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mercoledì 15 luglio 2009

CO2 : LE Ferrovie dello Stato FIRMANO IL Patto per l'Ambiente


Meno emissioni di CO2, un incremento della produzione energetica da fonti rinnovabili e un'ottimizzazione della gestione dei rifiuti. Anche le Fs, tramite l'amministratore delegato, Mauro Moretti, hanno firmato LA SCORSA SETTIMANA l'Accordo di Programma a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, l'impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra.

In particolare, l'impegno del gruppo Ferrovie dello Stato e' di contenere, entro il 2012, le emissioni di CO2 per oltre 600 tonnellate/anno e di adottare, nei propri impianti ed edifici, sistemi di produzione energetica alimentati con fonti rinnovabili, con sensibili benefici in termini di impatto ambientale e di riduzione dei consumi e dei costi di gestione.

L'Accordo rientra nel piu' ampio programma ''Patto per l'Ambiente'' promosso dalla presidenza del Consiglio e dal Ministero per l'Ambiente e sottoscritto da altre dieci grandi Aziende industriali italiane, oltre a Ferrovie dello Stato.

''Gli obiettivi - si legge in una nota delle Ferrovie - confermano l'impegno del Gruppo FS nel contenimento dei consumi energetici e nella realizzazione di un piano di investimenti, strutturali e di rinnovo del proprio parco mezzi, per lo sviluppo di una modalita' di trasporto sempre piu' sicura ed ecosostenibile''.

Esperti qualificati delle Ferrovie dello Stato elaboreranno le linee guida da adottare nella progettazione di impianti e dotazioni ferroviarie sempre piu' ecosostenibili potendo contare sulla collaborazione di un Gruppo di lavoro di tecnici del Ministero dell'Ambiente e dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Un Comitato misto (Gruppo FS e MATTM), istituito presso il Ministero dell'Ambiente, monitorera' lo stato di avanzamento dei lavori e sui risultati conseguiti, oltre a fornire un valido supporto nella soluzione di eventuali criticita'.

CO2 : Autostrade per l'Italia FIRMA IL Patto per l'Ambiente


Autostrade per l'Italia ha firmatola scorsa settimna a Palazzo Chigi, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e del Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il ''Patto per l'Ambiente''.
''Quello di oggi e' un passo importante che va nella direzione di coordinare le iniziative che abbiamo gia' lanciato in materia di sostenibilita' ambientale, con l'azione del governo. Questo atto consente di unire le forze e accelerare i tempi per allineare le politiche le politiche energetiche del nostro Paese al protocollo di Kyoto '' ha dichiarato l'AD di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci.
Autostrade per l'Italia, informa una nota, ha intrapreso un programma di investimenti per la partecipazione agli obiettivi nazionali ed europei per l'abbattimento dei gas serra ed il risparmio energetico. L'obiettivo e' quello di contenere sia le emissioni relative all' energia consumata direttamente (circa 200 MWh/anno come energia elettrica e combustibili), sia quelle relative al transito dei veicoli sulla rete.
Qusti gli impegni di Autostrade per l'Italia: sono in costruzione pensiline fotovoltaiche con la copertura di 3000 posti auto nelle aree di servizio, per una potenza complessiva di 4 MW di picco.
Questo ed altri progetti fotovoltaici e di trigenerazione ad alto rendimento nelle aree di competenza consentiranno di risparmiare all'ambiente nel 2014 circa 8.000 tonnellate/anno di CO2 rispetto al 2005. Grande importanza ha il piano per l'illuminazione delle gallerie che prevede la sostituzione di 28.000 lampade a vapori di sodio con impianti a LED, di circa il 40% piu' efficienti a parita' di illuminazione in galleria.

Nel 2014 il risparmio per l'ambiente sara' di circa 12.000 tonnellate/anno di CO2 in meno per effetto di questo ed altri interventi di risparmio energetico. Il decongestionamento della rete dovuto agli investimenti per il potenziamento dell'infrastruttura con terze e quarte corsie, i sistemi di pagamento automatizzato (il Telepass) e il Safety Tutor, il sistema per il controllo della velocita' media, contribuiscono ad abbattere le ore di traffico a velocita' ridotta e si prevede una riduzione dei gas serra di circa 20.000 tonnellate/anno, ma riteniamo che il beneficio sia destinato a crescere.
Il piano nel suo complesso, prosegue il comunicato, portera' ad un abbattimento dei gas serra di almeno 40,000 tonnellate/anno, piano per il quale sono previsti investimenti per oltre 80 milioni di euro.

martedì 14 luglio 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, ENTRO MARZO IN ITALIA CI SARANNO 4 MILIONI DI CONTAGIATI


Quattro milioni di italiani contagiati dal virus della nuova influenza entro marzo e 8,6 milioni quelli che saranno invece vaccinati contro il virus entro la fine del 2009. Queste le stime diffuse dal viceministro della Salute, Ferruccio Fazio.


