Ebook Difesa Personale Ebook Gestione del Tempo Ebook Scacco alle Bugie Ebook I Segreti per Parlare in Pubblico Ebook Migliora la Tua Vita
Ebook Promossi Ebook Le 7 Regole della Felicita' Ebook Esami No Problem Ebook SessualMente Ebook Da Timido a Vincente
Ebook Soldi, Successo, Salute Ebook Lettura Veloce 3x Ebook Seduzione Ebook NO FUMO Videocorso Seduzione
Videocorso Controllo del Peso & Dieta Videocorso Lettura Veloce & Memoria Dieta 5-Sensi Videocorso Negoziazione & Vendita Videocorso Comunicazione

giovedì 3 settembre 2009

CAMBIAMENTI CLIMATICI: CONDIVISIONE DI INFORMAZIONI METEO PER 150 PAESI

Le 150 nazioni riunite alla Conferenza mondiale sul clima di Ginevra hanno trovato un accordo sull'istituzione di una nuova struttura globale per la condivisione delle informazioni sul clima, in quel che i tecnici definiscono un passaggio chiave per affrontare il problema del riscaldamento globale. In una dichiarazione, i funzionari e i delegati nazionali affermano di aver deciso di istituire ''una struttura globale dei servizi climatici'' che dovrebbe rafforzare lo scambio di informazioni sul clima e renderle piu' facilmente disponibili. L'accordo potrebbe ''allargare la finestra'' delle attuali previsioni meteo per produrre previsioni che riescano a guardare a stagioni, se non addirittura a decenni, avanti, affermano i meteorologi.

Il sistema dovrebbe inoltre compensare la scarsa attendibilita' dei servizi di previsione meteo in alcuni paesi poveri, soprattutto africani.

Questo passo, che non sara' completamente realizzato prima del 2011, e' considerato una mossa fondamentale per potersi adattare ai cambiamenti del clima, un tema chiave per i difficili negoziati preparatori della Conferenza di dicembre a Copenaghen. I servizi pensati potrebbero infatti influenzare le decisioni su acqua, agricoltura, pesca, salute, foreste, trasporti, turismo, energia e il grado di preparazione ai disastri naturali.

La Conferenza mondiale sul clima di Ginevra si concludera' domani.

riscaldamento mari: GOLFO NAPOLI AUMENTO TEMPERATURE 3,5 GRADI IN 3 ANNI


''La temperatura media dei primi 20 metri del mare del Golfo di Napoli e' aumentata di tre gradi e mezzo negli ultimi tre anni, passando da 24 gradi a 27 gradi e mezzo''. E' questo il dato di sintesi emerso nel corso della riunione convocata dall'Assessore all'Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini, e alla quale hanno preso parte il professor Giuseppe Chiaudani, idrobiologo di fama internazionale gia' protagonista della soluzione del problema delle mucillagini nel mar Adriatico, e il professor Vincenzo Saggiomo, coordinatore dall'area Gestione Ambiente ed Ecologia costiera della stazione zoologica della Anton Dohrn, che ha illustrato i risultati delle sue ricerche in materia dal 1984 ad oggi, fornendo un quadro storico di riferimento e il Dirigente della Protezione civile, ingegner Bruno Orrico. Lo riferisce una nota spiegando che, in particolare, e' stato possibile notare che dal 2004 al 2007 la temperatura delle acque marine fino a venti metri di profondita' e' stata sempre compresa tra i 24 e i 25 gradi.

''La temperatura media di ieri nella fascia compresa nei primi tredici metri di profondita' marina - sottolinea Saggiomo - e' stata addirittura di 28 gradi. Ventisette gradi e mezzo, invece, e' la temperatura media nei primi 20 metri.

Per quanto riguarda le modalita' di analisi, si tratta di prelievi costanti - precisa il ricercatore della Anton Dohrn - eseguiti a due miglia dalla costa partenopea nel tratto centrale tra Castel dell'Ovo e Mergellina''.

