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lunedì 24 agosto 2009

ENERGIA EOLICA:AD ANDALI (CZ) PARCO EOLICO DA 72 MILA MW


Sono gia' iniziati i lavori per la realizzazione del parco eolico ad Andali, comune in provincia di Catanzaro. Solgenera, costituita poco piu' di un anno fa dalla toscana Consiag spa (50,50 %) e Interconsulting srl (49,50%), ha infatti acquistato da Andali Energia il 90% delle quote del progetto che ha gia' ottenuto l'autorizzazione regionale.

Si tratta di un impianto formato da 18 aerogeneratori, che forniranno 72 mila MW di energia elettrica all'anno, coprendo il fabbisogno energetico di circa 65.500 abitanti. I lavori si concluderanno entro la fine del 2010.

In termini di impatto ambientale questo impianto da solo ridurra', ogni anno, l'immissione nell'atmosfera di 50.400 tonnellate di anidride carbonica (Co2); 180 tonnellate di ossido d'azoto (NOx), 100 tonnellate di anidride solforosa (SO2) e saranno risparmiate 16mila tep (Tonnellate equivalenti di petrolio). Questo e' solo uno dei progetti in corso di Solgenera che ha gia' siglato con amministrazioni locali in Puglia e in Sicilia importanti accordi di investimento anche per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Gli impianti utilizzano la tecnologia a 'film sottile' a telloruro di cadmio capace di garantire una produttivita' maggiore su altre tecnologie piu' tradizionali. Di questi, per tre impianti nelle province di Lecce e Brindisi sono gia' iniziati i lavori per la realizzazione. Per altri impianti (per un totale di 20/25 MW), alcuni da realizzare su serre in modo da ottimizzare l'utilizzo sul territorio, e' gia' in corso l'iter autorizzativo e i lavori inizieranno entro la fine del 2009

influenza suina: nuova influenza, il virus è una GRAVE MINACCIA PER GLI USA

La nuova influenza pone una grave minaccia per la salute negli Usa: lo afferma il Consiglio Scientifico e Tecnologico della Casa Bianca. In un rapporto si afferma che ''l'attuale ceppo pone una grave minaccia alla nazione. Il problema non e' che il virus e piu' letale di altri ceppi influenzali ma che probabilmente infettera' piu' persone del solito perche' e' un ceppo nuovo contro cui la gente non ha costruito resistenze immunitarie'', ha detto la Casa Bianca.

Secondo il rapporto, il punto centrale ''non e' che il virus A H1N1 sia piu' letale di altri ceppi influenzali, ma che probabilmente infettera' piu' persone del solito perche' e' un ceppo nuovo contro cui la popolazione non ha costruito resistenze immunitarie''. ''Cio' potrebbe significare - prosegue il rapporto del Pcast - che gli uffici dei medici e gli ospedali potrebbero andare in tilt a causa delle tantissime richieste''.

Il presidente Obama ''ha parlato a lungo coi membri del Pcast ed ha espresso loro sinceri ringraziamenti per il contributo'', ha detto John Brennan, Consigliere della Casa Bianca per la Sicurezza nazionale.

La pandemia di nuova influenza non pone gli stessi rischi della "spagnola" verificatasi nel 1918, ma è comunque "una seria minaccia per la salute". A rilanciare l’allarme in vista della stagione influenzale sono i membri del Council of Advisors on Science and Technology, la squadra di consulenti scientifici della Casa Bianca, che hanno diffuso oggi un rapporto sullo stato dei preparativi per un possibile aumento dei contagi nei prossimi mesi. "Come per quanto avvenuto in primavera possiamo sperare per il meglio ma dobbiamo prepararci al peggio", si legge nel rapporto diffuso oggi.

Incertezza sul virus "Dovremo prendere decisioni fondamentali di fronte all’incertezza su quando e come il virus si diffonderà", proseguono gli scienziati che hanno lodato il lavoro svolto dall’amministrazione negli ultimi mesi. "Le precauzioni prese sono le migliori mai assunte nei confronti di una pandemia", ha commentato il presidente del consiglio dei consulenti, Eric Lander, direttore dell’istituto per le scienze biomediche dell’Mit.

