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domenica 21 giugno 2009

ORSI POLARI TRICHECHI, IN ALASKA SONO IN VIA DI ESTINZIONE


La popolazione degli orsi polari in Alaska e' in declino a causa del ritiro dei ghiacci e del bracconaggio della Russia. L'allarme e' stato lanciato dall'agenzia statunitense Fish and Wildlife.
Solo pochi orsi polari sono sopravvissuti nella zona che si estende tra il Canada e il nord dell'Alaska, a causa di una veloce fusione dei ghiacci marini, necessari agli orsi per procurarsi il cibo e per fare tappa tra uno spostamento e l'altro.
L'agenzia statunitense ha anche affermato che il bracconaggio della Russia e' una sensibile minaccia alla popolazione degli orsi.
Il rapporto di Fish and Wildlife stima che ogni anno vengono uccisi illegalmente dai 150 ai 250 orsi polari e il numero totale degli orsi, dal 2001 al 2007, e' calato dello 0,3%. Lo scorso anno, a causa del riscaldamento del clima globale, gli Stati Uniti hanno inserito ufficialmente gli orsi polari nelle specie in via d'estinzione. Il ritiro del ghiacci sta seriamente preoccupando anche un altro mammifero marino, il tricheco del Pacifico. "Se non c'e' piu' ghiaccio, scompare l'habitat degli animali e aumenta il rischio che queste specie si estinguano", ha dichiarato Bruce Woods, portavoce di Fish and Wildlife in Alaska.



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ECOMAFIE: Una catena montuosa DI RIFIUTI di 10 cime con vette che arrivano fino a 3.100 metri di altezza


Una catena montuosa di 10 cime con vette che arrivano fino a 3.100 metri di altezza. E' quanto si potrebbe ottenere impilando i rifiuti speciali che ogni anno, dal 1997, scompaiono nel nulla in Italia. E la cima piu' alta spetta all'Etna di 'monnezza' pericolosa che si otterrebbe con le 31 milioni di tonnellate svanite nel 2008. E' quanto emerge dall'edizione 2009 del rapporto Ecomafia di Legambiente, presentato oggi a Milano, che mette la citta' in guardia per l'Expo 2015, l'evento ''piu' vulnerabile'' alle infiltrazioni mafiose. Se metodologie e prassi criminali rimangono invariate nel tempo (falsificazioni di documenti di identificazione dei rifiuti, di autorizzazioni, di quantita', di analisi di laboratorio, oltre alla tecnica del 'giro bolla'), il business delle ecomafie e' invece in continua crescita. La gestione del ciclo dei rifiuti e del cemento, del racket degli animali, dell'abusivismo edilizio, dei furti di opere d'arte o reperti archeologici e delle infiltrazioni in appalti di opere pubbliche ha fruttato l'anno scorso 20,5 miliardi di euro (+7,3% rispetto al 2007). Ma sul fronte delle indagini - 123 inchieste della magistratura nei sette anni dall'introduzione del delitto di attivita' organizzata per il traffico illecito di rifiuti - Legambiente denuncia il rischio ''di un pericoloso passo indietro se verra' approvato dal parlamento la riforma delle intecettazioni contenuta nel ddl Alfano''. Nelle 25.766 infrazioni accertate alle normative ambientali e nei 3.911 reati legati al ciclo dei rifiuti protagoniste sono, con il 48,1% dei reati in Italia, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. In particolare la Campania si conferma leader dal 1994. La prima regione del Nord e' invece la Liguria, all'ottavo posto. Ma anche in Lombardia, decima in classifica, la situazione e' preoccupante: sono 886 le infrazioni, 307 i sequestri e 866 i denunciati. E la regione si conferma ''al centro dei piu' pericolosi traffici illeciti di rifiuti''. A rischio poi ci sarebbe l'Expo, giudicato ''una miniera d'oro'' per le organizzazioni criminali e ''vulnerabile'', oggetto di numerosi allarmi lanciati anche dai magistrati della Dda di Milano. Le cosche infatti si starebbero preparando a giocare la loro parte grazie alla disponibilita' di denaro (''che in un momento di crisi potrebbe rivelarsi determinante'', continua il rapporto) e i ritardi negli stanziamenti, delle nomine e dei lavori che ''potrebbe portare gli organi decisionali a prestare meno attenzione su chi avra' i subappalti''. Il vicepresidente di Legambiente Lombardia Sergio Cannavo', appoggiato dall'associazione Libera, ha quindi lanciato la proposta di costituire una task force di controllo degli appalti e dei flussi di risorse legate all'evento.

sabato 20 giugno 2009

LEUCEMIA: EFFICACE LA TERAPIA CON IMATINIB


E' efficace anche in casi di leucemia infoblastica acuta (LLA) Philadelphia (PH) la terapia 'mirata' con imatinib. Lo evidenzia uno studio condotto dal Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto (Gimema), in collaborazione con Novartis, che ha verificato come anche nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta Ph positiva (forma molto rara che colpisce prevalentemente adulti e anziani) possa essere utile il trattamento gia' dimostratosi efficace nella leucemia mieloide cronica.