Secondo il professor Chiaudani, ''l'aumento della temperatura e' una delle concause che possono determinare la presenza di mucillagini nel golfo di Napoli. Con queste temperature viene tutto a galla e non si verifica il rimescolamento delle acque. Con tre gradi di aumento della temperatura - evidenzia l'esperto - le alghe aumentano di un terzo la capacita' di produzione di sostanza organica extracellulare che sono di difficile e lenta biodegradazione''.

EFFETTO SERRA: il livello degli oceani potrebbe crescere di oltre un metro.

Il Wwf lancia un nuovo preoccupato allarme durante la conferenza sul clima dell'Onu in corso a Ginevra. Secondo il rapporto dell'associazione un quarto della popolazione mondiale è minacciato dalle inondazioni a causa dello scioglimento dei ghiacciai nell'Artico.

Nel 2100, il livello degli oceani potrebbe crescere di oltre un metro, mettendo in serio pericolo gli insediamenti urbani vicino alle coste. Attualmente la zona artica si riscalda infatti due volte più in fretta della Terra, il che costituisce una minaccia non solo ai poli ma per l'intero pianeta. In Europa e America del Nord, ad esempio, ci potrebbero essere inverni molto più freddi del solito, mentre in Groenlandia gli inverni potrebbero farsi più miti a causa delle diverse condizioni di umidità dovute all'innalzamento del livello dei mari.

Per il Wwf è in atto un processo inarrestabile a catena: mentre l'estensione dei ghiacciai diminuisce e la superficie degli oceani aumenta, la quantità di energia solare assorbita cresce e ciò fa salire le temperature. Il riscaldamento climatico libera inoltre delle grandi quantità di metano, gas a effetto serra, nella regione polare. Un effetto che contribuisce, a sua volta, ad accelerare il processo di scioglimento dei ghiacciai artici.

Per evitare la catastrofe bisogna che i paesi industrializzati riducano di almeno il 40% le loro emissioni di Co2 entro il 2020.

Sulla questione i capi di stato e di governo dovranno trovare un'intesa a dicembre a Copenaghen, per un accordo che sostituisca il Protocollo di Kyoto a partire dal 2013.
Il video di Arctic Feedbacks: Global Implications report

da : www.verdi.it
Durante una visita al polo, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha espresso inquietudine per il ritmo con cui si stanno sciogliendo i ghiacci dell'Artico e ha ricordato la responsabilita' che i leader mondiali hanno nei confronti del pianeta terra.

"I dirigenti di tutti i Paesi" - ha detto il segretario ONU parlando su un'isola dell'arcipelago norvegese delle Svalbard - "hanno la 'responsabilita' politico-morale' di preservare l'avvenire del pianeta". Ban Ki-moon ha visitato Ny-Aelesun, un piccolo centro dell'arcipelago norvegese di Svalbard, dove si trova un osservatorio internazionale per i mutamenti climatici a 1.231 chilometri dal polo nord.

"Sono estremamente allarmato e sorpreso - ha detto ancora il segretario generale delle Nazioni unite durante la visita al centro scientifico di Ny-Aalesund - di vedere questi ghiacciai in uno stato cosi' cattivo".

E' la prima volta che un segretario generale dell'Onu visita Ny-Aalesund, la localita' piu' settentrionale al mondo, situata a soli 1.231 chilometri dal polo nord, ha sottolineato il responsabile del sito scientifico, Bendik Eithun Halgunset.

L'accelerato scioglimento dei ghiacci non è un problema locale ma planetario, come ricorda il Wwf nel dossier Artic Climate Feedback Global Implications, presentato oggi a Ginevra durante la conferenza internazionale sul clima dell'Organizzazione metereologica mondiale.

L'innalzamento della temperatura causa lo scioglimento dei ghiacci che, a sua volta, provoca l'innalzamento dei mari (la previsione è di almeno un metro entro il 2100) minacciando un quarto della popolazione mondiale. Con il cambiamento delle temperature e dei regimi delle piogge, Europa e nord America saranno soggette a forti e frequenti precipitazioni con impatti negativi su agricoltura, foreste e riserve idriche.