Entro il mese di marzo, secondo le proiezioni del ministero della Salute, si potrebbero verificare in Italia 3-4 milioni di casi da contagio di nuova influenza. Lo ha detto il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio.
Sempre Fazio ha detto che saranno 8,6 milioni, invece, gli italiani che verranno vaccinati contro il virus della nuova influenza entro la fine dell'anno. Si tratta di lavoratori dei servizi essenziali (sanità, polizia, vigili del fuoco) e di soggetti sotto i 65 anni con malattie croniche ed a rischio. Da febbraio, inoltre, si dovrebbe quindi procedere a una seconda fase di vaccinazioni che riguarderà i giovani dai 2 ai 20 anni e presumibilmente anche le donne incinte. «Questa epidemia, secondo le proiezioni - ha detto Fazio - colpirà per l'80-90 per cento proprio i soggetti più giovani e sotto i 40 anni». Dunque, ha rilevato il viceministro, «anche se il tasso di mortalità per la nuova influenza si attesta sullo 0,5 per mille contro l'1-2 per mille della normale influenza stagionale, registrando dunque una scarsa aggressività del virus, tale tasso previsto di mortalità preoccupa comunque anche se si prevede relativamente basso proprio perché riguarderà la popolazione più giovane».

Il 13 luglio l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), in una conferenza stampa, ha spiegato che la pandemia di nuova influenza A/H1N1 non si arresterà per cui tutti i paesi dovranno fornirsi del vaccino. La Germania, intanto, ha reso noto che vaccinerà circa un terzo della sua popolazione contro il virus della nuova influenza. Berlino sta valutando l'eventualità di ordinare 25 milioni di dosi di vaccino che sarà somministrato prima a personale ospedaliero, polizia, vigili del fuoco e tecnici responsabili dei servizi essenziali.

In Gran Bretagna un vescovo anglicano ha raccomandato alle parrocchie della sua diocesi nell'Essex di sospendere temporaneamente l'uso delle acquasantiere nelle chiese, come misura precauzionale contro la diffusione del virus della nuova influenza. «Alcune chiese hanno delle acquasantiere al loro ingresso dove i fedeli vengono invitati a bagnarsi le dita per farsi il segno della croce rievocando il momento del battesimo - ha affermato oggi il reverendo John Gladwin, vescovo di Chelmsford - e l'acqua può diventare un mezzo di rapida diffusione del virus. La pratica dovrebbe quindi essere sospesa».

Intanto continua a salire il numero dei casi confermati. In Italia, a partire dal 24 aprile, sono complessivamente 224 (dati aggiornati al 13 luglio), mentre nel mondo, l'ultimo aggiornamento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (6 luglio) parla di 94.524 casi accertati.


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CENTRALI NUCLEARI IN iTALIA : avviare mobilitazione di massa fino al referendum


Il Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare riunito a Roma il 10 luglio ha giudicato una scelta scellerata e inaccettabile la decisione del Governo di fare approvare al parlamento una legge che punta a reintrodurre le centrali nucleari in Italia malgrado il referendum del 1987 abbia deciso per il NO al nucleare con il voto della grande maggioranza delle italiane e degli italiani. E’ un chiaro tentativo di sovvertire una decisione democratica e popolare. Questa forzatura contro la volontà della maggioranza delle italiane e degli italiani non deve passare.

Non è vero che il nucleare sia più conveniente perché i costi di costruzione sono enormi e l’investimento prevedibile solo per le centrali di cui si parla è almeno di 30 miliardi di euro e per di più il combustibile nucleare è disponibile in quantità e per un periodo limitati, esattamente come il petrolio. Il paragone tra i costi dell’energia da nucleare e quella da altre fonti non è favorevole al nucleare come dimostrano autorevoli studi internazionali. Non a caso il Canada, dopo analoghe decisioni di Spagna e Germania, ha deciso di rinunciare al suo programma nucleare malgrado l’orientamento favorevole di quel Governo perché il nucleare costa troppo e non conviene.