Malattia imprevedibile "La risposta del governo federale è stata davvero impressionante e siamo stati compiaciuti dell’alto livello di cooperazione tra i molti dipartimenti ed agenzie che si stanno preparando per l’atteso ritorno del virus". A sottolineare l’imprevedibilità degli sviluppi della malattia è stato lo stesso segretario per la Sicurezza Nazionale, Janet Napolitano, che ha da tempo attivato il proprio dipartimento in vista di una seconda ondata influenzale. "Non è possibile prevedere quando scoppierà la stagione dell’influenza ma è comunque meglio prepararsi a un ritorno del virus A/H1N1", ha detto Napolitano.

ENERGIA NUCLEARE: IN GERMANIA tecnologia ponte sul cammino delle rinnovabili


La Germania non ha bisogno dell'energia nucleare per sempre, ma solo come 'tecnologia ponte'. Lo ha ribadito la cancelliera tedesca, Angela Merkel, in un'intervista video in cui rispondeva alle domande online degli elettori. 'Non lo voglio per sempre - ha detto la cancelliera riferendosi al nucleare - ma ne abbiamo bisogno ancora per un certo periodo', come 'tecnologia ponte' sul cammino delle rinnovabili.
fonte:ansa

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INQUINAMENTO MARI: IN AUSTRALIA massiccia perdita di greggio da un pozzo off-shore


Una massiccia perdita di greggio da un pozzo off-shore in Australia, in soli tre giorni ha creato un fiume nero lungo almeno 14 km. La perdita, secondo gli operatori, non potra' essere bloccata per quasi due mesi, mentre gli ambientalisti lanciano l'allarme. Un mix di gas e petrolio condensato fuoriesce nel mare di Timor, a 3.600 metri di profondita', da un pozzo sottomarino di un'affiliata della Ptt Exploration che dovra' rimborsare milioni di dollari per i costi di decontaminazione.
FONTE : ANSA

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, NEGLI USA AD OTTOBRE SOLO UN TERZO DEI VACCINI PREVISTI. IN FRANCIA DECIMA VITTIMA

Solo un terzo delle dosi sara' pronto per meta' ottobre
L'amministrazione Obama sta preparando gli Stati Uniti a un programma di vaccinazione di massa contro l'influenza A. Il progetto e' stato definito da un addetto ai lavori ''il piu' vasto mai realizzato nella storia dell'uomo'' e mira a vaccinare in pochi mesi meta' della popolazione. Ma la sperimentazione del vaccino marca il passo: appena un terzo delle dosi previste per meta' ottobre saranno pronte a quella data, quando gli esperti si attendono il picco dell'epidemia.

DECIMA VITTIMA IN FRANCIA
Una donna di 56 anni affetta da virus influenzale A(H1N1), con diversi ''fattori di rischio'', e' deceduta ieri in una casa di riposo per disabili francese. Lo ha annunciato l'Istituto nazionale di sorveglianza sanitaria InVs.
Si tratta della decima vittima in Francia, che aveva registrato il suo ultimo decesso a giugno a Brest, una giovane donna di 30 anni che soffriva gia' di una grave malattia e che aveva subito gravi complicazioni per via dell'infezione polmonare provocata dal nuovo virus.
''Nella casa di accoglienza sono state prese tutte le misure necessarie alla protezione dei residenti'', ha detto l'InVs.
Il numero di morti a causa del virus A (H1N1) in Francia sale cosi' a 10 persone.

domenica 23 agosto 2009

AIDS: NEL DNA LA PROTEZIONE DAL VIRUS HIV


A volte basta poco per impedire che un virus assai pericoloso e temuto come l’HIV, responsabile dell’aids, riesca a infettare un essere umano. Per la precisione, bastano 14 basi in meno (tecnicamente una 'delezione') in una specifica posizione del dna per proteggere un neonato dal rischio di infettarsi con il virus in fase perinatale. È questa l’importante scoperta dei genetisti dell’Irccs materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste, effettuata assieme ai colleghi degli istituti Materno-Infantil di Recife e dell’Università di Pernambuco, entrambi in Brasile.

