Ebook Difesa Personale Ebook Gestione del Tempo Ebook Scacco alle Bugie Ebook I Segreti per Parlare in Pubblico Ebook Migliora la Tua Vita
Ebook Promossi Ebook Le 7 Regole della Felicita' Ebook Esami No Problem Ebook SessualMente Ebook Da Timido a Vincente
Ebook Soldi, Successo, Salute Ebook Lettura Veloce 3x Ebook Seduzione Ebook NO FUMO Videocorso Seduzione
Videocorso Controllo del Peso & Dieta Videocorso Lettura Veloce & Memoria Dieta 5-Sensi Videocorso Negoziazione & Vendita Videocorso Comunicazione

lunedì 6 luglio 2009

FOTOVOLTAICO: Casella Liguria, SI realizzerà la più grande centrale fotovoltaica del Nord Italia.


Sono partiti a Casella i lavori per la realizzazione della più grande centrale fotovoltaica del Nord Italia. L'impianto sorgerà a circa 400 metri d'altitudine nella zona che costeggia il torrente Scrivia e sarà costruito all'interno di due edifici già esistenti alti 12 metri per una superficie complessiva sfruttabile di 36 mila metri quadri. L'operazione, promossa dall'Istituto Ligure Mobiliare, società finanziaria genovese, prevede un investimento complessivo di 8 milioni di euro. L'opera consentirà di sfruttare 2,3 megawatt annui di energia pulita e risparmiare così fino a 476 tonnellate di petrolio all'anno. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria elettrica dell'Università di Genova e con lo studio di architettura Alessandro Savioli.

Arsenali nucleari: intesa Usa-Russia sul disarmo nucleare


Russia e Usa hanno trovato un accordo sulla dichiarazione d'intenti che verra' firmata oggi dal presidente Barack Obama e dal collega Dmitry Medvedev sulla riduzione dei loro arsenali strategici e il rinnovo del trattato Start di controllo sulle armi atomiche. A renderlo noto l'agenzia Interfax. ''E' stato concordato il testo del documento'', ha aggiunto l'agenzia citando una fonte del ministero degli Esteri russo a poche ore dall'arrivo del presidente Obama a Mosca per la storica visita che puntera' a rilanciare i rapporti bilaterali tra i due Paesi.

Gli Stati Uniti e la Russia hanno trovato l’accordo sul testo che getta le basi per il negoziato di un trattato di riduzione delle armi nucleari. Lo ha annunciato l’agenzia Interfax. Il trattato, che entrambe le parti sperano di concludere per la fine dell’anno, sostituirà l’attuale Start del 1991, che scade a dicembre. L’intesa, che era già stata preannunciata, sarà formalmente firmata da Barack Obama e Dimitry Medvedev oggi al Cremlino e darà così il vià ai negoziatori per mettere a punto il trattato proprio per la firma a dicembre.

Conferme americane La notizia è stata confermata anche da fonti diplomatiche
russe e statunitensi. I negoziati sono andati avanti fino a tarda notte. Oggi arriva a Mosca Obama per la sua prima visita in Russia, che dovrebbe rilanciare le relazioni bilaterali deteriorate negli ultimi due anni. Obama - che viaggia accompagnato dalla moglie e dalle figlie Sasha e Malia - atterrerà a Mosca alle 13,20 ora locali (quando in Italia saranno le 11,20). Dopo una breve tappa al monumento del Milite Ignoto per deporre una corona di fiori, il presidente Usa si recherà al Cremlino per incontrare il presidente Medvedev. La Casa Bianca ha annunciato domenica, tramite il suo coordinatore per le questioni legate alle armi di distruzione di massa, Gary Samore, che conta nell’annuncio dell’accordo, ma non è entrata nei particolari dei tagli previsti nel trattato.

Il summit Medvedev e Obama affronteranno anche temi legati all’Iran, all’Afghanistan, alla Corea del Nord e all’economia mondiale. I due leader, che termineranno l’incontro, con una conferenza stampa e una cena, potrebbero anche sottoscrivere un accordo per consentire il passaggio sul territorio russo dei rifornimenti per le truppe statunitensi in Afghanistan. Obama avrà domani una colazione di lavoro con il premier, Vladimir Putin e incontrerà Mickhail Gorbaciov.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, CONTINUA A DILAGARE IL CONTAGIO


In Italia sono 146 i casi confermati di nuova influenza umana A/H1N1 secondo l'ultimo bollettino del ministero della Salute, risalente al 4 luglio scorso, giorno in cui sono stati confermati gli ultimi 16 casi.