Il cambiamento climatico è una cosa seria e ne stiamo toccando con mano gli effetti.

mercoledì 2 settembre 2009

risorse idriche: Poliziotti dell’acqua a Los Angeles


Che l’acqua sia un bene prezioso e che non bisogni sprecarla, è ormai risaputo da anni. Specialmente in zone come la California, dove il caldo abbonda e ampie fette dell’ormai ex Golden State sono fasce desertiche. Dev’essere per questo che l’amministrazione di Los Angeles, una megalopoli da quasi 4 milioni di abitanti, ha scelto di dotarsi di 15 poliziotti in più. Poliziotti molto speciali, addetti a girare per la città cercando sprechi di quello che ormai viene sempre più spesso chiamato “oro blu”.

Un’iniziativa che ha avuto successo, grazie a due punti chiave: una linea verde anonima per le denunce e multe da 100 dollari per i trasgressori. Così il Los Angeles Water conservation team ha iniziato a rigirare la città come un calzino, facendo diminuire i consumi d’acqua del 12 per cento rispetto allo scorso luglio e portandoli al livello più basso da 32 anni a questa parte.

In realtà fino ad ora, considerato che l’iniziativa è appena nata, i poliziotti dell’acqua si sono limitati, nelle loro oltre 4600 ispezioni, ad avvertimenti verbali più che ricorrere alle multe. Eppure c’è già chi è stato “pizzicato” come recidivo ed ha scoperto che le sanzioni sono crescenti: 100 dollari la prima, 200 la seconda, 300 la terza. Oltre, non si è ancora andati. Almeno fino ad ora.

In realtà - ha spiegato David Nahai, capo del Dipartimento cittadino acqua ed energia - Il nostro obiettivo, più che incassare con le multe, è ridurre il consumo. Anche perché chi consuma molta acqua, economicamente paga già un conto salato”. Per far fronte alla siccità che ogni estate attanaglia Los Angeles, infatti, chi consuma più di un certo quantitativo d’acqua prestabilito paga, in proporzione, sempre di più. Con buona pace di chi vorrebbe riposarsi e trovare una tregua dal caldo nella piscina di casa.
fonte:panorama.it

INFLUENZA SUINA: doppia infezione con il virus dell'influenza A/H1N1 e con il virus dell'aviaria H5N1.

Primi tre casi sospetti in Egitto di doppia infezione con il virus dell'influenza A/H1N1 e con il virus dell'aviaria H5N1. Tra questi uno e' un turista italiano. Lo comunica la Societa' internazionale per lo studio delle malattie infettive. La doppia infezione e' stata diagnosticata con un primo test e sono in corso analisi per la conferma. I casi sospetti riguardano un turista italiano di 35 anni, un 30enne tornato da un pellegrinaggio e un 28enne arrivato dall'Arabia Saudita.
FONTE: ANSA

riscaldamento globale: Un quarto della popolazione mondiale potrebbe essere colpito da inondazioni a causa del riscaldamento dell'Artico


Un quarto della popolazione mondiale potrebbe essere colpito da inondazioni a causa del riscaldamento dell'Artico; si registrera' inoltre un significativo aumento delle emissioni di gas a effetto serra provenienti dalle riserve di carbonio fino ad ora stoccate dal ghiaccio e si moltiplicheranno i fenomeni meteorologici estremi. E' quanto emerge dal rapporto ''Arctic Climate Feedbacks: Global Implications'', realizzato dal WWF con alcuni tra i piu' accreditati nomi della scienza del clima e presentato oggi alla stampa, nel corso della Terza Conferenza internazionale sul clima dell'Organizzazione meteorologica mondiale a Ginevra.

''Quello che gli scienziati del clima dicono in questo dossier e' semplice: i fenomeni di fusione dei ghiacci dell'Artico non costituiscono un problema locale, ma planetario - commenta Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - Banalmente, se non riusciremo a mantenere l'Artico freddo abbastanza, tutto il mondo ne subira' le conseguenze''.

