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domenica 13 settembre 2009

Alzheimer: FRUTTA, DIETA MEDITERRANEA E SPORT RIDUCONO IL RISCHIO DI AMMALARSI DEL 60 %


Sport e dieta mediterranea riducono il rischio di Alzheimer:lo conferma uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association.Secondo gli esperti, che per 5 anni hanno seguito 1.880 anziani sani, un'alimentazione ricca di frutta e povera di carni rosse ABBINATA ALLA ginnastica diminuisce il rischio Alzheimer .
E' il risultato di uno studio guidato da Nikos Sarmeas della Columbia University e pubblicato su Journal of the American Medical Association (JAMA). Lo studio, condotto su 1880 anziani, con un'eta' media di 77 anni, di una comunita' multi-etnica newyorkese, ha analizzato il livello di attivita' di fisica e le abitudini alimentari. Dallo studio e' emerso che soggetti fisicamente attivi avevano un 33% di riduzione del rischio del morbo di Alzheimer, mentre coloro che avevano aderito ad un tipo di dieta mediterranea avevano ridotto il rischio del 40%. La progressiva associazione di una buona attivita' fisica e di una dieta mediterranea aveva ridotto del 60% il rischio di Alzheimer. ''Questo studio - afferma Nikos Scarmeas - e' importante perche' dimostra che le persone possono essere in grado di alterare il loro rischio di sviluppare il mordo di Alzheimer, modificando il loro stile di vita attraverso la dieta e l'esercizio fisico''.

venerdì 11 settembre 2009

INTELLIGENZA: DIPENDE DALLA STRUTTURA DEL CERVELLO


Tanto piu' grande e' il cervello, tanto piu' si e' intelligenti. Non e' piu' un luogo comune: l'intelligenza dipende dallo sviluppo della struttura del cervello. E' quanto emerge dallo studio pubblicato su Association for Psychological Science dai ricercatori dell'Universita' di Bufalo (New York, Usa). Le dimensioni della corteccia cerebrale contribuiscono a determinare la differenza intellettiva tra gli individui: ''Una struttura cerebrale piu' ampia - spiega Eduardo Mercado, il ricercatore che ha guidato lo studio - migliora la plasticita' cognitiva, ossia la capacita' di apprendimento, di ricordare le informazioni e di elaborare i problemi''.
La ricerca ha dimostrato che una corteccia piu' sviluppata e' indice di una maggiore capacita' intellettuale: ''Identificare, dunque, il modo in cui funzionano i moduli corticali - conclude Mercado - potrebbe consentire di comprendere il motivo per cui alcune persone sono piu' intelligenti di altre e perche' le capacita' cognitive di ciascuno si modificano a seconda dell'eta'''.

giovedì 10 settembre 2009

propoli: protegge dall'ipertermia


Un nuovo rimedio contro l'ipertermia negli atleti arriva dalla farmacia delle api. Secondo uno studio, pubblicato dall'Institute of Food Technologists e condotto da Yu-Jen Chen della Chinese Culture University in Taiwan, il propoli, da sempre utilizzato dalle api nei propri alveari, puo' proteggere gli sportivi dallo stress termico.

L'ipertermia e' il fenomeno di surriscaldamento del corpo durante un esercizio prolungato e causa affaticamento o disidratazione. Per effettuare la ricerca e' stato esaminato il sangue di 30 ciclisti, impegnati in gare di resistenza dai due ai quattro anni prima dello studio e che nei quattro mesi precedenti non avevano partecipato ad alcuna gara sportiva.

E gli effetti sono stati positivi a piu' livelli.

Il
propoli e' una sostanza gia' ampiamente utilizzata nella medicina popolare; il suo principio attivo e' infatti riconosciuto come antiossidante e anti-infiammatorio.

martedì 8 settembre 2009

DNA: I jumping genes (GENI CHE SALTANO) CI RENDONO UNICI


Piu' delle impronte digitali, a rendere unico ogni individuo sono i ''jumping genes'', letteralmente ''i geni che saltano''. Ad affermarlo e' uno studio condotto dall'equipe guidata da Fred Gage del Salk Insitute, in California, secondo il quale il cervello umano contiene, inaspettatamente, un elevato numero di ''elementi mobili'' o ''geni che saltano'' - dall'inglese ''jumpig genes'', appunto - ovvero piccoli frammenti extra di Dna che, replicandosi secondo il meccanismo del ''copia e incolla'', creano variazioni all'interno del codice genetico delle cellule cerebrali. ''Questo procedimento rappresenta un potenziale straordinario perche' crea un meccanismo neuronale di diversita' che rende ogni persona unica'', afferma Gage.