A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 sono complessivamente 89.921 e i decessi sono 382. In particolare, vittime sono state registrate in Argentina, 1.587 casi confermati e 26 decessi; Australia, 4.568 casi confermati e 9 decessi; Brasile, 737 casi confermati e 1 decesso; Canada, 7.983 casi confermati e 25 decessi; Cile, 7.386 casi confermati e 14 decessi; Colombia, 101 casi confermati e 2 decessi; Costa Rica, 227 casi confermati e 2 decessi; Filippine 1709 casi e 1 decesso; Guatemala, 254 casi e 2 decessi; Honduras, 123 casi confermati e 1 decesso; Messico; 10.262 casi e 119 decessi; Regno Unito, 7447 casi e 1 decesso; Repubblica Domenicana, 108 casi e 2 decessi; Spagna, 760 casi confermati e 1 decesso; Stati Uniti, 33.902 casi confermati e 170 decessi.

LEGGI ANCHE:
INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, IL VIRUS ORA RESISTE AI FARMACI

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, ALLERTA PER LE GRAVIDANZE

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS
.

domenica 5 luglio 2009

FERTILITà: sesso quotidiano aumenta la fertilità


Dedicato agli aspiranti papà. Non è vero (come spesso si sente dire) che in vista di un auspicabile concepimento è preferibile per l’uomo astenersi per qualche giorno dai rapporti sessuali, al fine di rendere lo sperma «più potente» al momento giusto: secondo uno studio australiano sarebbe vero esattamente l’opposto, ossia che fare sesso quotidianamente rende gli spermatozoi più forti e potenzialmente aumenta la fertilità.

LO STUDIO - Tra i numerosi studi presentati nel corso del 25esimo convegno annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology (Eshre), in corso ad Amsterdam, vi è infatti quello realizzato dal dottor David Greening, ostetrico e ginecologo di Sydney, che ha appunto condotto un’indagine sulla fertilità maschile correlata alla frequenza eiaculatoria dalla quale emerge che un’attività sessuale continuativa riduce la percentuale di danni al Dna del liquido seminale. Così i dati raccolti da Greening dimostrano che - nonostante eiaculazioni frequenti si traducano effettivamente in una riduzione della quantità del seme e della sua concentrazione - l’astinenza non influisce in alcun modo sulla qualità dello sperma, e che anzi la motilità degli spermatozoi aumenta significativamente. «Resta da verificare, tramite ulteriori indagini, se effettivamente la migliore qualità del seme si traduce in percentuali più alte di fecondazioni, sia naturali che in vitro» ha spiegato il ricercatore australiano, che ha tuttavia sottolineato come studi precedenti abbiano già provato la correlazione tra minor danno al Dna degli spermatozoi e percentuale di gravidanze riuscite.

I DATI - L’analisi è stata condotta su un campione di 118 uomini con un Indice di Frammentazione del Dna Spermatico (DIF) superiore al 15 per cento (ovvero di qualità non eccellente). Dopo 7 giorni di test, nell’81 per cento dei soggetti campione è stata misurata una diminuzione dei danni al Dna pari al 12 per cento. Secondo Greening, quindi, al fine di ottenere la fecondazione, l’ideale sarebbe avere eiaculazioni quotidiane per sette giorni di fila in vista del giorno «buono», ovvero quello in cui si suppone vi sia l’ovulazione. Un accorgimento, questo, che potrebbe rivelarsi particolarmente utile soprattutto per le coppie in cerca di gravidanza che si rivolgono alla fecondazione assistita.

ULTIMA SIGARETTA NEGLI STATI UNITI NEL 2047


Nel 2047 negli Stati Uniti si potrebbe fumare l'ultima sigaretta. O almeno questo e' il proposito del presidente Barack Obama, che il 22 giugno ha firmato un progetto di legge per concedere alla Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, l'autorita' di regolamentazione nel tabacco.

Questa firma, spiegano gli esperti Michael Fiore e Timothy Baker - rispettivamente regista e direttore associato della University of Wisconsin-Madison Center per la ricerca e l'intervento del tabacco (UW-CTRI) - e' un fatto storico e rappresenta un passo in avanti decisivo nell'eliminazione dell'uso del tabacco negli Usa.

