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venerdì 4 settembre 2009

INFLUENZA SUINA: Nuova influenza, a Genova la sperimentazione del vaccino

L'Istituto di Igiene di Genova è uno dei cinque centri in Italia in cui avviene la sperimentazione del vaccino contro la nuova influenza. Da giorni un centinaio di persone volontarie si è sottoposto alla prima parte del test. Appena saranno pronti i risultati, si partirà con la seconda tranche. Servirà a capire se l'antidoto può essere efficace come è stato elaborato e se deve essere somministrato con una o più dosi. Dall'Istituto genovese bocche cucite sui dettagli della sperimentazione, come previsto dall'accordo con la casa farmaceutica che ha fornito il vaccino. Il direttore Giuseppe Badolati spiega solo che i test stanno andando avanti a ritmo serrato e che come sempre c'è stata un'ottima risposta da parte di chi si è voluto sottoporre volontariamente all'esame. "Io stesso - spiega a Primocanale - ho deciso di fare il test in quanto operatore sanitario". Come ha annunciato ieri l'assessore regionale alla sanità, Claudio Montaldo, il vaccino italiano dovrebbe essere pronto a metà novembre. In Liguria ne arriveranno, in base alla popolazione, circa 230mila dosi.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, IN SICILIA AL VIA PIANO VACCINAZIONI E MONITORAGGIO

Il sistema sanitario regionale della Sicilia, in linea con le altre regioni italiane, si sta attrezzando per l'avvio della campagna vaccinale contro il virus A/H1N1, che, come ipotizzato dal ministero della Salute, potrebbe essere gia' anticipata al prossimo mese di ottobre. La Regione siciliana, inoltre, attivera' entro questo mese, d'intesa con il ministero, un nuovo sistema di sorveglianza attraverso il monitoraggio informatizzato degli eventi che, in Sicilia, integrera' il tradizionale sistema di notifica settimanale dell'andamento dei casi al Ministero della salute e all'istituto superiore della Sanita'.

Nei prossimi giorni le nuove aziende sanitarie dovranno elaborare i piani operativi per la vaccinazione che saranno approvati dal Comitato. Inoltre verra' elaborata una campagna di comunicazione per i cittadini, dal titolo ''Non lasciamoci influenzare'', attraverso i principali organi di stampa e sul sito istituzionale www.regione.sicilia.it/sanita con la diffusione di un documento illustrativo che ribadira' le principali precauzioni da adottare in caso di influenza.

Sono questi i principali risultati della riunione del Comitato regionale per le Pandemie, composto da esperti esterni e da tecnici e rappresentanti dei vari settori coinvolti a livello regionale, che si e' svolta oggi. Il Comitato, gia' nel mese di agosto, aveva predisposto il Piano Regionale per le Pandemie, contenente le linee strategiche regionali e gia' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana.

Il Comitato ha preso atto degli indirizzi recentemente forniti dal ministero della Salute ed elaborati d'intesa con le Regioni: e' stato confermato che alla Sicilia sono state assegnate 710.000 dosi per il primo ciclo di vaccinazioni che - come verra' definito nei prossimi giorni a livello nazionale - riguardera' prioritariamente il personale sanitario e di assistenza, personale di pubblica sicurezza e di enti di pubblica utilita' e le categorie a rischio di eta' inferiore ai 65 anni. Le vaccinazioni saranno gratuite.

''La raccomandazione principale per coloro che sono affetti da influenza - ha sostenuto oggi il Comitato - e' quella di rivolgersi sempre, in caso di necessita', al proprio medico curante, il cui ruolo rimane fondamentale''.

Tra l'altro, d'intesa con le principali associazioni di categoria, verra' attivata su tutto il territorio regionale una rete composta da un campione di medici di base che avranno il compito di monitorare l'andamento dei casi ed attuare la sorveglianza virologica secondo il protocollo nazionale Influnet, coordinato dall'Istituto superiore della Sanita'.