''Il cervello dispone, infatti, di cento miliardi di neuroni, con altrettante connessioni. Ma e' grazie a questi 'pezzi mobili' presenti nel Dna che i singoli neuroni hanno quelle particolarita' in piu' che rende ogni individuo unico rispetto agli altri''.

lunedì 7 settembre 2009

memorizzazione: MEMORIZZA MEGLIO chi SI DISTRAE MENO


Le persone dotate di una maggiore capacita' di memorizzazione tendono a distrarsi meno. E' quanto emerge dallo studio pubblicato su Neuroscience dai ricercatori dell'University of Oregon, secondo cui e' piu' facile catturare l'attenzione di chi ha poca memoria. La ricerca e' stata condotta su 84 studenti che sono sottoposti a quattro diversi esperimenti, durante i quali la loro attivita' cerebrale e' stata monitorata attraverso un'elettroencefalografia. Dall'analisi e' emerso che i ragazzi che avevano piu' memoria riuscivano piu' facilmente a ignorare le distrazioni e rimanere focalizzati sui compiti loro assegnati. ''E' possibile - afferma Edward K. Vogel, che ha guidato lo studio - paragonare la memoria di una persona a quella di un computer: maggiore e' la Ram, migliori sono le capacita' di elaborazione. Cosi' gli studenti con piu' memoria tendono piu' facilmente ad ignorare le distrazioni''.

domenica 6 settembre 2009

MEMORIA: nel DEL VISO IL SEGRETO DELLA PERDITA DI MEMORIA


Forma del viso e declino cognitivo sembra che, negli uomini, vadano di pari passo. Secondo uno studio condotto da alcuni psicologi dell'Universita' di Edimburgo e pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behaviour, uomini con volti simmetrici hanno meno probabilita' di perdere la memoria e di subire il declino delle capacita' intellettuali in eta' adulta. Gli studiosi, analizzando un sondaggio condotto dal 1932 sui volti di 216 donne e uomini scozzesi, hanno riscontrato un nesso tra condizione fisica e declino mentale di uomini di eta' compresa tra i 79 egli 83 anni. La simmetria del viso, sostengono i ricercatori, e' sintomo di un minor numero di disturbi genetici e ambientali nel percorso di vita. Per i ricercatori non sono riscontrabili risultati simili nelle donne. Rispetto agli uomini, infatti, il loro dna e' diverso in materia di invecchiamento, oltre al fatto che, vivendo in media di piu', ogni fenomeno di declino e' spostato in avanti.

sabato 5 settembre 2009

barbabietola rossa: IL MIGLIOR INTEGRATORE!!!


Basta bibite dai colori improbabili e intrugli di sali minerali. Secondo uno studio dell'Università dell'Exeter, il miglior integratore è il succo di barbabietola rossa, in grado di incrementare la resistenza allo sforzo fino al 16%. I nitrati contenuti nella verdura, infatti, consentirebbero una riduzione dell'assorbimento dell'ossigeno, rendendo l'attività fisica meno faticosa. I ricercatori sono convinti che la loro scoperta possa aiutare non sono gli amanti delle attività fisiche che richiedono un ingente apporto energetico, ma anche chi ha qualche problema cardiovascolare o respiratorio. L’assunzione di barbabietola, infatti, comporta anche una diminuzione della pressione sanguigna.

LA RICERCA - L'esperimento chiave è stato effettuato su otto ciclisti tra i 19 e 38 anni, ai quali è stato somministrato mezzo litro di succo rosso per sei giorni consecutivi, prima di una serie di test atletici. È stato calcolato che la barbabietola ha consentito agli sportivi di coprire una distanza predeterminata in un arco di tempo inferiore del 2% rispetto a quello impiegato dopo l’assunzione di un tradizionale placebo. Un dieta a base di questa «bevanda magica» sarebbe, secondo il Journal of Applied Physiology, addirittura più efficace dei risultati che si possono raggiungere attraverso un allenamento costante e metodico.