Con l'imatinib associato ad una dose di cortisone, si e' assistito nel 100% dei pazienti trattati all'ottenimento della remissione completa della malattia (scomparsa delle cellule leucemiche dal sangue e normalizzazione di globuli rossi, bianchi e piastrine, con riduzione delle cellule indifferenziate nel midollo a meno del 5%). Tutto questo e' stato ottenuto con una terapia somministrata solo per via orale, senza bisogno di ricovero; di fatto, si e' realizzato il sogno di curare una leucemia acuta con delle pillole da assumere per bocca con un bicchiere d'acqua.

''Nel caso dei pazienti anziani trattati senza chemioterapia, solo con imatinib, e' stata ottenuta la remissione completa, anche se per un periodo transitorio. Questo ha permesso di prolungare la sopravvivenza di questi pazienti e di seguire una terapia senza necessita' di ricovero ospedaliero'' - afferma il Dottor Marco Vignetti Coordinatore Centro Dati GIMEMA. ''Nei pazienti piu' giovani, invece, si e' visto che l'associazione con la chemioterapia consente di migliorare la qualita' della remissione. Oggi, dunque, anche pazienti giovani possono essere trattati senza chemioterapia fin dall'inizio della malattia, senza subire quindi gli effetti collaterali della chemioterapia che addirittura, in alcuni casi possono essere fatali''.

Si conferma quindi l'efficacia delle terapie mirate che hanno rivoluzionato il trattamento delle leucemie colpendo in modo selettivo il difetto molecolare. E i risultati a 7 anni dello Studio Iris ribadiscono le altissime percentuali di risposta alla terapia con Glivec nella leucemia mieloide cronica (LMC).

''A distanza di oltre 7 anni'' - afferma la Professoressa Giuliana Alimena Professore Ordinario di Ematologia Coordinatore Sezione di Ematologia Dipartimento Biotecnologie Cellulari ''La Sapienza'' Universita' di Roma - ''si riscontra che l'86% dei pazienti e' sopravvivente e si arriva ad una sopravvivenza del 94% considerando le sole morti correlate alla malattia: questo significa che solo il 6-7% ha avuto una trasformazione della malattia dalla fase cronica alla fase acuta, trasformazione prima pressoche' ineluttabile''.

Per la piccola percentuale di pazienti che mostrano resistenza a imatinib, e' disponibile nilotinib, terapia di nuova generazione, adesso indicata anche come terapia di prima linea.

buildup :portale tutto dedicato alla riduzione dei consumi energetici negli immobili


La Commissione europea fa un nuovo passo per promuovere l'efficienza energetica con la creazione di un portale tutto dedicato alla riduzione dei consumi energetici negli immobili. All'indirizzo ''www.buildup.eu'' cittadini, operatori pubblici, costruttori, potranno trovare un valido strumento di lavoro con indicazioni e notizie continuamente aggiornate da Bruxelles. Il sito, gia' attivo da oggi, e' organizzato in modo da dare voce e spazio agli utenti che possono contribuire inviando informazioni, esempi di migliori pratiche, domande. Come ha sottolineato il Commissario per l'energia Andris Piebalgs '' il portale internet ''Build up'' dara' a ciascuno, proprietario o costruttore, la possibilita' di cercare e scambiare buone pratiche e informazioni. Inoltre, e' un mezzo Pper informare il mercato sull'attualita' dell'inquadramento legislativo. Build up puo' essere uno strumento molto utile per migliorare la resa energetica degli edifici''. Intervenire sul settore edilizio , responsabile per il 40% dei consumi energetici Ue, e' una delle politiche chiave adottate dalla Commissione europea per agire sull'energia meno inquinante ed economica che esista, quella che non si consuma. Gia' nel 2002 una direttiva sull'efficienza energetica degli immobili, direttiva PEB, proponeva agli stati membri un approccio integrato con la finalita' di una utilizzazione energetica efficace nell'edilizia. Cio' non e' pero' stato sufficiente per sfruttare al meglio un grosso potenziale di economie energetiche ancora inutilizzato e ha suggerito la necessita' di rimettere mano alla direttiva nel 2008. Secondo Bruxelles con le misure previste in questa nuova proposta si potranno tagliare i consumi di 60, 80 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio l'anno con un risparmio energetico del 5%-6% in piu', rispetto a quello che si potrebbe ottenere con l'applicazione integrale della direttiva 2002.