Per i casi sospetti, viene data grande importanza alla adozione di precauzioni domiciliari per evitare che quest'ultimi possano entrare in contatto con persone appartenenti alle categorie piu' fragili o a rischio.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, TEST GENETICO PER TROVARLA . SALE IL NUMERO DELLE VITTIME

La caccia del virus con il tampone. I primi a realizzare non uno, ma due test per rilevare l'influenza suina sono stati cinque ricercatori dei laboratori del Pathology Queensland di Brisbane (Australia).
Gli scienziati si sono messi sulle tracce di A/H1N1 alla notizia dei primi casi di febbre suina ad aprile in Messico.
Un lavoro che ha dato i suoi frutti in tempi rapidi, permettendo di diagnosticare il primo caso di influenza in Australia. Per primo e' stato sviluppato un esame per i campioni prelevati con un tampone nasale. I dettagli sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Virology. Si tratta di un test, completamente computerizzato, che utilizza una tecnica di biologica molecolare, la reazione a catena della polimerasi (PCR), grazie alla quale il materiale genetico del virus presente nell'organismo viene evidenziato da segnali ''fluorescenti''. Bersaglio dell'agente virale sono due elementi chiave della sua struttura: l'emoagglutinina e la neuraiminidasi.

Aumentano le vittime della nuova influenza A/H1N1 nel mondo.
''Ci sono ora 2.837 casi di morte attribuili alla pandemia per A/H1N1'', ha detto il portavoce dell'Oms, Gregory Hartl.
Il dato evidenzia un incremento di 652 decessi rispetto allo scorso aggiornamento pubblicato la settimana scorsa che ne indicava 2.185.

clima: rondini tradite dal clima usignoli scomparsi


A settembre, in un tempo che ormai ci pare lontano, era normale vedere i prepa­rativi che le rondini facevano in previsio­ne del lungo viaggio che le avrebbe ripor­tate in Africa a svernare. C’era il richiamo e l’addestramento al loro primo viaggio dei nuovi nati; c’era il riunirsi in stormi vieppiù consistenti. I raduni premigrato­ri, li chiamavano gli esperti. Ma, a parte questi, chi ancora s’accorge, e forse addi­rittura ha nostalgia, dell’immagine bella di quell’affollarsi di rondini una volta consueta e ormai così rara? Quante sono, al giorno d’oggi, le persone che, per sensibilità e soprat­tutto per l’esperienza acquisita in tem­pi lontani, sa ancora percepire e legge­re i tanti piccoli segni — segni spesso d’allarme — che l’ambiente costante­mente ci invia?

In molte zone del nostro Paese sono, per esempio, scomparsi gli usignoli. Era una gioia sentirne il canto notturno bello e toccante. E chi ancora ha memoria dei concerti, pure notturni, dei grilli, o di quelli diurni delle cicale? Eppure i segnali sono, o almeno sareb­bero, chiari e forti, e proprio le rondini, al proposito, avrebbero molto da raccon­tarci. Perché loro sono animali straordi­nariamente specializzati. Anche se il de­clino di questi un po’ magici uccelli è ini­ziato ormai da molto tempo (e la Lipu, la lega italiana protezione uccelli, non ha mai smesso di allertarci) tutti sappiano che le rondini si nutrono volan­do, tenendo il loro grande becco — una trappola naturale — ben spalancato. Eb­bene, se gli insetticidi hanno fatto fuori la maggior parte degli insetti volanti, op­pure, quelli rimasti, li hanno resi veleno­si, per le rondini c’è ben poco da fare. E lo stesso può dirsi per le loro notturne controfigure, i pipistrelli. Le rondini, ho scritto prima, sono ani­mali specialisti: hanno cioè messo a pun­to, nei tempi lunghi della loro evoluzio­ne, un raffinato, talora pressoché perfet­to, modo di stare al mondo, adattandosi a un tipo di ambiente prevedibile e stabi­le. E ho scritto «i tempi lunghi della loro evoluzione», perché si tratta di evoluzio­ne biologica, un processo che appunto è sempre lentissimo.