''Arctic Climate Feedbacks: Global Implications'' elenca tutti gli effetti negativi dovuti al riscaldamento dell'Artico con dati derivanti dalle piu' recenti ed accreditate ricerche climatologiche che fanno apparire le previsioni cui era giunto l'IPCC (il Panel intergovernamentale sui cambiamenti climatici) nel suo quarto rapporto del 2007, quanto meno ottimistiche.

La drastica perdita di ghiaccio marino, dovuta al fatto che l'Artico si riscalda ad una velocita' 2 volte superiore rispetto al resto del mondo, influenzera' la circolazione atmosferica e i fenomeni meteorologici ben oltre le stesse regioni artiche: potranno modificarsi le temperature e i regimi delle piogge in Europa e nel nord America, con impatti sull'agricoltura, sulle foreste e sulle riserve idriche.

I CELLULARI AUMENTANO IL RISCHIO DI TUMORE AL CERVELLO MA NESSUNO NE PARLA PIù


Telefoni senza fili, cellulari e cordless, ancora sotto accusa per il rischio di tumori al cervello.
L'allarme arriva da ricercatori di diversi Paesi ed e' contenuto nel Rapporto 'Telefonia senza fili e tumori cerebrali: 15 motivi di inquietudine', pubblicato da EM Radiation Research e disponibile online (www.radiationresearch.org). Secondo lo studio, l'uso di questi apparecchi e' pericoloso soprattutto per i bambini, che rischiano piu' degli adulti di ammalarsi di tumore al cervello. Ma ci sono anche pericoli di un aumento di tumori oculari, alle ghiandole salivari, di linfomi e leucemie. Le ricerche fino ad oggi finanziate dai produttori di telefonini sottostimano i rischi, secondo le accuse degli autori del Rapporto inviato ai capi di Governo e ai media, e che indica nel dettaglio i 'vizi' di impostazione dello studio internazionale Interphone lanciato nel 1999, realizzato in 13 Paesi e finanziato dalle aziende di telefonia. Interphone, spiega il Rapporto, voluto proprio per valutare i rischi di tumore cerebrale, sottostima il problema. I suoi 'errori' rappresentano la maggioranza dei motivi d'allarme che danno il titolo allo studio e che si aggiungono ai dati sui rischi di tumore, sulla maggiore vulnerabilita' dei bambini e sulla scarsa trasparenza degli studi. Nel Rapporto i ricercatori propongono anche alcune raccomandazioni generali per ridurre i rischi delle radiazioni: - preservare alcuni luoghi pubblici (scuole, asili, parchi gioco eccetera) da ogni tipo di radiazione; - organizzare campagne di comunicazione e di prevenzione destinate agli adolescenti e ai bambini ; - informare meglio il pubblico sui rischi dei dispositivi senza filo.
fonte:adnkronos.com

pesca illegale: 91 PAESI FIRMANO ACCORDO PER BLOCCARLA

Novantuno paesi hanno sottoscritto ieri 01-09-2009 un accordo per bloccare i pescherecci coinvolti nella pesca illegale, al fine di impedire l'ingresso di pesce ''irregolare'' nel mercato mondiale. Lo ha riferito l'Onu in un comunicato.

L'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) ha accolto con entusiasmo il trattato definendolo ''il primo patto globale incentrato sul problema''.

Le nuove misure, a cui dovranno attenersi i pescherecci, comprendono per prima cosa che le imbarcazioni facciano richiesta di un permesso per l'ingresso nei porti stranieri, che le autorita' siano informate del carico di pesce e che le navi dei Paesi firmatari siano pronte a sottoporsi a regolari ispezioni.