I due esperti hanno recentemente pubblicato sull'American Journal of Public Health lo studio ''Accelerating Progress in the 100-Year War Against Tobacco Addiction in the United States'' (Accelerare i progressi compiuti in 100 anni di guerra contro la dipendenza dal tabacco negli Stati Uniti), in cui hanno analizzato i dati relativi al fumo negli Stati Uniti a partire dal 1960, ai tempi del primo sistema di monitoraggio sui tassi di tabagismo, fino a oggi. Dai dati del Centers for Disease Control and Prevention, spiegano Baker e Fiore, emerge che dal 1965 a oggi il numero di fumatori e' in costante diminuzione, e che con opportune iniziative legislative e campagne informative entro il 2047 si potrebbe spegnere l'ultima sigaretta. Nel loro articolo, Baker e Fiore hanno chiesto all'FDA di restringere ulteriormente le norme esistenti: tra le richieste, rafforzare le avvertenze sanitarie sugli imballaggi dei tabacchi, esplicitare maggiormente le informazioni sui contenuti dei prodotti e vietare termini come ''leggero'' e ''mild'' per descrivere sigarette.

sabato 4 luglio 2009

PERNICE BIANCA a RISCHIO ESTINZIONE

Chiudere la caccia alla pernice bianca su tutto l'arco alpino per salvarla dall'estinzione e' la formale richiesta fatta in questi giorni dal WWF Italia.

La richiesta e' rivolta alle Regioni e alle Province che proprio in questo periodo stanno formulando i nuovi calendari venatori per la stagione che partira' in settembre.

La pernice, specie simbolo delle Alpi, mostra da molti anni una grave difficolta' con una diminuzione, spesso drastica, con popolazioni quasi completamente costituite da nuclei isolati.

Il principale problema della specie sembra essere legato ai cambiamenti climatici in corso, soprattutto in relazione alla diminuzione della nevosita', ma alcuni altri fattori sono indicati nella bibliografia scientifica come importanti cause di questa situazione: tra questi il prelievo venatorio, il cui significativo impatto va certamente sommato ad altre cause di declino, come ad esempio l'aumentata accessibilita' dei comprensori di alta quota, lo sviluppo di nuovi impianti sciistici e l'escursionismo invernale e primaverile non regolamentato.

Sono le stesse associazioni di cacciatori ad ammettere con preoccupazione la grave rarefazione della specie, cosi' come la confermano tutti i censimenti effettuati. Negli ultimi anni alcune Province, come Como, Lecco e Bergamo, hanno autonomamente chiuso la caccia alla specie a causa della bassissima consistenza numerica.

venerdì 3 luglio 2009

Hb-Sia: Solar Impulse, aereo a energia solare


L'avventuriero svizzero ha presentato il primo aereo alimentato ad energia solare grazie a miriadi di celle sulle ali. Nel 2012 attraverserà l'Atlantico

Nuova impresa per l’avventuriero svizzero, Bertrand Piccard, famoso per aver girato il mondo in mongolfiera nel 1999. Il medico e psichiatra elvetico di 51 anni, nipote di Auguste Piccard che nel 1931 si fece chiudere in una bolla di metallo e salì a quota 16 chilometri per studiare i raggi cosmici, figlio di Jacques che nel 1960 era sceso nella Fossa delle Marianne, ha presentato nell’hangar dell’aeroporto militare di Duebendorf, vicino a Zurigo, la sua ultima invenzione.

Il progetto di questo velivolo particolarissimo, le cui ali sono avvolte da 11.628 celle solari in grado di generare una potenza di 40 cavalli e di portarlo a una velocità media di 70 Km/h, parte da lontano: ha mosso i primi passi nel 2003 con uno studio di fattibilità e quello stesso anno la notizia è stata lanciata in tutto il mondo. Fra il 2004 e il 2006 è stato sviluppato il concept; fra il 2007 e il 2009 è stato progettato e prodotto il prototipo Hb-Sia (di 61 metri). E nel 2010 è previsto il test di volo e la prima notte di volo. Ma non solo.

Nel 2011 sarà costruito il velivolo HB-SIB (di 80 metri). Infine nel 2012 sarà compiuta la prima missione di più giorni attraversando l’oceano Atlantico e il giro del mondo in cinque tappe. Il prototipo Hb-Sia, che viene presentato oggi a Dubendorf in Svizzera, ha una apertura alare di 61 metri. È equipaggiato di una cabina non pressurizzata per convalidare le tecnologie selezionate. In occasione della prima missione il test pilota rileverà questo aereo con questa sproporzionata apertura d’ali per esaminare le caratteristiche del volo. Si dovrà dimostrare la fattibilità di un volo notturno per un aereo solare.

Mai prima d’ora un velivolo di questo tipo era riuscito a volare di notte con un pilota a bordo e questa missione di 36 ore sarà la prima in assoluto. Nel 2011 sarà costruito un aereo con un’apertura alare di 80 metri e con una cabina pressurizzata che consentirà missioni non stop, di lunga distanza, la traversata continentale e quella dell’oceano Atlantico, prevista per l'anno seguente.