Ma ecco allora dove sta il problema: ebbene, il problema sta in noi, in noi Homo sapiens, una specie che, piuttosto straordinariamente, è in grado di cambiare il suo comportamen­to non per evoluzione biologica, ma cul­turale. Il che significa, tra l’altro, il saper de­terminare — e sempre più col passare del tempo — anche repentini cambia­menti ambientali. Così i cosiddetti am­bienti stabili e prevedibili, essenziali per l’evolversi degli specialismi biologi­ci, la smettono di essere tali. E gli ani­mali specialisti, come le rondini e i pipi­strelli, se ne vanno decisamente in cri­si. È la biologia, in parole povere, che non tiene il passo, sempre più rapido della nostra, spesso sconsiderata, evolu­zione culturale. Ecco allora che questo nostro tempo, che poi è tempo di crisi ecologica, segna il trionfo di quelle specie che sono l’op­posto degli specialisti, e cioè gli animali detti generalisti. Sono specie adattate a vivere in ambienti instabili e pertanto scarsamente prevedibili oppure, addirit­tura, a vivere la vita avventurosa degli animali colonizzatori. Specie, insomma, che in un modo o nell’altro se la cavano sempre. Furbe e opportuniste, con po­che regole scritte nel loro Dna e invece con raffinate capacità di apprendimento. Specie che, un po’ eufemisticamente, vengono denominate «problematiche», quali i topi e i ratti, i colombi, gli scara­faggi, anche i cinghiali, in un certo sen­so. Ebbene, queste specie, generalmen­te, occupano gli spazi lasciati liberi dagli specialisti sconfitti banalizzando così i differenti ambienti, un tempo ricchi dei cosiddetti «endemismi». Forme cioè che si trovavano, rendendoli l’uno dall’altro unici, ciascuna in un ambiente particola­re. Adatte ad esso e ad esso soltanto.

C’è, infine, un altro segnale che l’am­biente ci manda: la presenza di tantissi­me specie esotiche, installatesi perché sfuggite alla cattività o, peggio ancora, perché rilasciate per scopi venatori o di pesca. Che ci fanno, per esempio, i va­riopinti pappagalli che volano tra le pal­me di Palermo, di Genova, di Roma e di altre nostre città? E che ci fa nei nostri maggiori corsi d’acqua il siluro del Da­nubio, un gigantesco pesce-gatto? Ecco allora che, in questi casi, peraltro assai frequenti, la banalizzazione addirittura si internazionalizza e noi possiamo par­lare, a pieno titolo, di globalizzazione zoologica.
fonte:corriere.it

ESTATE 2009: al quarto posto per caldo dal 1800

L'estate del 2009 si posiziona al quarto posto tra le piu' calde dal 1800 a conferma dei cambiamenti climatici in atto anche in Italia. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell''Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), dai quali emerge anche che le temperature medie dell'estate 2009 sono state superiori di 1,88 gradi rispetto alla media di confronto del periodo 1961-1990. Ad influenzare il risultato stagionale e' stato soprattutto il mese di agosto che - sottolinea la Coldiretti - si classifica al terzo posto per temperatura media e al quarto per scarsa piovosita', sulla base delle rilevazioni effettuate negli ultimi due secoli.

Se le ultime tre estati si sono classificate tutte nella top ten delle estati piu' calde degli ultimi 200 anni, il record assoluto delle alte temperature e' stato fatto segnare dal 2003 a dimostrazione - continua la Coldiretti - dell'intensificarsi della frequenza con cui si verificano eventi estremi.

Il caldo dell'estate 2009 - sostiene la Coldiretti - ha favorito l'evapotraspirazione nelle piante che hanno messo in atto meccanismi di protezione che hanno portato all'ingiallimento precoce delle foglie in ciliegi, peschi e ippocastani ma anche alla loro caduta ben visibile nei salici. Nelle case, nei giardini e nei campi coltivati si sono impennate le richieste di acqua da parte delle piante che hanno bisogno di mantenere un adeguato livello di idratazione per non rischiare di seccare sotto i raggi del sole. In difficolta' - precisa la Coldiretti - ci sono le coltivazioni di mais necessarie per l'alimentazione degli animali che necessitano di una adeguata irrigazione, mentre la vendemmia e' iniziata con un anticipo in media di 10 giorni ed una produzione di qualita' ma contenuta sui 46 - 47 milioni di ettolitri ben al di sotto della media degli ultimi cinque anni.

Nel mondo animale le rondini sono confuse e solo in parte hanno iniziato la partenza e altre si sono fermate per le alte temperature del mese di agosto e l'assenza di pioggia, mentre le api stremate dal caldo volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire piu' a prendere il polline e le mucche nelle stalle - sostiene la Coldiretti - soffrono l'afa e producono fino al 15 per cento di latte in meno.