tartarughe marine: salvare le tartarughe marine

E' partita dal porto di Molfetta la grande festa per le tartarughe marine organizzata oggi dal Wwf a conclusione della Turtle Week.La settimana della tartaruga ha interessato molti dei Paesi impegnati nella conservazione di questi animali. Oggi, lungo le coste di Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Toscana, mostre, incontri con i pescatori, feste e liberazioni degli esemplari curati nei centri di recupero. La pesca accidentale 'cattura' ogni anno in Italia almeno 20 mila esemplari

Tutti insieme per salvare la tartaruga marina, simbolo dei nostri mari.
Oggi e domani a Molfetta nel barese, ma anche in Sicilia, Basilicata, Calabria e Toscana (mappa delle attività: http://www.wwf.it/client/default_turtle.aspx ) la settimana del WWF
( http://www.wwf.it/client/render.aspx ) per celebrare il centenario della nascita dello scienziato Archie Carr, che ha dato un fondamentale contributo alla conservazione di questi animali, la cui sopravvivenza è fortemente minacciata dalla pesca involontaria e dall’impatto con le attività umane. Sono previste per l’occasione mostre, liberazioni di esemplari in mare, monitoraggio delle spiagge, chiamando a raccolta l’intera comunità della gente di mare - pescatori, turisti, abitanti della costa e tutti gli amanti degli animali - per unire le forze nella salvaguardia delle sette specie di tartarughe marine presenti negli oceani, di cui tre la Caretta caretta, la tartaruga verde e la tartaruga liuto frequentano anche il Mediterraneo.
Oggi a Molfetta nel barese si comincia con una dimostrazione con i pescatori locali su come trattare l'animale, una volta recuperato: taglio della lenza (per i palangresi) e recupero a bordo (strascico) attraverso l’utilizzo di una sagoma di tartaruga a grandezza naturale. Per concludere ci sarà la partenza a bordo della motovedetta della Capitaneria di Porto di Molfetta per la liberazione al largo di quattro esemplari di tartaruga marina da parte dello staff del WWF Italia. Domani proiezione sul maxi-schermo dei filmati del WWF Italia e mostra tematica sulla banchina. In serata raccolta di adesioni per le uscite in motopesca e, in serata, animazione per bambini di clown prestigiatori di Molfetta nell'ambito del Progetto Tartarughe.

Sono infatti gli impatti con le attività umane le peggiori minacce da cui le tartarughe devono guardarsi ogni giorno, a cominciare dalla pesca accidentale. Si stima che ogni anno più di 20 mila tartarughe marine vengano accidentalmente catturate negli attrezzi da pesca utilizzati in Italia, e forse più del 30% di esse muore. Mentre i nidi e i piccoli sono minacciati dall’edificazione eccessiva delle coste e delle spiagge: alberghi e lidi balneari possono spaventare una femmina che voglia deporre; gli ombrelloni possono danneggiare il nido e abbassarne la temperatura; i mezzi meccanici possono compattare la sabbia rendendo difficile ai piccoli uscire in superficie; le luci possono confondere i piccoli che anziché raggiungere il mare vengono attirati altrove, ad esempio su una strada. Nel bacino del Mediterraneo ogni anno vengono deposti più di 7000 nidi, mentre in Italia le coste eccessivamente 'abitate' lasciano ormai spazio ad appena 30 nidi, localizzati per la maggior parte tra la Sicilia meridionale e la Calabria Jonica. Oltre a costituire una gravissima perdita per nostro patrimonio naturale, la diminuzione delle tartarughe marine ha anche importanti conseguenze sulla vita e la salute dei nostri mari.

Le tartarughe sono infatti vere divoratrici di meduse, in particolare nei loro primi anni di vita, tanto che si stima che ogni tartaruga nella propria vita arrivi a mangiare migliaia di meduse, svolgendo un fondamentale ruolo per l’equilibrio ecologico marino.

caccia alla balena: SUSSIDI NORVEGIA E GIAPPONE A INDUSTRIE BALENIERE

I Governi di Norvegia e Giappone stanno usando i soldi dei contribuenti per sovvenzionare le loro poco redditizie industrie baleniere. E' il risultato della prima analisi economica della caccia alla balena, commissionata dal WWF e dalla WDCS, la Whale and Dolphin Conservation Society, realizzata da economisti indipendenti e presentata a livello internazionale alla vigilia dell'International Whaling Commission che si riunira' a Madeira dal 22 al 26 giugno.


Lo studio ''Economia e Sussidi alla caccia alla balena'' rivela che Norvegia e Giappone forniscono alle loro industrie baleniere enormi sussidi governativi, anche se l'uccisione delle balene verosimilmente non sara' mai un'attivita' proficua senza il supporto dei contribuenti.

''In questo periodo di crisi economica globale, l'utilizzo di preziosi soldi derivati dalle tasse per sostenere un'industria che di base e' economicamente insostenibile, non puo' essere considerato un utilizzo strategico, sostenibile e nemmeno appropriato di fondi governativi gia' limitati'' ha dichiarato Massimiliano Rocco, Responsabile Specie e TRAFFIC del WWF Italia.