La scoperta nel dna La ricerca si inserisce in un filone di studi che il Burlo Garofolo sta portando avanti da tempo in Brasile. Si tratta di studi che hanno per oggetto la trasmissione verticale (cioè da mamma a figlio) del virus HIV, una modalità di contagio che, contrariamente a quanto si pensava in passato, appare sempre più dipendente da un insieme complesso di fattori: ambientali, comportamentali, virali e, naturalmente, genetici. La ricerca è stata appena pubblicata dalla rivista Aids. Il ruolo della genetica nell’infezione da Hiv è emerso anni orsono dall’esame di soggetti adulti, quando si è scoperto che la perdita di un frammento di 32 basi nel gene 'Ccr5' - una delezione chiamata appunto 'delta 32' - rendeva i soggetti resistenti all’infezione virale. Successivamente altre regioni del genoma umano sono state chiamate in causa, l’ultima in ordine di tempo è proprio quella individuata dai ricercatori italiani e brasiliani: una variante genica (o polimorfismo) nel gene 'Hla-G' caratterizzata dalla mancanza di 14 basi.

Le dinamiche della trasmissione "Abbiamo iniziato questo studio - ha spiegato Sergio Crovella, genetista del Burlo Garofolo e responsabile del progetto di collaborazione con gli istituti sudamericani - per cercare di capire meglio le dinamiche che consentono al virus dell’Hiv di trasmettersi di madre in figlio al momento della nascita. L’osservazione diretta di molti casi indica che ciò non accade sempre: in altre parole, madri sieropositive possono dare alla luce figli che, pur essendo stati esposti al contagio, non si infettano e rimangono sieronegativi. La domanda ovvia era: perché?".

Lo studio su due gruppi di bimbi I ricercatori hanno così reclutato due gruppi di bambini nati tutti da madri sieropositive che non avevano ricevuto terapia antiretrovirale durante la gravidanza: uno formato da bambini che avevano contratto l’infezione (175 soggetti), l’altro da bambini che erano rimasti immuni nonostante l’esposizione perinatale (71). Entrambi i gruppi sono stati confrontati con 175 bambini di controllo (non esposti al rischio infezione, cioè nati da madri sane). "Abbiamo analizzato il genoma di tutti i soggetti - ha proseguito Crovella - focalizzando l’attenzione su una zona in particolare, corrispondente a un gene chiamato 'Hla-G', che è considerato un importante mediatore della tolleranza materno-fetale, cioè di quel meccanismo che permette al feto di essere bene accetto dai sistemi di difesa materni, e di non essere conseguentemente espulso. Precedenti studi avevano individuato una specifica variante genetica in questo gene, un polimorfismo costituito da una delezione/inserzione di 14 basi (due possibilità opposte nello stesso punto del dna), e la nostra ricerca non solo l’ha confermata ma ha anche definito la sua correlazione con la suscettibilità all’infezione in fase perinatale. In particolare è emerso che i bambini con una delezione presente in omozigosi (D/D), cioè su entrambi i geni 'Hla-G' (ricevuti uno dal padre e uno dalla madre), risultavano più protetti di quelli con una combinazione di delezione/inserzione (D/I) o con la sola inserzione (I/I)".
L'analisi del dna L’analisi del dna ha infatti confermato che, pur essendo nati da madri positive al virus, i bambini con il polimorfismo D/D nel gene Hla-G presentavano un minor rischio di essere infettati al momento del parto. "Non c’è dubbio che 14 basi rappresentano una goccia nell’oceano, se pensiamo ai tre miliardi di basi che formano il nostro genoma", ha sottolineato Crovella. "Tuttavia la frequenza con cui questo assetto genico compare nella popolazione generale (60%) indica che la selezione naturale lo ha conservato per qualche motivo, che la sua presenza è vantaggiosa. Nel nostro caso, sappiamo che protegge dal virus hiv riducendo il rischio di trasmissione verticale". Nella ricerca non è stato possibile includere campioni di dna materno, precisano i ricercatori, tuttavia il ruolo di questo gene nella suscettibilità all’infezione da hiv appare inequivocabile. Nondimeno, è stata fatta un’ipotesi sul meccanismo con cui il polimorfismo sembra agire: la presenza della delezione, infatti, è associata a una maggiore produzione del gene corrispondente. Ciò crea una particolare risposta dell’organismo che riduce la produzione di composti ad attività pro-infiammatoria, i quali sono in parte responsabili dell’aumentato rischio di trasmissione verticale.
FONTE: ilgiornale

sabato 22 agosto 2009

ANTIBIOTICI: piccoli invertebrati per testare una nuova gamma di medicinali.