L'arrivo del maltempo al nord, con la pioggia caduta a Roma dopo due mesi di assenza, e' destinato dunque a portare benefici alle coltivazioni anche se preoccupa - conclude la Coldiretti - l'andamento climatico tropicale con il grande caldo interrotto da temporali violenti accompagnati da grandine e forte vento particolarmente pericolosi per l'attivita' agricola in questa fase stagionale, che si sono verificati a macchia di leopardo in tutta la penisola provocando danni da milioni di euro.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA: PRIMO MORTO IN ITALIA all'ospedale Cotugno di Napoli


E' morto questa notte il paziente napoletano di 51 anni ricoverato da giorni all'ospedale Cotugno di Napoli. Cosi' anche in Italia e' stato registrato il primo morto a causa dell'influenza A. ''Alle ore 24,00 - spiega il comunicato dell'ospedale - il paziente D. G. e' deceduto per sepsi da stafilococco aureo e broncopolmonite complicata da insufficienza renale acuta in paziente con grave cardiomiopatia dilatativa, diabete mellito in oligofrenico con infezione da virus A H1 N1''.

A mezzanotte in punto si è fermato il cuore di D.G., l'uomo di 51 anni, colpito dal virus dell'influenza H1N1, che da alcuni giorni era ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale per la cura delle malattie infettive "Cotugno" di Napoli. È la prima vittima in Italia dell'influenza che sta provocando la morte di centinaia di persone in ogni parte del mondo, anche se, in questo primo caso italiano, il virus è soltanto in parte responsabile del decesso che è stato determinato, soprattutto, dalle gravi patologie che già da diverso tempo affliggevano il paziente. L'uomo, un soggetto oligofrenico, soffriva infatti da tempo di miocardiopatia dilatativa e di una forma molto grave di diabete. Il quadro clinico, di recente, si era ulteriormente complicato a causa di una insufficienza renale e di una sepsi da stafilococco aureo.

Le condizioni di D.G. hanno subito un ulteriore, brusco peggioramento verso le ore 23 della scorsa serata. Il personale medico e paramedico in servizio nel reparto di rianimazione del Cotugno è immediatamente intervenuto, praticando tutte le iniziative previste dai protocolli terapeutici. In breve tempo i medici hanno però constatato una crescente bradicardia, cioè un progressivo rallentamento del battito del cuore, finchè non è subentrata la fibrillazione e, infine, l'arresto. I medici del Cotugno hanno proseguito con le manovre di rianimazione per altri 45 minuti, fin quando non si è dovuta constatare la morte del paziente.

Le condizioni dell'uomo - che abitava con l'anziana madre nel quartiere Secondigliano - si erano rivelate molto critiche sin dal momento del suo ricovero nell'ospedale per la cura delle malattie infettive di Napoli. I medici, in realtà, non avevano mai nutrito troppe speranze che riuscisse a sopravvivere. Sin dal momento del suo arrivo in ospedale, martedì scorso, D.G. era stato sottoposto a respirazione assistita ed al monitoraggio dal punto di vista emodinamico e respiratorio, con elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa e dei livelli di gas nel sangue. D.G. è stato sin dal primo momento sottoposto anche ad emofiltrazione renale.
L'uomo era stato ricoverato inizialmente nell'ospedale Cardarelli, dove gli erano state diagnosticate gravi insufficienze cardiorespiratoria e renale e per questo era stato intubato. Successivamente era stato trasferito nell'ospedale Cto e, dopo gli esami, gli era stato diagnosticato il virus N1H1 dell'influenza A. A quel punto era stato portato al Cotugno.
D.G. non è mai stato all'estero e, a causa delle tante patologie da cui è affetto, era stato ricoverato in passato in vari ospedali e case di cura di Napoli. I medici del Cotugno hanno però escluso che possa aver contratto il virus N1H1 proprio durante uno di questi ricoveri.