Puntare sul nucleare vuol dire per l’Italia non solo non rispettare gli obiettivi europei del 20/20/20 entro il 2020 (risparmio e rinnovabili) su tutto il consumo energetico e non solo sull’elettricità, ma esporsi a ulteriori costi per le relative sanzioni. Inoltre le enormi risorse impiegate nel nucleare verranno sottratte alla diffusione delle energie pulite e da fonti rinnovabili rinunciando a innovazione, investimenti, occupazione qualificata che sarebbero le conseguenze di una diversa politica energetica decentrata e socialmente orientata come ad esempio indicato dal progetto CGIL-Lega anbiente.

Il Comitato Si alle energie rinnovabili NO al nucleare ha deciso di presentare ai primi di ottobre una proposta di politica energetica che è già in corso di elaborazione con il contributo del Comitato Scientifico presieduto dal prof. Scalia per dimostrare che il nucleare oltre che pericoloso per la salute e per l’ambiente è costoso, inutile e sostituibile con altre fonti rinnovabili.

Il Governo tenta do forzare la mano non solo contraddicendo la volontà popolare dimostrata con il referendum ma espropriando le comunità locali del loro potere di decisione, militarizzando l’attuazione delle decisioni sulle centrali, contraddicendo l’articolo 117 della Costituzione che assegna alle Regioni poteri di decisione in materia di centrali energetiche.

Inoltre con questa legge non vengono date alle popolazioni le garanzie necessarie per la tutela della salute e dell’ambiente perché l’Agenzia per la sicurezza prevista dalla legge è assolutamente al di sotto di un minimo livello di necessità per risorse e personale attribuito e questo è tanto più negativo in quanto la tecnologia attualmente disponibile nel nucleare non è sicura come dimostrano la serie infinita di incidenti.

Il Comitato denuncia con allarme che è tuttora irrisolto lo smaltimento delle scorie radioattive, in particolare di quelle più pericolose, la cui durata si misura in decine di migliaia di anni.
Il Comitato appoggerà tutte le iniziative delle Regioni per tutelare il loro potere decisionale e fa appello a tutti i comitati sorti e che sorgeranno nel territorio, a tutte le associazioni ambientaliste, per unire le forze e dare vita ad un’iniziativa comune, senza gerarchie e nel reciproco rispetto.

Il Comitato promuove per la fine di settembre un’iniziativa pubblica nazionale di presentazione della proposta di politica energetica elaborata dal Comitato scientifico e ha deciso di dare vita a iniziative nel territorio tese ad estendere e rafforzare il movimento contro il nucleare e per una politica energetica alternativa fondata sulle energie rinnovabili.

Il Comitato auspica che si sviluppi una forte mobilitazione dell’opinione pubblica contro il nucleare e a sostegno di una politica energetica alternativa, tale da indurre il Governo a rivedere questa scelta sciagurata e a scegliere in alternativa di investire sulle energie rinnovabili.

Il Comitato è determinato in ogni caso a impedire che i cittadini italiani vengano espropriati del loro potere decisionale dal Governo anche partecipando, se necessario, alla promozione del referendum abrogativo di questa legge.
FONTE:.articolo21

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CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA: PRIMA PIETRA CENTRALE ENEL IN ITALIA NEL 2013


Enel avviera' la costruzione della prima nuova centrale nucleare in Italia nel 2013, dopo aver completato le due unita' in costruzione in Slovacchia. Lo ha annunciato il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, intervenendo ad un forum a Bratislava, dopo l'approvazione da parte del Parlamento del ritorno all'atomo con il ddl sviluppo. ''C'e' l'impegno dell'Enel - ha spiegato Scajola - a finire la costruzione delle due unita' entro il 2013. Enel manterra' l'impegno perche' nel 2013, appena avra' finito qui inziera' a costruire in Italia''.
L'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, ha confermato ''limpegno a rendere gli inpianti in Slovacchia operativi entro il 2013, il primo gruppo entro fine 2012 ed il secondo a fine 2013''.

''Da questo investimento - ha aggiunto Conti - vogliamo far emergere il concetto che Slovenske Elektrarne diventi il punto di eccellenza rispetto ai nostri concorrenti che si affacciano su quest'area e che da questo Paese riprenda l'export di energia verso altri paesi dell'area''.
''Spero - ha concluso l'a.d. dell'Enel - che questo venga apprezzato dai nostri compatrioti perche' fortunatamente il nostro Parlamento ha approvato una legge che prevede il ritorno al nucleare''.