Adesso con l’aiuto di Solvay, Omega e Deutsche Bank ha co­struito Solar Impulse, l’aereo solare con il quale tenterà nel 2012 di circumnavigare il glo­bo. Realizzarlo è stata una sfi­da dell’ingegneria partita dal Politecnico di Losanna ed alla quale hanno collaborato cento specialisti. Le celle solari tap­pezzano le ali e caricano le bat­terie che azionano i quattro motori ad elica.

«Se un aereo è in grado di volare giorno e notte senza combustibile, alimentato solo dall’energia solare, — afferma Bertrand — nessuno può dire che sia impossibile realizzare la stessa cosa con le automobi­li, con gli impianti di riscalda­mento delle case o con i com­puter. Questo progetto da vo­ce alla nostra convinzione che uno spirito pionieristico unito ad una visione politica, siano in grado di cambiare la società e liberarci dalla dipendenza dei combustibili fossili». E lo scopo di Solar Impulse? «È un modo per dimostrare che lo sviluppo delle energie rinnovabili possono diventare una conquista entusiasmante. Ciò che possiamo fare in cielo è trasferibile sulla Terra unen­do ecologia ed economia».

INFLUENZA SUINA: Italia a rischio pandemia!!!


Fazio: «Il virus potrebbe diffondersi in maniera significativa.
Il virus A(H1N1) della nuova influenza ha contagiato 89.921 persone in 125 Paesi, facendo 382 morti. Lo ha reso noto l'Organizzazione mondiale della sanita'. Dall'ultimo bilancio diffuso mercoledi' dall'agenzia sanitaria dell'Onu, sono stati registrati 12.720 nuovi casi ufficiali e 50 decessi. Nuovi contagi si sono verificati a Malta, in Bosnia, ad Aruba, Palau e Uganda. L'aumento piu' forte e' stato registrato negli Stati Uniti con 6.185 nuovi casi (tra cui 43 vittime). E' salito cosi' a 33.902 (170 morti) il bilancio della nuova influenza negli Usa. In Messico, invece, e' stato registrato un aumento di 1.582 infezioni (tre morti) che ha portato a 10.262 il numero totale dei casi di contagio (119 morti).

- Sono stati confermati fino a questa mattina, altri 16 nuovi casi IN ITALIA 146 IN TOTALE dal Laboratorio di Riferimento dell'Istituto Superiore di Sanita' di infezione da nuovo virus dell'influenza umana A H1N1. Lo riferisce il ministero della Salute in una nota.

«Nessun allarmismo». Ma anche in Italia la diffusione della nuova influenza A/H1N1 nelle prossime settimane potrebbe raggiungere lo stato della pandemia di livello 6 e «arrivare in maniera significativa come sta succedendo in Gran Bretagna», dove sono stati annunciati centomila nuovi casi di influenza A al giorno entro la fine di agosto. A sostenerlo, interpellato da Apcom, è il vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio. «Al di là dei 16 casi confermati oggi (venerdì, ndr) in Italia, in tutto il mondo si attende la pandemia del virus: finora siamo stati al livello del contenimento, ma è possibile che il virus arrivi anche da noi in maniera significativa, come sta avvenendo in Gran Bretagna», ha detto Fazio. «Essendo una pandemia - ha continuato - queste stime sono tali per tutti i paesi: finora la diffusione è stata leggera, senza preoccupazioni e abbiamo messo in atto misure di contenimento. Ma ora la pandemia è al livello 6 e teoricamente si passa dal contenimento alle misure terapeutiche per le persone infette a livello grave». «SIAMO PRONTI» - Anche l'Italia ha delle stime sui casi futuri, ma «le stiamo aggiornando sulla base di proiezioni dell’Istituto superiore di sanità che dipenderanno dallo sviluppo negli altri paesi: è inutile dire cifre che possano allarmare la popolazione. Noi siamo già pronti con gli antivirali e con i vaccini quando ci saranno». Quanto ai decessi negli altri Paesi dovuti alla nuova influenza, il vice ministro rassicura: «Il virus ha un tasso di mortalità di meno dell'uno per mille, meno della metà di quella stagionale che è del 2/5 per mille. Continua quindi a essere molto leggera». Fazio ha infine annunciato che lunedì e martedì prossimo sarà in Svezia per un consiglio dei ministri europei della salute nel quale si discuterà proprio di nuova influenza. NUOVI CASI - Come riferito da Fazio, sono 16 i nuovi casi segnalati in Italia: sette sono stati registrati in Puglia. Si tratta di un bambino di 4 anni, di un uomo di 21 anni e di altri cinque parenti. Altri tre casi - un uomo di 47 anni, un ragazzo di 16 e un ragazzo di 18 - si sono ammalati in Toscana. Sono stati registrati un nuovo caso nel Lazio - una 49enne -, due nuovi casi in Lombardia - una ragazza di 19 anni e a una di 24 - e altri due casi - un 34enne e un bimbo di 6 anni - in Emilia Romagna. Il totale in Italia sale così a 146