EFFETTO POCO CHIARO - Gli scienziati non sono ancora certi delle motivazioni che comportano un tale potenziamento della resistenza. Il principale indiziato è il nitrato, che nel corpo si trasforma in ossido di azoto e riduce la quantità di ossigeno combusta durante lo sforzo fisico. «Un effetto che finora non può essere ottenuto da nessun altro strumento conosciuto, allenamento compreso», come racconta alla Bbc il professor Andy Jones, personal trainer dell’atleta britannica Paula Radcliffe. Anche se il suo collega John Brewer tiene a precisare che «l'allenamento e l’esercizio fisico, accompagnati da una dieta strutturata, saranno sempre gli ingredienti fondamentali per uno stile di vita sano ed equilibrato».

aids: PG9 e PG16 anticorpi con la capacita' di neutralizzare il virus dell'Hiv

Sono stati scoperti due nuovi 'superanticorpi' con un'elevata capacita' di neutralizzare il virus dell'Hiv. Il risultato, pubblicato su Science Express, si deve a un gruppo di ricerca americano dell'International AIDS Vaccine Initiative (IAVI) e dello Scripps Research Institute. Gli anticorpi si chiamano PG9 e PG16 e, secondo i ricercatori, potrebbero aiutare a svelare il tallone di Achille del virus aprendo la porta allo sviluppo di efficaci vaccini anti Aids.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, 395 NUOVI CASI CON 9 DECESSI IN EUROPA

Il virus della nuova influenza A/H1N1 continua a espandersi nel mondo. In particolare, come rileva l'European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) nel rapporto pubblicato quotidianamente online sulla diffusione del virus, nelle ultime 24 ore ci sono stati in Europa 395 nuovi casi con 9 decessi, uno in Italia, uno in Grecia, due in Spagna e cinque nel Regno Unito, per un totale di 48.223 casi registrati da aprile, di cui 120 decessi.

Il maggior numero di casi si registra sempre in Germania (251 nelle ultime 24 ore per un totale di 16.835) e nel Regno Unito (97 casi nelle ultime 24 ore per un totale di 13.192), seguito dal Portogallo (2.624), Italia (2.058), Grecia (1.839) e Spagna (1.538). Nel resto del mondo sono invece stati registrati 36 nuovi decessi per un totale di 3.195.

venerdì 4 settembre 2009

ENERGIA RINNOVABILE: DAI FORNI CREMATORI SI ALIMENTERANNO sistemi di riscaldamento.SUCCEDE IN DANIMARCA


L'acqua impiegata per raffreddare le ciminiere potrà essere riciclata per alimentare i sistemi di riscaldamento. Il progetto è stato approvato dal Consiglio Etico danese, che ha paragonato la cosa alle bare sepolte, le quali si riciclano naturalmente contribuendo alla crescita delle piante.

L'attenzione danese per l'ambiente rischia di sconfinare nell'eccesso, rivela l'Economist, raccontando un progetto per ricavare energia dai crematori. L'idea, avanzata da una quindicina di crematori, e' stata approvata dal Consiglio Etico danese, che riunisce scienziati, sacerdoti e filosofi. Tutto nasce da una legge che entro il 2011 impone ai crematori un sistema di filtraggio dei gas tossici. Per farlo sara' necessario raffreddare con l'acqua le ciminiere degli impianti portando la temperatura da 800 a 180 gradi. L'acqua impiegata verrebbe poi riciclata per alimentare i sistemi di riscaldamento. Il Consiglio etico ha rilevato che le bare sepolte nella terra si riciclano naturalmente, contribuendo alla crescita delle piante, e quindi ha dato il suo via libera.

Del resto, fin dal 2006, i 31 crematori danesi hanno iniziato a vendere le protesi di metallo rimaste dopo la cremazione dei morti. Allan Vest, presidente dell'associazione dei crematori danesi, ha affermato che cosi' sono stati ricavati 4.810 chili di metallo, venduti per un totale di 15mila dollari ad una societa' olandese di riciclo di metalli. Tale riciclo e' stato autorizzato nel 2005, con una legge che tuttavia proibisce l'uso di queste parti metalliche per la realizzazione di opere d'arte.