I tecnici dell'Enel hanno gia' individuato alcuni siti per la costruzione di nuove centrali nucleari e la produzione potra' partire nel 2018. Lo ha detto l'amministratore delegato Fulvio Conti a margine dell'inaugurazione dei cantieri per la costruzione di due unita' nucleari in Slovacchia.
''I nostri tecnici stanno lavorando all'individuazione dei siti e alcuni li hanno gia' individuati'' ha detto spiegando che il primo MW nucleare sara' possibile produrlo nel 2018. In ogni caso si tratta di studi di fattibilita' del gruppo che dovranno tenere conto delle disposizioni dei decreti attuativi del ddl sviluppo.

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scorie radioattive: COME SI CONSERVANO LE SCORIE RADIATTIVE


La soluzione più frequente è quella dei bidoni antiradiazioni (garantiti per durare almeno trent’anni), riempiti di scorie e immagazzinati in luoghi appositi o in centrali inattive. In Italia, il deposito principale si trova a Casaccia (Roma), gestito dalla società Nucleco: vi sono immagazzinati 6.000 metri cubi di bidoni. In tutto, in varie aree d’Italia, si trovano circa 23 mila metri cubi di scorie. È però una sistemazione provvisoria. In altri Paesi, per esempio in Francia, Germania, Usa, i bidoni vengono sigillati in un bozzolo di vetro, bitume e cemento e poi chiusi nei depositi di lungo periodo: in genere miniere abbandonate, caverne, cavità naturali o create apposta lontano dalle zone sismiche. Nulla del genere è ancora stato fatto per le scorie nucleari italiane.

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INFLUENZA SUINA, NUOVA INFLUENZA,COLPIRÀ 15 MILIONI DI ITALIANI, VACCINO A OTTOBRE


L’influenza suina colpirà tra i 10 e i 15 milioni di italiani e a causa delle complicanze moriranno in 10-15 mila. E i vaccini non saranno pronti prima di ottobre. Lo dice all’Agi il virologo dell’università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco. «In Italia per l’influenza dello scorso anno, piuttosto blanda, ci furono almeno 5.000 morti. L’influenza suina - spiega Pregliasco - colpirà più persone e quindi ci saranno almeno 15-20mila morti per complicanze influenzali». In Italia per il momento «stiamo tamponando l’A/H1N1, ma è probabile che raggiungeremo a breve la fase che in questi giorni sta attraversando l’Inghilterra», dice il virologo. «Ora a noi spetta monitorare la situazione, rallentare la diffusione per avere una disponibilità reale di vaccini che ora non ancora c’è. La composizione dei vaccini è stata già decisa, insieme alle due dosi classiche ci sarà un monodose specifico per questa influenza, che si sta appena iniziando a produrre». Ma prima di ottobre il vaccino non non sarà disponibile e comunque non sarà sufficiente per tutti. «Speriamo di raggiungere la fase che sta attraversando l’Inghilterra il più tardi possibile, nel tardo autunno o in inverno: è questione solo di tempo, direi di mesi». L’atmosfera da `day after´ è però da evitare, ci tiene a precisare Pregliasco, perché «questa è un’influenza banale che nei soggetti sani si esaurisce in 4 giorni di letto. Solo che essendo una nuova influenza, colpirà tra i 10 e i 15 milioni di italiani, ma non tutti avranno bisogno degli antivirali. Gli antivirali stoccati sono 5 milioni, circa l’1% in rapporto alla popolazione italiana, e verranno utilizzati solo nei casi più gravi, a partire dal personale medico. In altri paesi come Francia e Inghilterra - conclude Pregliasco - gli antivirali arrivano al 10-15% della popolazione totale»