LEGGI ANCHE:
INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, IL VIRUS ORA RESISTE AI FARMACI

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, ALLERTA PER LE GRAVIDANZE

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS
.

giovedì 2 luglio 2009

biocarburanti: ALGHE MAIS PAGLIA, GIà Nei distributori Shell di Ottawa, si può comprare benzina contenente il 10% di etanolo ricavato dalla paGLIA

DRESDA (GERMANIA) - Tornano i biocarburanti, con una nuova formula. In questi giorni, nei distributori Shell di Ottawa, è possibile acquistare una benzina contenente il 10% di etanolo ricavato dalla lavorazione di residui vegetali grezzi come la paglia, ricchi di cellulosa, ma privi di alcun valore alimentare. In pratica le biomasse sono ridotte in frammenti, disidratate e riscaldate velocemente: in questo modo si rompono i legami molecolari e si forma un olio che, raffinato, diventa etanolo. Carburante a tutti gli effetti.

NOVITA' ASSOLUTA - E’ la prima volta al mondo che un biocarburante di seconda generazione esce dai laboratori di ricerca per arrivare direttamente alla pompa (ma è stato utilizzato anche lo scorso 13 giugno alla 24 ore di Le Mans), una soluzione che, secondo la Shell, consente di ridurre, rispetto all’etanolo ricavato dal mais, le emissioni di CO2 nell’intero ciclo produttivo del 90%. Una strategia “verde” emersa anche durante la tavola rotonda “Towards a New Energy Future: Innovation and the Next Generation” di Dresda dalle parole di Paul Snaith, vice president marketing & technology Shell Global Solutions: «Benzina e gasolio non spariranno, ma nei prossimi anni il cambiamento, anche se in ritardo, ci sarà: noi prevediamo per esempio che nel 2020 più del 15% delle nuove auto sarà elettrica o ibrida “plug-in”, con percentuali più elevate nei paesi in via di sviluppo come la Cina». Per i biocarburanti che oggi non arrivano all’1% del mercato mondiale dei carburanti, invece, prosegue Snaith, “crediamo che nei prossimi dieci anni questa percentuale possa arrivare al 7-10%”.

COINVOLTA LA CINA - Per questo, oltre all’etanolo di seconda generazione prodotto in Canada insieme alla Iogen, Shell ha siglato solo l’anno scorso ben otto partnership di ricerca, di cui due con la Cina. In particolare, ha sottolineato Paul Snaith, «ci stiamo concentrando anche su soluzioni innovative come quella di biofuel prodotti dalla alghe marine (vedi la joint venture Cellana)». Tutto pronto quindi? «Passerà ancora un po’ di tempo prima che gli automobilisti possano acquistare la benzina contenente biocarburante di seconda generazione presso le stazioni di servizio, ma stiamo lavorando con le istituzioni per far sì che la produzione di grandi quantitativi sia accessibile» ha affermato Greame Sweeny, Shell Executive Vice President Future Fuels CO2.

IL PROBLEMA DA RISOLVERE - Produrre biocarburanti costa molto: il biodiesel generato dalle alghe, per esempio, diventa competitivo con il tradizionale gasolio solo se il prezzo del barile arriva a 800 dollari (oggi è a 70 dollari). E’ chiaro dunque che, senza degli incentivi in grado di far partire le economie di scala e ridurre i prezzi, il futuro dei biocarburanti potrebbe essere ancora una volta lontano e incerto.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, IL VIRUS ORA RESISTE AI FARMACI


Rilevato ad Osaka in Giappone, non reagisce al Tamiflu

TOKYO (GIAPPONE) - Il virus della nuova influenza sta mutando. Il ministero della Salute giapponese ha infatti reso noto l'identificazione del primo caso di utmazione del virus H1N1, resistente all'antivirale Tamiflu. L'episodio è stato rilevato in un uomo che ha contratto la nuova influenza nella prefettura di Osaka. Questo caso si aggiunge a quello segnalato mercoledì dall'Oms di un caso isolato in Danimarca di malato affetto da un virus farmaco resistente.