INFLUENZA SUINA: Nuova influenza, a Genova la sperimentazione del vaccino

L'Istituto di Igiene di Genova è uno dei cinque centri in Italia in cui avviene la sperimentazione del vaccino contro la nuova influenza. Da giorni un centinaio di persone volontarie si è sottoposto alla prima parte del test. Appena saranno pronti i risultati, si partirà con la seconda tranche. Servirà a capire se l'antidoto può essere efficace come è stato elaborato e se deve essere somministrato con una o più dosi. Dall'Istituto genovese bocche cucite sui dettagli della sperimentazione, come previsto dall'accordo con la casa farmaceutica che ha fornito il vaccino. Il direttore Giuseppe Badolati spiega solo che i test stanno andando avanti a ritmo serrato e che come sempre c'è stata un'ottima risposta da parte di chi si è voluto sottoporre volontariamente all'esame. "Io stesso - spiega a Primocanale - ho deciso di fare il test in quanto operatore sanitario". Come ha annunciato ieri l'assessore regionale alla sanità, Claudio Montaldo, il vaccino italiano dovrebbe essere pronto a metà novembre. In Liguria ne arriveranno, in base alla popolazione, circa 230mila dosi.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, IN SICILIA AL VIA PIANO VACCINAZIONI E MONITORAGGIO

Il sistema sanitario regionale della Sicilia, in linea con le altre regioni italiane, si sta attrezzando per l'avvio della campagna vaccinale contro il virus A/H1N1, che, come ipotizzato dal ministero della Salute, potrebbe essere gia' anticipata al prossimo mese di ottobre. La Regione siciliana, inoltre, attivera' entro questo mese, d'intesa con il ministero, un nuovo sistema di sorveglianza attraverso il monitoraggio informatizzato degli eventi che, in Sicilia, integrera' il tradizionale sistema di notifica settimanale dell'andamento dei casi al Ministero della salute e all'istituto superiore della Sanita'.

Nei prossimi giorni le nuove aziende sanitarie dovranno elaborare i piani operativi per la vaccinazione che saranno approvati dal Comitato. Inoltre verra' elaborata una campagna di comunicazione per i cittadini, dal titolo ''Non lasciamoci influenzare'', attraverso i principali organi di stampa e sul sito istituzionale www.regione.sicilia.it/sanita con la diffusione di un documento illustrativo che ribadira' le principali precauzioni da adottare in caso di influenza.

Sono questi i principali risultati della riunione del Comitato regionale per le Pandemie, composto da esperti esterni e da tecnici e rappresentanti dei vari settori coinvolti a livello regionale, che si e' svolta oggi. Il Comitato, gia' nel mese di agosto, aveva predisposto il Piano Regionale per le Pandemie, contenente le linee strategiche regionali e gia' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana.

Il Comitato ha preso atto degli indirizzi recentemente forniti dal ministero della Salute ed elaborati d'intesa con le Regioni: e' stato confermato che alla Sicilia sono state assegnate 710.000 dosi per il primo ciclo di vaccinazioni che - come verra' definito nei prossimi giorni a livello nazionale - riguardera' prioritariamente il personale sanitario e di assistenza, personale di pubblica sicurezza e di enti di pubblica utilita' e le categorie a rischio di eta' inferiore ai 65 anni. Le vaccinazioni saranno gratuite.

''La raccomandazione principale per coloro che sono affetti da influenza - ha sostenuto oggi il Comitato - e' quella di rivolgersi sempre, in caso di necessita', al proprio medico curante, il cui ruolo rimane fondamentale''.

Tra l'altro, d'intesa con le principali associazioni di categoria, verra' attivata su tutto il territorio regionale una rete composta da un campione di medici di base che avranno il compito di monitorare l'andamento dei casi ed attuare la sorveglianza virologica secondo il protocollo nazionale Influnet, coordinato dall'Istituto superiore della Sanita'.

Per i casi sospetti, viene data grande importanza alla adozione di precauzioni domiciliari per evitare che quest'ultimi possano entrare in contatto con persone appartenenti alle categorie piu' fragili o a rischio.