Lo studio considera i costi diretti e indiretti associati alla caccia alle balene, oltre che la produzione e la commercializzazione dei prodotti derivati, come la carne di balena. E i ricercatori concludono che questi costi, uniti a una richiesta sempre minore di carne di balena e al rischio di impatti negativi come il boicottaggio del commercio in generale o del turismo da parte della comunita' internazionale, fanno si' che la caccia alle balene difficilmente possa portare benefici alle economie nazionali e o tantomeno ai contribuenti.
In Norvegia, per esempio, dal 1992 il Governo ha speso piu' di 4,9 milioni di dollari per campagne di informazione, pubbliche relazioni e azioni di lobby per cercare, ove possibile, di raccogliere quel supporto all'industria della caccia alla balena e alla foca non facile da ottenere.

Inoltre, il Governo ha dato all'industria baleniera sussidi pari alla meta' del valore lordo di tutta la carne di balena commercializzata dalla nazionale Rafisklaget, l'Organizzazione commerciale dei pescatori norvegesi.

Anche in Giappone si riscontra un utilizzo simile dei soldi dei contribuenti. Nella stagione 2008-2009, l'industria baleniera giapponese, per esempio, ha avuto bisogno di almeno 12 milioni di dollari, dai soldi dei contribuenti, solo per andare in pari. In tutto, i sussidi giapponesi per la caccia alla balena ammontano a 164 milioni di dollari dal 1988 ad oggi, solo per sostenere un'industria davvero poco ''sostenibile''.

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venerdì 19 giugno 2009

falcarinolo : CAROTE ANTICANCRO contengono IL falcarinolo,


Sono piu' saporite ma, soprattutto, sono anticancro se bollite intere prima di essere tagliate a rondelle. A dimostrare la particolare proprieta' segreta delle carote e' uno studio condotto dall'Universita' di Newcastle, presentato nel corso di una conferenza a Lille, in Francia, dal quale emerge che le carote bollite intere contengono il 25% in piu' di falcarinolo, una sostanza anticancro. Anche gli zuccheri contenuti nell'ortaggio, inoltre, sono presenti in concentrazioni piu' alte nelle carote bollite prima di essere tagliate, col risultato che cosi' sono anche piu' gustose.


Una carota al giorno toglie il medico di torno. Meglio ancora se la carota viene bollita intera e tagliata solo dopo la cottura (ancor meglio sarebbe consumarla cruda chiaramente). Le proprietà anticancerogene dell’ortaggio arancione sono statw scoperte quattro anni fa dai ricercatori dell’Università della Danimarca e della Newcastle University, che individuarono nel falcarinolo la sostanza «anticancro» contenuta nella verdura, smentendo la convinzione che questa responsabilità fosse da addebitarsi al beta-carotene.

NON TAGLIARE LE VERDURE - Adesso uno
studio guidato ancora una volta dai ricercatori di Newcastle stabilisce con scientificità una convinzione condivisa da tempo: le carote devono essere cotte intere, prima di essere tagliate a rondelle, per mantenerne i principi nutritivi: Il falcarinolo agisce con una potenza maggiore del 25 per cento se la verdura prima di finire in pentola non viene affettata. In sostanza, più il calore ammorbidisce la superficie della carota (e nel caso la carota venga tagliata, il calore agisce con maggior vigore) e più si registra un’evaporazione di alcuni principi nutritivi, come gli zuccheri e la vitamina C, i quali a loro volta «aprono la porta» alla dispersione nell’acqua anche di altre sostanze, come il falcarinolo. «Con il taglio aumenta la superficie a contatto con l'acqua - spiega Kirsten Brandt - e le sostanze nutritive, zuccheri e falcarinolo compresi, tendono a disperdersi nell'acqua durante la cottura».

LO STUDIO INIZIALE - Lo studio verrà presentato in occasione dell’evento francese NutrEvent, conferenza sulla salute e la nutrizione, e ancora una volta è stato guidato dalla dottoressa Kirsten Brandt, della School of Agriculture, Food and Rural Development della Newcastle University. Fu proprio lei, quattro anni fa a scoprire gli effetti benefici del falcarinolo nelle carote, effettuando un esperimento su un gruppo di topi trattati con una tossina, l’azossimetano, che favorisce il tumore al colon. I ratti furono divisi in tre gruppi, a due dei quali venne somministrata una dieta ricca di falcarinolo. I ricercatori si accorsero che i due insiemi alimentati a carote dimostravano un terzo di probabilità di sviluppare un tumore. Da lì in poi l’équipe di ricercatori ha cercato di studiare come reagisce questa sostanza chimica quando la carota viene cotta o surgelata, tentando di individuare metodi per far crescere carote ad alto tasso di falcarinolo.