E' quanto emerge dallo studio pubblicato su ACS Chemical Biology dai ricercatori dell'Harvard Medical School di Boston, in Massachusetts, che hanno utilizzato i piccoli invertebrati per testare una nuova gamma di medicinali. ''Gli attuali metodi utilizzati per realizzare gli antibiotici, volti a misurare l'inibizione dello sviluppo o la morte dei batteri - spiega Frederick Ausubel, che ha guidato l'esperimento - a volte non funzionano bene. La possibilita' di sperimentare i medicinali su animali vivi, infettati con i batteri, consente l'individuazione di farmaci potenzialmente piu' efficaci''. La ricerca e' stata condotta su 37.200 caenorhabditis elegans, piccoli vermi usualmente utilizzati nelle ricerche. ''Durante i test - continua l'esperto- sono stati identificati 28 nuovi principi con proprieta' antimicrobiche, che possono dar vita ad altrettanti potenziali farmaci in grado di combattere gli effetti nocivi dei germi''.

sonno: il sonno riduce i rischi e sincronizza l'orologio biologico.


E' uno dei 125 misteri scientifici meglio custoditi dalla natura secondo la rivista Science.

Perche' si dorme? Secondo una nuova teoria il sonno aiuta gli animali ad aumentare l'efficienza e a ridurre il rischio.

Parola dello psichiatra Jerome Siegel, che ha descritto la sua ipotesi sulla rivista Nature Reviews Neuroscience.

Pipistrelli, uccelli, tartarughe e, ovviamente, uomini trascorrono un terzo della loro vita dormendo. La spiegazione piu' diffusa e' quella della ''manutenzione''. Pisolini e gran ronfate servono, secondo i neuroscienziati, a ''fare il tagliando'' al cervello consolidando la memoria e ''spazzando via'' i ricordi inutili. Per Siegel, pero', la motivazione e' un'altra: il sonno riduce i rischi e sincronizza l'orologio biologico.

Il sonno, spiega l'autore dello studio, ''e' sempre stato considerato come qualcosa di negativo'' dal punto di vista dell'evoluzione: gli animali sono piu' vulnerabili per i predatori e non svolgono funzioni vitali. Allora perche' dormire? Il sonno fa risparmiare energie al metabolismo del cervello ed e' velocemente reversibile quando ci sono delle ''minacce'' esterne. Negli esseri umani, infatti, il cervello costituisce solo il 2% del peso corporeo totale, ma assorbe il 20% delle risorse complessive. Secondo Siegel, questa ipotesi spiegherebbe anche perche' si cambia ''stile'' di riposo durante la vita. ''Quando siamo giovani abbiamo un alto tasso metabolico da 'risparmiare' con il sonno e ci sono altre persone che ci proteggono - spiega lo scienziato -. Da anziani il ritmo metabolico e' ridotto e si ha la responsabilita' di proteggere gli altri''.

venerdì 21 agosto 2009

HIV : PERCHE' PROGREDISCE DIVERSAMENTE TRA UOMINI E DONNE


Uno studio americano pubblicato su Nature Medicine svela uno dei misteri dell'Hiv: lo stesso virus progredisce in maniera differente negli uomini e nelle donne a causa di una diversa risposta del sistema immunitario che dipende dal sesso di chi contrae la malattia.

I ricercatori del Ragon Institute of Massachusetts General Hospital (Mgh), del Mit e di Harvard che hanno condotto gli esperimenti hanno scoperto che nelle donne l'attivazione cronica delle cellule T, dovuta al virus, ha una tempistica differente: l'Hiv progredisce piu' rapidamente nelle pazienti di sesso femminile a causa di un recettore molecolare che attiva - e quindi sfinisce - prima il sistema immunitario.

Una delle strategie virali che rendono il virus tanto pericoloso consiste infatti in un'attivazione costante delle difese dell'organismo e quindi in un loro prematuro invecchiamento.

''Le differenze di genere individuate dai test - afferma Marcus Altfed, coordinatore dello studio - indicano una diversa reazione del sistema immunitario e possono trasformarsi in nuovi approcci terapeutici che riguardino l'attivazione delle cellule T e non la replicazione del virus''.