INFLUENZA SUINA: IN Gran Bretagna POSSIBILI 100 MILA CASI AL GIORNO ENTRO AGOSTO


Oltre 100.000 nuovi casi di influenza A potrebbero essere registrati ogni giorno in Gran Bretagna da qui alla fine di agosto. Lo ha affermato il ministro della Salute Andy Burnham, sottolineando tuttavia che si tratta solamente di una proiezione.
''Il numero di casi raddoppia ogni settimana e se questa tendenza si conferma, potremmo vedere oltre 100.000 casi al giorno da qui alla fine d'agosto, ma e' importante sapere che si tratta di una proiezione'', ha precisato il ministro nel corso di una dichiarazione davanti alla Camera dei Comuni. Burnham ha confermato che 7.447 persone sono ormai state contagiate dal virus A/H1N1 in Gran Bretagna, uno dei Paesi piu' colpiti al mondo dalla pandemia.

In Italia e nel resto del mondo l'ultima situazione aggiornata è la seguente:

Sono stati confermati ieri pomeriggio, altri 7 nuovi casi dal Laboratorio di Riferimento dell'Istituto Superiore di Sanita' di infezione da nuovo virus dell'influenza umana A H1N1 in Italia. Sale cosi' a 130 il numero dei contagiati nel nostro Paese.
Il primo caso, una bambina di 8 anni, dalle Marche, di ritorno dall'Australia, ha presentato i sintomi il 27 giugno, e' stata ricoverata in ospedale, ove e' stata trattata con anti-virali. Sta bene. Il secondo caso, un uomo di 53 anni, dalla Provincia Autonoma di Trento, di ritorno dagli Stati Uniti, ha lamentato la comparsa di sintomi la scorsa settimana, e' stato ricoverato in ospedale. Sta bene. Il terzo caso, un bambino di 10 anni, della Lombardia, di ritorno dalle Filippine, ha presentato i sintomi il 26 giugno, e' stato ricoverato in ospedale, dove e' tuttora ricoverato. Le sue condizioni cliniche non sono critiche. Il quarto caso, un uomo di 32 anni, dell'Emilia-Romagna, di ritorno dall'Irlanda, ha presentato i sintomi il 29 giugno, e' stato posto in isolamento domiciliare. Sta bene. Gli ultimi 3 casi sono stati notificati dal Lazio e riguardano: una donna di 29 anni, di ritorno da un viaggio ad Hong Kong, che ha presentato i sintomi il 26 giugno, e' stata ricoverata per accertamenti e poi inviata in isolamento domiciliare; un uomo di 47 anni, che ha viaggiato in Argentina e Spagna. Ha presentato i sintomi il 27 giugno scorso, e' stato ricoverato in ospedale. Sta bene; un ragazzo di 18 anni, di ritorno dagli Stati Uniti d'America, che ha presentato i sintomi il 28 giugno scorso, e' stato posto in isolamento domiciliare. Sta bene. Tutti i contatti dei casi confermati sono sotto sorveglianza sanitaria. Nel mondo i casi contati sono complessivamente 77.201, con 332 vittime. Il maggior numero di decessi negli USA, 127, e in Messico, 116.


LEGGI ANCHE:
INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, ALLERTA PER LE GRAVIDANZE

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS
.

Cigno Azzurro: GOLETTA DEI LAGHI, 8 laghi e OLTRE 200 COMUNI COINVOLTI


Scarichi abusivi, depuratori mal funzionanti, cattiva gestione delle acque, cementificazioni selvagge delle coste: a questo e non solo dara' la caccia quest'anno la Goletta dei Laghi - Cigno Azzurro di Legambiente, la campagna per il monitoraggio e l'informazione sullo stato di salute dei laghi, realizzata con il contributo di COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). Giunta alla sua quarta edizione, oggi la campagna prende il via con i primi monitoraggi sui laghi laziali per poi spostarsi in Umbria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino: un mese di prelievi per controllare lo stato in cui versano i principali bacini lacustri italiani. Fino al 30 luglio i tecnici di Legambiente, a bordo del laboratorio mobile, effettueranno piu' di 100 campionamenti su 8 laghi per un totale di 200 comuni coinvolti. La novita' per l'edizione 2009 di Goletta dei Laghi sta nel tipo di campionamento che i tecnici effettueranno durante il viaggio: da quest'anno, infatti, Legambiente ha deciso di accendere i riflettori in particolare su tutti quei casi che rappresentano un maggior pericolo per la salute dei nostri laghi.
Occhi puntati dunque sulle foci dei fiumi principali e dei corsi d'acqua minori, scarichi abusivi e depuratori inefficienti. Obiettivo: scovare tutte le situazioni che mettono a rischio la qualita' delle acque e compromettono gli habitat naturali.

''Il turismo lacustre in Italia - ha dichiarato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente - rappresenta un settore sempre piu' importante e apprezzato che va decisamente sostenuto e promosso con strumenti adeguati.