CACCIA ALLE BALENE: UCCISE IN ISLANDA PRIME 2 DI 150 BALENOTTERE


Questa mattina in Islanda due esemplari di balenottera comune sono stati uccisi, scaricati e sezionati al molo di Hvalforour. Sono le prime vittime di un programma che prevede di cacciare 150 esemplari. Lo denuncia Greenpeace ricordando che a balenottera comune e' stata inserita nella lista delle specie a rischio estinzione dall'International Union for Conservation of Nature.

La caccia era stata aperta dal precedente governo islandese, poco prima che cadesse a causa di una crisi politica. Il nuovo governo, che si dichiara contrario alla caccia, non e' riuscito a bloccare questa pratica molto controversa.

''Il governo ha fallito miseramente nel dimostrare la propria leadership: nonostante la sua dichiarata opposizione alla caccia alle balene, questa continua. Oggi la sua reputazione, e quella dell'Islanda in generale, e' stata distrutta per tutelare gli interessi di una singola azienda'' afferma Sara Holden, coordinatrice internazionale della campagna Balene.

''Oggi e' chiaro che le regole della caccia alle balene in Islanda sono totalmente gestite dal baleniere Kristjan Loftsson e dalla sua compagnia Hvalur ehf. Ma il piccolo profitto che lui potrebbe ricavare da questa caccia alla balenottera comune avra' un grande costo per l'Islanda sia politico che economico''. Greenpeace chiede all'Islanda di impegnarsi a mettere fine alla caccia commerciale alle balene - un fallimento economico oltre che ambientale - e di promuovere la crescita dell'industria dell'eco-turismo, che porta profitti significativi e posti di lavoro al paese.

Piu' di 115.000 persone, partecipando all' ''Iceland Pledge'', hanno promesso di visitare il paese nel momento in cui il governo annunci la fine della caccia alle balene. Non c'e' alcuna domanda interna di carne di balena in Islanda e, come dimostra un'indagine di Greenpeace, nonostante le dichiarazioni di Loftsson sul mercato delle esportazioni, non c'e' domanda neanche in Giappone.

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LEUCEMIE: IL 21 GIUGNO GIORNATA AIL. IL 23 giugno EMATOLOGI IN LINEA


Dare voce alle esigenze dei malati e di sensibilizzare l'opinione pubblica sui traguardi raggiunti nella lotta contro leucemie, linfomi e mieloma: e' l'obiettivo nel segno del quale si celebra il 21 giugno prossimo in tutta Italia la IV edizione della ''Giornata Nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma'', promossa dall'AIL. Un impegno sempre piu' forte per la qualita' della vita dei pazienti affetti da malattie ematologiche, mentre si sviluppa e consolida la rivoluzione delle terapie mirate: i dati di uno studio interamente italiano dimostrano, infatti, che ''il farmaco intelligente'', imatinib, utilizzato da anni contro la leucemia mieloide cronica, offre risultati straordinari nel trattamento di un'altra grave forma di leucemia, la leucemia linfloblastica acuta Ph positivo. Presentata oggi a Roma, la Giornata sara' ricca di iniziative che verranno organizzate nelle diverse citta' italiane dalle 79 Sezioni provinciali AIL ''per ricordare una volta di piu' l'importanza di sostenere progetti di Ricerca e di Assistenza''.

' 'Il contributo di tutti e' piu' che mai indispensabile perche', nonostante gli indiscutibili successi degli ultimi anni, c'e' ancora molto da fare e da ricercare: i progressi ci sono ma sono graduali, per lo piu' riguardano una sola malattia o un gruppo di malattie, mentre per altre non si registra purtroppo alcun miglioramento'', ha detto stamane Franco Mandelli, illustre ematologo e Presidente dell'AIL, ponendo l'accento ''sulla qualita' della vita dei pazienti, perche' purtroppo non e' sempre possibile guarire ma e' indispensabile vivere bene. Su questo l'AIL continuera' ad impegnarsi, in primo luogo sostenendo l'assistenza domiciliare, perche' uno dei principali aspetti della qualita' della vita e' poter passare in ospedale il minor tempo possibile''.

In occasione della ''Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma'' otto tra i piu' illustri ematologi italiani saranno a disposizione di chi ne ha bisogno per fornire risposte e consigli al Numero Verde ''AIL - Problemi Ematologici'': 800-226524 dalle ore 8,00 alle ore 20,00 di martedi' 23 giugno.
Sul sito dell'AIL www.ail.it sono disponibili le informazioni sulle iniziative promosse in tutta Italia dalle sezioni dell'associazione.

FAME NEL MONDO: oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame


Oltre un miliardo di persone sottonutrite. Secondo le nuove stime pubblicate dalla Fao, la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sottonutrizione.

Un dato questo che non è la conseguenza di raccolti non soddisfacenti ma, piuttosto, della crisi economica mondiale che ha ridotto i redditi e aumentato la disoccupazione. Fattori che hanno ulteriormente ridotto le possibilità di accesso al cibo per i poveri, afferma l'agenzia delle Nazioni Unite.

