Fingendo di non essere lui il rappresentare piu' autorevole della casta. Il dispotismo pare nelle corde di questa versione di Silvio Berlusconi. Penso pero' che sia iniziata una irresistibile discesa di Berlusconi. Il berlusconismo comincia ora a vivere una stagione di fibrillazione, potrebbe inciampare su se stesso e ruzzolare giu'''.

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