Goletta dei Laghi, grazie ai dati raccolti nelle precedenti edizioni puo' assumere un ruolo di valido controllo non solo per quanto riguarda la qualita' delle acque, ma per l'intero stato di salute dei nostri bacini lacustri. Quest'anno infatti Legambiente ha deciso di concentrare la sua attenzione sui casi che mettono in pericolo le acque dei laghi, segnalando ai cittadini e alle istituzioni le situazioni piu' a rischio. Saremo un occhio vigile, ma vogliamo anche essere una cassa di risonanza per tutte quelle localita' che hanno fatto del turismo sostenibile e delle buone pratiche una loro caratteristica attrattiva. Come quelle premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club''.

Nokia la più "verde"


La classifica verde del settore industriale stilata da Greenpeace, ormai da tre anni, è online con la dodicesima edizione dell’Ecoguida ai prodotti hi-tech che valuta i processi di produzione, l’eliminazione di sostanze tossiche, l’impegno al riciclo e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Nokia resiste al primo posto (7,4 punti su 10), poi Samsung (7,1 su 10) e Sony Ericsson (6,5 su 10) sono sul podio dei produttori elettronici amici della natura. Va bene Apple con prodotti senza sostanze tossiche. Anche Lg, Toshiba e Motorola migliorano il loro punteggio.

Mentre - riferisce Greenpeace in una nota - scivola Sony che passa dal quinto al dodicesimo posto per non aver tenuto il passo nel riciclo. Brutte notizie anche per Hewlett Packard (Hp), Dell e Lenovo per non aver tenuto fede all’impegno di eliminare Pvc (polivinilcloruro) e Bfrs (ritardanti di fiamma bromurati) entro il 2009.

«Greenpeace - spiega Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace - prende molto sul serio gli impegni volontari delle imprese. Non ci sono scuse per non mantenere gli impegni: per esempio, la nuova linea di prodotti Apple è praticamente priva di Pvc e assolutamente senza Bfrs».

mercoledì 1 luglio 2009

Desertec: PANNELLI SOLARI NEL DESERTO NORD AFRICANO ( LIBIA )


Sembreranno file in­finite di sedie a sdraio, nella sabbia del deserto del Nord Africa. Blu, co­me lo sono i pannelli solari. Si chia­ma Desertec ed è un progetto da 400 miliardi (sì, miliardi) di euro che sarà lanciato il 13 luglio a Mo­naco. L’idea è del gigante assicurati­vo Munich Re, che ha messo insie­me un gruppo di imprese per realiz­zare un vecchio sogno: produrre energia pulita dove c’è molto sole ed esportarla in Europa. Secondo il piano, dal 2019 il Vecchio Continen­te potrebbe essere approvvigiona­to, per il 15% dei suoi consumi, da energia solare in arrivo dal Sahara. Alla conferenza ci saranno impre­se come Deutsche Bank, Siemens, Rwe, E.On, il governo di Berlino, la Lega Araba, il Club di Roma, centri di studio tedeschi e probabilmente anche imprese italiane e spagnole. Una cosa seria. Non risolverà il pro­blema della dipendenza energetica da aree politicamente instabili e non sarà facile da realizzare. Ma è il segno che il sole è pronto a fare un salto di qualità nell’economia del mondo e che la Germania dirige le danze. Nonostante il Paese non sia un paradiso tropicale, da quasi un ven­tennio i governi tedeschi — ancor più quello in carica di Angela Me­rkel — incentivano lo sviluppo del­le tecnologie per estrarre energia dal sole. Dal 2004 in modo aggressi­vo.

Il risultato di questa politica (e dell’amore dei tedeschi per l’am­biente) è che la Germania produce oltre il 14% dei suoi consumi elettri­ci da energie rinnovabili (anche vento e biomasse). Se ci fosse più sole, i risultati sarebbero straordi­nari. L’incentivo, simile a quello ita­liano ma precedente, consiste nel fatto che lo Stato compra dai priva­ti (anche famiglie) l’energia solare prodotta con pannelli e non consu­mata a un prezzo più alto di quello di mercato: un sussidio per incenti­vare le fonti rinnovabili. Interi quar­tieri, ad esempio in città come Fri­burgo e Ulm, hanno tetti a pannelli fotovoltaici. Alcune cittadine, Mar­burg per dire, tendono a rendere obbligatorio il sistema solare sul tetto. Grandi aree sono dedicate al­lo stesso scopo: a fine 2008, un ex campo d’aviazione della Germania Est — Waldpolenz — è diventato il primo o secondo parco fotovoltai­co del mondo: 40 megawatt. Nel Paese ci sono 160 istituti che fanno ricerca nel campo. Il primo produt­tore mondiale di celle fotovoltai­che è tedesco, Q-cell, e i grandi gruppi, a partire da Siemens, sono coinvolti nelle diverse fasi del pro­cesso. L’idea dei tedeschi è che quella del sole (ma anche del ven­to) sia l’industria del futuro, in gran parte destinata all’export. Tra dieci anni — calcola il professor Ei­cke Weber, del Fraunhofer di Fri­burgo, nel campo, l’istituto forse più importante al mondo — «l’energia solare costerà meno del­l’energia tradizionale, il fotovoltai­co avrà una grande diffusione.