"La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all'anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche - ha detto il direttore generale della Fao Jacques Diouf - Questa silenziosa crisi alimentare, che colpisce un sesto dell'intera popolazione mondiale, costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo. L'attuale situazione dell'insicurezza alimentare nel mondo non ci può lasciare indifferenti".
FONTE:adnkronos.com

RIFUGIATI: 42 MiLioNi IN FUGA PER GUERRE O CARESTIE. DOMANI GIORNATA ONU


Si celebra domani in tutto il mondo la Giornata del Rifugiato, indetta dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). La ricorrenza coincide con un momento particolarmente delicato per le condizioni di milioni di profughi, sfollati e rifugiati in tutto il mondo, e con un incremento del numero di persone coinvolte dopo alcuni anni di relativa stabilita'. E' quanto emerge dal rapporto ''Global trends'' diffuso per l'occasione dall'Alto Commissariato ,secondo il quale sono 42 milioni, le persone costrette alla fuga da guerre e persecuzioni alla fine del 2008. Questa cifra e' dovuta ad un brusco rallentamento dei rimpatri e ad una maggior durata dei conflitti, risultante in forme di esilio protratto. Il numero totale comprende 16 milioni di rifugiati e richiedenti asilo e 26 milioni di sfollati all'interno del proprio paese.

Secondo il rapporto dell'UNHCR l'80% dei rifugiati del mondo si trova nei paesi in via di sviluppo, cosi' come la stragrande maggioranza degli sfollati - una popolazione nei confronti della quale cresce l'impegno dell'UNHCR. Molte persone sono in esilio da anni senza la prospettiva di una soluzione.

''Nel 2009 abbiamo gia' assistito a un consistente movimento forzato di popolazioni, principalmente in Pakistan, Sri Lanka e Somalia,'' ha detto l'Alto Commissario Anto'nio Guterres. ''Se alcune forme di fuga possono avere breve durata, altre possono durare anni e perfino decenni in attesa di una soluzione. Sono diverse le situazioni di popolazioni sradicate da ormai molto tempo: in Colombia, Iraq, Repubblica Democratica del Congo e Somalia. Ciascuno di questi conflitti ha inoltre generato rifugiati che hanno oltrepassato le frontiere''.

Almeno 5,7 milioni di rifugiati vivono in un vero e proprio limbo. Si tratta di 29 differenti gruppi composti da oltre 25 mila rifugiati ciascuno che sono in esilio da piu' di cinque anni in 22 paesi senza che vi sia ancora per loro alcuna prospettiva per una soluzione immediata.

Sono circa 2 milioni i rifugiati e gli sfollati che sono potuti tornare a casa nel 2008, un numero inferiore rispetto all'anno precedente. Il ritorno a casa dei rifugiati (604 mila rimpatriati) e' calato del 17%, mentre per gli sfollati (1,4 milioni) il calo e' stato del 34%. Il rimpatrio, tradizionalmente considerata la soluzione durevole piu' diffusa per i rifugiati, ha raggiunto il secondo livello piu' basso negli ultimi 15 anni. Questo declino riflette in parte il deterioramento delle condizioni di sicurezza principalmente in Afghanistan e Sudan.

INFLUENZA SUINA:NUOVA INFLUENZA, 5 NUOVI CASI IN ITALIA, ORA SONO 81. 39.629 NEL MONDO


Sono stati confermati nel pomeriggio di ieri altri 5 casi di positivita' alla nuova influenza A/H1N1 in Italia. I primi 4 casi - fa sapere il ministero della Salute, sono relativi a persone rientrate in Piemonte da un recente viaggio negli USA. SI tratta, in particolare, di due donne , di 50 e 58 anni rispettivamente, e due uomini, di 46 e 51 anni, tutti in isolamento domiciliare e in buone condizioni di salute.

Il quinto caso e' relativo a un uomo di 59 anni, anch'egli rientrato nei giorni scorsi da un viaggio, in Polonia, attualmente e' in isolamento domiciliare e le sue condizioni di salute sono buone. In tutto sono 81 i casi confermati nel nostro Paese. A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 sono complessivamente 39.629 e i decessi sono 167.

Decessi sono stati registrati in Messico (108 con 6241 contagi), Stati Uniti (44 con 17.855 contagi), Canada (7 con 4.049 contagi), Cile (2 con 2.335 casi), Colombia (1 su 53 contagi), Costa Rica (1 con 149 contagi), Guatemala (1 su 128 contagiati), Repubblica Dominicana (1 su 93 contagiati) e Regno Unito (1 su 1461 contagi).
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CD14: la molecola che regola il sistema immunitario, via libera ai vaccini


La proteina CD14 ci aiuterà a sviluppare vaccini antitumorali sempre migliori. La molecola regola i ciclo di vita delle cellule dendritiche che a loro volta attivano il sistema immunitario contro le infezioni. Lo studio è dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

La chiave di volta del sistema immunitario umano sta in un molecola scoperta dal team di ricerca dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. CD14 questa sigla convenzionale potrebbe cambiarci la vita perché è la denominazione scientifica della molecola che regola la vita delle cellule (leucociti) che vigilano sul funzionamento del corpo umano.