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vita artificiale: Il corredo genetico di un batterio trasferito in una cellula di lievito, modificato e trapiantato in un altro batterio

Il traguardo della vita artificiale e' piu' vicino: nuova tappa verso la creazione di nuovi microrganismi. Per la prima volta il corredo genetico di un essere vivente e' stato trasferito in una cellula di lievito, li' e' stato modificato e quindi trapiantato in un altro vivente. Quest'ultimo, un batterio, e' il primo essere vivente in cui e' stato trapianto Dna modificato prelevato da un altro batterio. Lo ha realizzato il gruppo Usa diretto da Craig Venter.

Il corredo genetico di un essere vivente trasferito in una cellula di lievito, modificato e quindi trapiantato in un altro vivente: è il nuovo traguardo raggiunto dal gruppo statunitense diretto da Craig Venter (il «papà» della prima mappa del genoma umano) e rappresenta un nuovo importante passo in avanti verso la vita artificiale. In poco meno di due anni dal trapianto di Dna fra due batteri, i ricercatori coordinati da Carole Lartigue (una microbiologa e biologa molecolare di origini belga che da anni lavora con il gruppo di Venter) hanno completato un'altra tappa verso la creazione di un organismo artificiale e il risultato dei loro studi sarà pubblicato venerdì su Science.

L'ESPERIMENTO - Dal batterio Mycoplasma mycoides gli studiosi statunitensi hanno prelevato il Dna e, anziché trasferirlo subito (come avevano fatto due anni fa), lo hanno modificato con un passaggio intermedio nelle cellule di lievito e poi lo hanno trasferito nel Mycoplasma capricolum. In quest'ultimo batterio il Dna modificato ha cominciato a dividersi generando un nuovo ceppo del batterio donatore del Dna, il Mycoplasma mycoides.

IL SOGNO DI VENTER - Venter può dunque vantare un nuovo successo nel cammino verso la vita artificiale. Un cammino realizzato nell'istituto nel Craig Venter Institute di Rockville, nel Maryland. Il primo importante risultato del «Bill Gates della biologia» risale al giugno 2007, quando per la prima volta l'intero corredo genetico di un essere vivente è stato trapiantato in un altro vivente. Oggi viene annunciato un altro passo, con il primo essere vivente che riceve il Dna modificato di un altro individuo. L'obiettivo ultimo? Venter nonha mai fatto mistero di voler creare microrganismi completamente nuovi: batteri con un Dna completamente costruito in laboratorio, esseri viventi oggi inesistenti sulla Terra da utilizzare per produrre biocarburanti o bonificare zone contaminate da rifiuti tossici.

influenza suina: nuova influenza, Dobbiamo prepararci ad una seconda e terza ondata. Intanto in giappone e Pandemia

Prepariamoci ad una seconda e ad una terza ondata di influenza 'A'. L'avvertimento arriva dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), Margaret Chan. "Non possiamo dire se il peggio e' passato o se ancora deve arrivare", ha detto in un video diffuso in una conferenza sulla pandemia a Pechino. "Dobbiamo prepararci ad una seconda e terza ondata, cosi' come e' successo in passato per le altre pandemie", ha avvertito Chan.
Secondo l'Oms inoltre il 40% dei contagi gravi riguarda i bambini e gli adulti al di sotto dei 50 anni. In questi pazienti e' evidente un repentino peggioramento delle condizioni di salute cinque o sei giorni dopo la comparsa dei primi sintomi.
Con 7.750 casi confermati di pazienti curati per patologie influenzali, il Giappone entra formalmente nella fase epidemica della malattia. E' stata infatti superata abbondantemente la quota chiave di un individuo affetto dal morbo per ogni ospedale specializzato nel Paese. E' quanto emerge dai dati pubblicati dall'Istituto nazionale per le malattie infettive, secondo cui nella settimana 10-16 agosto la media di persone curate si e' attestata a quota 1,61, contro lo 0,99 precedente.