Lo statuto sara' esaminato dal Consiglio della Fao entro la fine del mese e passera' a novembre alla Conferenza della Fao per la formale adozione. L'accordo dovra' essere ratificato da ogni nazione e comincera' ad avere effetto dopo la firma di almeno 25 paesi

martedì 1 settembre 2009

Malaria: MESSO A PUNTO vaccino con parassita vivo

Ricercatori australiani di Melbourne hanno messo a punto il primo vaccino contro la malaria che utilizza l'intero parassita.Gli scienziati del Walter and Eliza Hall Institute di Melbourne, il cui studio e' descritto sulla rivista Usa Proceedings of the National Academy of Sciences,hanno alterato geneticamente il parassita Plasmodium falciparum rendendolo incapace di penetrare nel flusso sanguigno,dove causa il danno. Il vaccino permette agli individui di sviluppare gli anticorpi.

influenza suina: nuova influenza , VACCINO E DATE SOLO VIRTUALI

''Niente allarmismi e cautela innanzitutto''. L'invito arriva da Silvio Garattini, medico e farmacologo, fondatore e direttore dell'istituto ''Mario Negri'' di Milano che, intervistato da ''La Stampa'', ricorda: ''Stiamo parlando di un vaccino 'virtuale', che al momento non c'e'. Si stanno ancora facendo i test, poi vanno valutati gli effetti collaterali, quindi ci vuole l'approvazione delle autorita' regolatorie''.

Infine, spiega, ''ci sara' da attendere i tempi di produzione e distribuzione. Insomma, ammettendendo che si parta davvero il 15 novembre, se ci saranno due somministrazioni il sistema non sara' efficiente prima di fine anno. Per ora quindi raccomando cautela perche' si rischia di dare delle indicazioni che poi potranno essere disattese e cambiate''.

''E ripeto - sottolinea - ammesso che si parta davvero il 15 novembre...''.

LEGGI ANCHE:
INFLUENZA SUINA, NUOVA INFLUENZA, UCCIDE ANCHE CHI NON HA PATOLOGIE PREESISTENTI BASTI OSSERVARE COSA ACCADE IN GRAN BRETAGNA.

INFLUENZA SUINA, NUOVA INFLUENZA,COLPIRÀ 15 MILIONI DI ITALIANI, VACCINO A OTTOBRE

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, IL VIRUS ORA RESISTE AI FARMACI

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, ALLERTA PER LE GRAVIDANZE

INFLUENZA SUINA: nuova influenza, più di una varietà dell'A/H1N1

influenza suina: Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: CANADA, COMPLETATA PRIMA SEQUENZA GENETICA VIRUS

SINTOMI DELL'INFLUENZA SUINA

influenza suina: nuova influenza, IL VACCINO IN ITALIA SARà DISPONIBILE DAL 15 NOVEMBRE
.

influenza suina: nuova influenza, a fine ottobre 48 milioni di vaccini

«Entro la fine di ottobre noi riteniamo che sia possibile la conclusione della fase di sviluppo dei vaccini e contemporaneamente la produzione del vaccino corrispondente». Lo afferma intervenendo alla trasmissione «Radio Anch’io» Fabrizio Oleari, Direttore generale prevenzione e sanità del ministero della Salute, sottolineando che «entro il mese di ottobre saranno disponibili 48 milioni di dosi».

La situazione «è sotto il pieno controllo delle autorità sanitarie»: è stata la conclusione del primo vertice sull’influenza A/H1N1 tenuto nel tardi pomeriggio di ieri presso la presidenza del Consiglio. Nello stesso incontro, al quale hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il viceministro Ferruccio Fazio, il governo ha assicurato che «l’anno scolastico inizierà regolarmente» e che «sarà valutata di volta in volta la presenza di manifestazioni influenzali nelle scuole al fine dell’adozione di eventuali provvedimenti mirati di contenimento». È stata confermata inoltre la validità del lavoro finora svolto dall’Unità di crisi coordinata da Fazio e che tornerà a riunirsi mercoledì prossimo, 2 settembre.