PREGLIASCO, ALLARME INGLESE QUESTIONE DI TEMPO ANCHE IN ITALIA

«L’allarme epidemia che arriva dalla Gran Bretagna è la conferma che anche in Italia dovremo fare i conti con un’ondata massiccia di contagi di nuova influenza. È solo una questione di tempo». Parola di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, dopo l’allarme lanciato ieri dal ministro della Sanità britannico, Andy Burnham, che ha annunciato: «il Regno Unito è sull’orlo di un’epidemia incontrollabile, che potrebbe causare fino a 100 mila nuovi casi di influenza H1N1 al giorno entro la fine di agosto». Uno scenario assai lontano dalla realtà italiana. Se nel Regno Unito si sono infatti già registrati 6.538 casi, in Italia, a oggi, siamo fermi a 130. «Il motivo di questo divario - spiega Pregliasco all’ADNKRONOS SALUTE - va ricercato nel maggiore interscambio tra la Gran Bretagna e i focolai di partenza del virus: Messico e Usa. Ora però sarà più facile che l’epidemia si diffonda dall’Inghilterra agli altri Paesi europei. C’è anche da dire - aggiunge l’esperto - che in Italia il cordone sanitario sta tenendo benissimo. I sistemi di sorveglianza messi a punto stanno funzionando». Ma questo non sembra metterci al riparo da una possibile epidemia di febbre suina anche nel nostro Paese. «Basta tener conto delle esperienze del passato», spiega Pregliasco. «Le precedenti pandemie hanno evidenziato sempre due ondate: una più tranquilla, che è quella con cui ci stiamo confrontando, e una più imponente, con cui probabilmente dovremo fare i conti con l’arrivo dell’autunno. Non si possono stabilire esattamente i tempi, ma sul fatto che prima o poi questa ondata arrivi ci sono pochi dubbi». Paradossalmente converrebbe ammalarsi ora, dal momento che il virus sembra poco aggressivo. «Non suggerirei mai - sottolinea l’esperto - di cercare il contagio. Vero però - conclude Pregliasco - che chi si ammala ora è `fortunato´. Perché probabilmente lo rende immune dall’ondata più pericolosa».

OMS: PANDEMIA INARRESTABILE
La pandemia di nuova influenza «non si può fermare» e «tutti i Paesi avranno bisogno del vaccino». «A questo punto occorre adattare la strategia di contrasto alle situazioni nazionali, tenendo presente comunque la necessità di immunizzare gli operatori sanitari per garantire l’assistenza alla popolazione nel corso della prossima stagione influenzale, in autunno». A illustrare le indicazioni emerse dal recente incontro del Comitato di specialisti sull’influenza dell’Organizzazione mondiale della sanità, la settimana scorsa, è Marie-Paule Kieny, direttore dell’Initiative for Vaccine Research dell’Oms, nel corso di una teleconferenza da Ginevra.

Dalle parole della Kieny è emerso che, comunque, gli esperti stanno raccogliendo dati sul comportamento del patogeno responsabile della nuova influenza nei pazienti di varie classi di età. «Informazioni che già a settembre, alla vigilia della stagione influenzale, saranno disponibili e ci permetteranno di produrre raccomandazioni specifiche», spiega la responsabile Oms. Al momento gli operatori sanitari sono il «gruppo prioritario dal punto di vista della vaccinazione protettiva contro il virus H1N1».
FONTE: ilsecoloxix

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lunedì 13 luglio 2009

sciopero

Intercettazioni: "decreto Alfano", solo Di Pietro vede il re nudo. Il 14 luglio la protesta dei blogger

influenza suina : NUOVA INFLUENZA, pandemia DILAGANTE. URGE UN VACCINO


La pandemia di nuova influenza A/H1N1 non si arresterà per cui tutti i paesi dovranno fornirsi del vaccino.
Lo ha riferito l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell'odierna conferenza stampa telefonica da Ginevra.
«La commissione dell'OMS per i vaccini ha fissato come priorità la vaccinazione di coloro che lavorano nel settore sanitario» ha dichiarato la dottoressa Marie-Paule Kieny, direttore del programma di ricerca sui vaccini dell'OMS. Gli Stati «dovranno adottare le raccomandazioni dell'Organizzazione per la vaccinazione a seconda della situazione epidemiologica, che varia da paese o a paese».

La vaccinazione ha come obiettivo la «riduzione della trasmissione della malattia e la riduzione della mortalità», ha proseguito la dottoressa.