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SINTOMI DELL'INFLUENZA SUINA

influenza suina: nuova influenza, IL VACCINO IN ITALIA SARà DISPONIBILE DAL 15 NOVEMBRE
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influenza suina: nuova influenza, RISULTATI INCORAGGIANTI SU VACCINO

Prove cliniche sul vaccino contro la nuova influenza A/H1N1 hanno mostrato ''incoraggianti'' risultati e hanno suggerito che una dose potrebbe bastare. I risultati arrivano dalla casa farmaceutica svizzera Novartis.

''I risultati dello studio pilota sono incoraggianti'', ha detto Andrin Oswald, capo della divisione vaccini della Novartis, spiegando che la prova del vaccino e' stata condotta su 100 volontari tra i 18 e i 50 anni.

''Due dosi - ha aggiunto - sembrano provvedere meglio alla protezione, ma una singola dose del nostro vaccino Celtura puo' essere sufficiente a proteggere gli adulti contro l'influenza suina''.

giovedì 3 settembre 2009

epatite: PERCHè DIVENTA CRONICA

Un difetto funzionale delle cellule primitive - cellule dell'immunita' innata, note anche come ''uccisori naturali'' - e' la prima causa della cronicizzazione dei virus dell'epatite B e C: e' quanto emerge da uno studio pubblicato su Gastroenterology condotto da Mario Mondelli del Laboratorio sperimentale di ricerca del Dipartimento di Malattie infettive dell'Irccs - Fondazione San Matteo di Pavia. ''Lo studio si e' concentrato sulle cellule dell'immunita' innata denominate 'natural killer', gli 'uccisori naturali' - spiega Mondelli - che uccidono le cellule infettate del nostro organismo. Abbiamo dimostrato che esiste un difetto funzionale di queste cellule nelle epatiti virali croniche, che dimostrano una normale o incrementata capacita' di 'uccidere' le cellule infette, ma sono incapaci di produrre una sufficiente quantita' di interferone gamma, consentendo ai virus dell'epatite B e C di persistere indisturbati nel fegato dei pazienti che non sono in grado di eliminarli''.

Outbreaks near me: CONTROLLA DIFFUSIONE dell'influenza suina con l'iPhone

Visualizzare sull'iPhone una mappa in cui sono segnalati tutti i focolai dell'influenza suina ed essere avvisati quando si e' in prossimita' di uno di questi: si chiama ''Outbreaks near me'' la nuova applicazione della Apple creata dai ricercatori americani del Mit - Massachusetts Institute of Technology - e di Harvard (Boston) e disponibile gratuitamente per tutti i proprietari di iPhone interessati a conoscere le ''mosse'' e gli spostamenti del virus H1N1. L'applicazione e' stata sviluppata grazie ad HealthMap, una risorsa online che raccoglie e distribuisce informazioni sulla diffusione di influenze e infezioni: ''Si tratta di una specie di epidemiologia fatta dalla gente comune - spiega Clark Freifeld, co-fondatore di HealthMap - che rende i cittadini partecipi della causa della salute pubblica, incoraggiandoli non solo a fruire delle informazioni in tempo reale, ma anche a collaborare alla creazione delle mappe''.

stress: Il profumo dei fiori allevia lo stress


Che annusare una fragranza floreale potesse essere piacevole, e magari anche rilassante, lo si sapeva già. Ma ora dal Giappone arriva anche una prova scientifica sull'effetto benefico sull'organismo delle fragranze floreali. Secondo uno studio da poco apparso sulla rivista Journal of argicoltural and food chemisty, l'inalazione di alcuni aromi può effettivamente incidere sull'attività dei geni e sulle cellule del sangue riducendo in modo significativo i livelli di stress, anche se per ora la ricerca è stata condotta solo sui topi e quindi da considerare ancora con una certa cautela.

ODORI BENEFICI - «È' empiricamente noto fin dai tempi antichi - si legge nell'introduzione all'articolo - che alcune fragranze hanno effetti psico-fisiologici sedativi, stimolanti, calmanti, antinfiammatori anti-convulsivi; l'odore del limone, per esempio, ha un effetto antidepressivo, mentre la valeriana induce il sonno». Mossi da questo presupposto, Akio Nakamura e i suoi collaboratori hanno sottoposto alcuni ratti a situazioni di stress e verificato su di essi l’impatto dell'inalazione di linalool, un agente chimico responsabile di una fragranza presente in vari tipi di fiori come il the l'arancio, l'uva, il mango, il limone o la lavanda. Risultato: il linalool, comunemente impiegato in prodotti commerciali ha svolto un’azione repressiva su alcuni cambiamenti nelle cellule del sangue e nell'espressione dei geni che sono attribuibili allo stress.