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, TEST GENETICO PER TROVARLA . SALE IL NUMERO DELLE VITTIME

La caccia del virus con il tampone. I primi a realizzare non uno, ma due test per rilevare l'influenza suina sono stati cinque ricercatori dei laboratori del Pathology Queensland di Brisbane (Australia).
Gli scienziati si sono messi sulle tracce di A/H1N1 alla notizia dei primi casi di febbre suina ad aprile in Messico.
Un lavoro che ha dato i suoi frutti in tempi rapidi, permettendo di diagnosticare il primo caso di influenza in Australia. Per primo e' stato sviluppato un esame per i campioni prelevati con un tampone nasale. I dettagli sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Virology. Si tratta di un test, completamente computerizzato, che utilizza una tecnica di biologica molecolare, la reazione a catena della polimerasi (PCR), grazie alla quale il materiale genetico del virus presente nell'organismo viene evidenziato da segnali ''fluorescenti''. Bersaglio dell'agente virale sono due elementi chiave della sua struttura: l'emoagglutinina e la neuraiminidasi.

Aumentano le vittime della nuova influenza A/H1N1 nel mondo.
''Ci sono ora 2.837 casi di morte attribuili alla pandemia per A/H1N1'', ha detto il portavoce dell'Oms, Gregory Hartl.
Il dato evidenzia un incremento di 652 decessi rispetto allo scorso aggiornamento pubblicato la settimana scorsa che ne indicava 2.185.

clima: rondini tradite dal clima usignoli scomparsi


A settembre, in un tempo che ormai ci pare lontano, era normale vedere i prepa­rativi che le rondini facevano in previsio­ne del lungo viaggio che le avrebbe ripor­tate in Africa a svernare. C’era il richiamo e l’addestramento al loro primo viaggio dei nuovi nati; c’era il riunirsi in stormi vieppiù consistenti. I raduni premigrato­ri, li chiamavano gli esperti. Ma, a parte questi, chi ancora s’accorge, e forse addi­rittura ha nostalgia, dell’immagine bella di quell’affollarsi di rondini una volta consueta e ormai così rara? Quante sono, al giorno d’oggi, le persone che, per sensibilità e soprat­tutto per l’esperienza acquisita in tem­pi lontani, sa ancora percepire e legge­re i tanti piccoli segni — segni spesso d’allarme — che l’ambiente costante­mente ci invia?

In molte zone del nostro Paese sono, per esempio, scomparsi gli usignoli. Era una gioia sentirne il canto notturno bello e toccante. E chi ancora ha memoria dei concerti, pure notturni, dei grilli, o di quelli diurni delle cicale? Eppure i segnali sono, o almeno sareb­bero, chiari e forti, e proprio le rondini, al proposito, avrebbero molto da raccon­tarci. Perché loro sono animali straordi­nariamente specializzati. Anche se il de­clino di questi un po’ magici uccelli è ini­ziato ormai da molto tempo (e la Lipu, la lega italiana protezione uccelli, non ha mai smesso di allertarci) tutti sappiano che le rondini si nutrono volan­do, tenendo il loro grande becco — una trappola naturale — ben spalancato. Eb­bene, se gli insetticidi hanno fatto fuori la maggior parte degli insetti volanti, op­pure, quelli rimasti, li hanno resi veleno­si, per le rondini c’è ben poco da fare. E lo stesso può dirsi per le loro notturne controfigure, i pipistrelli. Le rondini, ho scritto prima, sono ani­mali specialisti: hanno cioè messo a pun­to, nei tempi lunghi della loro evoluzio­ne, un raffinato, talora pressoché perfet­to, modo di stare al mondo, adattandosi a un tipo di ambiente prevedibile e stabi­le. E ho scritto «i tempi lunghi della loro evoluzione», perché si tratta di evoluzio­ne biologica, un processo che appunto è sempre lentissimo.

Ma ecco allora dove sta il problema: ebbene, il problema sta in noi, in noi Homo sapiens, una specie che, piuttosto straordinariamente, è in grado di cambiare il suo comportamen­to non per evoluzione biologica, ma cul­turale. Il che significa, tra l’altro, il saper de­terminare — e sempre più col passare del tempo — anche repentini cambia­menti ambientali. Così i cosiddetti am­bienti stabili e prevedibili, essenziali per l’evolversi degli specialismi biologi­ci, la smettono di essere tali. E gli ani­mali specialisti, come le rondini e i pipi­strelli, se ne vanno decisamente in cri­si. È la biologia, in parole povere, che non tiene il passo, sempre più rapido della nostra, spesso sconsiderata, evolu­zione culturale. Ecco allora che questo nostro tempo, che poi è tempo di crisi ecologica, segna il trionfo di quelle specie che sono l’op­posto degli specialisti, e cioè gli animali detti generalisti. Sono specie adattate a vivere in ambienti instabili e pertanto scarsamente prevedibili oppure, addirit­tura, a vivere la vita avventurosa degli animali colonizzatori. Specie, insomma, che in un modo o nell’altro se la cavano sempre. Furbe e opportuniste, con po­che regole scritte nel loro Dna e invece con raffinate capacità di apprendimento. Specie che, un po’ eufemisticamente, vengono denominate «problematiche», quali i topi e i ratti, i colombi, gli scara­faggi, anche i cinghiali, in un certo sen­so. Ebbene, queste specie, generalmen­te, occupano gli spazi lasciati liberi dagli specialisti sconfitti banalizzando così i differenti ambienti, un tempo ricchi dei cosiddetti «endemismi». Forme cioè che si trovavano, rendendoli l’uno dall’altro unici, ciascuna in un ambiente particola­re. Adatte ad esso e ad esso soltanto.