Intanto negli ultimi giorni sei nuovi casi di influenza A H1N1 sono stati diagnosticati a cittadini dell'Emilia-Romagna, tutti di ritorno da viaggi in Paesi dove la malattia è diffusa. Le diagnosi sono state confermate dai laboratori attivi nella regione: il laboratorio dell'Istituto di igiene dell'Università di Parma e il Centro regionale di riferimento per le emergenze microbiologiche (Crrem) del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna.
Si tratta di due persone di 50 e 54 anni, residenti nel parmense, che nei giorni precedenti avevano effettuato un soggiorno in Spagna; un ragazzino di 10 anni, proveniente con la famiglia dal Cile e uno di 12, proveniente dalle Filippine, entrambi residenti nel modenese; un uomo di 43 anni, sempre modenese, che proveniva da Los Angeles; una donna di 38 anni, del bolognese, che ha accusato i sintomi dell'influenza al rientro da una vacanza a Formentera (Spagna). Attualmente, tutte e sei le persone sono seguite in isolamento domiciliare e le loro condizioni non destano preoccupazioni. Fin dalle prime ore sono state messe in atto, da parte delle Aziende sanitarie interessate, in costante contatto con le Autorità sanitarie regionali, le misure di sorveglianza previste dai protocolli, nei confronti di famigliari, amici, conviventi. Complessivamente, a oggi, sono 29 i casi confermati in Emilia-Romagna.

Dal 9 luglio scorso a oggi sono stati confermati altri 38 casi di influenza umana A/H1N1. Lo riferisce il ministero della Salute in una nota. Dal 24 aprile dunque si sono complessivamente verificati 224 casi nel nostro Paese.

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domenica 12 luglio 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, Londra vara la vaccinazione per 20 milioni DI BRITANNICI


L'intera popolazione britannica potrebbe essere vaccinata a breve contro la nuova influenza, che nel Regno Unito ha fatto 15 vittime. La campagna di vaccinazione potrebbe essere lanciata tra pochi giorni, dopo l'arrivo in Gran Bretagna di un nuovo vaccino, scrive il Sunday Times, per cui le autorita' si stanno affrettando ad ottenere le approvazioni. Se verra' effettuato su vasta scala, potrebbe diventare il piu' ampio programma di vaccinazione lanciato nel Paese negli ultimi 50 anni.

La morte della quindicesima persona colpitra dalla nuova influenza potrebbe spingere la Gran Bretagna a lanciare già nei prossimi giorni una campagna di vaccinazione di massa, il più vasto programma di questo tipo attuato nel Paese negli ultimi 50 anni, che potrebbe riguardare 20 milioni di britannici. Ad alzare la soglia di preoccupazione e di allerta è la circostanza, inedita, che la vittima non aveva avuto disturbi gravi precedenti al contagio del virus H1N1. Già nei giorni scorsi il ministro della sanità, Andy Burnham, aveva dichiarato che la Gran Bretagna è sull'orlo di un'epidemia e che entro la fine di agosto si potrebbero contare fino a 100.000 contagi al giorno. Le autorità sanitarie si sono così attivate per ottenere i permessi necessari per l'arrivo in Gran Bretagna di un nuovo vaccino, che potrebbe essere somministrato a circa 20 milioni di persone entro la fine dell'anno. L'obiettivo è di avere a disposizione 90 milioni di dosi del medicinale e di estendere la vaccinazione a tutta la popolazione britannica. L'inoculazione del vaccino potrebbe anche avvenire negli ambulatori dei medici curanti.«Se il virus dovesse mutare può diventare molto più pericoloso e l'idea è di renderne la gente immune. Non bisogna però - spiega al Sunday Times Peter Holden, responsabile della British Medical Association per la nuova influenza - sottovalutare l'aspetto logistico in un'operazione che riguarda 60 milioni di persone». Il vaccino dovrebbe arrivare entro la fine della settimana, a quel punto il suo utilizzo potrebbe essere approvato anche in soli cinque giorni.

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ebola: Scoperto nelle Filippine, il virus riscontrato nei maiali, potrebbe mutare riscontrato nei maiali


Scoperto nelle Filippine, il virus potrebbe mutare

Per la prima volta un caso di Ebola e' stato riscontrato nei maiali. La scoperta, pubblicata su Science, e' avvenuta nelle Filippine. Il fatto preoccupa gli scienziati dal momento che il virus, diagnosticato finora solo negli uomini e nelle scimmie, potrebbe mutare e spostare il suo potenziale di patogenicita', diventando un pericolo maggiore per l'uomo. Le analisi mostrano che gli animali sono stati infettati con ceppi del virus molto varianti.

sabato 11 luglio 2009

Centrali nucleari in Italia: oltre alla ricerca dei siti per le nuove centrali ora si dovrà risolvere il problema delle scorie