DAI TOPI AGLI UOMINI - In particolare, la sostanza avrebbe significativamente ridotto determinate mutazioni in 109 geni delle cavie sottoposte all'esperimento. Secondo i ricercatori, poi, il fatto che l'effetto della fragranza sia misurabile attraverso l'analisi del sangue potrebbe aprire a futuri test sull'uomo.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, LA LIGURIA PRONTA CON 230 MILA VACCINI

''La pandemia si conferma un evento a maggiore impatto sociale per il prevedibile alto numero di malati contemporanei, piuttosto che sanitario, grazie, per ora, alla non particolare aggressivita' del virus''. Claudio Montaldo, assessore alla Salute della Regione Liguria, ha fatto il punto sul virus A/H1N1, all'indomani dell'incontro avuto al ministero della Salute. La disponibilita' di vaccino e' stato definita, alla Liguria verranno assegnati 230.000 cicli nel 2009, un quantitativo ritenuto sufficiente. Per il 'piano pandemico' sono stati assegnati alla Regione Liguria 108.766 euro.

''Si conferma per ora - afferma l'assessore ligure - una lentezza di diffusione in Italia del virus. Sono circa 5.600 i casi probabili di cui confermati 2.700. Ricordo che l'accertamento di laboratorio (tampone faringeo) a seguito del modificato quadro epidemiologico, su indicazione ministeriale, non e' piu' eseguito su tutti i casi sospetti ma solo a scopo diagnostico nei casi con quadro clinico severo e a campione per monitorare la circolazione dei virus influenzali''.

In Liguria si sono registrati finora 235 casi probabili (112 di eta' compresa tra i 15 ei 34 anni) di cui 33 confermati positivi al test per A/H1N1, 32 ospedalizzati, tutti guariti.

I casi risultati positivi sono prevalentemente di viaggiatori o loro contatti, anche se dobbiamo attenderci un aumento progressivo dei casi di tipo autoctono.

La Regione Liguria ha attivato i diversi Settori, a seconda delle specifiche competenze, del Dipartimento Salute e servizi sociali per predisporre il Piano Regionale Pandemico.

Tutte le aziende sanitarie hanno predisposto i propri Piani attuativi locali. Sono stati attivati sia la Commissione regionale Vaccini e Malattie Infettive sia il Comitato Pandemico regionale.

Tutta la rete delle strutture sanitarie pubbliche, comprese le strutture Universitarie competenti, e' attualmente in pieno esercizio per corrispondere al meglio alle esigenze che si determineranno al fine di ridurre quanto possibile l'impatto della pandemia.

Il ministero ha provveduto all'acquisto delle dosi vaccinali per coprire il 40% della popolazione e consegnera' appena disponibile alle singole Regioni il quantitativo loro assegnato in base alla popolazione residente. La consegna al centro di stoccaggio regionale avverra' a cura della Croce Rossa Italiana.

influenza suina: nuova influenza, la Cina parte col Vaccino

La Cina ha approvato l'immissione sul mercato di un nuovo vaccino contro il virus N1H1 dell'influenza A. Il vaccino e' prodotto dal laboratorio cinese Sinovac. Lo ha annunciato oggi l'Autorita' nazionale per gli alimenti e i farmaci. 'Il vaccino prodotto da Sinovac e' stato ufficialmente approvato' ha dichiarato il capo dell'Autorita', Zhang Wei. 'I test completati - ha aggiunto - hanno dimostrato che il vaccino e' sicuro'.

RISCALDAMENTO GLOBALE: IL MONDO E' SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO


'Abbiamo il piede sull'acceleratore e ci stiamo dirigendo verso l'abisso'', ha ammonito Ban Ki-moon riferendosi ai cambiamenti climatici. In un intervento alla Terza Conferenza mondiale sul clima, in corso a Ginevra, il segretario generale dell'Onu ha esortato la comunita' internazionale ad agire ''adesso''. ''Abbiamo scatenato forze potenti ed imprevedibili, il cui impatto e' gia' visibile. L'ho osservato con i miei occhi'', ha aggiunto Ban ki Moon reduce da una missione all'Artico.