In una nota dell'Ateneo si specifica che "Il nostro organismo si difende dalle infezioni batteriche attraverso le cellule del sistema immunitario. Tutte le risposte contro i patogeni sono indotte e regolate dalle cellule dendritiche. Poiché questi leucociti controllano i principali processi di attivazione del sistema immunitario la regolazione del loro ciclo vitale è di fondamentale importanza".

L'alterazione del ciclo vitale di questi leucociti-sentinella, provoca scompensi nel sistema immunitario. La proteina CD14 viene prodotta spontaneamente dal nostro organismo, e "regolando la sopravvivenza delle cellule dendritiche che attivano la risposta contro le infezioni, determina quanto lunga e quindi quanto efficace sarà la risposta immunitaria naturale dell'organismo"- si apprende dallo studio che sarà pubblicato su Nature.

Dagli sviluppi della ricerca - alla quale hanno partecipato il dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze e il Dipartimento di Fisica dell'Università di Milano-Bicocca, finanziato dalla Comunità Europea con il progetto Encite, da Airc e dallo stesso ateneo con l'acquisto di specifiche attrezzature per l'imaging cellulare - è previsto lo sviluppo e il perfezionamento di vaccini antitumorali migliori di quelli già prodotti in laboratorio, ma che non soddisfano tutti i casi di applicazione.

Francesca Granucci, docente di patologia generale e coordinatrice della ricerca ha sottolineato che "La nostra ricerca ci ha permesso di comprendere come alcune cellule del nostro organismo, tramite la proteina CD14, rispondano alle infezioni batteriche e diano inizio a tutta la risposta immunitaria. Lo studio offre, quindi, nuove importanti possibilità di intervento per migliorare la risposta immunitaria e per produrre vaccini, sia profilattici che terapeutici, più efficaci".

La scoperta della molecola CD14, ha gioco forza nella regolazione del ciclo vitale delle cellule dendritiche che a loro volta regolano la risposta contri i patogeni, e quindi, di riflesso, in futuro, attraverso la proteina CD14 si potranno individuare sostanze capaci di migliorare la regolarità del sistema immunitario. L'uso dei campi applicativi della molecola sarà possibile anche in materia di sepsi (malattia sistemica del sistema immunitario dovuta alla presenza di batteri) e scompensi cardiaci.
FONTE:adnkronos.com

giovedì 18 giugno 2009

OGM: GELATO DIETETICO CHE NON SI SCIOGLIE

Attenti al gelato Ogm che non si scioglie grazie all'aggiunta di una proteina sintetica indicata in etichetta come 'proteina Isp'. Coldiretti lancia l'allarme nel commentare la decisione della Commissione Europea destinata all'Unilever che di fatto autorizza la contaminazione da Ogm del prodotto alimentare piu' amato attraverso una proteina sintetica isolata da un pesce artico e riprodotta in laboratorio con la fermentazione di un lievito geneticamente modificato.

Gelati dietetici che non si sciolgono. Questa la promessa della multinazionale Unilever che gia' da quest'anno potrebbe immettere sul mercato sorbetti transgenici con il 50% in meno di grassi e minori costi di produzione.
Il tutto grazie a una proteina sintetica - la ISP, Ice Structuring Protein - isolata originariamente da un pesce artico e riprodotta in laboratorio attraverso la fermentazione di un lievito geneticamente modificato. La proteina ha appena ottenuto il via libera dalla Commissione Europea e potra' essere utilizzata nella preparazione di gelati nei 27 paesi dell'Unione gia' nel 2009. Il via libera dell'Esecutivo si basa sul parere positivo espresso nel luglio dello scorso anno dall'Efsa (Autorita' europea per la sicurezza alimentare) che ha escluso il rischio di allergenicita' in seguito all'ingestione dei prodotti contenenti ISP.

''Ma i ricercatori indipendenti dell'Indipendent Science Panel (ISP) gia' nel 2006 avevano dimostrato che la proteina della Unilever non e' sostanzialmente equivalente a quella prodotta dal pesce artico - commenta Nicoletta De Cillis, Fondazione Diritti Genetici - e che anzi costituisce un allergene, proprio per la sua derivazione da lieviti transgenici''.

''Il successivo parere dell'ente preposto all'approvazione dei 'novel foods' (ACNFP), sebbene favorevole al prodotto, aveva convalidato la tesi della possibile allergenicita', proponendo l'etichettatura obbligatoria - continua De Cillis - ma l'opzione e' stata esclusa dalla recente decisione della Commissione.