Occhio ai siti dove piazzare le nuove centrali atomiche italiane. Con tutti i problemi del caso. Amplificati, come da molti temuto, dalla marcia indietro delle due sole amministrazioni regionali che avevano espresso la disponibilità a favorire il rinascimento dell'atomo elettrico italiano. Sia Giancarlo Galan (Veneto) che Raffaele Lombardo (Sicilia) confermano la nuova e più prudente linea strategica. Il Veneto ne parlerà solo dopo una dettagliata anamnesi tecnico-scientifica e la Sicilia si appellerà in ogni caso ad un referendum popolare. Come a dire: tempi lunghissimi anche nelle due regioni disponibili semplicemente a parlarne.
Ma ecco emergere un ostacolo ancora più duro per l'esito del rinascimento atomico promesso con la legge "sviluppo" varata ieri l'altro: la gestione delle scorie già prodotte dalla nostra attività nucleare. Anche questo tema dovrebbe essere chiarito – dispone la legge delega appena approvata – entro i sei mesi nei quali il governo dovrà definire i criteri per costruire le centrali sul territorio e possibilmente anche le prime bandierine da piazzare sulla carta geografica.

Le scorie imbarazzano davvero. Anche perché ne abbiamo in proporzioni tutt'altro che trascurabili: quelle ereditate dall'attività nucleare sospesa dopo il referendum del 1987, quelle frutto dello smantellamento delle nostre quattro vecchie centrali atomiche di Trino, Caorso, Latina e Garigliano e quelle (che da sole non costituirebbero un gran problema) prodotte dalla normale attività medica e scientifica del paese.

Bene. Anzi male. Perché l'Italia, come stranoto, non riesce neanche a gestire le scorie che comunque ha. Ci dovrebbe pensare innanzitutto la Sogin, creata nel 1999 e paralizzata per lunghi anni da un doppio problema, interno ed esterno. Quello interno riguardava la sua gestione, considerata sciagurata da tutti gli osservatori ufficiali e ufficiosi: gli analisti, le commissioni parlamentari, la Corte dei Conti, l'Authority per l'energia.

Sulla macchina inefficiente, clientelare e mangiasoldi della Sogin si è detto, negli anni, tutto. Per sintetizzare: fino al 2006 la Sogin ha speso il 38% del suo budget di gestione per svolgere solo il 6% delle sue attività programmate e imposte. Piccola, ma largamente insufficiente giustificazione: il paese, inteso come classe politica che il paese lo amministra, non è riuscito a risolvere il problema principale, ovvero l'individuazione dei criteri tecnici e logistici per immagazzinare, trattare e possibilmente "disattivare" le scorie nucleari.
Ed ecco che l'Italia, paese che rinunciato al nucleare 22 anni fa e vorrebbe ricominciare ad usarlo, si ritrova tutt'oggi con la bellezza di 55 mila metri cubi di scorie radioattive prodotte dalle sue vecchie centrali, a cui si aggiungono 25mila metri cubi di detriti parimenti pericolosi prodotti dal loro smantellamento. Ci sono poi 500 tonnellate l'anno di rifiuti prodotti dall'attività medica e scientifica. Per non parlare di qualche tonnellata di scorie tra le più pericolose, parcheggiate (a caro prezzo) in Francia e in Inghilterra per un loro parziale riprocessamento ma con l'impegno di riprendercele entro una decina di anni.

Un'eredità imbarazzante, vecchia e nuova. A gestirla un po' meglio ci abbiamo provato più volte, con clamorosi passi falsi, come quello dell'individuazione, era il 2003, del sito geologico di Scanzano Ionico: invece di seppellire in eterno le scorie il progetto è stato prontamente seppellito dalle critiche dei molti esperti e dal no a furor di popolo. Ora ci si riproverà – dice il Governo – con uno o più siti di superficie. Intanto le nostre scorie galleggiano alla bene e meglio nei siti dove erano prodotte quando eravamo nucleari: nelle vecchie centrali e nei centri di ricerca e stoccaggio ad esse collegate.

Nel frattempo, dal 2007, la sgangherata macchina della Sogin ha preso improvvisamente vigore, sotto la guida dell'ex dirigente dell'Enel Massimo Romano, nonostante la mancanza di una vera rotta sulla gestione definitiva dei rifiuti. Il rapporto tra spesa e attività svolta si è invertito: l'anno scorso si è chiuso con attività di decommissioning per 46,6 milioni di euro a fronte di spese di funzionamento ridotte a 31,8 milioni.