Abbiamo un piede incollato sull'acceleratore e ci stiamo dirigendo verso un precipizio''. E' questa l'immagine con cui il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, oggi alla Conferenza mondiale sul Clima di Ginevra, ha voluto lanciare un monito sui rischi imminenti che sta correndeo il pianeta.

Ban Ki Moon, che questa settimana ha visitato l'Artico per vedere in prima persona gli effetti del riscaldamento globale, ha avvertito che ''molti degli scenari piu' a lungo termine'' previsti dagli scienziati si stanno ''verificando ora''. ''Gli scienziati - ha spiegato - sono stati accusati per anni di allarmismo, ma i veri allarmisti sono quelli che dicono che non possiamo permetterci un'azione'' contro il riscaldamento climatico, perche' ''cio' fermerebbe la crescita economica''. Queste persone ''sbagliano, il cambiamento climatico potrebbe essere disastroso'', ha avvertito Ban.

Il numero uno dell'Onu ha poi fissato le speranze di un'inversione di tendenza sul summit sul cambiamento climatico dei leader mondiali a New York, previsto questo mese.

I colloqui su un nuovo Protocollo di Kyoto e sui tagli alle emissioni in vista della Conferenza di Copenaghen di dicembre sono stati troppo lenti e limitati. ''Abbiamo 15 giorni utili per i negoziati da qui a Copenaghen, non possiamo permetterci progressi limitati, abbiamo bisogno di rapidi progressi'', ha aggiunto, criticando ''l'inerzia'' di molti paesi sul tema. ''A New York mi aspetto discussioni chiare e costruttive, mi aspetto la costruzione'' di uno strumenmto che funga da ponte per il futuro e ''risultati forti'', ha detto Ban ai delegati di 150 paesi riuniti al meeting di Ginevra.

Il segretario generale dell'Onu ha poi avvisato che il prezzo di un eventuale fallimento della Conferenza di Copenaghen sarebbe alto ''non solo per le future generazioni, ma anche per questa generazione''. Ban ha poi ribadito che la promessa fatta dal Gruppo del G8 per un taglio a lungo termine, entro il 2050, dell'80% delle emissioni nocive non e' sufficiente: ''Continuo a credere che avrebbero dovuto fissare un obiettivo di medio termine e continuero' a sostenere con il G8 e il G20'' questa posizione.

Nel corso del suo mandato, Ban Ki Moon ha effettuato diversi viaggi allo scopo di verificare l'impatto del cambiamento climatico sull'ambiente e sull'uomo, compreso un viaggio in Antartide. Ban ha visto di persona l'avanzameto dei deserti in Ciad e la diminuzione della foresta amazzonica in Brasile. Visibilmente preoccupato dall'ultima visita nell'Artico, Ban Ki Moon ha avvertito che l'innalzamento del livello del mare, causato in primo luogo dallo scioglimento dei ghiacci della calotta polare, minaccera' grandi citta' in tutto il mondo, cun bacino potenziale di 130 milioni di persone. Il cambiamento climatico, secondo Ban, sta inoltre innescando una corsa alle risorse naturali nell'Artico, dopo l'apertura di un passaggio per le navi nei mari del polo nord, ora liberi dai ghiacci. ''Non stiamo solo sfidando l'ambiente, il cambiamento climatico sta anche alterando il quadro geopolitico'', ha spiegato.

Ban ha poi invocato azioni urgenti sui temi-chiave dei negoziati preparatori della Conferenza di Copenaghen, caratterizzati da divisioni tra paesi ricchi, emergenti e poveri. Secondo Ban queste divisioni si registrano anche sulle misure da adottare per adattarsi al cambiamento climatico e sull'avvio di 'finanziamenti rapidi' per aiutare i paesi piu' vulnerabili e meno sviluppati. Mentre le nazioni piu' industrializzate hanno bisogno di obiettivi sulle emissioni di medio termine, Ban ha rilevato che anche i paesi in via di sviluppo ''hanno bisogno di agire subito per diminuire la crescita delle emissioni''.