influenza suina: nuova influenza, il virus A/H1N1 individuato anche nei tacchini


Infettati dalla 'suina' due allevamenti del Cile
La presenza del virus A/H1N1 e' stata individuata in due allevamenti di tacchini nella regione cilena di Valparaiso. E' la prima volta che il virus della cosiddetta 'influenza suina', che ha infettato milioni di persone in tutto il mondo, viene trovato in un animale diverso dal maiale. Le autorita' di Santiago hanno fatto appello ai cittadini a continuare a ''consumare in totale tranquillita''' la carne di tacchino.
fonte:ansa

riscaldamento globale: Fra 10 anni sarà peggio

Il caldo torrido di questi giorni "è il segnale del clima che cambia ed è un trend che andrà consolidandosi nei prossimi 10 anni, tanto da farci prevedere siccità nelle regioni del Sud d'Italia, specie in Sicilia e Calabria". Sottolinea di non essere "affatto meravigliato" per il gran caldo di questi giorni il climatologo dell'Enea Vincenzo Artale che, intervistato dall'ADNKRONOS, commenta così il forte rialzo delle temperature registrato in questa estate 2009, un'ondata di calore che si va particolarmente intensificando proprio in queste ore.
Artale, esperto di oceani e responsabile del laboratorio dell'Enea Casaccia che sviluppa modelli per scenari climatici, sottolinea quindi di aver "visto in dettaglio", nelle simulazioni realizzate nel suo centro di ricerca, che "nel nostro Paese si verificherà entro il 2020 una intensificazione del caldo, con punte di siccità nelle aree meridionali".

"Certo è un primo studio che andrà consolidato e che si basa su simulazioni durate circa 2-3 anni" avverte Artale che ha condotto le simulazioni con il suo team nell'ambito del progetto europeo Circe che si protrarrà fino al 2011. Rappresentante per l'Italia nell'Ipcc per il Rapporto-4 sul clima pubblicato nel 2007, il Rapporto che ha portato l'Intergovernmental Panel on Climate Change (foro intergovernativo sul mutamento climatico) al Premio Nobel, Artale anticipa che nel prossimo Rapporto-5 dell'Ipcc, che uscirà nel 2013, saranno "due gli elementi importanti su cui ci si dovrà concentrare: nuove tecnologie e sistemi sociali basati sulla Green Economy per ridurre le emissioni climalteranti".

E se il caldo non coglie di sorpresa gli esperti, il climatologo dell'Enea sottolinea invece l'incognita relativa al livello delle acque del Mediterraneo. "Riguardo il livello del Mediterraneo - dice Vincenzo Artale - rimangono molte incognite. Il livello del mare dipende sia dalle temperature che dalla salinità, quindi se ci sarà innalzamento o meno rimane ancora poco chiaro".

"Su questo punto, infatti, nel Mediterraneo concorrono differenti fattori, alcuni portano all'innalzamento, altri alla contrazione del livello delle acque e per ora non abbiamo risposte definite" afferma ancora lo scienziato dell'Enea. Che aggiunge: "Il vero diktat ora è fermare le emissioni climalteranti e puntare a frenare il cambiamento del clima".

"I governi - commenta il climatologo - stanno finalmente recependo l'esigenza di fermare il cambiamento climatico. Usa, Cina, Europa stanno lavorando per potenziare le politiche di ecosostenibilità e innovazione tecnologica per l'approvvigionamento dell'energia e queste sono le strade da perseguire, strade che la scienza indica da tempo".

E proprio sul fronte dell'approvvigionamento energetico il climatologo Artale guarda alla Grid come una delle risposte più importanti da attuare su scala globale. "La Grid - spiega - è la nuova idea che arriva dall'ingegneria energetica. Grid significa mettere in rete su scala internazionale l'energia prodotta. In altre parole, ogni Paese sviluppa energia con sistemi che gli sono propri. La Danimarca, per esempio, esporta il 20% di energia eolica prodotta sul territorio e questo è un esempio di Grid. La Francia, inoltre, ha un esubero di produzione energetica da nucleare e potrebbe metterla in rete".

"Condividere le proprie risorse energetiche con gli altri Paesi si sta manifestando come la soluzione per risolvere i problemi di approvvigionamento nel futuro più prossimo" assicura Artale. "E' - aggiunge - un concetto molto nuovo che andrebbe sviluppato a livello globale. Nel momento in cui, per esempio, un Paese manifesta criticità di acqua nelle centrali idroelettriche, un altro Paese può intervenire fornendogli il suo surplus energetico. Anche l'Italia potrebbe muoversi in questa direzione".