Peccato che la Sogin abbia proprio ora il destino segnato. Il Ddl "sviluppo" ne decreta lo smebramento e dunque la scomparsa, per conferire la crema delle attività ad una nuova società pubblico-privata che in nome del rinascimento nucleare dovrebbe mettere insieme i suoi migliori operatori con le imprese nucleari italiane capeggiate, si dice, da Ansaldo Energia. Se questa sia effettivamente la soluzione migliore il dibattito è aperto. Sta si fatto che lo smantellamento di quel che aveva cominciato finalmente a funzionare rappresenta un'ulteriore incognita in una sfida già difficilissima.
fonte:ilsole24ore.com

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riscaldamento globale :I ghiacciai svizzeri hanno perso il 12% del volume in 10 anni


Secondo i ricercatori del Politecnico federale di Zurigo, l'acqua immagazzinata nei 59 ghiacciai - dei circa 1500 - che hanno una superficie superiore ai 3 km quadrati è pari solo ai ⅔ di quella contenuta nel lago Lemano.

Nell'ultimo decennio il volume dei ghiacciai svizzeri si e' ridotto del 12%: lo sostengono i ricercatori del Politecnico federale di Zurigo, secondo i quali la quantita' d'acqua immagazzinata nei ghiacci e' ormai pari soltanto ai ⅔ di quella contenuta nel lago Lemano.

La ricerca, condotta sotto la guida di Martin Funk, riguarda i 59 ghiacciai (dei circa 1500) che hanno una superficie superiore ai 3 km quadrati e contengono l'88% di tutto il ghiaccio che si trova sul territorio elvetico. Dal 1999 ad oggi, secondo i ricercatori e' andato perso non meno del 12% del volume totale. Nella sola estate del 2003 il calo e' stato del 3,5%. Si tratta di una perdita preoccupante, scrive il Politecnico zurighese in un comunicato odierno, in quanto le temperature continuano ad aumentare.

Si prevede che sulle Alpi svizzere entro il 2050 esse saranno superiori di 1,8 gradi in inverno e di 2,7 gradi in estate. Le misurazione dello spessore del ghiaccio rimane comunque approssimativa e soltanto in certe localita' e' stato possibile effettuare un preciso carotaggio.


AIDS: HIV, NUOVA TERAPIA A BASE DI CHEMIOTERAPICI


Un cocktail di antiretrovirali e chemioterapici. E' questa la nuova strategia terapeutica nel trattamento dell'Hiv-Aids messa a punto da un team di ricercatori americani e canadesi. Secondo lo studio, recentemente pubblicato su Nature Medicine, questa nuova terapia permetterebbe di distruggere in maniera radicale sia i virus che circolano nel corpo sia quelli che giocano a nascondino in cellule del sistema immunitario.
Le terapie attualmente in uso sono infatti indebolite dai cosiddetti ''serbatoi'' di Hiv, cellule dell'apparato di difesa dell'organismo nelle quali si nasconde il virus, riuscendo cosi' a sfuggire agli effetti degli antiretrovirali. ''I risultati della nostra ricerca ci indicano una strategia simile a quella gia' utilizzata per combattere la leucemia - spiega Rafick-Pierre Se'kaly, coordinatore della ricerca e professore dell'Universita' di Montreal - un trattamento chemioterapico associato a uno indirizzato al sistema immunitario. In questo modo e' possibile distruggere le cellule che contengono il virus e, allo stesso tempo, dare al sistema immunitario il tempo necessario a rigenerare cellule sane''. In particolare, lo studio riesce a evidenziare le ragione della limitatezza dell'efficacia degli antiretrovirali: ''Per la prima volta, questo studio dimostra che l'epidemia di serbatoi-Hiv non e' dovuta ad una mancanza dei farmaci antiretrovirali, ma al fatto che il virus si nasconde all'interno di due diversi tipi di cellule CD4 di memoria immunitaria'', spiega Jean-Pierre Routy professore di ematologia presso la McGill University.

Saranno certamente necessari ulteriori studi prima che questo trattamento diventi una realta' per i pazienti. ''Si tratta tuttavia di una nuova opzione terapeutica per combattere l'Aids - conclude Nicolas Chomont, coautore dello studio. - Grazie alla combinazione dell'approccio clinico e teorico, possiamo avere alcune utili delucidazioni sul mistero di questo virus dai mille volti''.