L'ex diplomatico sudcoreano ha poi rivelato di star lavorando a un vertice dei leader delle nazioni che hanno le piu' grandi foreste per un meeting, da svolgere entro il mese, sulla deforestazione: ''Chiedero' ai leader delle nazioni con le piu' grandi foreste di incontrarci'' il 22 settembre. Per il segretario generale dell'Onu i paesi a maggior rischio deforstazione sono Brasile, Indonesia, Repubblica democratica del Congo e alcuni paesi europei.

CAMBIAMENTI CLIMATICI: CONDIVISIONE DI INFORMAZIONI METEO PER 150 PAESI

Le 150 nazioni riunite alla Conferenza mondiale sul clima di Ginevra hanno trovato un accordo sull'istituzione di una nuova struttura globale per la condivisione delle informazioni sul clima, in quel che i tecnici definiscono un passaggio chiave per affrontare il problema del riscaldamento globale. In una dichiarazione, i funzionari e i delegati nazionali affermano di aver deciso di istituire ''una struttura globale dei servizi climatici'' che dovrebbe rafforzare lo scambio di informazioni sul clima e renderle piu' facilmente disponibili. L'accordo potrebbe ''allargare la finestra'' delle attuali previsioni meteo per produrre previsioni che riescano a guardare a stagioni, se non addirittura a decenni, avanti, affermano i meteorologi.

Il sistema dovrebbe inoltre compensare la scarsa attendibilita' dei servizi di previsione meteo in alcuni paesi poveri, soprattutto africani.

Questo passo, che non sara' completamente realizzato prima del 2011, e' considerato una mossa fondamentale per potersi adattare ai cambiamenti del clima, un tema chiave per i difficili negoziati preparatori della Conferenza di dicembre a Copenaghen. I servizi pensati potrebbero infatti influenzare le decisioni su acqua, agricoltura, pesca, salute, foreste, trasporti, turismo, energia e il grado di preparazione ai disastri naturali.

La Conferenza mondiale sul clima di Ginevra si concludera' domani.

riscaldamento mari: GOLFO NAPOLI AUMENTO TEMPERATURE 3,5 GRADI IN 3 ANNI


''La temperatura media dei primi 20 metri del mare del Golfo di Napoli e' aumentata di tre gradi e mezzo negli ultimi tre anni, passando da 24 gradi a 27 gradi e mezzo''. E' questo il dato di sintesi emerso nel corso della riunione convocata dall'Assessore all'Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini, e alla quale hanno preso parte il professor Giuseppe Chiaudani, idrobiologo di fama internazionale gia' protagonista della soluzione del problema delle mucillagini nel mar Adriatico, e il professor Vincenzo Saggiomo, coordinatore dall'area Gestione Ambiente ed Ecologia costiera della stazione zoologica della Anton Dohrn, che ha illustrato i risultati delle sue ricerche in materia dal 1984 ad oggi, fornendo un quadro storico di riferimento e il Dirigente della Protezione civile, ingegner Bruno Orrico. Lo riferisce una nota spiegando che, in particolare, e' stato possibile notare che dal 2004 al 2007 la temperatura delle acque marine fino a venti metri di profondita' e' stata sempre compresa tra i 24 e i 25 gradi.

''La temperatura media di ieri nella fascia compresa nei primi tredici metri di profondita' marina - sottolinea Saggiomo - e' stata addirittura di 28 gradi. Ventisette gradi e mezzo, invece, e' la temperatura media nei primi 20 metri.

Per quanto riguarda le modalita' di analisi, si tratta di prelievi costanti - precisa il ricercatore della Anton Dohrn - eseguiti a due miglia dalla costa partenopea nel tratto centrale tra Castel dell'Ovo e Mergellina''.

Secondo il professor Chiaudani, ''l'aumento della temperatura e' una delle concause che possono determinare la presenza di mucillagini nel golfo di Napoli. Con queste temperature viene tutto a galla e non si verifica il rimescolamento delle acque. Con tre gradi di aumento della temperatura - evidenzia l'esperto - le alghe aumentano di un terzo la capacita' di produzione di sostanza organica extracellulare che sono di difficile e lenta biodegradazione''.