Nell’incontro, al quale parteciperanno tutte le Regioni e i ministeri interessati, si farà il punto sulla campagna di vaccinazione e sul piano di comunicazione. La scuola è un altro tema sul tavolo dell’Unità di crisi, ma quanto deciso questa sera dal vertice presso Palazzo Chigi risponde al dibattito acceso dalla proposta, lanciata ieri dalla Federazione medici pediatri (Fimp), di chiudere le scuole per limitare la diffusione dell’influenza A. Una proposta che ha trovato comunque poche adesioni. Al coro di no, si sono aggiunti i pediatri dell’Uppa e quelli della Confederazione secondo cui «proporre la chiusura degli istituti è un vero e proprio terrorismo mediatico». Secondo l’Associazione italiana per la ricerca (Air), invece, «non è consigliabile al momento, ritardare l’apertura o chiudere le scuole a livello nazionale. Si può invece considerare una scelta da operare a livello locale a seconda del ritorno dell’epidemia di virus H1N1 e delle sue caratteristiche, come la gravità dei sintomi e la velocità di diffusione»

influenza suina: NUOVA INFLUENZA, LINEE GUIDA CONTRO LA DIFFUSIONE

Le scuole dovrebbero ricevere linee guida chiare e praticabili dal Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca su come ridurre al minimo la diffusione del virus inflenzale A/H1N1.

L'Associazione Italiana per la Ricerca sui Virus adotta le raccomandazioni emanate dai Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti e suggerice alcuni comportamenti da adottare per contrastare il virus.

INFORMAZIONI. Gli studenti e gli insegnanti dovrebbero essere informati sulla natura dell'influenza, sui modi di trasmissione e sulle pratiche di prevenzione dell'infezione.

STARE A CASA SE MALATI. Studenti e insegnanti malati dovrebbero rimanere a casa per un giorno in piu' dopo la remissione dei sintomi influenzali, come la febbre, anche se stanno prendendo farmaci antivirali.

INTERVENIRE PRECOCEMENTE. Se si sospetta un caso di influenza, la persona colpita dovrebbe contattare un medico al piu' presto. Le persone ad alto rischio (donne gravide, o persone affette da malattie croniche come l'asma o il diabete) dovrebbero assumere farmaci antivirali al piu' presto per ridurre il rischio di malattia grave o prolungata.

ISOLAMENTO DEI MALATI. Le scuole dovrebbero dotarsi d'un piano d'intervento nel caso si manifestino focolai di infezione da influenza, prevedendo una stanza dove isolare gli individui che stiano mostrando segni di malattia influenzale, in attesa di essere accompagnati a casa.

Dovrebbero anche avere un piano di sostituzione del personale, soprattutto quello che occupi posti chiave e l'eventuale personale sanitario.

E' raccomandato l'uso di mascherine per studenti e docenti malati e per coloro che se ne prendono cura.

IGIENE. Studenti e insegnanti dovrebbero praticare una buona igiene personale anti influenza, lavandosi spesso e accuratamente le mani, e coprendosi naso e bocca in caso di starnuti o colpi di tosse, possibilmente con fazzoletti di carta o, in mancanza d'altro, con la manicadel proprio indumento.

PULIZIE DI ROUTINE. Gli addetti alle pulizie della scuola dovrebbero pulire di routine e con i detergenti usuali tutte le aree che gli studenti e lo staff della scuola toccano spesso. Non e' necessario intervenire con prodotti speciali.

GARANTIRE LA CONTINUITA' DELL'EDUCAZIONE. L'educazione degli studenti malati dovrebbe continuare in casa, attraverso il telefono, pacchetti di compiti mirati e lezioni in rete.

Nel caso la pandemia riprendesse con un carattere piu' grave rispetto a quanto riscontrato nei mesi scorsi, allora sarebbe opportuno adottare queste ulteriori raccomandazioni: i genitori dovrebbero controllare la presenza di sintomi influenzali sui propri figli ogni mattina, e tenerli in casa nel caso abbiano febbre. Gli studenti andrebbero controllati anche all'arrivo a scuola Se qualsiasi membro della famiglia di uno studente si ammala di influenza, lo studente dovrebbe essere tenuto a casa per 5 giorni dal momento in cui si sono manifestati i sintomi.