"Pace, cambiamenti climatici, energia, risorsa acqua sono fattori che si combinano fra loro. Tenerli distanti non sarà possibile a lungo. E la scienza - conclude il climatologo - può far molto. Ormai siamo alle porte di un'altra rivoluzione: la tecnologia farà partire la nuova Green Economy, l'unica via per garantire all'umanità una vita sostenibile sul nostro pianeta".
fonte: adnkronos.com

Festival energie alternative: Partirà Lunedì 24 Agosto

Partira' Lunedi' 24 Agosto in piazza Garibaldi a Campofelice di Roccella l'edizione 2009 del Festival energie alternative, il primo e unico festival in Italia dedicato ai temi delle energie rinnovabili: Musica, teatro, danza e incontri incentrati sulle energie pulite.

Giunto alla sua terza edizione, il Festival energie alter-native e' una grande carovana delle energie rinnovabili che tocchera' diversi Comuni in Sicilia.

La tappa di Campofelice di Roccella e' organizzata con il contributo del Comune e con il sostegno di sponsor privati.

La manifestazione ha anche il patrocinio di ISES Italia e del Ministero dell'Ambiente.

Idea portante del Festival e' quella di divulgare la cultura delle energie rinnovabili come fonti alternative gia' oggi utilizzabili per usi civili. Un'alternativa che ha radici profonde e che si riflette sulle scelte di campo anche culturali. Il programma musicale che accompagna il festival nelle sue diverse tappe e' anch'esso espressione di una autoctonia ''altra'' e contemporanea. Il Festival si distingue per la ricchezza delle differenti arti che propone: Musica, Danza, Teatro senza cercare una precisa connotazione stilistica bensi' ricercando la contemporaneita' piu' all'avanguardia.

Il Festival energie alternative prevede prima degli spettacoli incontri e dibattiti divulgativi per promuovere la diffusione delle applicazioni pratiche delle energie rinnovabili. Ogni depliant e brochure viene stampata su materiali cartacei con un processo a zero emissioni e su carta riciclata. Tutta l'energia necessaria alle attivita' dal vivo del Festival e' prodotta da energia pulita. Il Festival compensa inoltre le proprie emissioni di CO2 e per gli spettatori e' possibile acquistare un ''biglietto verde'' per assistere agli spettacoli ad ''ingresso ecologico'' per le tappe di Palermo e Catania. Il biglietto verde e' un modo concreto per contribuire a riforestare zone degradate della Sicilia.

giovedì 20 agosto 2009

gene Klotho: GENE ANTI-INVECCHIAMENTO che CURA l' IPERTENSIONE

Dal gene dell'eterna giovinezza potrebbe arrivare la ricetta per contrastare l'ipertensione.

Il gene Klotho, scoperto da ricercatori giapponesi nel 1997, e' stato utilizzato in laboratorio dagli scienziati dell'Oklahoma Health Sciences Center per ridurre i livelli di pressione sanguigna, fattore di rischio per ictus e infarto.

La scoperta pubblicata sulla rivista dell'American Heart Association e' che aumentando l'attivita' del gene non solo si riesce a bloccare l'innalzamento dei valori, ma addirittura a ridurli, garantendo uno scudo anche contro l'insufficienza renale, altra conseguenza sottovalutata di una pressione fuori controllo.

Adesso i ricercatori guidati da Zhongjie Sun stanno lavorando alla sintesi del gene, il cui utilizzo sugli uomini e' gia' stato autorizzato dalla Food and Drug Administration.

''Un'unica applicazione del gene Klotho - spiega Sun - puo' ridurre l'ipertensione per almeno 12 settimane o piu'''.

Il gene e' disponibile anche sotto forma di una proteina e in un futuro prossimo gli scienziati non escludono di poter estrarre una formulazione solubile da sciogliere in acqua.

La storia del gene Klotho risale alla fine degli anni '90, quando un team di ricerca giapponese scopri' che con l'avanzare dell'eta' la sua attivita' nell'uomo e' destinata ad affievolirsi esponendo cosi' a diversi tipi di malattie e per questo fu subito ribattezzato ''gene anti-invecchiamento''.