I Pa­esi che si occupano in modo positi­vo e aggressivo di questa tecnolo­gia avranno un futuro migliore. In effetti, l’Italia se n’è resa con­to, almeno in teoria. Attraverso il Conto Energia (non troppo diver­so dal meccanismo tedesco), il mercato della Penisola è diventato il più generoso in Europa in fatto di sussidi (da 36 a 49 centesimi al chilowattora), tanto che attrae molti investitori dall’estero. Uno studio recente della Scuola di Ma­nagement del Politecnico di Mila­no prevede che nel 2011 si raggiun­geranno i 1.200 megawatt di poten­za fotovoltaica installata grazie agli incentivi del Conto Energia, cifra oltre la quale il sussidio dovrà cala­re. Ciò nonostante, lo stesso stu­dio stima che nel 2012 si possa arri­vare (nello scenario migliore) a 2.430 megawatt installati. Una for­te crescita: 37 mila impianti in eser­cizio, 5 mila dei quali creati nel pri­mo trimestre del 2009 (il mercato, oggi, vale mille miliardi, il triplo se si conta l’indotto). Non solo. L’Italia potrebbe esse­re — grazie al rendimento dei siste­mi fotovoltaici e al calo dei loro co­sti — il primo Paese al mondo a rag­giungere la parità dei prezzi di ener­gia solare e energia tradizionale: se­condo qualcuno già l’anno prossi­mo, più probabilmente un po’ do­po. I sussidi dovranno a quel punto essere ridotti fino ad arrivare a zero ma per il settore si aprirà una sta­gione nuova.

Il problema è che la burocrazia ne ostacola lo sviluppo, con cavilli, ostacoli e un sistema di autorizzazioni diverse da comune a comune. Anche così in Italia il setto­re attraversa un boom, che sarebbe maggiore se non ci fosse stata la cri­si finanziaria, la quale, calcola il Po­litecnico, nel 2009 farà perdere 300 megawatt di potenza installata. Il Vaticano ha messo i pannelli sulla Sala Nervi con un progetto ita­lo- tedesco, la Sicilia è giustamente all’avanguardia e a Noto si dovreb­be realizzare una delle centrali foto­voltaiche più grandi al mondo, l’Enel finirà quest’anno un impian­to da 5 megawatt con una tecnolo­gia innovativa. E il colonnello Gheddafi ha parlato poche settima­ne fa con l’amministratore delega­to dell’Eni Paolo Scaroni di un gran­de progetto per coprire di pannelli solari parte del deserto libico meri­dionale: energia a basso costo per i Paesi confinanti più poveri. Sedie a sdraio ovunque.

SCORIE NUCLEARI: scorie nucleari italiane Neppure lo Utah LE vuole


Continua la polemica sulle scorie italiane da importare negli Stati Uniti. Anche lo Stato dell’Utah si unirà agli stati della Northwest Compact on Low-Level Radioactive Waste, l’organismo incaricato di gestire lo stoccaggio di materiali radioattivi. Per bloccare i piani della EnergySolutions Inc, la compagnia che ha ricevuto l’autorizzazione per importare scorie radioattive, tra cui quelle italiane, nel deposito di Tooele County, nello Utah.

Non è stata ancora consegnata una richiesta formale, ma dalle indicazioni lo Utah avrebbe deciso di fare appello contro la decisione federale che ha autorizzato lo stoccaggio dei rifiuti esteri.

La Northwest Compact aveva già deciso di fare appello contro la sentenza del giudice federale che di recente ha in pratica autorizzato lo stoccaggio dei rifiuti nucleari italiani nel deposito di Clive, nel deserto dello Utah. La Northwest Compact vuole portare il caso alla 10th U.S. Circuit Court of Appeals di Denver. La compagnia che ha ricevuto il permesso allo scarico è la EnergySolutions Inc., con sede a Salt Lake City. La compagnia vuole importare 20.000 tonnellate di scorie a basso livello di radioattività dall’Italia. Dopo un periodo di lavorazione a Tennessee circa 1.600 tonnellate dovrebbero essere scaricate nello Utah.