Sarebbe bene aumentare le distanze tra i banchi della classe, sospendere le lezioni che raggruppano studenti di classi diverse e portare il periodo di assenza da scuola a 7 giorni, anche se nel frattempo i sintomi sono scomparsi.

Influenza stagionale: Circolare annuale sulla Prevenzione e Controllo dell’influenza

Diramata dal ministero della Salute la “Circolare annuale sulla Prevenzione e Controllo dell’influenza”: contiene «raccomandazioni per la stagione 2009-2010».

Il testo contiene informazioni e raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’epidemia stagionale di influenza. La Circolare fornisce, tra l’altro, informazioni sull’epidemiologia dell’influenza in Italia e nel mondo, sulle principali misure di prevenzione, sulle raccomandazioni per la vaccinazione, individuando i gruppi di popolazione cui destinare prioritariamente l’offerta «attiva e gratuita». La Circolare, inoltre, comprende le più recenti indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sulla composizione dei vaccini antinfluenzali.

Le informazioni sui ceppi circolanti e il trend epidemiologico sono raccolti dal Global Influenza Surveillance Network dell’Oms, che si avvale della collaborazione dei National Influenza Centres (Nic), presenti in 83 Paesi del mondo. «Nella stagione epidemica 2008-2009 i virus influenzali di tipo A/H1N1, A/H3N2 e B hanno circolato in molti Paesi del mondo. La maggior parte dei test di caratterizzazione antigenica eseguiti sugli isolati più recenti hanno mostrato, per il virus A/H1N1 stagionale, caratteristiche simili al ceppo A/Brisbane/59/2007», precisa la circolare.

lampadine a incandescenza: da oggi in vendita solo quelle a basso consumo


Dal oggi primo settembre 2009 via dagli scaffali le lampadine tradizionali, quelle che fino a oggi hanno accompagnato ogni momento della nostra vita quotidiana. Entra infatti in vigore una direttiva dell'Unione Europea che mette al bando le lampadine a incandescenza, ritenute poco efficienti e molto inquinanti. Al loro posto lampade alogene e a basso consumo, viceversa a meno emissioni di CO2 e a maggior rendimento energetico.

La sostituzione a livello mondiale – secondo uno studio del Centro di Ricerca & Sviluppo di Philips - delle lampade ad incandescenza per uso domestico con tecnologie di ultima generazione (risparmio energetico e Led) porterà ad un risparmio di 46 miliardi di euro in elettricità e 239 milioni di tonnellate di CO2, pari alla produzione di 228 centrali elettriche o a 685 milioni di barili di petrolio in un anno. A livello europeo il risparmio in elettricità sarebbe pari a 10 miliardi di euro e la riduzione di CO2 di 38 milioni di tonnellate, pari alla produzione di 52 centrali elettriche o a 156 milioni di barili di petrolio in un anno.

In Italia, annualmente, si vendono, nel canale della grande distribuzione, oltre 3.000.000 di lampade ad incandescenza da 100 Watt e per il momento solo 1.500.000 di lampade a risparmio energetico da 18 e 20 Watt corrispondenti ad una 100 Watt ad incandescenza
L'illuminazione in generale copre circa il 19% dell'uso di elettricità nel mondo e si basa per quasi tre quarti su soluzioni antiquate e energeticamente inefficienti. La lampada a incandescenza, ora al bando, venne inventata nel 1854 da Heinrich Goebel, un orologiaio tedesco emigrato in America. Il modello però era ancora troppo rudimentale e Goebel non riuscì a perfezionarlo.

Edison: la luce è nelle case
Nel 1878 viene costruito un modello sufficientemente durevole: a realizzarlo Thomas Alva Edison. Nella lampada ad incandescenza la luce viene prodotta dal riscaldamento di un filamento di tungsteno, attraverso cui passa la corrente elettrica. Il filamento è racchiuso in un bulbo di vetro, contenente argon. Durante il funzionamento il filamento raggiunge temperature fino a 2.700 Gradi kelvin (circa 2.427 gradi centigradi) e il tungsteno evapora: via via che la lampadina è accesa, il filamento diventa sempre più sottile, e dopo circa 1.000 Ore di funzionamento il filamento si spezza e la lampada esaurisce il suo ciclo di vita. Questo tipo di lampada produce soprattutto calore, e solo il 5-10% dell'energia prodotta viene convertita in luce. A causa del suo carso rendimento inizierà a essere ritirata dal mercato.