Il nuovo ingrediente - conclude - sara' infatti etichettato semplicemente come 'proteina ISP', in base alla attuale normativa Ue che non sottopone casi come il gelato della Unilever alla regolamentazione prevista per gli Ogm''.

ITER : Fusione nucleare, costi RADDOPPIATI e tempi più lunghi del previsto PER IL progetto internazionale ITER


Viene paragonato a un frammento di Sole racchiuso in una bottiglia che, almeno si spera, dovrebbe dare energia illimitata. Questa è l’immagine più semplice ed efficace per fare capire qual è l’obiettivo di «Iter», il megaprogetto di un prototipo di reattore a fusione nucleare con cui si vorrebbe ricreare, in uno speciale contenitore, lo stesso tipo di energia delle stelle. Un progetto ambizioso, a vasta partecipazione internazionale, che ripropone in chiave moderna il mito di Prometeo, il donatore del fuoco perpetuo al genere umano. Ma come l’infelice storia di Prometeo, anche quella di Iter corre il rischio di trasformarsi in un tormentone. Proprio mentre a Mito, in Giappone si sono riuniti i rappresentanti dei sette Paesi che hanno dato vita alla grande collaborazione scientifica (Stati Uniti, Unione Europea, Russia, Cina, Giappone, India e Corea) per fare il punto sullo stato dei lavori, la Bbc ha ripreso alcune indiscrezioni sulla preoccupante lievitazione dei costi del progetto e sui ritardi che potrebbe accumulare.

COSTI E TEMPI- I costi complessivi del progetto ITER sarebbero passati dalla previsione iniziale di quasi 5 miliardi di euro formulata nel 2001 a oltre 10 miliardi; i tempi di accensione del prototipo sarebbero slittati in avanti di alcuni anni, dal 2018 al 2025; e quanto alla speranza di arrivare a una filiera operativa di centrali a fusione nucleare, non si parlerebbe più di qualche decennio ma addirittura di un secolo. Il comunicato ufficiale uscito dalla riunione giapponese non fa cenno a questa sfilza di preoccupazioni e il direttore generale del progetto, il giapponese Kaname Ikeda, si limita a parlare genericamente della messa in opera di «un nuovo modello di cooperazione globale sotto agli occhi del mondo intero», e della sua fiducia che siamo «nella strada giusta per dimostrare che la fusione nucleare è una fonte di energia senza limiti e sicura». Ma le preoccupazioni diffuse dalla Bbc sono state confermate a Corriere.it dal professor Romano Toschi, che è il rappresentante italiano del Ministero della Ricerca Scientifica presso il Comitato consultivo Europeo sulla Fusione (CCFU): «Sono io stesso l’autore dell’ultimo Rapporto sui costi e posso precisare che, a causa soprattutto degli aumenti delle materie prime, calcoliamo che solo il contributo europeo alla realizzazione della macchina passerà dai circa 2,5 miliardi di euro a 5. E poiché l’Europa deve coprire circa il 45% della spesa, si può dedurre a quanto ammonterà il costo totale».

IL SITO - In conseguenza degli aumenti anche la quota di partecipazione italiana è destinata a raddoppiare, passando da circa 300 a 600 milioni di euro, almeno la metà dei quali, tuttavia, dovrebbero rientrare sotto forma di commesse alle nostre industrie che contribuiranno a costruire i vari pezzi della macchina. Il maggiore onere economico in assoluto sarà a carico della Francia che si è aggiudicata, in cambio, l’assegnazione del sito in cui sorgerà l’impianto. Si tratta di Cadarache, una sessantina di km da Marsiglia, dove, in un’area di 400 mila metri quadrati, sono già iniziati i lavori che ospiteranno il reattore e tutte le infrastrutture accessorie.

LA «BOTTIGLIA» - Quanto alla «bottiglia» in cui dovrà essere riprodotto un pezzettino di Sole, essa sarà costituita da un contenitore a forma di ciambella, un tokamak per usare il gergo dei fisici. Al suo interno un plasma di deuterio e trizio (due parenti stretti dell'idrogeno), tenuto sospeso da un intenso campo magnetico, sarà portato fino a temperature di 100 milioni di gradi. In queste condizioni fisiche i nuclei atomici di deuterio e trizio saranno forzati a incollarsi l'uno all'altro, avviando la reazione di fusione nucleare. Il processo darà luogo alla formazione di neutroni altamente energetici che libereranno il calore necessario al funzionamento di una turbina a vapore per la generazione di elettricità. Nei tanti tokamak realizzati finora il processo di fusione è durato solo una manciata di secondi, poi si è arrestato a causa di forti turbolenze. Iter dovrebbe riuscire a governare meglio il plasma per poter accendere e spegnere il processo di fusione secondo le necessità.

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