C’è, infine, un altro segnale che l’am­biente ci manda: la presenza di tantissi­me specie esotiche, installatesi perché sfuggite alla cattività o, peggio ancora, perché rilasciate per scopi venatori o di pesca. Che ci fanno, per esempio, i va­riopinti pappagalli che volano tra le pal­me di Palermo, di Genova, di Roma e di altre nostre città? E che ci fa nei nostri maggiori corsi d’acqua il siluro del Da­nubio, un gigantesco pesce-gatto? Ecco allora che, in questi casi, peraltro assai frequenti, la banalizzazione addirittura si internazionalizza e noi possiamo par­lare, a pieno titolo, di globalizzazione zoologica.
fonte:corriere.it

ESTATE 2009: al quarto posto per caldo dal 1800

L'estate del 2009 si posiziona al quarto posto tra le piu' calde dal 1800 a conferma dei cambiamenti climatici in atto anche in Italia. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell''Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), dai quali emerge anche che le temperature medie dell'estate 2009 sono state superiori di 1,88 gradi rispetto alla media di confronto del periodo 1961-1990. Ad influenzare il risultato stagionale e' stato soprattutto il mese di agosto che - sottolinea la Coldiretti - si classifica al terzo posto per temperatura media e al quarto per scarsa piovosita', sulla base delle rilevazioni effettuate negli ultimi due secoli.

Se le ultime tre estati si sono classificate tutte nella top ten delle estati piu' calde degli ultimi 200 anni, il record assoluto delle alte temperature e' stato fatto segnare dal 2003 a dimostrazione - continua la Coldiretti - dell'intensificarsi della frequenza con cui si verificano eventi estremi.

Il caldo dell'estate 2009 - sostiene la Coldiretti - ha favorito l'evapotraspirazione nelle piante che hanno messo in atto meccanismi di protezione che hanno portato all'ingiallimento precoce delle foglie in ciliegi, peschi e ippocastani ma anche alla loro caduta ben visibile nei salici. Nelle case, nei giardini e nei campi coltivati si sono impennate le richieste di acqua da parte delle piante che hanno bisogno di mantenere un adeguato livello di idratazione per non rischiare di seccare sotto i raggi del sole. In difficolta' - precisa la Coldiretti - ci sono le coltivazioni di mais necessarie per l'alimentazione degli animali che necessitano di una adeguata irrigazione, mentre la vendemmia e' iniziata con un anticipo in media di 10 giorni ed una produzione di qualita' ma contenuta sui 46 - 47 milioni di ettolitri ben al di sotto della media degli ultimi cinque anni.

Nel mondo animale le rondini sono confuse e solo in parte hanno iniziato la partenza e altre si sono fermate per le alte temperature del mese di agosto e l'assenza di pioggia, mentre le api stremate dal caldo volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire piu' a prendere il polline e le mucche nelle stalle - sostiene la Coldiretti - soffrono l'afa e producono fino al 15 per cento di latte in meno.

L'arrivo del maltempo al nord, con la pioggia caduta a Roma dopo due mesi di assenza, e' destinato dunque a portare benefici alle coltivazioni anche se preoccupa - conclude la Coldiretti - l'andamento climatico tropicale con il grande caldo interrotto da temporali violenti accompagnati da grandine e forte vento particolarmente pericolosi per l'attivita' agricola in questa fase stagionale, che si sono verificati a macchia di leopardo in tutta la penisola provocando danni da milioni di euro.