Ecco, qui di seguito, i nuovi tipi di lampadine che andranno a sostituire, gradualmente, quelle tradizionali:

Lampada alogena - è una variante di quella a incandescenza tradizionale. E' così detta perchè nel bulbo, oltre all'argon, contiene iodio, elemento classificato come 'alogeno' (insieme a fluoro, cloro, bromo, astato), e kripton, gas nobile. A volte la lampada è anche a base di xeno, altro gas nobile. Questo tipo di lampadina raggiunge un'incandescenza maggiore (fino a 3.000 Gradi kelvin, circa 2.727 Gradi centigradi), sprigionando quindi più energia. Nelle lampade alogene le molecole di tungsteno rilasciate dal filamento per via delle elevate temperature, si combinano con lo iodio dando vita ad un sale, l'alogenuro di tungesteno. Questo composto chimico entra a sua volta in reazione con il filamento incandescente: l'alta temperatura spezza il legame che unisce l'alogenuro, il tungsteno viene rilasciato e ridepositato sul filamento stesso, e questo 'giocò di reazioni ricomincia. Si genera così il ciclo alogenò, una sorta di vera e propria autoalimentazione della lampadina, che ha un periodo di vita doppio rispetto a quello tradizionale (2.000 Ore). Inoltre il rendimento luminoso di una lampada alogena, è del 50-100% superiore rispetto a quella tradizionale, e può funzionare dalle 2.000 Alle 6.000 Ore (cioè da due a sei volte di più della lampada a incandescenza).

Lampadine a basso consumo energetico - rappresentano la versione compatta delle lampade al neon. Sono formate da uno o più tubi di vetro contenenti vapori di mercurio, con un elettrodo posto all'estremità di ciascun tubo. All'accensione della lampadina, la corrente attraversa gli elettrodi provocando una scarica di gas: i vapori di mercurio emettono un raggio ultravioletto che viene trasformato in luce dalla polvere fluorescente che ricopre la parete interna del bulbo. Queste lampade costano di più di quelle tradizionali, ma consumano molta meno energia perché hanno migliori rendimenti luminosi. Inoltre, hanno una durata di vita più lunga. A differenza dei modelli a incandescenza, quelli a basso consumo energetico non sviluppano subito la loro massima intensità luminosa: per avere luce 'iena bisogna attendere qualche decina di secondi, a volte qualche minuto dall'accensione. In generale, le lampadine a basso consumo energetico si illuminano ancora più lentamente in ambienti freddi, dove fanno maggiormente fatica a sviluppare tutta la loro luminosità.

ROSSO: COLORE DELLA VITTORIA

Chi veste di rosso vince. Non e' una leggenda metropolitana ma una verita'. A dimostrarlo una ricerca condotta da alcuni psicologi dello sport dell'Universita' di Muenster in Germania, secondo cui l'esposizione a certi colori puo' avere un effetto significativo sul modo di pensare e di agire. Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno fatto vedere dei video-clip di combattimenti a 42 arbitri. Hanno poi manipolato digitalmente gli stessi clip in modo che i colori dell'abbigliamento venissero cambiati. E' emerso che i concorrenti vestiti di rosso venivano premiati con una media del 13% superiore rispetto a quelli vestiti di blu.

L'influenza del colore sui successi sportivi era gia' stata messa alla luce nel 2004 da due antropologi evoluzionisti Russell Hill e Robert Barton della Durham University (UK).

Analizzando le gare delle Olimpiadi di Atene 2004, i due scienziati avevano dimostrato come il colore del vestito degli atleti ne influenzasse il risultato: quasi il 55% delle gare era stato vinto da concorrenti vestiti di rosso.